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“Razzi e colpi di arma da fuoco”. Il confine tra Kosovo e Serbia torna a incendiarsi. Nazionalisti serbi hanno attaccato un posto di polizia e controllo sul fronte Nord del Kosovo.
- Giovedì 28 Luglio 2011
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“Razzi e colpi di arma da fuoco”. Il confine tra Kosovo e Serbia torna a incendiarsi. Nazionalisti serbi hanno attaccato un posto di polizia e controllo sul fronte Nord del Kosovo.

(Credits: Ap Foto/Srdjan Ilic)
L’ultimo fuggitivo della ex Jugoslavia non è più a piede libero. Goran Hadzic, braccio destro di Slobodan Milosevic ed ex leader dei ribelli serbi in Croazia è stato arrestato dalle autorità serbe.

(Credits: Ap Foto)
E’ stato catturato il generale Ratko Mladic e al momento è sotto interrogatorio presso le autorità serbe. L’identità di Mladic è stata confermata dal premier Boris Tadic, che ha parlato di “momento storico” per la Serbia.


di Fausto Biloslavo
Lunedì 15 novembre a Belgrado è arrivato il procuratore capo del tribunale internazionale per i massacri nell’ex Iugoslavia, Serge Brammertz. Vuole raccogliere informazioni sulla caccia agli ultimi latitanti e sancire il fatto che la Serbia non è più la pecora nera dei Balcani: dei 46 accusati di crimini di guerra richiesti dalla corte dell’Aia, Belgrado ne ha consegnati 43. Uno non è stato estradato perché si è suicidato al momento dell’arresto. Così all’appello mancano due soli ricercati. Uno è Goran Hadzic, pesce piccolo ma non meno feroce degli altri, accusato di crimini di guerra in Croazia. L’altro è il generale Ratko Mladic, il «macellaio» di Srebrenica, Continua

(Credits: Epa/Aleksandar Plavevski)
Il governo serbo non perde tempo e, a pochi giorni dallo “scongelamento” della domanda per la candidatura all’ingresso nell’Unione europea, ha portato a 10 milioni di euro la taglia sulla testa di Ratko Mladic, il criminale pluri-ricercato noto come il “boia di Srebrenica“.

(Credits: Ansa/Luca Zennaro)
Sorride il presidente Boris Tadic. Tra un anno la Serbia potrebbe essere ufficialmente candidata all’ingresso nell’Unione europea: i ministri degli Esteri dei Ventisette riuniti in Lussemburgo hanno scongelato la domanda di Belgrado, dando il via libera alla Commissione per ogni successiva valutazione. E questo nonostante i bastoni tra le ruote messi negli ultimi tempi dagli hooligans serbi e dagli ultranazionalisti di destra.

(Credits: Ansa/Zennaro Luca)
Belgrado. Per la seconda volta in tre giorni le immagini degli hooligan serbi sono rimbalzate sui media di tutto il mondo. La prima volta domenica, a Belgrado, in occasione del Gay Pride. La seconda, ieri, allo stadio Marassi di Genova.


(Credits: Getty Images)
Prima, il 12 ottobre, il segretario di Stato americano Hillary Clinton, in missione a Belgrado per benedire il nuovo corso della Serbia: addio allo sciovinismo, viva l’Europa. Poi, il giorno dopo, una missione-sistema dell’Italia, con il debutto nella capitale serba del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, accompagnato da una folta schiera di ministri e imprenditori. Obiettivo: riaffermare la partnership strategica fra Italia e Serbia. Continua
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