
Un ribelle siriano ferito a Idlib, Siria (AP Photo)
Un “atroce bagno di sangue”, così Barack Obama ha condannato la cruenta repressione in Siria, parlando dopo il colloquio con il premier italiano in visita negli States.
Un gruppo di attivisti segnala, nella sola giornata di ieri, almeno 110 vittime per il bombardamento - per il sesto giorno consecutivo - delle forze del presidente siriano Bashar al-Assad sulla città assediata di Homs. Continua

(Credits: AP Photo/Alex Brandon)
I piani sono pronti da tempo presso il Central Command, il quartier generale statunitense che ha competenza sui Asia centrale e Medio Oriente, e vengono continuamente aggiornati. Un lavoro normale per i militari che devono pianificare ogni possibile impiego delle forze statunitensi e tenersi pronti ad agire in tempi rapidissimi. Questa volta, però, l’ipotesi di un intervento militare internazionale in Siria assume maggiore concretezza dopo che la Cnn ha rivelato come il Pentagono stia mettendo a punto i dettagli per attaccare il regime di Bashar Al Assad. Per ora viene definita “una valutazione delle risorse militari disponibili“, una fase esplorativa avviata secondo due funzionari del Pentagono per valutare gli assetti militari, il tipo di missione da compiersi e i rischi a cui gli Stati Uniti andrebbero incontro.
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20 giugno 2008, in India in visita ufficiale col marito (AP Photo / Aijaz Rahi)
Con un tempismo infelice Asma al-Assad, la moglie del presidente siriano Bashar, in questi giorni ha parlato per la prima volta delle rivolte che da undici mesi stanno insanguinando il suo Paese. Lo ha fatto, con una mail inviata al Times, per appoggiare il marito, proprio mentre il bilancio dei bombardamenti su Homs si fa sempre più sanguinoso. Continua

Siriani davanti l'ambasciata russa, contro il veto russo, in Qatar (AP Photo/Osama Faisal)
Non accenna a concludersi il martirio di Homs, roccaforte siriana della rivolta contro Bashar Al-Assad, di nuovo sottoposta a intensi bombardamenti da parte delle forze lealiste.
Nella strage compiuta tra venerdì e sabato, è morto anche “Omar il siriano”, un giornalista attivista che collaborava con l’Agenzia France Presse (Afp), mentre l’Unicef denuncia che almeno 400 bambini sono rimasti uccisi in undici mesi in Siria. Continua

Il ministro russo Sergej Lavrov incontra il presidente siriano (AP Photo/SANA)
“Un incontro molto utile”. Così il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha definito il colloquio odierno a Damasco con il presidente siriano, mentre non diminuiscono pressioni e tensioni internazionali per fermare la dura repressione nel paese del Vicino Oriente. Continua

di Sergio Romano
La missione della Lega araba in Siria ha gettato la spugna e ha rinunciato al tentativo di separare i contendenti. Ma è ancora a Damasco in attesa che qualcuno al Cairo, sede dell’organizzazione, decida la sua sorte. All’Onu, gli Stati Uniti e altri Paesi occidentali stanno lavorando sul testo di una risoluzione che inviterebbe il presidente siriano Bashar al-Assad a farsi da parte per favorire la formazione di un governo provvisorio. Ma la Russia ha già fatto sapere che non esiterebbe ad affossare la risoluzione con il proprio veto. Continua

Scritte sui muri in inglese ("Vai via ti prego") e in arabo ("Abbasso Bashar") a Douma, vicino Damasco (LaPresse)
Sono ripresi gli intensi bombardamenti su Homs, terza città siriana ed epicentro della rivolta contro il presidente Bashar al-Assad: lo riferiscono attivisti e residenti locali secondo i quali, nella sola giornata di ieri, l’offensiva è costata la vita ad almeno 95 civili.
Intanto oggi a Damasco arriva l’emissario di Mosca, il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, per cercare una mediazione che avvii il processo di riforme. Continua
Gli Stati Uniti hanno chiuso la propria ambasciata a Damasco ed evacuato tutto il personale per motivi di sicurezza. La decisione è stata presa dopo l’escalation di violenze nel Paese, che tra ieri e oggi hanno raggiunto il loro culmine a Homs, con decine di vittime e centinaia di feriti.
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