

(Credits: Mauro Galligani)
di Fabrizio Paladini
È una tosta Cristina. Non fatevi ingannare dai suoi occhi dolci o dal suo sorriso solare. È una che ha sofferto tanto in passato, che soffre adesso e che soffrirà a lungo. Ma è una che non si arrende e che ha imparato prima a sopravvivere e poi a vivere. Cristina Buonacucina è un soldato di 27 anni, di Foligno. Genio guastatori, 32° reggimento di base a Torino. Quelli che vanno in cerca di bombe inesplose, di mine, di ordigni artigianali che i talebani sistemano sotto la sabbia o ai lati della strada e fanno esplodere quando passano i militari dei vari eserciti della coalizione. Continua


di Fabrizio Paladini
I sogni al di là del muro: in Afghanistan le basi militari italiane sono tutte protette dalle «Hesco bastion», grandi contenitori con gabbia di metallo riempiti di terra e sassi. Là dove una volta c’erano i sacchetti di sabbia ora ci sono queste moderne fortificazioni in grado di assorbire proiettili di varia potenza. Continua

Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, i soldati uccisi (STATO MAGGIORE DIFESA/GID)
“Ora mi chiama, e mi dice che è tutto a posto”. Così la moglie di Massimiliano Ramadù, Anna Maria Pittelli, cerca di allontanare il dolore per la morte del marito, ucciso in Afghanistan, chiusa nel suo appartamento di via Collina dei Pini, a Cisterna di Latina.
Lo racconta la zia di Massimiliano, Rosa Natella, che questa mattina ha incontrato Anna Maria, sconvolta e in stato di choc. FOTO
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Il passaggio di consegne tra italiani e turchi
Con la cessione alle forze di polizia afgane della base avanzata nella Valle di Mushai, il contingente italiano a Kabul ha iniziato la fase di rimpatrio che porterà a fine ottobre alla fine della presenza militare italiana nella capitale afgana, che prese il via all’inizio del 2002 poco dopo la caduta del regime talebano. Continua

Giorgio Gomma, 46 anni, Capitano di vascello. Capo di stato maggiore della Forza d’altura. (Foto di Massimo Sestini)
Di Fausto Biloslavo
In Afghanistan la tua seconda pelle è il giubbotto antiproiettile. Nella neve o in mezzo a un deserto puoi vivere il battesimo del fuoco come in Lawrence d’Arabia. In Libano o nei Balcani costruisci un pozzo, una strada, o regali un sorriso a un bambino che l’ha perso sotto le bombe. Al largo della Somalia, a bordo di una nave da guerra, insegui i pirati. Continua
“Non erano a caccia di italiani, in particolare. Ma di soldati occidentali. Che fossero italiani, americani, inglese, a loro, poco importa. Volevano “prede” straniere. Come poco importante è il luogo: che sia Kabul, dove è avvenuto l’attacco contro i vostri connazionali, Khandar o Herat. Il loro obiettivo è spargere terrore. Oggi le vittime sono italiane, domani saranno di un’altra nazionalità”. Continua
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