
Baltasar Garzon, 17 gennaio 2012 a Madrid (Ansa/EPA/Javier Lizon)
Magistrato scomodo secondo qualcuno, mondialmente noto per aver ordinato nel 1998 l’arresto a Londra dell’ex-dittatore cileno Augusto Pinochet, Baltasar Garzón vede troncata la sua carriera.
Tra mille polemiche il Tribunale Supremo di Madrid lo ha condannato ieri a undici anni di inabilitazione dalla magistratura per avere fatto intercettare nel 2009 colloqui in carcere fra imputati e difensori. Ma il giudice promette battaglia. Continua

Mariano Rajoy nel Parlamento dopo l'elezione a primo ministro (AP Photo/Daniel Ochoa de Olza)
Il Parlamento spagnolo ha votato la fiducia al leader dei Popolari, Mariano Rajoy, che si insedierà ufficialmente domani come nuovo premier, dopo il giureramento davanti a re Juan Carlos di Borbone.
Rajoy, uscito vincitore con una maggioranza assoluta dalle elezioni del 20 novembre, succedendo al socialista José Luis Zapatero, ha ottenuto 187 voti a favore, contro 149 contrari e 14 astenuti. Continua

Madrid, Mariano Rajoy applaude la folla dopo la vittoria (AP Photo/Paul White)
Termina l’era Zapatero. Per combattere la crisi la Spagna si affida ai popolari.
Sull’orlo del precipizio del debito, sotto l’attacco della speculazione, con un esercito di 5 milioni di disoccupati, il paese ieri ha voltato pagina con un trionfo storico - già scritto - del leader del centrodestra Mariano Rajoy, e la maggioranza assoluta in parlamento, e una debacle altrettanto storica per i socialisti guidati da Alfredo Rubalcaba. Continua

(Credits: Epa/Albert Olive)
Giochi fatti in Spagna. Vinceranno i popolari di Rajoi, l’erede di Aznar, contro i socialisti di Rubalcaba, l’ex ministro di Zapatero destinato a una disfatta che s’annuncia la peggiore del PSOE nella storia postfranchista (si dice al 30 per cento), mentre il PPE otterrebbe la maggioranza assoluta al 45. Quindici punti di distacco. I sondaggisti potranno sbagliare, ma così tanto?
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(Credits: Epa/Manuel Vidal)

In Spagna, il momento dell’apertura delle urne si avvicina. Domenica 20 novembre si terranno le elezioni politiche che sanciranno la fine dello zapaterismo dopo quasi otto anni. Il risultato sembra essere scontato: vinceranno i Popolari di Mariano Rajoy, ma il Partito socialista spera che non sia una vittoria “assoluta”.
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(Credits: Epa/Chema Moya)

“Euskadi Ta Askatasuna non sarà più una minaccia per il processo di risoluzione politica“. L’Eta ha deciso di deporre le armi. In una Spagna a dieci giorni dal voto, il gruppo terroristico basco ha annunciato per la prima volta di essere disposto a rinunciare alla lotta armata e a volersi impegnare in un serio processo di dialogo.
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Una manifestazione contro l'Eta (Ansa)
Euskadi Ta Askatasuna, ovvero Patria Basca e Libertà, l’acronimo sciolto di Eta, l’organizzazione separatista basca che tra poco, dopo 43 anni e 825 morti, farà meno paura.
L’Eta, che dal 2001 figura nella lista delle organizzazioni terroristiche dell’Unione Europea e degli Stati Uniti, ha deciso di porre definitivamente fine alla violenza e di abbandonare le armi. L’annuncio ufficiale è atteso durante la settimana in corso, riferisce un responsabile del Pnv, principale partito politico dei Paesi baschi. Continua
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(Credits: Ap Foto)

Alle elezioni amministrative in Spagna è doccia fredda sui socialisti. Il Psoe, mai così giù, viene staccato di dieci punti dai Popolari guidati da Mariano Rajoy e perde tutti i suoi feudi, inclusa Barcellona, dove vincono le liste autonomiste.
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