
Barack Obama di fronte al National Prayer Breakfast di Washington (Ansa/Epa/Chris Kleponis)
Mario Monti è atterrato a Washington intorno alle 22,30 ora locale (le 4,30 in Italia) per una visita di due giorni, accompagnato dal ministro degli Esteri Giulio Terzi. Il premier incontrerà oggi il presidente degli Stati Uniti Barack Obama dopo una serie di incontri al Congresso.
“Un meeting importante”, ha detto Tommy Vietor, alto funzionario del Consiglio di sicurezza nazionale americano. “Ci sono importanti questioni economiche da discutere”. Continua

(Credits: Epa)
Stamattina i giornali titolavano “Israele attaccherà l’Iran in primavera“. E poche ore dopo, nel sermone del venerdì, mentre ricorrono i 33 anni della Rivoluzione, il leader supremo Ali Khamenei ribatte così: “L’Iran sosterrà ogni gruppo o Paese che confronti o combatta Israele, che è un vero tumore e deve essere rimosso“.
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- farian
- Venerdì 3 Febbraio 2012

Chi interpreta chi? (Foto Ansa/LaPresse/Kikapress)
Il 6 novembre 2012 il presidente degli Stati Uniti in carica e uscente, Barack Obama, si troverà ad affrontare alle urne il candidato repubblicano che avrà la meglio nelle primarie del partito (e Mitt Romney sembra sempre più il superfavorito).
Sulla falsariga di The Daily Best, a cui diamo grande merito del suo lavoro di casting, abbiamo provato a immaginare che le elezioni presidenziali a stelle e strisce vengano tradotte in film: chi vedremmo bene nella parte di Obama e della sua first lady? E nei panni del repubblicano Newt Gingrich che ancora non ha mollato la corsa alla Casa Bianca? E di Ron Paul? Di Rick Santorum? E… Scopriamo insieme quali sono gli attori a cui abbiamo dato la parte. Continua
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(Credits: Epa/Jamal Nasrallah)
UPDATE: Come previsto, il 4 febbraio Russia e Cina hanno messo il veto sulla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva le dimissioni del presidente siriano Bashar Al Assad. Gli Stati Uniti si sono detti “indignati”, e amarezza è stata dichiarata anche da Francia e Germania. Ecco quali sono gli interessi in gioco e perché Mosca e Pechino hanno preferito difendere il leader siriano.

Stallo al Palazzo di Vetro. Come previsto, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (CdS) non è ancora riuscito a trovare l’accordo su una nuova risoluzione mirata a intervenire sulla crisi siriana. Nel quintetto, composto da Stati Uniti, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, sono gli ultimi due Paesi a mettersi di traverso. Soprattutto la Russia, che con la Siria ha un legame “speciale”. Continua
- Tags: Cina, gas, geopolitica, guerre, mappe, Mosca, Pacifico, petrolio, Stati Uniti, stretto-di-Hormuz, world news
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Visualizza Un mondo di nuove guerre per il petrolio in una mappa di dimensioni maggiori
Nuove guerre si sostituiscono alle vecchie. Dal Mar della Cina allo Stretto di Hormuz, gli equilibri del mondo sono sempre più legati alla lotta per il controllo delle fonti di energia, le cosiddette “sorgenti della vita”. Ma anche della morte.
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Fidel Castro (Credits: UN Photo/Evan Schneider)
Se Twitter lo dà per morto in media ogni due mesi, Fidel Castro l’inossidabile - al punto da essere stato inserito nel Guinness dei primati per essere sopravvissuto a 638 tentativi di ammazzarlo - aveva evidentemente bisogno di un suo “pari grado” per dimostrare al mondo di essere ancora vivo e vegeto. Continua
Sarebbero quattro tiratori scelti attualmente di stanza nella base di Camp Lejeune, in North Carolina, i quattro marine dell’esercito statunitense protagonisti dell’agghiacciante filmato nel quale urinavano su cadaveri di talebani uccisi in Afghanistan.
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(Credits: AP Photo/Fars News Agency, Hamed Jafarnejad)
In questi giorni la tensione tra Teheran e Washington continua a salire. Ieri, una portaerei americana e un incrociatore lanciamissili, di stanza in Bahrein, hanno varcato lo stretto di Hormuz in direzione est, per dare sostegno aereo alle forze Nato in Afghanistan. Le due navi da guerra sono uscite dallo stretto attraverso il corridoio meridionale, di pertinenza degli Emirati e dell’Oman, e hanno fatto sosta nel porto emiratino di Jebel Ali. Poco dopo la loro uscita attraverso lo stretto e quindi fuori dal Golfo Persico, il generale iraniano Ataollah Salehi ha messo in guardia gli americani: “Basta navi da guerra a stelle e strisce in quel braccio di mare”. Nel pomeriggio Washington ha però ribadito che le sue navi da guerra torneranno (e resteranno) nel Golfo.
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- farian
- Mercoledì 4 Gennaio 2012
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