
Truppe afghane sotto la bandiera nazionale e della Nato (Credits Pio-Rc West)
Ufficialmente la Nato cesserà le azioni di guerra in Afghanistan nel 2014 ma alcuni Paesi si preparano ad anticipare quella data e non si tratta certo di contingenti minori. ”Le date restano invariate, così come l’impegno”, recita un comunicato della Nato, ma è un fatto che Parigi abbia ufficializzato durante la visita di Hamid Karzai in Francia che il contingente transalpino (3.600 militari) si ridurrà a 3 mila effettivi quest’anno, passerà le consegne della sicurezza alle truppe afghane nella difficile provincia di Kapisa questa primavera e completerà il rimpatrio dei suoi militari nel 2013.
Continua

(Credits: Epa)

Dopo il Natale di sangue in Nigeria per mano del gruppo di estremisti islamici Boko Haram, il governo è pronto a cambiare strategia per mettere in ginocchio i terroristi che da dieci anni mietono morti nel Paese. Migliaia sono le vittime degli uomini di Mohamed Yusuf, ucciso nel 2009.
Continua

Nei prossimi giorni si terrà a Bonn, con la partecipazione di circa 50 paesi, una conferenza sul futuro dell’Afghanistan. Non è la prima. Un incontro che aveva all’ordine del giorno lo stesso problema ebbe luogo a Petersberg, accanto a Bonn, nel dicembre del 2002, poco più di un anno dopo l’inizio delle operazioni militari con cui gli Stati Uniti avevano rovesciato il regime talebano di Kabul e inutilmente organizzato una grande caccia a Osama Bin Laden nel labirinto di picchi e valli montane che separa l’Afghanistan dal Pakistan. Continua

Un soldato statunitense in Afghanistan (Credits; Isaf)
Il 2014 resta la data ultima per il ritiro delle truppe internazionali che presidiano l’Afghanistan (al momento 140 mila militari alleati dei quali oltre 90 mila statunitensi) ma Washington sta trattando con Kabul la permanenza di forze militari fino al 2024. Un negoziato difficile, ostacolato anche dai sempre più frequenti atteggiamenti anti-americani del presidente afghano, Hamid Karzai, in questi giorni all’esame della Loya Jirgha l’assemblea che raccoglie 2 mila notabili e leaders tribali.
Continua

Colonna di truppe afghane (Credit: US DoD)
Da Nuova Dehli, dove si trovava in visita ufficiale, il presidente afgano Hamid Karzai ha ribadito che Kabul ha interrotto il dialogo con i talebani: “Non conosciamo più il loro indirizzo”, ha affermato, aggiungendo che c’è invece la volontà di dialogare con “i fratelli del Pakistan” Il processo di pace d’ora in poi “sarà imperniato sui rapporti tra i Paesi anziché concentrarsi su singoli individui che neppure sappiamo dove trovare”, ha spiegato il presidente.
Continua

Operazioni militari italiane in Afghanistan. Oggi due paracadutisti italiani sono rimasti leggermente feriti nei pressi della Base italiana di Camp Snow (ANSA/ UFFICIO STAMPA ESERCITO)
Le truppe statunitensi potrebbero restare in Afghanistan fino al 2024 secondo gli accordi in discussione tra Washington e Kabul e rivelati dal 1quotidiano britannico Daily Telegraph. Afghani e americani sarebbero infatti vicini alla firma di un accordo strategico in virtù del quale migliaia di militari statunitensi resterebbero nel Paese per altri dieci anni dopo il 2014, data entro la quale dovrebbe completarsi il ritiro delle forze da combattimento alleate che ha preso il via poche settimane or sono.
Continua

(Credits: Epa/Mk Chaudhry)

Per quanto vengano spesso trascurati fuori dai confini nazionali, anche il Pakistan ha i suoi problemi di instabilità interna da risolvere. Da decenni un gruppo di separatisti si è arroccato a Dera Bugti, un distretto del Baluchistan, una provincia molto ricca di risorse minerarie che è stata teatro, negli ultimi mesi, di una pericolosa escalation di violenze. Continua

(Credits: Epa/S. Sabawoon)
L’abbattimento dell’elicottero Ch-47 Chinook delle forze speciali statunitensi, colpito venerdì dai talebani della provincia afghana di Wardak, rappresenta un duro colpo per gli Stati Uniti soprattutto sul piano simbolico. In parte perché a bordo vi erano numerosi membri dell’unità antiterrorismo di Navy Seals che aveva ucciso Osama bin Laden ad Abbottabad il 2 maggio scorso, In parte perché la notizia è stata resa nota (a dire il vero dagli afghani e dai talebani ma solo dopo molte ore e con molte reticenze dal comando alleato a Kabul) lo stesso giorno in cui per la prima volta nella storia agli Stati Uniti veniva abbassato il rating.
Continua
Gli ultimi commenti