
Manifestazione del Tea Party a Washington (Credits: LaPresse/Jacquelyn Martin)

Doveva essere uno dei protagonisti delle primarie repubblicane del 2012 e invece, alla fine (o meglio, già all’inizio), si è ritrovato in un ruolo da comprimario, anche se non così marginale nello sviluppo della trama, una parte che gli permette comunque di lasciare una traccia della sua presenza nella pellicola. The Tea Party is dead, it’s gone, ha detto Chris Littleton, il co-fondatore dell’Ohio Liberty Council, uno dei gruppi più importanti affiliati al movimento. Il Tea Party è morto, secondo questo suo leader, ucciso dalla sua incapacità di agire con efficacia all’interno del processo per la nomination. Continua

(Credits: Epa/Mike Nelson)
di Mattia Ferraresi
Michele Bachmann aveva abbandonato il palcoscenico il 4 gennaio, all’indomani di un deludente sesto posto nel caucus dell’Iowa ottenuto con poco più di seimila preferenze. Anche questa irriducibile e discussa eroina del Tea Party, tipicamente avara di concessioni, aveva dovuto ammettere che “la scorsa notte gli elettori dell’Iowa hanno parlato chiaramente” ed è scivolata dietro le quinte di una campagna elettorale che non aveva mai davvero ingranato.
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Jon Huntsman, Rick Santorum, Mitt Romney, Ron Paul, Newt Gingrich, Rick Perry, David Gregory (Credits: AP Photo/Charles Krupa)
di Sergio Romano
Non vi è democrazia in cui i leader dell’opposizione, alla vigilia di una scadenza elettorale, non attribuiscano al governo la colpa di tutti i guai accaduti nei mesi precedenti. In Francia François Hollande, candidato del Partito socialista alle prossime presidenziali, sostiene che la perdita di una A, nella pagella scritta da Standard and Poor’s, è il risultato della «cattiva» politica economica di Nicolas Sarkozy. Continua

(Credits: Epa/Tannen Maury)

Sarah Palin non si candiderà per le presidenziali Usa del 2012. L’amazzone, già al fianco di John McCain come sua vice nella corsa del 2008 che si concluse con il trionfo di Barack Obama, ha dato l’annuncio alla radio e poi ha diffuso una lettera indirizzata ai suoi sostenitori.
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Barack Obama (Credits: Ansa/Michael Reynolds)

All’indomani dalla scadenza della deadline annunciata dall’Amministrazione, a mezza giornata dalla fine dell’incubo di una disastrosa bancarotta, gli Stati Uniti hanno tirato un sospiro di sollievo. Barack Obama ha firmato la legge sull’innalzamento del tetto del debito e il default è stato così evitato. Dopo la Camera, anche il Senato ha approvato il compromesso raggiunto tra la Casa Bianca e i leader del GOP. Continua

Michele Bachmann al dibattito dei candidati repubblicani (Credits: LaPresse/Jim Cole)

Rispetto a quella volta che lo accusò di essere alla testa di un governo di ganster, gli attacchi che gli ha riservato ora dal palco di Goffstown, New Hampshire, sono sembrati più delle fastidiose bombette che dei devastanti missili. Ma l’occasione non permetteva di usare un linguaggio più diretto (pieno di gaffes, dicono i suoi denigratori) contro il presidente degli Stati Uniti. Continua


(Credits: Getty Images)
Sabato 8 gennaio Jared L. Loughner, un ventiduenne disturbato, socialmente pericoloso, disoccupato, rifiutato dalle donne, già arrestato per detenzione di droga, che aveva sviluppato una misogina ossessione per la bionda e bella deputata democratica di Tucson, Gabrielle Giffords, dopo aver premeditato l’omicidio le ha sparato alla testa durante una manifestazione pubblica in uno shopping center, riducendola in stato vegetativo. Poi ha svuotato la sua pistola semiautomatica su una folla di elettori assassinando sei persone (tra cui un giudice federale e una bambina di 9 anni) e ferendone altre 13. Continua

Bandiere a mezz'asta a Washington per le vittime della strage di Tucson (Credits: Ansa/Jim Lo Scalzo)

La retorica politica infuocata degli ultimi mesi ha armato la mano di Jared lee Loughner? Oppure, il 22 enne studente di college con evidenti segni di squilibrio mentale avrebbe - in ogni caso - compiuto la strage di Tucson anche senza i toni al Vitriol della battaglia tra i repubblicani e i democratici, senza il violento scontro verbale tra opinionisti radicali di destra e l’amministrazione Obama? Continua
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