Archivio per il tag “Teheran”

L’Iran, 31 anni dopo: ci conviene davvero isolare Teheran?

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
Circondato dalla sua scorta, Ahmadinejad abbraccia una bambina durante la cerimonia per l'anniversario della Rivoluzione

Circondato dalla sua scorta, Ahmadinejad abbraccia una bambina durante la cerimonia per l'anniversario della Rivoluzione

La situazione è sempre più tesa, sia dentro al paese sia sulla scena internazionale.
L’opposizione è divisa e non ha un vero e proprio leader. Nonostante la repressione, ancora una volta, in queste ore la ricorrenza ufficiale è diventata l’occasione per scendere ancora in strada a protestare. Ma a dimostrare in queste ore sono anche tanti iraniani pro-regime, per almeno due motivi. Continua

Iran, in piazza per festeggiare il regime. Con tensioni - Le foto

Caricatura di Obama

(Foto Ansa/EPA/ABEDIN TAHERKENAREH)

Centinaia di migliaia di persone sono scese oggi in piazza a Teheran per partecipare alle manifestazioni ufficiali del regime nel 31° anniversario della rivoluzione, mentre l’opposizione ha cercato di tornare a far sentire la sua voce ma è stata affrontata con durezza da polizia e miliziani Basiji. Continua

Giallo a Teheran: chi ha ucciso lo scienziato nucleare?

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
L'impianto nucleare di Isfahan

L'impianto nucleare di Isfahan

Il fisico nucleare iraniano Masoud Ali Mohammadi è stato ucciso da una bomba radiocomandata piazzata su una motocicletta piazzata di fianco alla sua casa nel quartiere Qeytariyeh nella capitale Teheran. Continua

Teheran, proteste e repressione nella giornata dello studente

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
Un'attivista governativa mostra una foto con le immagini appaiate di Khomeini e di Khamenei, attuale guida suprema della Repubblica islamica

Un'attivista governativa mostra una foto con le immagini appaiate di Khomeini e di Khamenei, attuale guida suprema della Repubblica islamica

Le autorità volevano celebrare la giornata dello studente, ricordando l’uccisione di tre ragazzi durante le proteste anti-americane e anti-britanniche del 1953. E, come nei mesi scorsi (era successo il 18 settembre per la giornata di Gerusalemme e il 4 novembre in cui si ricorda la presa dell’ambasciata americana nel 1979), l’onda verde ha preso la palla al balzo, ed è scesa in piazza a protestare. Continua

Al gran bazar del nucleare iraniano

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).

Le vignette di Uber: OKTOBERFEST A TEHERAN

Sul nucleare Teheran avrebbe dovuto dare una risposta entro ieri sera ma non l’ha fatto. Certo, il ritardo era già nell’aria: la delegazione iraniana a Vienna era di medio livello e le buone intenzioni dei negoziatori potevano essere facilmente smorzate dai grandi capi a Teheran. Continua

Attacco ai pasdaran: perché l’Iran accusa Usa e Gran Bretagna

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
Iran: attacco ai pasdaran

Iran: attacco ai pasdaran

Oggi a Vienna esperti iraniani, americani, russi, cinesi, britannici, francesi e tedeschi (nel cosiddetto “formato 5+1″) tornano ad incontrarsi per i colloqui sul programma nucleare di Teheran. Continua

L’Iran, il boia e la (vera) democrazia

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi).
Impiccagioni pubbliche in Iran

Impiccagioni pubbliche in Iran

L’Iran aspira ad essere una democrazia ma l’alta affluenza alle urne, spesso esibita dalle autorità di Teheran, non è una prova. A una democrazia vera servono libertà di stampa e anche un autentico dibattito politico con contraddittorio e qualche filtro in meno per la selezione dei candidati alle elezioni. Ma, soprattutto, una vera democrazia non può permettersi di condannare a morte chi organizza e partecipa alle manifestazioni di protesta. Continua

Nucleare iraniano, le vere ragioni dello scontro

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi)

estrazonegreggio
Il presidente Ahmadinejad vorrebbe usare il dialogo per spezzare l’accerchiamento internazionale e dichiara perciò di essere pronto a parlare con i 5+1, ovvero con la Germania e i cinque paesi che hanno diritto di veto nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Ma non vuole assolutamente parlare di nucleare in quanto il programma civile è diritto inalienabile dell’Iran.
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Terrorismo antisemita: quell’accusa contro il nuovo ministro della Difesa iraniano

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi)

Domani il parlamento iraniano voterà la fiducia al nuovo governo Ahmadinejad e intanto oggi i deputati iraniani hanno già concesso la fiducia a Ahmad Vahidi, il nuovo ministro alla difesa.

http://www.topnews.in/files/Ahmad%20Vahidi.jpgNei giorni scorsi Vahidi è stato al centro delle polemiche per il suo possibile coinvolgimento in un attentato che ebbe luogo in un centro ebraico di Buenos Aires nel 1994 e che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.  L’Interpol ha emesso un mandato  di cattura per Vahidi, che a quel tempo comandava un’unità speciale dei pasdaran, le forze al Quds. Anche  la magistratura argentina lo accusa di aver ordito la strage insieme ad altri quattro funzionari iraniani.
Vahidi è uno dei sei sospettati, ma quello dell’Interpol non è un ordine di
cattura e le autorità iraniane continuano a negare il proprio coinvolgimento nell’attentato argentino di 15 anni fa.

Oggi, in parlamento, ci si aspettava una discussione accesa, anche perché i depudeputati stanno contestando diverse nuove nomine proposte dal presidente Ahmadinejad. Ma proprio il furore causato sulla stampa straniera dalla nomina Vahidi ha sortito - in Iran - l’effetto opposto: il ministro alla difesa è stato approvato anche da quei deputati che inizialmente gli davano contro. Tutto merito delle “accuse sioniste” e, inutile dirlo, la nomina di Vahidi è stata seguita dal consueto slogan “morte a Israele“.

Ahmadinejad, che faccia tosta!

Farian Sabahi, docente presso l'Università di Torino e giornalista specializzata, scrive per il Sole24ore, Io Donna e Vanity Fair. Collabora con alcune radio locali e straniere. Per Bruno Mondadori ha scritto Storia dell'Iran (dal 1892 a oggi)

Il presidente iraniano Ahmadinejad sembra deciso a colpire i riformisti, colpevoli di aver partecipato alle proteste seguite alle contestate elezioni del 12 giugno.

Oggi, in occasione del sermone durante la preghiera del venerdì, Ahmadinejad ha detto che “seri provvedimenti devono essere presi nei confronti dei capi dell’opposizione e dei principali istigatori degli incidenti. Coloro che hanno provocato, organizzato e attuato la dottrina nemica dovrebbero essere contrastati con fermezza”.

Sui riformatori cala quindi la vendetta dei radicali, in controtendenza con quello che aveva dichiarato Amadinejad in passato, quando raccomandava alla magistratura la massima clemenza nei confronti dei manifestanti arrestati, sostenendo che erano stati manipolati dalla propaganda nemica. E viene da chiedersi con quale faccia tosta il presidente si impicci di questioni giudiziarie dopo aver passato anni a dichiarare che la magistratura è autonoma, indipendente dal suo governo.

la protesta degli iraniani a Bucarest

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