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L’idea di Bo Xilai, il presidente dell’unità comunista di Chongqing, una delle più grandi metropoli della Repubblica popolare, di cancellare tutti i film e i telefilm della prima serata per sostituirli con “programmi culturali” capaci di promuovere la diffusione della “cultura rossa” ha fatto scuola. Per migliorare l’offerta televisiva, le autorità stanno infatti pensando di limitare la libertà delle singole emittenti di mandare in onda “programmi di puro intrattenimento” e di rivedere anche il sistema in base al quale è stato calcolato fino a oggi l’indice di gradimento dei singoli format. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Il presidente Barack Obama partecipa al David Letterman Show (Credits : Ansa)
Esiste sempre un momento in cui il presidente è in calo nei sondaggi, la sua popolarità è in discesa libera,la sua capacità di sentire e farsi sentire dall’opinione pubblica è ridotta ai minimi termini. E’proprio in quei momenti che l’inquilino della Casa Bianca cerca un canale per (ri)mettersi in comunicazione con gli americani, per apparire non più lontano, chiuso nelle stanze del potere, ma,al contrario, immerso anche lui nella vita reale; per,infine,dimostrare di “essere uno di loro”. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Giovani partecipanti a un concorso di bellezza in Cina (Credits: LaPresse)
‘Sarei potuto diventare una star, ma l’episodio che celebrava il mio trionfo è stato censurato perché…in quanto straniero non potevo uscire con la ragazza (cinese, ndr)’. Così racconta Benjamin Haas, giornalista di Foreign Policy, la sua divertentissima (dis)avventura da concorrente in una trasmissione cinese.
Feicheng Wurao, in italiano ‘se sei quella giusta’, è uno show televisivo che è stato lanciato a gennaio nella Repubblica popolare ed ha avuto sin dalla prima serata un successo strepitoso. La sigla iniziale delle trasmissione è tra le suonerie per cellulari più scaricate dai cinesi, e nei blog le scelte e gli atteggiamenti dei concorrenti generano dibattiti infiniti. Feicheng Wurao è la copia esatta dello show inglese Take Me Out (portami fuori), con una sola differenza: gli stranieri non possono partecipare. Continua

Youssou Ndour al Festival di Sanremo del 2009 (Credits: LaPresse)
Youssou N’Dour, popstar internazionale e icona della musica senegalese, ha avuto dal governo di Dakar l’autorizzazione a dare il via alle trasmissioni di una sua rete televisiva. Era dal 2008 che il governo temporeggiava sostenendo che il piano finanziario presentato non era sufficientemente chiaro. N’Dour, cinquantenne, possiede in Senegal un grosso gruppo editoriale, Futurs Medias, che comprende fra l’altro la radio Rfm e il quotidiano L’Observateur, spesso critici nei confronti del presidente, Abdoulaye Wade. La trattativa si è sbloccata dopo un incontro tra l’artista e il capo dello Stato.
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- giamp
- Lunedì 17 Maggio 2010
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama parla al summit bipartisan sulla riforma sanitaria
Il summit della Casa Bianca sulla Riforma Sanitaria? Un flop televisivo con pochi precedenti. Continua
Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Che voto dareste a Barack Obama dopo un anno di presidenza? Da uno a dieci? Lui, in attesa di sapere se sarà ancora “L’uomo dell’Anno” per la prestigiosa rivista Time (come era accaduto nel 2008), si assegna - da solo, tutto da solo - un bell’8 (otto) in pagella. Un tondo, tondo voto d’eccellenza, da primo della classe, da secchione. Ma più della metà degli americani pensa che, in realtà, Obama sia sotto la sufficienza. Continua
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto
Karma Kosher.

Una manifestazione filo-palestinese a Istanbul (AP/Ibrahim Usta)
Quando di amici se ne ha pochi, perderne uno può diventare molto pericoloso. Ed è esattamente quello che sta capitando a Israele. Che, a quanto pare, sta perdendo l’unico grande alleato che aveva in Medio Oriente: la Turchia.
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Che la pornostar Ilona Staller sia tra i personaggi italiani contemporanei più conosciuti in America Latina non è una novità. Per rendersene conto è sufficiente fare un giro nella boate “La Cicciolina” a Copacabana, uno dei night club più esclusivi di Rio de Janeiro. Oppure chiedere in giro ai passanti, per le strade di Buenos Aires, se sanno chi è la “Ciccio”, come “amorevolmente” l’hanno ribattezzata gli argentini. Se qualcuno poi avesse dei dubbi farebbe bene a cancellarli perché da quando, qualche giorno fa, la pornostar italiana d’adozione e ungherese di nascita è stata la protagonista su Canal 13 di una delle trasmissioni più seguite nel paese del tango, Bailando por un sueño, versione argentina di “ballando sotto le stelle”, Cicciolina si è guadagnata di diritto un posto del firmamento trash della tv argentina.
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Intervistata da Marcelo Tinelli, il Carlo Conti della Plata, la “Ciccio” è prodiga di consigli, naturalmente sulla sessualità, per le donne e gli uomini argentini che, probabilmente, non aspettavano altro… A Marcelo, per esempio, la nostra concittadina intima “niente boxer lunghi e pantofole quando arrivi a casa la sera” e consiglia “abbondanti dosi di profumo su tutto il corpo”, mentre alle donne consiglia di “buttare nel cesso le mutande bucate”. Naturalmente le Poi, alla Benigni, cerca invano di toccare le “parti basse” di Tinelli. Il tutto tra l’ilarità generale di conduttore e pubblico che, senza che la Staller se ne renda probabilmente conto, vedono in lei non più la sensuale protagonista di cult del porno ma una caricatura di se stessa, come dimostrano le numerose imitazioni delle performance di Cicciolina che vanno per la maggiore a Buenos Aires e dintorni.
Una delle parodie di Cicciolina che vanno per la maggiore sulla tv argentina
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