Archivio per il tag “televisione”

Un flop televisivo il “reality show” sulla riforma sanitaria condotto da Barack Obama

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.
Barack Obama parla al summit bipartisan sulla riforma sanitaria

Barack Obama parla al summit bipartisan sulla riforma sanitaria

Il summit della Casa Bianca sulla Riforma Sanitaria? Un flop televisivo con pochi precedenti. Continua

Obama si promuove a pieni voti ma gli americani lo bocciano

Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

Barack Obama

Che voto dareste a Barack Obama dopo un anno di presidenza? Da uno a dieci?  Lui, in attesa di sapere se sarà ancora “L’uomo dell’Anno” per la prestigiosa rivista Time (come era accaduto nel 2008), si assegna - da solo, tutto da solo - un bell’8 (otto) in pagella. Un tondo, tondo voto d’eccellenza, da primo della classe, da secchione. Ma più della metà degli americani pensa che, in realtà, Obama sia sotto la sufficienza. Continua

Divorzio in Medio Oriente: ecco come turchi e israeliani sono arrivati ai ferri corti

Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
Una manifestazione filo-palestinese a Istanbul (AP/Ibrahim Usta)

Una manifestazione filo-palestinese a Istanbul (AP/Ibrahim Usta)

Quando di amici se ne ha pochi, perderne uno può diventare molto pericoloso. Ed è esattamente quello che sta capitando a Israele. Che, a quanto pare, sta perdendo l’unico grande alleato che aveva in Medio Oriente: la Turchia.
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Cicciolina è ancora una superstar, in Argentina

Cicciolna

Che la pornostar Ilona Staller sia tra i personaggi italiani contemporanei più conosciuti in America Latina non è una novità. Per rendersene conto è sufficiente fare un giro nella boate “La Cicciolina” a Copacabana, uno dei night club più esclusivi di Rio de Janeiro. Oppure chiedere in giro ai passanti, per le strade di Buenos Aires, se sanno chi è la “Ciccio”, come “amorevolmente” l’hanno ribattezzata gli argentini. Se qualcuno poi avesse dei dubbi farebbe bene a cancellarli perché da quando, qualche giorno fa, la pornostar italiana d’adozione e ungherese di nascita è stata la protagonista su Canal 13 di una delle trasmissioni più seguite nel paese del tango, Bailando por un sueño, versione argentina di “ballando sotto le stelle”, Cicciolina si è guadagnata di diritto un posto del firmamento trash della tv argentina.

Guarda il video

Intervistata da Marcelo Tinelli, il Carlo Conti della Plata, la “Ciccio” è prodiga di consigli, naturalmente sulla sessualità, per le donne e gli uomini argentini che, probabilmente, non aspettavano altro… A Marcelo, per esempio, la nostra concittadina intima “niente boxer lunghi e pantofole quando arrivi a casa la sera” e consiglia “abbondanti dosi di profumo su tutto il corpo”, mentre alle donne consiglia di “buttare nel cesso le mutande bucate”. Naturalmente le Poi, alla Benigni, cerca invano di toccare le “parti basse” di Tinelli. Il tutto tra l’ilarità generale di conduttore e pubblico che, senza che la Staller se ne renda probabilmente conto, vedono in lei non più la sensuale protagonista di cult del porno ma una caricatura di se stessa, come dimostrano le numerose imitazioni delle performance di Cicciolina che vanno per la maggiore a Buenos Aires e dintorni.

Una delle parodie di Cicciolina che vanno per la maggiore sulla tv argentina

Birmania, le immagini choc dell’omicidio del fotografo giapponese

[i]27 settembre 2007 - [/i]Le immagini della giornata di manifestazioni e scontri con la polizia  Yangoon, capitale del Myanmar.<br /> [i](Credits: Ansa)[/i]
Ecco le immagini choc della repressione in corso in queste ore in Birmania a partire da due servizi della televisione giapponese che, sulla base di un video amatoriale, ricostruiscono l’omicidio di Kenji Nagai, il fotografo nipponico ucciso ieri da un soldato birmano.


A seguire, alcuni servizi mandati in onda da BBC, France24, Euronews, Al Jazeera English e da MRTV3 International, la televisione birmana gestita dai militari che accusa i media stranieri di diffondere falsità.

La tv birmana: tutta colpa della BBC

Euronews: le immagini della repressione



France24: un ufficiale dell’esercito abbandona la divisa. Non vuole essere complice della repressione


La protesta e la repressione nelle immagini e nelle parole di BBC World

AlJazeera English: cosa può fare la comunità internazionale? Qui la seconda parte.


Euronews: la protesta contro la repressione a Londra e Parigi

LEGGI ANCHE: Caccia ai giornalisti, ma online trapelano notizie e foto - L’intervista a Sergio Romano - Il VIDEO servizio sull’uccisione del fotografo giapponese - Se i blogger sfidano la censura - Partecipa al FORUM - Guarda la GALLERY 1 e la GALLERY 2

Medioriente: requiem per il Topolino di Hamas


A ciascuno i suoi eroi. Per i bambini palestinesi non sono né Yasser Arafat, né il fondatore di Hamas, Ahmad Yasin. No, l’eroe di questi fanciulli martoriati dalla guerra civile palestinese si chiama Farfur, il Mickey Mouse dei Territori occupati… morto martire il 29 giugno scorso sugli schermi della televisione Al-Aqsa, controllata da Hamas. Protagonista assoluto di un programma propagandistico (I pionieri di domani) rivolto ai bambini palestinesi, Farfur era il simbolo della resistenza palestinese contro Israele e Stati Uniti. Nelle ultime immagini della trasmissione si vede il topolino crollare sotto i colpi inferti da un responsabile israeliano. Lapidario il commento della piccola presentatrice del programma, Sarah: “Farfur è stato martizzato per aver difeso la sua terra. È stato ucciso da un assassino di bambini”. La trasmissione, manco a dirlo, veniva ufficialmente spacciata per un programma educativo, con tanto di consigli sui precetti dell’Islam e le buone maniere del bambino modello musulmano. A fronte di così sane intenzioni, l’associazione israeliana Palestinian Media Watch, specializzata nell’analisi dei media palestinesi, aveva denunciato in un rapporto risalente al maggio scorso “l’indottrinamento” dei bambini palestinesi da parte di Hamas.

Il video

Iran: nasce Press Tv, il canale all news per parlare a tutto il mondo


Mentre gli Stati Uniti finanziano radio e tv rivolte alle popolazioni dei cosiddetti “Stati canaglia” per contrastare i regimi sgraditi (ad esempio, Radio Farda contro Teheran), l’Iran risponde con un’operazione editoriale in grande stile e lancia Press Tv, un canale satellitare all-news in inglese che ha iniziato ieri le trasmissioni. Il sito, con una grafica (vedi videata in alto, ndr) che ricorda volutamente quello della Bbc , fornisce notizie tratte dalle agenzie di stampa occidentali, ma la tv si propone di “offrire al pubblico internazionale una visione alternativa rispetto ai media occidentali” e di contrastarne lo strapotere. Un po’ come Al Jazeera, che dallo scorso novembre ha creato una versione inglese , con un’impostazione e un linguaggio completamente diversi dall’originale arabo.

Press Tv, con notiziari ogni mezz’ora, approfondimenti e documentari, si propone come la voce degli sciiti nel mondo. Il canale ha 26 corrispondenti in altrettanti Paesi e conta, in totale, 400 dipendenti, anche stranieri, che devono attenersi alle regole di Teheran (compresa quella che impone alle donne di indossare il velo). Il canale all news rappresenta però un paradosso: può essere visto in tutto il mondo, tranne che in Iran, dove la ricezione dei canali satellitari è vietata. Anche se in realtà spesso le antenne paraboliche troneggiano sui tetti di Teheran. In barba al regime.

Sorpresa: la tv finanziaria americana Cnbc sbarca in Africa

Dopo Cnbc Europe e Cnbc Asia, il leader americano dei canali d’informazione finanziaria, Cnbc, sbarca in Africa. Inaugurata oggi nel quartiere degli affari di Johannesburgh (Sudafrica), Cnbc Africa intende conquistare imprenditori e businessmen africani con notizie di finanza diffuse 24 ore su 24, in tempo reale, su tutto il continente. Nel giustificare una scelta destinata a sorprendere, il presidente di Cnbc, Mark Hoffman, ha dichiarato che “l’Africa è una regione protagonista di una crescita commerciale e finanziaria significativa“.

Duelli elettorali in tv: Royal e Sarkozy fanno impallidire i nostri leader


I paragoni sono sempre antipatici, e rischiano pure di essere scivolosi. Le diversità - il sistema elettorale e la cultura politica, per fare due esempi facili facili - rischiano di venire ingiustamente cancellate nella spasmodica caccia all’analogia, nella ricerca di un terreno comune su cui basare il confronto. Però, se uno ha visto il dibattito tv che ha opposto i due candidati alla presidenza francese Ségolène Royal e Nicolas Sarkozy, un parallelo “a spanne” con il suo paese gli viene naturale farlo. Senza prendersi troppo sul serio, per carità.

In Francia, come noto, sono arrivati al ballottaggio la socialista Ségolène Royal e l’ex ministro degli Interni Nicolas Sarkozy. Una donna e un uomo; 53 anni lei, 52 lui. In Italia, durante la campagna elettorale dello scorso anno, i due leader a confronto erano Romano Prodi e Silvio Berlusconi. Due uomini. 67 anni il Presidente del Consiglio, 70 il capo dell’opposizione (allora a ruoli invertiti). Ieri sera il dibattito televisivo è stato “arbitrato” dai volti noti (come direbbe Aldo Biscardi) Arlette Chabot e Patrick Poivre d’Arvor: anche in questo caso, una donna e un uomo. Nel 2006 in Italia, i due duelli televisivi di marzo-aprile furono moderati il primo da Clemente Mimum, il secondo da Bruno Vespa. In entrambi i confronti, i giornalisti in studio erano Roberto Napoletano e Marcello Sorgi. Totale: 5 uomini. Da noi più che altrove vale il detto: il poker non può essere giocato in una stanza con donne presenti.

Il dibattito tra Sarkozy e Royal è stato seguito da 20 milioni di telespettatori (oltre il 70 per cento di share). Cifre che vanno prese per difetto, perché relative solo ai due canali che hanno organizzato il confronto, la tv pubblica France 2 e quella privata TF1. Il contraddittorio è stato però trasmesso in diretta anche da altre tv, radio e siti Internet francesi. In tutti i casi, un’audience ben superiore a quella registrata nel 1995 da Jacques Chirac e Lionel Jospin (16 milioni di telespettatori). Il secondo duello tv tra Prodi e Berlusconi fu seguito da oltre 12 milioni di persone (share del 42 per cento): numeri di tutto rispetto. Per dire: ieri la partita Milan-Manchester, su Rai Uno, è stata vista da oltre 10 milioni di persone. Quel secondo dibattito perse però rispetto al primo confronto tv 4 milioni di telespettatori. Forse perché, a dispetto di quella pubblicità con Stefano Accorsi, one is meglio che two.

Il confronto Sarkozy - Royal doveva durare un paio di ore. È iniziato alle 21 e finito alle 23.39. Visto da qui, sembra un sintomo di grande elasticità. O forse in studio si erano persi la clessidra. I tempi erano equamente suddivisi tra i due candidati, anche se Sarkozy alla fine ha parlato qualche minuto di meno. Ségolène e Nicolas avevano la possibilità di interrompersi, ma le telecamere non potevano riprendere il volto del candidato in quel momento in silenzio. Ne è venuto fuori un confronto vivace. In Italia, non era possibile intervenire sulle parole dell’altro. In teoria. In ogni caso la lunga lista di regole, che avrebbe confuso anche Pierluigi Collina, doveva servire a governare il dibattito secondo lo “stile americano” ma ha finito per ingessarlo. Anche in Francia la trattativa per definire come si sarebbe dovuto gestire il confronto televisivo è andata avanti per settimane. Poi, ognuno a dire di aver vinto lui (o lei). Tutto il mondo è paese, allora. Di sicuro, al momento ci sono solo tre cose. La prima è che François Bayrou non voterà Sarkozy; la seconda è che tra pochi giorni opinioni, sondaggi e polemiche lasceranno spazio ai numeri veri. La terza è che se hanno ancora voglia di scherzare in Francia, su Internet si può giocare con la Royal in stile Zidane che abbatte a testate l’avversario Sarkozy, possiamo farlo pure noi. E consolarci. Pensando a quella notte di mezza estate a Berlino.

Sarkozy- Royal: la prima parte

Sarkozy: “Lei ha perso la calma”. Royal: “No, sono in collera”


Sarkozy- Royal: la parte finale

Il video dell’intero confronto televisivo si può vedere sui siti di France2 e di TF1. Le Monde ne propone una sintesi. In rete è disponibile anche il testo integrale del dibattito. I commenti della stampa francese.

LEGGI ANCHE: Il Presidente che verrà nella Francia che fa da sè - La grande attesa per il dibattito televisivo - Primo maggio alla francese - I risultati del primo turno - Sarkozy è il favorito, ma la partita è ancora molto aperta - Corsa all’Eliseo: Bayrou arbitro della partita tra Sarkozy e Royal - Effetto blog - Sarkozy: “Non farò un governo all’italiana con troppi ministri” - La Francia al voto riscopre il patriottismo - Videosatira: tutti contro Sarkolène - Piccola guida alle elezioni francesi - Guarda la GALLERY e i VIDEO . Il FORUM

Zapatero scivola in una tazzina di caffé

Il premier spagnolo José Luis Rodr�guez Zapatero

Che gaffe ha commesso il premier socialista (ed agnostico) José Luis Rodríguez Zapatero, 46 primavere, durante la prima puntata del nuovo programma della statale Tve-1 “Tengo una pregunta para usted“(Ho una domanda per lei), in onda lo scorso 27 marzo in prime time (spagnolo, alle 21,30).

Durante le due ore consecutive di domande e risposta formulate da 42 cittadini di tutte le regioni della Piel de Toro, Jesús Cerdán ha chiesto al capo dell’Esecutivo “Quanto costa un caffè?”. “Ottanta cent”, ha ribattuto Zapatero”. “Costava cosí ai tempi di mia nonna”, gli ha risposto l’irriverente l’interlocutore.
Apriti cielo! Il leader della Rosa è diventato lo zimbello nazionale, visto che il prezzo di una tazzina di caffé, che in Spagna è libero, in media supera 1 €. Il format, importato dalla francese TF-1, è molto insidioso. Il politico di turno (il 16 aprile tocca al leader del principale partito dell’opposizione, il popolare Mariano Rajoy) deve rispondere a domande formulate da un pubblico che non subisce nessuna censura da parte del moderatore, il noto conduttore (zapaterista) del Tg di Tve-1 Lorenzo Milá. E la figuraccia è sempre in agguato.
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In Italia i politici si sottoporebbero mai alle domande senza filtro degli spettatori tv come ha fatto Zapatero?
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