Bolognese, 47 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Julian Assange, Wikileaks
Non è certo la prima volta che su questo blog definiamo i pacifisti “amici dei nemici” ma nel caso dei rapporti segreti del Pentagono resi noti nei giorni scorsi da Wikileaks si può davvero parlare di un aiuto militare concreto reso ai talebani.
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Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
Le forze britanniche in Afghanistan dovrebbero usare “borse d’oro” per pagare potenziali combattenti talebani e farli stare dalla loro parte. I comandanti dell’esercito britannico dovrebbero parlare con i leader della guerriglia con “le mani insanguinate” per velocizzare la fine del conflitto. Continua
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".

Paracadutisti italiani combattono a Bala Murghab (Afghanistan)
I continui “rilanci” del quotidiano Times che accusa gli italiani di pagare i capi talebani per non subire attacchi e attentati in Afghanistan sembrano tradire un obiettivo politico preciso: attaccare l’attuale governo italiano. Alcuni dettagli resi noti negli ultimi giorni sembrano dimostrarlo in aggiunta ai punti deboli della tesi sostenuta dalla testata londinese già evidenziati nel precedente post. Continua
Bolognese, 46 anni, ha seguito tutte le missioni italiane degli ultimi 20 anni. Dirige
Analisi Difesa ed è opinionista del Giornale Radio RAI. Ha scritto
"Iraq Afghanistan: guerre di pace italiane".
Più che di un attacco alla linea di condotta del contingente italiano in Afghanistan, quello lanciato dal quotidiano britannico Times è una serie di congetture supportate da dichiarazioni di anonimi funzionari afgani e presunti comandanti talebani che accusano i nostri servizi segreti di aver pagato tangenti ai miliziani afgani per evitare di subire attacchi nella primavera-estate 2008. Continua

Un centinaio di interpreti iracheni che negli ultimi quattro anni hanno lavorato al servizio delle truppe di Sua Maestà a Bassora accusano Londra di volerli abbandonare al loro destino dopo il ritiro britannico dal sud Iraq.
La sorte di 91 interpreti iracheni e delle loro famiglie sembra essere segnata, una volta completato il ritiro degli inglesi, dal momento che tutti hanno subito minacce di rappresaglie dalle diverse milizie sciite e dalle bande criminali che controllano la seconda città irachena e che hanno scatenato una campagna di vendette nei confronti dei “collaborazionisti”.
Il quotidiano londinese Times scrive che il governo di Gordon Brown avrebbe ignorato le pressanti richieste di asilo da parte dei traduttori che prestano servizio a favore delle forze britanniche. Il comando della Divisione britannica avrebbe effettuato pressioni sugli uffici governativi affinché gli interpreti e le loro famiglie possano trovare rifugio in Gran Bretagna ma finora senza risultati anche se l’inchiesta del Times sta scatenando polemiche e reazioni scandalizzate a Londra.
Dall’inizio del conflitto, nel marzo 2003, centinaia di iracheni che hanno lavorato per le forze alleate sono stati rapiti, torturati o uccisi dai ribelli. Gli Stati Uniti hanno concesso asilo e a 7 mila rifugiati, mentre la Danimarca, che sta per ritirare il contingente che affianca i britannici a Bassora, sta valutando analoghe misure. “I britannici ci danno in pasto ai leoni”, ha denunciato al Times un interprete iracheno che mesi or sono era giunto ad appellarsi direttamente all’allora premier Tony Blair.
Il contingente britannico in Iraq è composto da 5.500 militari nel sud del Paese, 500 verranno ritirati entro dicembre mentre gli altri potrebbero restare in Iraq almeno fino al 2009. Dal 2003 i caduti britannici sono stati 165.
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