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tsahal

L’esercito israeliano va a caccia di disertori su Facebook

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  • Tags: Generazione Tel Aviv, Israele, tsahal
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Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Soldati israeliani durante un'esercitazione

Soldati israeliani durante un'esercitazione

Tsahal, il celebre esercito dello Stato israeliano, ha una nuova arma: i social network. Che cosa combina Tsahal su Facebook e simili? Semplice: va alla ricerca di potenziali disertori. Continua

  • annamomigliano
  • Giovedì 25 Novembre 2010

Il refusenik israeliano che diventò scrittore: parla Yaniv Itzkovicz

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  • Tags: Generazione Tel Aviv, refusenik, tsahal
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Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 30 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Yaniv Itzkovicz, obiettore di coscienza e scrittore (credits: Moti Kikayon)

Yaniv Itzkovicz, obiettore di coscienza e scrittore (credits: Moti Kikayon)

Da leader dei refusenik, il movimento di obiettori di coscienza dell’esercito israeliano, a caso letterario. Yaniv Itzkovicz, classe 1975, è per molti versi lo specchio di una generazione di Israeliani cresciuti a disagio con la politica di occupazione dei Territori palestinesi e l’operato dell’esercito. La sua prima opera letteraria, Batticuore, ha ottenuto nel 2007 il prestigioso premio letterario di Haaretz. Panorama.it lo ha intervistato in occasione dell’uscita in Italia del romanzo. Continua

  • annamomigliano
  • Martedì 9 Novembre 2010

Esercito israeliano senza veli: “Vi racconto la mia naja… a fumetti”

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  • Tags: Generazione Tel Aviv, intifada, Israele, tsahal
  • 4 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Miriam Libicki, un autoritratto in divisa (per concessione dell'autrice)

Miriam Libicki, un autoritratto in divisa (per concessione dell'autrice)

Qualcuno immagina l’esercito israeliano come un’armata di soldati palestrati e super-efficienti. Altri (peggio ancora) vedono in Tzahal un gruppo di freddi militari assetati di sangue. Insomma, nel bene e nel male, gli stereotipi abbondano. Ma chi vuole sapere veramente cosa voglia dire  fare il servizio di leva in Israele, può farsene un’idea leggendo… un fumetto. Continua

  • annamomigliano
  • Lunedì 22 Febbraio 2010

Esercito israeliano contro la top model. Riesplode il caso Rafaeli

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  • Tags: Bar-Rafaeli, Esti-Ginzburg, Generazione Tel Aviv, Israele, tsahal
  • 14 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 29 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher.
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Bar Rafaeli sfila a Milano (AP Photo/Alberto Pellaschiar, File)

Bar Rafaeli sfila a Milano (AP Photo/Alberto Pellaschiar, File)

La top-model ha saltato la naja? Non comprate i suoi prodotti. Si aggiunge un nuovo capito nella lunga soap opera tra l’esercito israeliano e la bellissima Bar Refaeli. Continua

  • annamomigliano
  • Martedì 19 Gennaio 2010

Israele: che guaio se la carta di credito clonata è del generale

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  • Tags: Generazione Tel Aviv, Gerusalemme, Israele, tel-aviv, tsahal
  • 6 commenti
Anna Momigliano è una scrittrice e giornalista milanese di 28 anni. Va spesso in Israele a trovare amici e parenti. Per Marsilio ha scritto Karma Kosher, un libro testimonianza sulla stagione delle speranze di pace della Rabin Generation

 Ci siamo, grande allarme per una carta di credito clonata. E tutto per 350 euro virtualmente rubati, spesi in fiori e vino. Il problema però è che la carta in questione appartiene al capo di Stato maggiore Gabi Ashkenazi. Continua

  • annamomigliano
  • Mercoledì 19 Agosto 2009

Gaza, a cosa puntano davvero gli israeliani

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  • Tags: Cisgiordania, Gaza, Hamas, Israele, Palestina, tsahal
  • Un commento

Prigionieri palestinesi in una base militare nel sud della Striscia

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A oltre una settimana dall’attacco palestinese al terminal di Nahal Oz (guarda il videoservizio su Al Jazeera), che ha scatenato nuovi raid israeliani nella Striscia di Gaza, le violenze non accennano a placarsi. Nella sola giornata di ieri sono morte oltre 20 persone (3 soldati israeliani e almeno 18 palestinesi, tra cui un cameraman palestinese dell’agenzia Reuters). Questa mattina due miliziani della Jihad islamica sono stati uccisi a seguito di un’incursione dei soldati di Tsahal, l’esercito israeliano, nella casa dove si nascondevano.

L’uccisione del cameraman Reuters: filma il colpo che lo uccide


Lo stato ebraico, che con i carri armati è penetrato più volte nel territorio governato da Hamas, ha autorizzato ieri la ripresa delle forniture di carburante a Gaza, sospese da una settimana: una richiesta avanzata dall’Unione Europea per il rischio che il blocco paralizzasse anche gli ospedali. Il riesplodere della tensione avviene in un periodo non casuale. Hamas è stato isolato anche dai Paesi arabi e si sente con le spalle al muro. Israele vuole cogliere questa occasione per assestare un colpo decisivo agli integralisti che controllano Gaza e allo stesso tempo obbligare il “moderato” presidente Abu Mazen a scegliere da che parte stare.
Come spiega il sito del giornale israeliano Yediot Ahronoth, Hamas è sempre più isolata e i Paesi arabi temono che la violenza dilaghi in tutta l’area. L’Egitto ha allertato i suoi militari al confine con la Striscia, per evitare che i palestinesi aprano nuovi varchi nella frontiera, come avvenuto mesi fa. I legami di Hamas con l’Egitto, secondo Ynet, sono al minimo storico. “I siriani, d’altronde, hanno invitato Mahmoud Abbas (Abu Mazen) all’incontro della Lega Araba a Damasco”, mentre i membri di Hamas, tra cui Khaled Mashaal (ideologo del movimento integralista a lungo ospitato e protetto dalla Siria), non sono stati ammessi nemmeno come osservatori e questo ha minato seriamente la posizione di Hamas”.

Soldati israeliani penetrano nella città vecchia di Hebron

Inoltre, “le trattative con Israele sul caso Shalit (il soldato rapito due anni fa) sono ferme, Hamas non è riuscito ad ottenere il sostegno europeo per la rimozione dell’embargo politico ed economico che subisce, e infine la mediazione yemenita nel tentativo di riconciliare Hamas e Fatah è fallita.”
Restano aperti, invece, i negoziati tra Israele e Abu Mazen. Ehud Olmert sarebbe disposto a restituire all’autorità palestinese il 64% del territorio della Cisgiordania.

Il servizio di Al Jazeera e tutti i video israeliani


  • eri garuti
  • Giovedì 17 Aprile 2008

Medioriente senza tregua: la replica di Israele si abbatte su Gaza

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  • Tags: Gaza, Gerusalemme, Hamas, Israele, tsahal
  • 7 commenti

Un bambino osserva un miliziano di Hamas
La tregua dell’ultima settimana, se di tregua si poteva parlare, è già finita: l’attacco palestinese che il 6 marzo scorso ha ucciso otto studenti della scuola rabbinica di Gerusalemme e la pioggia di missili Qassam e Grad verso le città di confine non potevano lasciare inerte Tsahal, l’esercito israeliano. E la vendetta è arrivata puntuale. Prima con l’uccisione, nella giornata di ieri, di Mohammed Shahada, capo della Jihad Islamica, anello di collegamento con Hezbollah, e presunto mandante di quella strage della scuola rabbinica. Poi con un nuovo raid questa mattina nel nord della striscia di Gaza, da cui parte il lancio dei missili.

L’operazione di eliminazione di Shahada, supersegreta, è stata compiuta da militari affiancati da uomini sotto copertura delle unità speciali dell’anti-terrorismo. Tutti in abiti civili, hanno affiancato l’auto su cui viaggiavano i quattro miliziani palestinesi (tra cui lo stesso Shahada) in pieno centro di Betlemme e, dall’interno della vettura su cui erano gli agenti, l’hanno crivellata di colpi. Un’operazione rapida che ha subito provocato la reazione dei miliziani, che in serata hanno sparato quattro razzi verso Sderot e colpito un’abitazione. Un lancio senza vittime, ma la tacita tregua era ormai saltata, cancellando la fatica della mediazione egiziana. Agli emissari del Cairo, Hamas aveva indicato proprio nella fine delle incursioni israeliane a Gaza e in Cisgiordania e nella riapertura di tutti i valichi le condizioni per un cessate il fuoco. Nell’ultima settimana era stata registrata una drastica riduzione della violenza, tanto da indurre un nuovo ottimismo per la sorte dei colloqui di pace, sponsorizzati dagli Stati Uniti, tra Israele e l’Autorità nazionale palestinese di Abu Mazen.

Le immagini dell’auto di Shahada crivellata di colpi


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Secondo il ministro degli Esteri francese, se si vuole la pace tra israeliani e palestinesi bisogna coinvolgere in qualche modo Hamas. Siete d’accordo?

Una adolescente turca con una bambola insanguinata durante una manifestazione anti-israeliana a Istanbul
Una adolescente turca con una bambola insanguinata durante una manifestazione anti-israeliana a Istanbul

  • redazione
  • Giovedì 13 Marzo 2008

Gaza, Hamas festeggia il ritiro israeliano: Abbiamo vinto

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  • Tags: Abu Mazen, anp, Gaza, Hamas, Israele, ramallah, tsahal
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Tre soldati di Tahal tornano in Israele dopo la fine delle operzioni

Si è conclusa alle prime luci dell’alba di oggi l’operazione che l’esercito israeliano ha lanciato nella notte tra venerdì e sabato nel campo profughi di Jabalyia, nel nord della Striscia di Gaza, e costata la vita a 76 palestinesi parte dei quali bambini e civili, e a due soldati israeliani. Le vittime degli ultimi sei giorni di scontri a Gaza sono complessivamente 111 da parte palestinese.

Le unità della brigata Givati sono arretrate fino alla zona vicina al cimitero dei martiri, a ridosso della barriera che delimita il confine fra la Striscia e il territorio di Israele e dove sostano normalmente. Una posizione dalla quale possono agevolmente, e in ogni momento, lanciare nuove incursioni. A poche ore dal ritiro i miliziani palestinesi hanno ripreso a lanciare razzi sulle città di Sderot e di Asqhelon (con una ventina di civili ricoverati in stato di shock), attività che in realtà non avevano mai interrotto neppure durante i combattimenti con le forze israeliane. Hamas ha così potuto cantare vittoria mostrando il ripiegamento israeliano come una fuga. Migliaia di palestinesi sono scesi in piazza nella città di Gaza e nel campo profughi di Jabalyia celebrando l’evento.

Immagini da Askelon e Gaza


“L’ingresso dei mezzi corazzati israeliani nel territorio della Striscia non richiede una operazione di sfondamento come ad esempio è accaduto nel Libano del sud - spiega una fonte dell’esercito israeliano all’Ansa - e questo perché tecnicamente le nostre unità si trovano già al di là della linea di frontiera, sostando normalmente in territorio palestinese sia pure senza intervenire”. Di incursioni come quelle di Jabalyia ne avvengono frequentemente e in varie zone della Striscia, ma normalmente si concludono dopo poche ore: a Jabalyia l’operazione è stata piú lunga nella durata e ha avuto un maggior numero di obiettivi da raggiungere, e questo spiegherebbe anche la ragione dell’altissimo numero di vittime. “Terminata questa azione - ribadisce la fonte - non significa che entro brevissimo tempo non ne vengano condotte altre: anche per questo i canti di vittoria di Hamas sono fuori luogo, e loro lo sanno molto bene”.

La conferma che non si tratti di alcun ritiro, ma solo di una operazione conclusa in attesa che ne vanga lanciata una nuova, è poi giunta in mattinata anche dal primo ministro Ehud Olmert. Parlando alla Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa, Olmert ha detto che Israele ha due obiettivi principali: mettere fine ai lanci di razzi da Gaza verso il Neghev ed indebolire il regime di Hamas, e questo evidentemente implica che vengano condotte nuove azioni militari. Per raggiungere tali obiettivi, ieri il ministro della difesa Ehud Barak aveva addirittura evocato una operazione di terra più estesa e massiccia rispetto a quella condotta a Jabalyia. Olmert ha rilevato d’altra parte che Israele intende proseguire i negoziati di pace “con i palestinesi pragmatici”, ossia con l’Anp di Abu Mazen che due giorni fa ha però congelato tutti i rapporti con lo Stato ebraico.

Un gesto che è bastato a far tracimare la tensione dalla Striscia di Gaza a tutta la Cisgiordania dove anche oggi si sono ripetute manifestazioni di protesta a sostegno di Gaza e incidenti fra dimostranti palestinesi e forze di polizia israeliane. Scontri sono avvenuti praticamente su tutte le principali arterie stradali della Cisgiordania, come non accadeva da anni. In questo clima che qualcuno arriva a definire da “pre-intifada” è atteso con ansia l’arrivo del segretario di Stato generale americano Condoleeza Rice, che sbarcherà mercoledì a Gerusalemme. Oggi è invece iniziata la missione dell’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Javier Solana.

Guerriglieri palestinesi caricano un razzo Qassam con cui colpiscono Sderot

  • redazione
  • Lunedì 3 Marzo 2008

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