
"el Pepe" Mujica, presidente dell'Uruguay (Credits: Vince Alongi by Flickr)
Ricordare perché non si ripeta più. Sembra essere questa la filosofia invisibile che sta guidando le scelte del presidente uruguayano, José Pepe Mujica. In un Paese che come altri dell’America latina, per esempio il Brasile, aveva steso un poco opportuno velo di oblio sulle atrocità commesse durante la dittatura, dal 1973 al 1985, attraverso una legge ad hoc, la Ley de Caducidad, adesso si rende giustizia alla storia.
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(Credits: maha-online by Flickr)
Una decisione storica. Così hanno titolato i più importanti giornali brasiliani alla notizia del riconoscimento delle unioni civili tra omosessuali. La decisione presa dal Supremo Tribunale Federale, la massima autorità giuridica del Paese, garantirà così alle coppie gay gli stessi diritti goduti oggi dagli eterosessuali. Continua

Montevideo: murales che invoca la fine dell'impunità (Credits: Heimlich by Flickr)
L’Uruguay ritorna sui passi della sua storia. E lo fa in un modo plateale per un Paese sudamericano, annullando cioè la Ley de caducidad, ovvero l’amnistia sui crimini contro l’umanità commessi durante i durissimi anni della dittatura tra il 1973 e il 1985. Continua

Un "asado" succulento (Credits: Lucas by Flickr)
Adesso c’è la certezza della statistica: con 91,6 chilogrammi di carne consumata pro capite, l’Uruguay è il Pcioaese in cui si mangiano più bistecche al mondo. Superata dunque l’Argentina che è rimasta in cima alla classifica fino all’anno scorso. Cioè prima che il caro prezzi e la crisi l’abbia costretta a ridurre di ben 13 chili il consumo medio pro capite.
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Homepage di FB (Credits: Spencer E Holtaway by Flickr)
C’è chi come José ha aspettato tutto l’anno questo momento e non si vergogna di dirlo. Chi come Julieta che finalmente potrà passare la giornata con il compagno di scuola di cui è innamorata da mesi. E chi come Manuel che ha solo voglia di fuggire dal luogo che odia di più, la scuola. Continua

Supporter del nuovo presidente uruguayano
José “Pepe” Mujica è il nuovo presidente dell’Uruguay. Il risultato del ballottaggio di ieri a Montevideo può essere definito storico proprio per il curriculum vitae del nuovo presidente. A trent’anni - ai tempi della dittatura militare - “Pepe” era infatti uno dei leader dei guerriglieri marxisti Tupamaros e, armi in pugno, era solito rapinare banche. A quarant’anni era in cella d’isolamento dove ha trascorso nove anni cui se ne devono aggiungerne altri cinque di carcere duro durante la dittatura militare che dal 1973 al 1985 tenne in scacco la democrazia in Uruguay. Continua

Il contadino ex tupamaro Jose Mujica, candidato alle presidenziali uruguaiane per il Frente Amplio, con il suo vice, il tecnocrate di origini ligure Danilo Astori
È di origini italiane, per l’esattezza vanta antenati liguri, l’uomo chiave che potrebbe far vincere l’ex guerrigliero tupamaro Pepe Mujica al ballottaggio del 29 novembre in Uruguay. Continua
Botte da orbi come nella tranquilla Montevideo non se ne erano mai viste su un campo di calcio. Sta di fatto che dopo il derby finito domenica con scontri campali tra le opposte tifoserie di Danubio e Nacional - una sorta di Roma Lazio uruguayano – la Associazione di calcio nazionale (AUC), omologa della nostra FIGC, ha deciso di sospendere il campionato. A tempo indeterminato. “Lo riprenderemo solo quando verranno prese le misure di sicurezza idonee sui terreni di gioco”, ha annunciato in tv il presidente dell’Auc, Josè Luis Corbo.
Il video degli scontri
Il fattaccio all’origine della clamorosa decisione è stato il “furto” di una bandiera del Danubio da parte di un “tifoso” del Nacional quando la partita si era appena conclusa per la cronaca con la vittoria per 1 a 0 del Danubio. A quel punto decine di scalmanati di entrambe le squadre hanno invaso il terreno di gioco e hanno iniziato a darsele di santa ragione usando sbarre divelte dalle strutture dello stadio. Le contusioni non si sono contate ma, per quanto incredibile possa apparire, la Polizia presente ai bordi del terreno di gioco non è intervenuta subito, lasciando che per lunghi, interminabili minuti, i “barra brava” uruguayani, l’equivalente sul Rio de la Plata degli hoolingans inglesi, trasformassero il campo di calcio in un’arena con loro stessi nelle vesti di gladiatori frustrati.
Le autorità di Montevideo hanno promesso il pugno duro. Il modello che si vuole imitare è quello inglese che, con misure drastiche, riuscì ad eliminare la piaga degli hooligans. A conferma della serietà con cui l’Uruguay vuole affrontare il tema della violenza nel calcio, il Senato nazionale ha già annunciato che discuterà della questione in seduta plenaria mentre oggi, mercoledì 19 novembre, la Auc deciderà se annullare o meno il campionato in corso.
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