
(Credits: AP Photo/Don Petersen)
Un nuovo dramma si è appena consumato nel campus del Virginia Tech, lo stesso in cui, nel 2007, persero la vita 32 persone, vittime della follia omicida di uno studente di origini sudcoreane. L’ateneo rappresenta tuttora il teatro della strage più grave in un’università statunitense. L’incubo si è ripetuto ieri, quando due persone sono state uccise durante una sparatoria.
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Cronaca di una strage annunciata. Su internet. Come in altri recenti casi di massacri compiuti da mitomani. Tomohiro Kato, l’uomo che ieri ha terrorizzato il centro di Tokyo lasciando sul terreno sette morti e una decina di feriti prima di essere arrestato, aveva scritto sul forum di un sito per cellulari il suo folle piano.
Il primo messaggio, secondo quanto riferito dalla polizia giapponese, è delle 05:21.”Uccidero’ gente ad Akihabara”. Poi altri interventi: ”andrò a schiantarmi col furgone, e se diventerà inutile userò il coltello. Addio a tutti”. Esattamente ciò che è successo poche ore dopo. ”Nessun rinvio, neanche se farà brutto tempo”. L’ultimo, agghiacciante, pochi minuti prima della strage, alle 12:10: “è arrivato il momento”.
Dopo ha messo in pratica tutto. Ha tentato di investire i passanti col furgone, nella zona affollatissima del quartiere Akihabara, poi è sceso e ha accoltellato diciassette persone, sette a morte. Bloccato degli agenti, sanguinante dalla testa ai piedi, ha detto ai poliziotti che lo arrestavano: “Sono venuto per ammazzare gente. Sono da solo”. Quanto al motivo, l’omicida avrebbe detto “sono stanco di vivere”.
La data scelta da Tomohiro Kato potrebbe non essere casuale: ieri era l’anniversario di un’altra strage: a Osaka sette anni fa un uomo aveva accoltellato otto bambini in una scuola elementare. La storia riporta alla memoria i video dell’assassino del massacro al campus Virginia Tech, del 17 aprile 2007. Così come il blog infarcito di minacce di uno degli autori della strage di Columbine nel 1999, o ancora il filmato intitolato “Strage alla Scuola superiore Jokela - 7/11/2007” con cui Pekka Eric Auvinen aveva preannunciato su youtube la sparatoria in cui trovarono la morte di sette ragazzi e un professore. Il desiderio di distruzione premeditato, annunciato al mondo. Un ultimo grido disperato, per essere fermati. O una beffa da scoprire troppo tardi.
I primi soccorsi alle vittime di Tokyo

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Strage di San Valentino in un campus universitario dell’Illinois: un ex studente armato con due pistole ed un fucile ha ucciso almeno cinque persone durante una lezione in un’aula affollata della Northern Illinois University per poi togliersi la vita. Altri 16 studenti sono rimasti feriti, alcuni gravemente (qui tutti gli aggiornamenti dal sito dell’università).
Il giovane, bianco e magro, vestito di nero è entrato verso le tre del pomeriggio di giovedì da una porta secondaria in un’aula della Cole Hall dove stava per terminare una lezione di geologia.
”Non ha detto una parola. È salito sul podio dove si trovata l’insegnante ed ha aperto il fuoco verso gli studenti - ha raccontato un testimone -. Ha sparato in rapida successione, con calma mentre nell’aula esplodevano il caos e il terrore”.

Gli studenti hanno tentato disperatamente di scappare, calpestandosi a vicenda, fuggendo tra corpi insanguinati, urla di terrore e lamenti. La polizia del campus universitario , che si trova a DeKalb (a circa 100 chilometri da Chicago), è giunta rapidamente sulla scena della strage. Ma il cecchino, che aveva frequentato corsi di sociologia all’università, si era già tolto la vita. I feriti più gravi, con ferite alla testa e al torace, sono state portate in elicottero in ospedale.

Pochi minuti dopo l’inizio della sparatoria è scattato il sistema di allarme nel campus con messaggi email e sul sito web della università che invitavano gli studenti a restare in posti sicuri perché c’era un uomo armato in circolazione nel campus.
Gli studenti sono stati inoltre invitati, una volta accertata la morte del killer, a chiamare i loro familiari. Le lezioni sono state immediatamente sospese e l’università resterà chiusa anche oggi.
Il presidente della università, John Peters, ha detto in una conferenza stampa che quattro persone sono morte nella classe di geologia (compreso il giovane killer) mentre altre due sono morte successivamente in ospedale.
Non è ancora emerso un motivo per la strage, avvenuta a dieci mesi da quella del Virginia Tech, dove il 16 aprile 2007 uno studente di origini sudcoreane aprì il fuoco contro studenti ed insegnanti provocando la morte di 32 persone prima di togliersi la vita, nella strage più grave mai avvenuta in una università americana.
La Northern Illinois University è frequentata da oltre 25 mila studenti. L’ateneo era stato chiuso nel dicembre scorso per un giorno dopo che in un bagno del campus erano state trovate scritte di minaccia che facevano riferimento proprio alla strage del Virginia Tech.
DALL’ARCHIVIO: Strage in Virginia, dove si vendono le armi anche ai dodicenni
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Cho Seung-Hui, il killer 23enne del Politecnico della Virginia, ha registrato, tra una sparatoria e l’altra, un video-testamento che è stato trasmesso ieri dalla televisione americana Nbc (qui sotto). Realizzato lunedì poco prima di suicidarsi, il video è composto anche da alcune fotografie e da un lungo testo scritto di 1800 caratteri. Cho Seung-Hui descrive se stesso come un difensore dei deboli, un ammiratore degli studenti della strage Columbine nel 1999 chiamato dal destino a compiere la sua opera contro i ricchi e gli arroganti.
Nel delirante monologo che accompagna il video, lo studente sudcoreano mescola riferimenti religiosi al disgusto per quello che definisce l’edonismo imperante intorno a lui. “Grazie a voi morirò come Gesù Cristo, per inspirare intere generazioni di gente debole e indifesa. Quando è stato il momento l’ho fatto. Dovevo farlo”. Disgustati e attoniti, gli studenti del Virginia Tech hanno guardato il video inviato alla sede della Nbc. “È una pazzia. Ha ucciso due persone e poi è andato a spedire il materiale, quindi si è preparato alla seconda sparatoria. È semplicemente pauroso”, ha dichiarato Nick Jeremiah, uno dei ragazzi del campus.
Che Cho soffrisse di disturbi psichiatrici, lo ha confermato, in un’intervista al quotidiano britannico Times, anche la sua insegnante di inglese del campus, Lucinda Roy: “Ho avvertito le autorità universitarie e le forze dell’ordine dei disturbi di cui soffriva”. A sua volta la polizia ha reso noto di aver interrogato due volte il ragazzo, accusato di molestare due studentesse, confermando che Cho era stato ricoverato per un breve periodo, nel dicembre 2005, in una clinica psichiatrica.
Vedi anche: il testamento completo di Cho (Nbc)

“Otto anni fa, in questa stessa settimana, i giovani di Littleton, Colorado, hanno subito un terribile attacco alla Columbine High School e sei mesi fa, cinque ragazzi sono stati uccisi in una scuola Amish in Pennsylvania. Da allora non abbiamo fatto nulla come nazione per mettere fine alla violenza nelle nostre scuole e nelle nostre comunità. Piuttosto abbiamo reso ancora più semplice l’accesso alle armi da fuoco”. Così, amaramente, Paul Helmke, il presidente del Brady Center per la prevenzione della violenza con le armi da fuoco, ha commentato la strage in Virginia.
Una strage che ha colpito il Politecnico più famoso dello stato americano (guarda le foto) che si presenta con lo slogan: “Virginia tech, invent the future”. Invece il futuro è stato cancellato d’un colpo a decine di studenti. Anzi, da molti colpi sparati da un loro coetaneo.
Il Brady Center è l’associazione fondata dall’allora portavoce del presidente Ronald Reagan, James S. Brady, che rimase gravemente ferito il 30 marzo 1981 quando il presidente americano subì un attentato. Da allora paralizzato, si batte per l’inasprimento delle leggi che negli Usa consentono a chiunque di avere un’arma.
Dal suo sito è possibile farsi facilmente un’idea della situazione attraverso una mappa cliccabile: stato per stato una spiegazione e un voto (come quelli che si danno nelle scuole, appunto) giudica la normativa. La Virginia, nonostante la lotta politica di numerose associazioni, deve accontentarsi di un C-.
Il perché è presto detto: nello Stato dove si è compiuta l’ultima strage non ci sono limiti all’acquisto di armi da assalto. Se non che non se ne può comprare più di una al mese. E i giovani? Si possono vendere armi da fuoco a ragazzini dai 12 anni in su. Anche senza il permesso dei genitori.
Il killer del Virginia Tech aveva due semiautomatiche.
Guarda il video dell’Abc che mostra l’arrivo delle forze dell’ordine, il video del Washington Post in cui un testimone descrive l’inizio della sparatoria, e il video dell’Ap con le dichiarazioni del presidente del Virginia Tech, foto e video inviati alla Cnn.
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