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Nuova influenza: un volo speciale riporterà in patria i messicani che sono in Cina

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  • Tags: Cina, influenza-suina, Messico, morto, Oms, pandemia, Usa, virus
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il virus si allarga

Il governo del Messico ha organizzato un volo speciale per riportare in patria i messicani che desiderino lasciare la Cina. Lo ha annunciato oggi una portavoce dell’Ambasciata messicana in Cina in una giornata caratterizzata dalle polemiche tra i due paesi per il trattamento subito da decine di messicani messi forzatamente in quarantena per evitare una diffusione del virus della nuova influenza, l’ H1N1, che ha fatto la sua comparsa nel paese latinoamericano. Una settantina di messicani sono in quarantena nei loro alberghi in diverse città della Cina dopo che un loro compagno di viaggio, che attualmente si trova ad Hong Kong, è risultato positivo all’ H1N1. Il volo, proveniente da Città del Messico, aveva fatto scalo a Shanghai prima di raggiungere l’ex-colonia britannica. Ieri, il ministro degli esteri messicano Patricia Espinosa ha affermato che “cittadini messicani che non hanno mostrato sintomi dell’influenza sono stati isolati in condizioni inaccettabili”. Il ministero degli esteri di Pechino ha risposto con una nota nella quale si sostiene che si tratta di “di una misura puramente sanitaria” che non è “in alcuna modo diretta contro i cittadini del Messico”. Il Messico è il secondo partner commerciale della Cina nell’America Latina dopo il Brasile. Cittadini messicani residenti in Cina hanno detto all’agenzia Ansa di essere stati interpellati dall’ Ambasciata ma che non gli è stata comunicata l’ora di partenza dell’aereo. Non è chiaro se ai messicani messi in quarantena sara’ consentito lasciare gli alberghi e imbarcarsi sul volo speciale.

Intanto il numero di casi accertati di influenza A in Spagna, il Paese europeo più colpito, è aumentato a 54. Lo ha annunciato il ministero della Sanità di Madrid, il cui precedente bilancio era di 44.
I dieci nuovi casi sono stati individuati in Andalusia (sud) e nella regione di Valencia (est). “Di tutte le persone che sono risultate positive, soltanto undici sono ancora in ospedale”, ha indicato un comunicato.
Sui 54 casi, quattro pazienti non hanno viaggiato di recente in Messico, focolaio iniziale dell’epidemia. D’altra parte, 60 persone sono sottoposte a test per individuare la malattia. La Spagna è di gran lunga il Paese più colpito d’Europa dall’epidemia, davanti al Regno Unito (18 casi).

LEGGI ANCHE:  Influenza suina, tutte le domande e le risposte - Agricoltori e commercianti: Attenti, l’allarmismo in passato ci è costato miliardi - La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

  • redazione
  • Lunedì 4 Maggio 2009

Hong Kong, un albergo in quarantena per l’ influenza messicana

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  • Tags: influenza-suina, Messico, Oms, pandemia, virus
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Il virus della “Nuova influenza A/H1N1″ ormai noto impropriamente come “influenza suina” è arrivato nelle terre da cui era partita l’emergenza aviaria. L’Asia teme il contagio. I primi due casi si sono registrati in Corea del Sud e a Hong Kong. In un hotel dell’ex colonia inglese un ragazzo arrivato dal Messico ha dato positivo ai test e l’intero albergo, il Metropark Hotel è stato messo in quarantena, con i suoi 200 ospiti e il personale di servizio (altre 100 persone circa). Non risulta ci siano italiani tra le persone isolate
ma le liste di chi alloggiava al Metropark non sono complete perché
alcuni clienti non sono rientrati in albergo.
In più, la polizia sta cercando di radunare i passeggeri del volo provieniente da Shanghai per tenere anche loro sotto osservazione temendo possa esserci stato un contaglio in volo.
La Cina ha annunciato che rimpatrierà i suoi cittadini che si trovino in Messico con un volo statale.  Nel paese centroamericano le strade sono deserte, effetto della raccomandazione del presidente Calderòn che ha invitato tutti i messicani a trascorrere i cinque giorni di ponte in casa con la famiglia per ridurre al minimo i rischi. Intanto le cifre ufficiali del governo messicano sulla mortalità del virus fanno tirare un sospiro di sollievo (pur dietro le mascherine): solo sedici sono le morti accertate a causa del AH1N1, cifra ben lontana dalle 150 morti che venivano considerate fino a 3-4 giorni fa. L’organizzazione mondiale della Sanità (Oms) conferma che i casi finora accertati di influenza suina sono 617, (erano 367 fino a ieri, poi sono arrivati i risultati di molte analisi) distribuiti in 15 diversi paesi. Dati che non contribuiscono per ora a far scemare la psicosi: negli Usa sono state chiuse 430 scuole. Mentre c’è chi prova a sfruttarla a proprio vantaggio in campo sportivo: nella partita di calcio (Coppa Libertadores, la Champions sudamericana) tra il Chivas Guadalajara (squadra messicana) e l’Everton di Vina del Mar, in Cile, il difensore messicano Hector Reinoso ha tossito e sputato all’attaccante avversario, urlandogli “beccati l’influenza”. “Ci hanno trattato da lebbrosi per tutta la partita” ha giustificato il suo gesto Reinoso. Per tutta risposta la federcalcio cilena (come ha già fatto quella colombiana) ha proibito temporaneamente le partite con squadre messicane.

  • emanuele rossi
  • Sabato 2 Maggio 2009

Influenza suina, il primo caso in Svizzera. L’Oms: pandemia imminente

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  • Tags: influenza-suina, Messico, morto, Oms, pandemia, Usa, virus
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Un soldato distribuisce mascherine a Città del Messico

C’è un primo caso confermato di influenza suina in Svizzera: un giovane rientrato da un viaggio in Messico, risultato positivo ai test per l’H1N1, ricoverato ora all’ospedale di Baden, a 25 chilometri da Zurigo. Le persone che sono entrate in contatto con lui sono state avvertite di rimanere a casa per evitare di diffondere la diffusione di una pandemia che l’Oms considera ormai “imminente”. Il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, ha esortato intanto tutti i Paesi ad attivare i piani di preparazione alla pandemia e ha chiesto alle ditte farmaceutiche di aumentare la produzione di antivirali: “Il virus si estende senza alcun segnale di rallentamento. Il numero di casi umani di influenza suina ufficialmente notificati all’Oms e confermati da analisi di laboratorio è salito a 148 distribuito su un totale di nove Paesi nel mondo”. “L’umanità è minacciata” ha aggiunto dopo aver però sottolineato che, dopo la paura per l’influenza aviaria negli scorsi anni, il mondo è preparato però a un’eventuale epidemia planetaria come non lo è mai stato prima nella storia. Anche secondo la Commissione Ue in Europa ci sarà un certo numero di decessi per la nuova influenza, anche se il vecchio continente è ben preparato a farvi fronte.

Italia, solo 20 casi sospetti Il sottosegretario alla Salute italiano Ferruccio Fazio ha invece gettato acqua sul fuoco: ” Ci attendiamo a breve i primi casi anche in Italia, ma siamo tranquilli perché abbiamo visto l’evoluzione clinica negli altri Paesi. Questo virus si sta dimostrando poco aggressivo, inferiore a una normale influenza”. In Italia - ha detto - non c’è “nessun caso” di influenza della tipologia che si è diffusa in Messico, solo “venti casi sospetti”, nessuno dei quali è “confermato”. Anche secondo il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, “l’allarme è ingiustificato; le pandemie, come nel caso della mucca pazza o dell’aviaria, sono mediatiche”.

Messico, stop all’economia Il presidente del Messico, Felipe Calderon, ha ordinato un fermo parziale dell’economia dal primo al 5 maggio, per far fronte all’epidemia di influenza suina. In quei giorni lavori e servizi non essenziali saranno sospesi, compresa gran parte dell’attività della pubblica amministrazione e di molte aziende private. Nel suo primo discorso in tv da quando e’ iniziata l’emergenza, Calderon ha invitato i cittadini a restare il più possibile a casa durante il blocco in modo da favorire la lotta all’epidemia.

Stati Uniti, “situazione grave” Negli Stati Uniti la situazione non è ancora così grave, ma diventa sempre più preoccupante: oltre alla morte di un bambino messicano di due anni - che era in Texas con la famiglia - sono stati ormai confermati 92 casi in 10 Stati, dalla costa est a quella ovest. Il Pentagono ha confermato il contagio di un marine nel sud della California. Il presidente Obama ha dichiarato a sua volta che il virus dell’influenza H1N1 crea ”una situazione molto grave”, ma l’America è pronta alla sfida: ”Ogni americano deve sapere che il suo governo sta prendendo le massime precauzioni e i massimi preparativi”. In Europa ci sono sei casi in Spagna; 3 in Gran Bretagna, che ne totalizza 5; 3 in Germania e uno in Austria, oltre a quello già citato in Svizzera. La Nuova Zelanda ha confermato il contagio di 13 persone tornate dal Messico.

La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

Il VIDEO servizio:

  • redazione
  • Giovedì 30 Aprile 2009

Influenza suina: un bambino morto negli Usa. L’Oms alza l’allerta a livello 5

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  • Tags: influenza-suina, Messico, morto, Oms, pandemia, Usa, virus
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Un soldato distribuisce mascherine a Città del Messico

Primo decesso negli Stati Uniti causato dal virus della febbre suina: il Centro per la Prevenzione e il controllo delle malattie (Cdc) ha reso noto che un bambino di 23 mesi è morto nello stato americano del Texas. In Germania sono saliti a tre i casi di contagio da influenza suina accertati. Lo riferisce l’istituto Robert Koch. La presenza del virus H1N1 è stata confermata su una 22enne ricoverata dopo un viaggio in Messico in un ospedale di Amburgo con sintomi simili all’influenza. I primi test sono stati effettuati dall’Istituto Bernhard Nocht della città anseatica. Il secondo caso confermato riguarda, secondo il Robert Koch Institut, un uomo alla soglia dei quaranta, visitato presso la clinica universitaria di Ratisbona. Contagiata anche una donna di 37 anni, anche lei rientrata dal Paese centroamericano. Le prime diagnosi sono state fatte dall’Università di Ratisbona. Oltre a ciò, conclude l’istituto, ci sono altri casi sospetti in diversi Laender in corso di accertametno.

In Spagna sono ormai dieci i casi accertati, dei quali sei in Catalogna. E tra questi c’è il primo caso europeo di contagio non da animale: si tratta del compagno di una ragazza che aveva viaggiato in Messico nelle scorse settimane. Solo due di questi però sono ricoverati in ospedale. La maggioranza sta a casa e la loro situazione viene definita in miglioramento.
Un caso sospetto di influenza suina sarebbe stato riscontrato nel salernitano. Secondo quanto si è appreso, un uomo di ritorno dal Messico avrebbe, infatti, accusato alcuni sintomi tipici dell’influenza. Malessere che ha convinto i sanitari a trasferirlo presso l’ospedale napoletano Cotugno, specializzato in malattie infettive. I sanitari del nosocomio partenopeo sono stati allertati, ma il malato ancora non è giunto nella struttura sanitaria.
L’H1N1, il virus della febbre suina che ha colpito il Messico e si sta diffondendo in altri Paesi è, al momento, meno aggressivo del normale virus influenzale. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Ferruccio Fazio, a margine della prima assembla dell’Alleanza ospedali italiani nel mondo a Roma. “Il virus - ha detto - si sta dimostrando molto poco aggressivo. È vero che i microrganismi possono sempre mutare, ma sembrerebbe che l’attuale livello di aggressività dell’H1N1 sia inferiore a quello di una normale influenza”, anche stando al fatto che i casi segnalati negli Stati Uniti stanno avendo tutti una evoluzione positiva. Vero è, comunque, che il virus, pur debole, potrebbe “arrivare a brevissimo anche in Italia. Se anche così fosse - ha aggiunto Fazio - una lieve influenza penso che non rappresenti un problema per la popolazione”.

In serata l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha alzato il livello d’allerta a cinque. La fase cinque è a un solo passo dalla pandemia (livello sei). E’ caratterizzata dalla diffusione del virus da uomo a uomo in almeno due paesi in una regione dell’Oms. Mentre la maggior parte delle nazioni non è ancora colpita in questa fase, la dichiarazione di fase cinque è ”un forte segnale - spiega l’Oms nei suoi documenti - che una pandemia è imminente e che il tempo per completare l’organizzazione, la comunicazione e la messa in atto delle previste misure di attenuazione è breve”.

La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

 

  • redazione
  • Mercoledì 29 Aprile 2009

Influenza suina, nuovi casi nel mondo. In Italia 11 pazienti sospetti, nessuno positivo

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  • Tags: influenza-suina, Messico, Oms, pandemia, virus
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“Non si chiamerà più influenza da suini, ma abbiamo deciso di chiamarla Nuova influenza”. Lo ha detto oggi ai cronisti a Bruxelles la commissaria europea alla Sanità, Androulla Vassiliou, precisando che “la definizione influenza da suini dava un’idea sbagliata nei confronti della carne di maiale, il cui consumo è sicuro purchè sia cotta”. La Commissione Ue giudica inoltre per ora prematura ogni misura di restrizione dei viaggi verso i paesi colpiti dall’influenza da suini, ma sottolinea che la questione sarà discussa giovedì nella riunione straordinaria dei ministri della Salute a Lussemburgo. Intanto il portavoce dell’Oms Gregory Hartl ha dichiarato oggi a Ginevra che “se casi di trasmissione indigena (non importata) saranno formalmente confermati negli Stati Uniti o in Canada si potrebbe passare alla fase di allerta cinque”. Casi di trasmissione indigena (non importati) da persona a persona dell’influenza da suini sono accerati in Messico e ce ne sono di probabili negli Stati Uniti e forse in Canada, ha affermato Hartl. Ieri, di fronte al diffondersi della malattia, l’Oms ha alzato il livello del rischio di pandemia da tre a quattro, su una scala di sei. I casi di influenza da suini a New York sembrano costituire una trasmissione da uomo a uomo sul posto, ha detto Hartl. E questo significherebbe appunto l’esistenza di un focolaio indigeno fuori dal Messico.

Emergenza in California - Assieme al Messico, il paese più colpito risultano i vicini del nord: gli Stati Uniti. In particolare la California, dove il governatore Schwarzenegger ha proclamato lo stato di emergenza di fronte all’accertamento di dieci casi. Non ci sono ancora vittime negli Usa, dove i casi accertati sono una settantina, ma il medico legale di Los Angeles sta investigando sulla morte sospetta per complicazioni respiratorie di due uomini deceduti nei giorni scorsi.
Il presidente Barack Obama ha chiesto al Congresso di stanziare 1,5 miliardi di dollari per combattere l’epidemia. Serviranno a ”rafforzare le capacità” del paese di rispondere all’influenza da suini e per far fronte ad eventuali emergenze sanitarie, ma non sono il segno di un aumento della preoccupazione, ha detto il portavoce Robert Gibbs osservando che la lotta all’influenza richiede ”prudente pianificazione”, ma non panico.
Anche in Cina ci sono diverse persone sospettate di essere portatrici del virus dell’influenza da suini, sono in osservazione. Lo ha reso noto oggi Hans Troedsson, rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) nel Paese.

Mentre è effettivamente contagiato da influenza da suini il giovane israeliano rientrato la settimana scorsa dal Messico e poi ricoverato nell’ospedale Laniado di Natanya (a nord di Tel Aviv). Lo ha confermato il ministero israeliano della Sanità. Le condizioni del malato, Tomer Wajim, sono buone ma resta ancora in isolamento, ha aggiunto il ministero.

Il governo neozelandese invece ha reso noto che sono stati diagnosticati i primi tre casi di influenza da suini tra gli oltre 50 pazienti ricoverati nel paese. Lo ha detto il ministro della Sanità, Tony Ryall. I tre casi riguardano un gruppo di liceali tornati sabato scorso dal Messico, dove sono stati contagiati dal virus H1N1 dell’influenza da suini.

In evoluzione la situazione in Europa. Gli aeroporti spagnoli sono in stato di allerta per evitare la diffusione della Nuova influenza: prima dello sbarco i passeggeri provenienti dal Messico, ma anche quelli che arrivano da Stati Uniti, Canada, Colombia, Nuova Zelanda, Francia e Israele devono riempire un formulario del ministero della Salute, mentre a terra si moltiplicano i controlli di personale sanitario e polizia. Lo riferisce l’edizione online del quotidiano El Mundo. Secondo il nuovo ministro della Salute Trinidad Jimenez la Spagna è stato il “primo paese del mondo” a prendere queste iniziative, anticipando le direttive Oms. Fonti del ministero hanno inoltre dichiarato all’Ansa che i voli verso i paesi a rischio e quelli tra la penisola iberica e le Canarie - più lunghi e quindi più a rischio se ci fosse un caso a bordo - saranno dotati di materiale per la protezione respiratoria dei passeggeri, come mascherine, guanti e camici per impedire la diffusione del virus. Il ministero inizierà presto anche a distribuire raccomandazioni sanitarie negli aeroporti mentre sta pensando di introdurre rilevatori di temperatura corporea per individuare i passeggeri con febbre, uno dei sintomi dell’influenza.

Tuttavia l’Oms ha fatto sapere che nella lotta all’influenza da suini i controlli alle frontiere e agli aeroporti “non funzionano”. Lo ha affermato oggi a Ginevra un portavoce dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’Oms inoltre non raccomanda restrizioni ai viaggi o la chiusura di frontiere, ha aggiunto il portavoce Gregory Hartl parlando alla stampa. Nel 2003, in occasione della crisi per la Sindrome respiratoria acuta (Sras) i controlli alle frontiere dei viaggiatori non si sono rivelati efficaci ed i costi economici di tale misure sono risultati ben superiori ai vantaggi per la salute pubblica, ha spiegato Hartl. Persone contagiate ma che ancora non presentano sintomi della malattia potrebbero facilmente passare le frontiere malgrado i controlli delle telecamere sensibili alle temperature, ha aggiunto. In compenso si può avere la tosse o la febbre per tanti altri motivi.

Potrebbe tuttavia essere “prudente” per alcuni governi raccomandare ai propri cittadini di pensarci bene prima di recarsi nelle destinazioni colpite, ha aggiunto Hartl. Inoltre, le persone malate dovrebbero rinviare i viaggi internazionali e chiunque sviluppi sintomi in seguito ad un viaggio all’estero dovreebbe recarsi da un medico. Per ora il virus “non ha mostrato resistenza all’oseltamivir e zanamivir, ed è quindi curabile con questi due antivirali”. Solo il Messico ha segnalato casi mortali. Secondo i criteri usati dall’Oms, un totale di 73 casi di influenza da suini sono stati ufficialmente notificati nel mondo, di cui 40 negli Usa, 26 in Messico, 6 in Canada e 1 in Spagna. I decessi dovuti al nuovo virus sono 7, tutti in Messico. L’Oms - ha spiegato il portavoce - registra solo i casi ufficialmente notificati e confermati da analisi di laboratorio.

La Francia sconsiglia “vivamente” i viaggi in Messico. Venti casi sospetti sono “in corso di analisi” nel Paese nel quadro della vigilanza istituita per l’epidemia di influenza dei suini. In totale, da sabato scorso, 107 persone sono state segnalate in Francia in rientro dal Messico con sintomi simili all’influenza.

Primo caso sospetto di influenza suina anche in Austria, dove una donna tornata da un soggiorno nel Messico avverte sintomi analoghi a quelli della febbre. Lo riferisce il sito internet dell’emittente radiotelevisiva pubblica Orf, ma le autorità non hanno finora confermato il caso. Secondo l’Orf, la donna di 28 anni viene curata all’ospedale di Steyr, in Alta Austria. La donna è già stata sottoposta al test rapido, che tuttavia dev’essere ancora analizzato a Vienna. Soltanto dopo si saprà dire con esattezza, se la paziente soffre di febbre suina o di un’influenza normale.

In Italia “alle 16 di oggi sono 11 i casi sospetti di influenza suina riscontrati. I test effettuati hanno escluso però che si tratti di virus AH1N1″. Lo ha affermato il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, nel corso dell’informativa al Senato sull’influenza da suini. Il ministro ha spiegato che i casi riguardano persone rientrate da poco da viaggi in Messico.

Intanto sono state più di 3 mila le telefonate dei cittadini al numero verde 1500 attivato dal ministero della Salute sull’influenza da suini. In poco più di 6 ore dall’attivazione del servizio gli esperti hanno risposto soprattutto sulle richieste di informazione su modalità di trasmissione dell’infezione, sul consumo di carne suina e sui rischi per viaggi.

La paura per la Nuova influenza però fa salire gli accessi in uno dei maggiori centri di infettivologia d’Italia, l’ospedale Luigi Sacco di Milano. Un aumento comunque sotto controllo, più lieve rispetto a quello che si attendevano gli esperti. “C’è stato un aumento di accessi”, spiega Giuliano Rizzardini, direttore del dipartimento malattie infettive, “ma rispetto alle notizie apparse sulla stampa mi aspettavo di peggio: tutto sommato c’è stato solo un po’ di iper-afflusso, ma meno di quello che ci si poteva immaginare. Evidentemente la gente è più informata e il messaggio del ministero della Salute è stato sufficientemente tranquillizzante”.

“Ieri è arrivata un po’ di gente”, aggiunge, è venuta anche senza veri criteri, ma non bisogna fare confusione: il test per questo virus specifico non è ancora disponibile. Al momento c’è rischio se si arriva dal Messico con febbre e sintomi respiratori. Ad ogni modo si può fare riferimento anche al medico di base, che valuterà il caso e deciderà se sono necessari approfondimenti”. L’Ospedale Sacco, che è il centro di riferimento anche per l’Expo 2015, è facilmente raggiungibile dall’aeroporto di Malpensa, e questo lo ha reso anche un osservatorio privilegiato per diverse malattie infettive come ad esempio la Sars (grave sindrome respiratoria “esplosa” nel 2002).

Il ministro del Welfare Sacconi, intervistato a Faccia a faccia su Radio Tre, ha inoltre precisato che “la situazione è sotto controllo nella sua possibile evoluzione o involuzione. L’Italia è un paese particolarmente attrezzato anche per una buona diffusione dell’igiene pubblica, che è un requisito fondamentale, mentre in Messico non è sempre garantita e questo diventa veicolo di diffusione. Non dobbiamo sottovalutare il problema, ma allo stesso tempo non creare allarmismi che allo stato non risultino giustificati”, ha aggiunto Sacconi, a margine della presentazione della giornata nazionale del malato oncologico.

“Basti pensare a quanto è successo con l’aviaria”, ha continuato, “per essere avvertiti della necessità di non ripetere reazioni sproporzionate. L’Italia è preparata” per quel che riguarda la predisposizione di farmaci per affrontare e rispondere all’emergenza della Nuova influenza, aggiunge il ministro.

Sacconi ha definito questo problema “con caratteristiche potenzialmente globali ed è quindi importante coordinare le azioni”. Il ministero del Welfare ha dato incarico all’Istituto farmaceutico militare di Firenze di procedere all’incapsulamento delle scorte in polvere degli antivirali sensibili all’influenza da suini. Lo ha annunciato il sottosegretario Fazio nel corso della trasmissione Panorama del giorno andata in onda su Canale 5. “Le 40 milioni di dosi a nostra disposizione”, ha spiegato, “servono per trattare quattro milioni di cittadini. Dieci milioni di dosi sono pronte e trenta milioni da confezionare in capsule. Il motivo di questo è stata una decisione presa dal governo precedente ma giustissima: siccome il prodotto in polvere ha una durata media di dieci anni e in capsule solo di tre anni, se fosse stato acquistato due anni fa in capsule tra un anno scadrebbe”.

Contraddittorie, imprecise e incomplete. Così il Codacons giudica le informazioni che vengono diffuse sull’influenza dei suini. “Le istituzioni tendono a rassicurare i consumatori, così come gli allevatori e gli esperti sanitari”, spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi, “ma le informazioni che vengono fornite sono spesso contraddittorie. Per fare un esempio”, conclude Rienzi, “si garantisce con assoluta certezza che non esiste alcun rischio di ammalarsi mangiando carne di maiale o prodotti derivanti da carne suina, ma al tempo stesso si raccomanda vivamente di consumare tale carne solo previa cottura ad almeno 70 gradi”.

Saranno infine distribuiti oggi ai passeggeri da e per gli Stati Uniti e Messico, all’aeroporto di Fiumicino, i primi i primi opuscoli approntati dal ministero della Salute con i consigli per i viaggiatori in partenza e in arrivo dalle aree colpite da influenza da suini. Sugli opuscoli, oltre ad essere illustrate alcune informazioni sulle infezioni da virusi dell’influenza suina, sono indicate alcune raccomandazioni: evitare la visita di mercati o di fattorie in cui si può venire a contatto con i suini; consumare cibi a base di carne suina solo dopo accurata cottura; evitare di portare le mani a contatto con occhi, naso e bocca; lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con detergenti a base di alcol.
La MAPPA con le segnalazioni dell’Oms e la MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

  • redazione
  • Martedì 28 Aprile 2009

Influenza suina, casi in Europa. L’Oms alza l’allerta a livello 4

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  • Tags: europa, influenza-suina, Messico, Oms, pandemia, Spagna, Stati Uniti, tamiflu, virus
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Città del Messico

I cittadini europei sono invitati ad evitare i viaggi non essenziali verso le aree direttamente interessate dall’epidemia di influenza da suini. Lo ha detto la Commissaria Ue alla Sanità Androulla Vassiliou, al suo arrivo a Lussemburgo per un incontro con i ministri degli Esteri della Ue. La commissaria ha riferito ai giornalisti che sarà questa una delle prime misure che saranno prese dal consiglio straordinario dei ministri della sanità che è stato convocato per giovedì prossimo, nel pomeriggio. La commissaria è giunta a Lussemburgo per discutere della situazione dell’epidemia con i ministri degli esteri della Ue, che intendono procedere “in modo coordinato” a livello europeo.

Intanto in Italia, a Venezia, una donna di 31 anni originaria del Veneto orientale è stata ricoverata in isolamento nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Venezia per sospetta influenza suina.   La donna era appena rientrata da San Diego in California con febbre alta ed è stata sottoposta in via precauzionale a tutti gli accertamenti del caso. L’allarme è scattato ieri sera, quando la signora, con febbre molto alta, ha chiamato il 118. La giovane donna ha riferito ai sanitari di essere appena rientrata da San Diego - zona nella quale si sono verificati alcuni casi di influenza suina - e pertanto è scattato il protocollo di misure precauzionali. Un campione di sangue è stato inviato all’Università di Padova per essere sottoposto a un test molto veloce capace di riconoscere in breve tempo l’eventuale ceppo del virus dell’ influenza suina A-H1N1. “I sintomi sono simili a quelli dell’influenza tradizionale”, spiega il primario di Malattie infettive Enzo Raise, “mal di gola, febbre elevata e dolori articolari, patologie ben controllabili con i farmaci di cui disponiamo. La signora sta abbastanza bene e non corre alcun rischio. Seguiamo con sufficiente tranquillità l’evolversi della situazione. I cittadini devono ricordare che i casi decesso sono accaduti in zone periferiche della megalopoli messicana con scarsissima assistenza sanitaria”.

“Nell’Ulss 12 veneziana”, spiega il direttore del Dipartimento prevenzione Rocco Sciarrone, “non abbiamo avuto ad ora alcuna segnalazione di malattia conclamata. Attendiamo il test sulla signora ricoverata a Venezia, le cui condizioni tuttavia non destano preoccupazione. D’intesa con il servizio veterinario abbiamo monitorato gli allevamenti di suini presenti nel nostro territorio e possiamo dire con soddisfazione che non ci sono evidenze di malattia”. Al momento “non sono stati segnalati casi confermati di influenza ’suina’ nel nostro Paese e non si è ravvisata la necessità di assumere iniziative relative a controlli alle frontiere”, precisa in ogni caso il ministero del Welfare.

Il riepilogo della situazione internazionale, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e diffuso dal ministero, è il seguente: in Messico 20 casi confermati in laboratorio di influenza suina A/H1N1 (oltre mille casi sospetti segnalati e 149 decessi); negli Stati Uniti i casi confermati sono 40 (28 a New York, 7 in California, 2 in Texas, 2 in Kansas e 1 in Ohio) e non è stato segnalato alcun decesso. Oggi è giunta la conferma di 4 casi confermati in Canada e 1 in Spagna. Presso il Ministero del Welfare sono stoccate quaranta milioni di dosi di farmaci antivirali. Più precisamente sono disponibili circa dieci milioni di dosi di farmaco Zanamivir (Relenza) e 60mila dosi di farmaco Oseltamivir (Tamiflu) pronte per l’assunzione. Lo precisa lo stesso dicastero.

Sono inoltre disponibili circa 30 milioni di dosi di Tamiflu sotto forma di polvere, per l’incapsulamento della quale è già stato dato mandato all’Istituto Chimico Farmaceutico Militare di Firenze. Tale polvere, peraltro, sottolinea il ministero del Welfare, “può essere assunta, in estrema emergenza, in soluzione liquida”. Il ministero segnala, infine, che l’Italia dispone di un preciso Piano concordato con gli altri Stati dell’Unione Europea di preparazione e risposta ad un’eventuale pandemia influenzale.

Sarà attivo da domani mattina a partire dalle ore 8.00 il numero di pubblica utilità del Ministero del Welfare, 1500, a cui i cittadini viaggiatori si potranno rivolgere per ricevere informazioni sull’influenza suina. Al numero 1500, che sarà attivo tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 20.00, risponderanno medici ed esperti del ministero appositamente formati. Il ministero sin dal 24 aprile ha riunito in seduta permanente una Task Force di esperti e continua a monitorare ora per ora l’evolversi della situazione in collegamento con gli organismi europei e internazionali.

“Nessun rischio per la carne di maiale”: la Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica (SITI) tranquillizza su possibili contagi alimentari dell’influenza suina. “Le notizie provenienti dalle autorità sanitarie internazionali”, spiega Carlo Signorelli, vicepresidente della SITI, “rivelano la diffusione di un’epidemia simile alla nota influenza stagionale con trasmissione per via aerea ma non particolarmente aggressiva. Teniamo conto che le morti sono avvenute in un paese come il Messico di livello complessivo igienico-sanitario e assistenziale molto più carente rispetto ai paesi industrializzati”.

Per SITI “il sistema di allerta e le strutture di prevenzione e cura del nostro Paese sono in grado di far fronte efficacemente a questo problema sanitario come avvenuto in passato per altri casi simili”. “Mangiare carne di maiale non rappresenta assolutamente un rischio di contagio per l’influenza da suini”, ha aggiunto la commissaria Ue alla Sanità, Androulla Vassiliou, durante lo scambio di vedute avute oggi con i ministri degli Esteri a Lussemburgo. La commissaria ha invece espresso preoccupazioni soprattutto per i frequent flyer, cioè per chi viaggia di frequente.

In Europa sono 12 i casi sospetti di influenza da suini, concentrati in Spagna, Francia e Gran Bretagna (Scozia). Lo rendono noto i Centri europei per il controllo delle malattie (Ecdc). Tutti i casi sospetti, informano gli Ecdc, sono sotto osservazione e tutti sono tornati dal Messico. Gli esperti europei ritengono che, nonostante il virus dell’influenza da suini sia noto da tempo, la diffusione attuale “è insolita” e pertanto “richiede vigilanza”, considerando “le potenziali implicazioni per la sanità pubblica”.

L’Unione europea sta seguendo attentamente la situazione della pandemia, è pronta a prendere tutte le misure che saranno necessarie per tutelare i cittadini ed invita ad evitare “false informazioni e allarmismi” nell’opinione pubblica. Questo il messaggio lanciato dai ministri degli Esteri della Ue, nel loro incontro, oggi a Lussemburgo, con la commissaria Ue alla sanità Vassiliou.

“La Commissione europea”, assicura Vassiliou, “ha risposto rapidamente all’attuale minaccia alla sanità pubblica, non appena la situazione è stata identificata e comunicata dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Sin da venerdì”, ha spiegato, “siamo in contatto con gli Stati membri, con le nostre delegazioni in Messico e con gli Stati Uniti e il Canada. Stiamo dunque monitorando da vicino l’evoluzione della situazione attraverso tutti i canali di informazione e il meccanismo messo in piedi in passato, anche grazie all’esperienza fatta durante la crisi dell’influenza aviaria”.

La commissaria Ue ha quindi sottolineato come Bruxelles “ha convocato intorno al tavolo tutti gli attori che nell’Ue e al di fuori dell’Ue sono responsabili al più alto livello sul fronte delle misure necessarie per rispondere a situazioni di emergenza e di crisi come questa”. Vassiliou ha quindi spiegato la necessità di “essere estremamente prudenti nel valutare l’attuale situazione, per capire con precisione il meccanismo di trasmissione del virus, valutare il pericolo potenziale per la salute dei cittadini e i mezzi necessari per trattare i pazienti, come vaccini e antivirali”.

L’influenza da suini è “causa di preoccupazione” per gli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente Barack Obama in un discorso all’Accademia Nazionale delle Scienze. L’amministrazione Obama “sta seguendo con attenzione” gli sviluppi dell’influenza da suini, ma “non c’è ragione di allarme”, ha aggiunto il presidente, usando il riferimento ai focolai di epidemia come esempio del perché gli investimenti nella scienza “non sono un lusso” che gli Stati Uniti in recessione non possono permettersi.

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms)ha alzato il livello di allerta per l’epidemia da tre a quattro. L’organizzazione di Ginevra ha rivisto la portata della scala di allerta per cui il livello 4 su 6 significa un incremento significativo di pandemia.

Nel Regno Unito invece sono stati denunciati 25 casi di sospetti contagi da influenza da suini: lo ha detto in una comunicazione alla camera dei Comuni il ministro della Sanità britannico Alan Johnson, precisando che su questi casi “sono in corso accertamenti”. Il ministro ha spiegato che test iniziali su 8 di queste persone hanno dato esito negativo, mentre 14 vengono testate dalle strutture sanitarie locali. Su tre vengono invece svolti “test specialistici”.

Mentre altri venti studenti del liceo di New York dove già otto teen ager erano rimasti contagiati dall’influenza suina hanno contratto la malattia: lo hanno annunciato alla Cnn fonti federali. I venti nuovi casi fanno salire a 40 i casi accertati finora negli Usa dell’epidemia che in Messico ha provocato oltre cento morti. La scuola al centro del focolaio newyorchese e’ la St. Francis Prep, un liceo cattolico di Queens.

Richard Besser, il direttore facente funzione dei Centri per il controlo e la prevenzione dei delle malattie (Cdc) di Atlanta, ha però dichiarato alla Cnn che l’allerta dell’Unione Europea per i viaggi negli Stati Uniti a causa della febbre suina è ingiustificata. “Stiamo cercando altri casi e mi aspetto che ne troveremo altri e che troveremo casi più gravi e casi meno gravi. A questo punto non metterei restrizioni di viaggi per chi viene negli Stati Uniti”, ha detto Besser.

LEGGI ANCHE: Influenza suina, tutte le domande e le risposte

La MAPPA globale aggiornata con el ultime notizie e segnalazioni dell’Oms (in inglese. Parole chiave: “H1N1″, “swine flu”)

La MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

  • redazione
  • Lunedì 27 Aprile 2009

Febbre suina, riunione straordinaria in Europa. Primo contagio in Spagna

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  • Tags: influenza-suina, Messico, pandemia, Spagna, Stati Uniti, tamiflu, virus
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Il ministero della Sanità spagnolo ha confermato un caso di infezione da febbre suina, il primo in Europa. I casi sospetti in Spagna erano fino a questa mattina dieci e il ministro della Sanità, Trinidad Jimenez, aveva assicurato che la situazione è sotto controllo.
Una giovane di 21 anni è stata ricoverata in ospedale nella città sudorientale di Hellin dopo essere tornata da un viaggio in Messico. Un’altra 21enne è stata ricoverata a Barcellona: sei giorni fa era tornata dal Messico.

La Commissione Ue ha proposto di convocare una riunione straordinaria dei ministri della sanità sulle minacce derivanti dall’espandersi della febbre suina. Lo ha chiesto la responsabile della sanità Androulla Vassiliou alla presidenza ceca.
Quarantena, stretto controllo delle importazioni di carne di maiale, osservazione dei passeggeri con sintomi influenzali, costante monitoraggio delle aree a maggiore sovraffollamento, come aeroporti, stazioni e metropolitane. Sono alcune delle misure prese dalle autorità sanitarie di tutto il mondo per cercare di impedire la diffusione del virus che in Messico ha già provocato 103 morti e contagiato 1.614 persone. Oltre al Messico e agli Stati Uniti, primi Paesi colpiti dal virus H1N1, casi di febbre suina sono stati registrati in Nuova Zelanda, Spagna, Israele e Canada.
Anche in Francia l’allerta resta alta ma il ministro della Sanità Roselyne Bachelot ha detto che tutti i casi sospetti “sembrerebbero non legati all’influenza da suini”. Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, Margaret Chan, il nuovo virus “potrebbe provocare una pandemia”.
Gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato d’emergenza sanitario dopo che i casi umani di febbre suina accertati nel Paese sono saliti a venti. Lo ha annunciato il segretario alla Sicurezza nazionale Janet Napolitano, precisando che tutte le persone che si presenteranno alla frontiera dai Paesi colpiti da virus saranno sottoposte a controlli. Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, Napolitano ha precisato che circa 12 milioni di dosi di Tamiflu, il medicinale antivirale, sono pronte per essere distribuite negli Stati che ne faranno richiesta e in particolare in California, Texas, New York, Kansas e Ohio. Il presidente Barack Obama sta seguendo da vicino l’evolversi della situazione e ha ordinato ai suoi collaboratori una “risposta efficace, energica e coordinata”.
In Italia, il sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ha provato a tranquilizzare la popolazione: “Non c’è nessun rischio nel consumo di carne di maiale, sia cotta sia sotto forma di insaccati. Il rischio di venire contaminati dalla febbre suina è praticamente pari a zero e si può stare tranquilli”. L’Italia ha comunque già pronte 40 milioni di dosi di farmaci anti virali, gli stessi con cui si stanno trattando con buoni risultati i casi di contagio in America e che si sta studiando una strategia vaccinale, ha detto Fazio che ha già attivato l’Unità di crisi sull’influenza da suini.
La Farnesina, intanto, ha sconsigliato a tutti i cittadini italiani di recarsi nelle aree del Messico interessate dal contagio dell’influenza da suini: “A meno di motivi improrogabili si consiglia ai viaggiatori - suggerisce il Ministero - che intendano recarsi nelle zone sopra indicate di rinviare i propri programmi di viaggio in attesa che la situazione sanitaria locale torni alla normalità”.
Per precauzione la Russia, la Cina, Hong Kong e Taiwan hanno deciso di mettere in quarantena tutte le persone che presentano i sintomi del virus mortale. Lo stesso ha fatto la Spagna, con otto giovani appena rientrati dal Messico con sintomi dell’influenza.
L’aeroporto Narita di Tokio controlla la temperatura corporea di tutti i passeggeri in provenienza dal Messico. Se la Russia, la Serbia e la Cina hanno deciso di proibire l’importazione di carne suina che proviene dal Messico, ma anche dalla California, dal Texas e dal Kansas, la Corea del Sud ha deciso di rafforzare i controlli antivirali su prodotti ottenuti dai suini messicani e americani.
La Commissione europea ha fatto sapere di seguire “da vicino” l’evoluzione del virus dell’influenza suina, sottolineando che “nessun caso è stato segnalato in Europa”. “La Commissione è in contatto diretto e stretto con le autorità americane, con l’Oms (Organizzazione mondiale della Sanità, ndr), gli Stati europei e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)”, ha spiegato una portavoce incaricata delle questioni sanitarie a Bruxelles.
Da parte sua l’Organizzazione mondiale della Sanità ha spiegato che i paesi asiatici, che hanno affrontato l’emergenza Sars nel 2003, sono meglio preparati a far fronte ai rischi di una pandemia di febbre suina, mentre gli Stati Uniti hanno fatto sapere che il vaccino antinfluenzale stagionale sarebbe inefficace contro il virus H1N1. La Banca mondiale, infine, ha annunciato il prestito di 25 milioni di dollari al Messico “per l’acquisto di medicinali e attrezzatura medica”. A lungo termine saranno invece 118 i milioni di dollari che la Banca Mondiale presterà al paese del Centro America allo scopo di migliorare le sue infrastrutture sanitarie.

LEGGI ANCHE: Influenza suina, tutte le domande e le risposte

La MAPPA globale aggiornata con el ultime notizie e segnalazioni dell’Oms (in inglese. Parole chiave: “H1N1″, “swine flu”)

La MAPPA con le segnalazioni raccolte da un ricercatore biomedico di Pittsburg

  • redazione
  • Lunedì 27 Aprile 2009

Usa, allarme per l’influenza suina

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  • Tags: h1n1, maiali, pandemia, virus
  • 2 commenti

Cellule staminali in laboratorio

Il ricordo dell’aviaria è sufficiente a far scattare i campanelli d’allarme. Gli scienziati dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) hanno identificato un nuovo virus (H1N1) responsabile dei casi di influenza suina in Messico e negli Stati Uniti. Un agente patogeno simile “non è mai stato rilevato finora nei maiali o negli uomini”, osserva l’Oms, come dimostrano le analisi condotte finora sui campioni biologici prelevati dai primi pazienti messicani e statunitensi. Per i primi l’analisi genetica è stata condotta in Canada: rivela che il virus è composto per l’80 per cento dal virus della febbre suina del Nord-America e per il 20 per cento da una variante eurasiatica individuata per la prima volta in Thailandia. Si teme che il nuovo ceppo di H1N1, che si teme abbia già fatto 61 morti in Messico (venti i casi già accertati) e contagiato otto persone negli Stati Uniti: secondo Margaret Chan, direttore dell’Oms, ha le “potenzialità” per svilupparsi in una possibile pandemia per cui l’Oms è pronta ad innalzare il livello di allerta anche se al momento non si sono registrati altri casi in altri Paesi.L’analisi genetica del virus condotta dai Centri statunitensi per il controllo delle malattie (Cdc) su campioni prelevati dal primo dei due pazienti californiani mostrano che H1N1 contiene segmenti di informazione genetica provenienti da altri quattro virus: quello dell’influenza suina del Nord-America, dell’influenza aviaria del Nord America, dell’influenza umana e dell’influenza suina Eurasiatica. “Questa infezione” ha spiegato il direttore dell’Oms “non è stata registrata in altre parti del mondo”. Gli esperti dell’Oms coinvolti nella valutazione del rischio di trasmissione stanno studiando il tasso di infezione e di ospedalizzazione per comprendere a fondo la pericolosità del virus, ma anche le fasce di popolazione maggiormente colpite che non sono anziani e bambini ma giovani adulti sani. “Si tratta di una nuova infezione e la situazione in questi casi evolve rapidamente”.

Ma negli Stati Uniti la preoccupazione sale. Decine di allievi di un liceo di New York, nel Queens, si sono sentiti male nelle ultime 48 ore e gli addetti alla sanità del comune hanno ordinato test a tappeto per accertare che non si tratti della febbre suina che ha fatto scattare l’allarme in Messico e di cui sono stati registrati finora otto casi, per fortuna non letali, in California e in Texas. Il liceo St. Francis Prep (leggi l’annuncio dell’istituto scolastico) ha ordinato la sospensione di tutti i doposcuola dopo che ieri, per il secondo giorno consecutivo, decine di studenti con sintomi influenzali, si erano messi in coda davanti all’infermeria dell’istituto. “È prematuro per ora gettare l’allarme: potrebbe essere normale influenza di tipo B, che colpisce tardi nella stagione, o qualcosa che non abbiamo mai visto”, ha detto il medico scolastico Ross White.

L’Italia segue la vicenda “con estrema attenzione, in raccordo con gli altri Paesi europei, ma senza allarmismi e senza sottovalutazione” assicura il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Secondo la Confederazione italiana agricoltori l’Italia non importa maiali né dal Messico e né dagli Usa.

  • redazione
  • Sabato 25 Aprile 2009

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