
(Credits: AP Photo/Syrian State Television via APTN)

In Siria si continua a morire anche con il nuovo anno. Non si ferma l’eccidio degli attivisti da parte del regime di Bashar al Assad, che oggi è tornato a parlare alla nazione, attaccando le “interferenze straniere” nella gestione del caso siriano.
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L'attacco alle Torri Gemelle (Credits: LaPresse/Thomas Hinton)

L’elemento più straordinario della sua storia in quel mattino di settembre è il tempo: quello che ha trascorso inspiegabilmente dentro la Torre Nord mentre i piani alti bruciavano e centinaia di altre persone fuggivano e quello che è stata costretta a passare sotto le macerie dopo il crollo e prima di essere salvata.

Un’ora e mezza chiusa nell’ufficio, incapace di uscire prima di farlo, all’ultimo momento per poi rimanere incastrata per 27 ore sotto un’armatura di metallo e cemento che, pensava, sarebbe diventata la sua tomba. Continua

(Credits:AP Photo/The Miami Herald, Patrick Farrell)
Tra 46.190 e 84.961 morti e non 250 mila, come sostenuto da tutti. Sarebbe dunque stato esageratamente gonfiato, addirittura quintuplicato, il bilancio dichiarato delle vittime del terremoto che il 12 gennaio 2010 colpì Haiti, radendo al suolo le case dei quartieri più poveri. Continua

Joplin dopo il passaggio del tornado (Credits: LaPresse/Charlie Riedel)

Chi l’avrebbe mai detto che quel vento, quel vortice d’aria arrivato con così poco preavviso, dopo un tranquillo week end tra barbecue e funzioni in chiesa, dopo un sabato e una domenica trascorsi a pensare alla prossima partita dei Royals o a fare visita a una delle tante aziende agricole del Missouri, fosse tanto forte da distruggere una città, uccidere 124 persone e farne sparire nel nulla altre centinaia. Continua

Un uomo fra le macerie del locale dove è avvenuta l'esplosione (AP Photo/Tarik Najmaoui)

Violenta esplosione al Caffè Argana in piazza Djemaa al-Fna a Marrakech, nel Sud del Marocco. La facciata del locale, situato nel cuore della città, è stata letteralmente spazzata via. Si parla di 15 morti e decine di feriti.
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Michele Zurleni, giornalista, ha una bandiera Usa sulla scrivania. Simbolo di chi vuole guardare avanti, come fa Obama. Come hanno fatto molti suoi predecessori.

L'esplosione sulla Deepwater Horizon (Credits: LaPresse)
Solcava quelle acque da venti anni. Amava quel mare che gli aveva dato da vivere attraverso la pesca. Era proprio un marinaio, tanto che la gente lo chiamava Rookie, come aveva battezzato la sua barca, e non più con il suo nome e cognome: Allen Kruse.
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Un aereo senza pilota americano ha colpito stamani un villaggio ai confini tra Pakistan e Afghanistan: ancora incerto il numero delle vittime. Fonti della sicurezza rivelano che sarebbero morti cinque militanti islamici, ma la televisione pachistana Geo tv sostiene che sarebbero stati uccisi quattro bambini e tre donne. I testimoni citati dall’emittente televisiva hanno dichiarato che due missili lanciati dall’aereo drone Predator hanno colpito due abitazioni nel villaggio di Gorovek, nel nord del Waziristan. Sarebbe il secondo terzo attacco in tre giorni delle forze armate americane in Pakistan. Secondo i funzionari statunitensi e afghani le aree tribali del Pakistan sono un paradiso sicuro per i militanti di Al Quaida e i talebani.
Dopo che il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha “sdoganato” ufficialmente durante la sua visita in Afghanistan il ruolo delle truppe italiane anche nei combattimenti sostenuti contro i talebani, dall’Afghanistan Occidentale giungono notizie di nuovi scontri in corso in queste ore nel settore a guida italiana. Nell’area di Shindand, a sud di Herat, fonti americane dell’operazione Enduring Freedom segnalano scontri con i talebani da tempo arroccatisi tra i monti di questa zona dove è operativa una base che ospita forze speciali afgane con istruttori e consiglieri militari americani e italiani e dove recentemente è stata schierata anche una compagnia di marines del 7° reggimento.
Almeno 25 guerriglieri talebani sono stati uccisi mercoledì nel corso di aspri combattimenti contro le forze di sicurezza afgane e le truppe spagnole della Nato
nella provincia di Badghis, dove Madrid schiera circa la metà degli
800 militari del contingente dislocato in Afghanistan.
L’esercito e le forze di polizia afgane affiancate da alcuni soldati spagnoli con compiti di consiglieri militari e di supporto hanno lanciato un’operazione ancora in corso in queste ore nel distretto di Muqur scattata in seguito a un’imboscata tesa dai talebani a un convoglio militare. Il capo della polizia della provincia, generale Mohammad Ayub Niazyar, ha riferito che “almeno 25 talebani sono stati uccisi e molti sono rimasti feriti durante i combattimenti iniziati quando i guerriglieri hanno attaccato le nostre truppe”. Secondo il vice governatore della provincia, Abdul Ghani Saber, un soldato afgano è rimasto ferito e due veicoli sono stati incendiati mentre il comandante talebano Mullah Qudus ha riferito che i suoi miliziani avrebbero ucciso dieci soldati afgani e alleati.
A Badghis, come in tutte le quattro province dell’ovest, è segnalata da tempo una crescente presenza talebana complice anche la limitata presenza di truppe alleate e afgane.
Durante la visita di La Russa a Herat, il
generale Francesco Arena
che guida il Regional Command-West della NATO, ha sintetizzato efficacemente le difficoltà a controllare un territorio così ampio spiegando che “a Herat abbiamo circa la metà degli uomini che servono per garantire la sicurezza in una partita come Roma-Lazio”.
La Russa ha confermato che da settembre il contingente italiano nell’Ovest verrà rinforzato con 500 soldati e altri 3 elicotteri, disponibili dopo il drastico ridimensionamento del contingente schierato a Kabul, attualmente 1.400 militari che saranno ridotti a 500 entro settembre.
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