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- Un commento

L’ultimo documento cita il nome di Condoleeza Rice. Nel luglio del 2002, l’allora Consigliere per la Sicurezza Nazionale, durante una riunione con l’allora numero uno della Cia George Tenet, diede il suo assenso verbale all’utilizzo della tecnica del waterboarding (l’annegamento simulato) sul terrorista di Al Qaeda, Abu Zubaydah. Un anno dopo, la Central Intelligence Agency ebbe il segnale verde ufficiale da parte dei vertici del governo statunitense per utilizzare queste pratiche laddove fosse stato ritenuto necessario. E il via libera arrivò non solo da parte della Rice, ma anche di Dick Cheney e del ministro della Giustizia John Ashcroft. La rivelazione è contenuta nei memo segreti, resi pubblici la settimana scorsa dall’amministrazione Obama, su cui sta lavorando la Commissione per Intelligence del Senato.
Con la diffusione di questa notizia, il ruolo dell’ex Segretario di Stato nelle scelte dei metodi adottati nella Guerra al Terrore, negli anni dopo l’11 settembre dalla Casa Bianca, viene posta sotto un’altra luce: la parte giocata da Condoleeza Rice fu molto più importante di quanto mai supposto e di quanto, lei stessa, ammise, molto tempo dopo, davanti alla Commissione Armamenti di Capitol Hill. E conferma come i maggiori esponenti del governo Usa siano stati coinvolti nella decisione di combattere il network di Osama Bin Laden, permettendo l’uso di pratiche dure e crudeli di interrogatorio, considerate vere e proprie torture da chi è succeduto a George W. Bush. Per difendere quella politica, Dick Cheney è tornato a farsi sentire, dopo alcuni mesi di silenzio. L’ex vicepresidente – dopo la pubblicazione dei demo - ha concesso un’intervista nella quale ha spiegato che quella, per loro, fu una via obbligata da seguire: per prevenire nuovi attacchi e ottenere risultati per smantellare la rete del terrorismo islamico fondamentalista.
Una tesi contestata da molti. Oggi il New York Times pubblica un articolo in prima pagina in cui si afferma che “nessuno potrebbe mai essere in grado di appurare se i ‘brutali’ interrogatori siano serviti a tenere al sicuro questo paese da nuovi attentati terroristici”. E per dimostrarlo cita diverse fonti. E ricorda che l’Fbi si rifiutò di far partecipare i propri agenti agli interrogatori effettuati dalla Cia. Chi ha ragione? Il tema non è accademico. Se l’avesse Cheney, le scelte attuate dalle precedente amministrazione potrebbero essere catalogate come “necessarie” e nessuno potrebbe metterle in discussione. O peggio, perseguirle. Perchè, dopo le ultime rivelazioni, non sono poche le voci secondo le quali è ora indispensabile andare scoprire tutte le carte: verificare quali siano state le responsabilità (anche legali) dei precedenti governanti. Da qui l’idea, avanzata da più parti, che ci sia una commissione d’inchiesta del Congresso.
Su questo, Barack Obama è parso indeciso. In un primo tempo, ha spiegato ai suoi più stretti collaboratori di non vedere di buon occhio la soluzione: “Ho detto basta alle torture. I nostri non le useranno più. Per me la pagina è chiusa. Andiamo avanti. Abbiamo altre priorità” avrebbe detto il Presidente durante un summit. Obama ha il timore che una commissione del Senato e della Camera dei Rappresentanti possa assumere un carattere troppo politico, non risultare bipartisan e innescare un clima di scontro tra Democratici e Repubblicani in un momento in cui, la Casa Bianca – con la crisi economica da affrontare – vorrebbe invece un clima costruttivo nel Paese. Dopo queste affermazioni, però, per rintuzzare le critiche dei congressisti democratici, Barack Obama ha fatto una parziale inversione di marcia, dicendo di non escludere la nascita di una commissione indipendente (e quindi non direttamente emanazione di Capitol Hill). “Deciderà comunque il Congresso” ha fatto sapere Obama. Il quale, con tutta probabilità, non darà alcun imprimatur della Casa Bianca a un’inchiesta sul suo predecessore. Come ha già fatto con gli agenti della Cia che hanno eseguito l’ordine di torturare, il neo presidente, sembra essere intenzionato a rassicurare tutti, a più livelli, che la pagina è chiusa e non verrà riaperta. Per il bene degli Usa, non ci saranno nuove cacce alle streghe.
- Giovedì 23 Aprile 2009

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