
Il Premier cinese Wen Jiabao insieme al Primo Ministro pakistano Yousuf Raza Gilani (Credits: AP Photo/Jason Lee, Pool)

Il Pakistan probabilmente resterà per sempre l’alleato più affidabile della Repubblica popolare in Asia. Tant’é che per compiacere Pechino in occasione della visita di una delegazione cinese Islamabad ha fatto in modo che del comitato di accoglienza facesse parte anche un gruppo di uiguri, dimostrando al partner asiatico quanto la comunità mussulmana turkofona che risiede in Pakistan sostenga Pechino molto più di quanto facciano gli uiguri dello Xinjiang. Continua

Esercito cinese (Credits: LaPresse)

“Per uno scrittore la punizione più grande è non poter tornare nel paese che fa da sfondo alle proprie storie”: è questa la grande paura di Ma Jian, dissidente cinese che dopo aver dipinto per anni poster di propaganda e aver lavorato come reporter per una rivista del partito, dopo un viaggio solitario di tre anni alla scoperta degli angoli più remoti della Repubblica popolare, viene condannato dal governo e costretto all’esilio per aver pubblicato una raccolta di racconti sul Tibet (Tira fuori la lingua). Continua

Barack Obama, Leon Panetta e David Petraeus (Credits: Ansa/Michael Reynolds)

Per Pechino la morte di Bin Laden rappresenta “una grande vittoria nella lotta internazionale al terrorismo“. Del resto, “il terrorismo è il vero nemico comune dell’intera comunità internazionale, di cui anche la Cina è rimasta vittima”, ha precisato il portavoce del Ministero degli Esteri della Repubblica popolare, sottolineando altresì che la lotta contro questo pericolosissimo movimento dovrà continuare fino a quando “non verrà del tutto eliminato il terreno su cui continua a proliferare”.
Il consenso della classe politica non trova però corrispondenza tra i blogger orientali, Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

(Credits: AP Photo/Xinhua, Liu Xiao)
Non è una novità leggere che la Repubblica popolare viene accusata di aver sfruttato oltre ogni limite migliaia di lavoratori che pur di offrire alle loro famiglie un futuro migliore accettano di subire qualsiasi tipo di prevaricazione. E’ già stato scritto molte volte che in alcune fabbriche gli operai migranti vivono in condizioni talmente disagiate da indurre i lavoratori caratterialmente più deboli a tentare il suicidio pur di cambiare vita, come è successo da Foxconn e in chissà quante altre aziende senza che i media lo abbiano saputo.
Oggi gli operai cinesi hanno imparato a scioperare, e alcuni, protestando, sono persino riusciti a strappare un salario accettabile e condizioni di lavoro più umane. Un miglioramento che, invece, chi lavora per i cinesi all’estero fa più fatica a ottenere. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da quattro come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. È sposata con un diplomatico italiano in Cina.

Venditore di giada a Pechino (Credits: LaPresse)
I contadini di Khotan, un villaggio nel sud dello Xinjiang, vicino al confine con il Tibet, non avrebbero mai pensato che il ‘fiume della giada bianca’ li avrebbe fatti diventare ricchi. In passato nessuno ha mai dato importanza a queste pietre dal colore giallastro, e il loro valore è sempre stato considerato equivalente a quello delle comuni pietre di fiume. Dopo l’arrivo dei cinesi, all’inizio degli anni ’90, la giada si è trasformata in una fonte di reddito per gli abitanti di Khotan. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Violenze nello Xinjiang
L’ultima volta che ho parlato degli uighuri, la minoranza turcofona di religione islamica cinese, vi ho raccontato dei venti rifugiati residenti in Cambogia rispediti in Cina dal governo di Phom Penh perché considerati “elementi pericolosi”. Ancora, lo Xinjiang e il suo popolo sono stati spesso ricordati per le violenze e le prevaricazioni subite per opera dei cinesi Han, che controllano con la forza ogni angolo della regione. Continua
Claudia Astarita, 30 anni, lavora da tre anni come ricercatrice
presso il Centro di Studi Asiatici della prestigiosa Hong Kong University. Sta per
sposarsi con un diplomatico italiano in Cina.

Cacciatori uighuri (Credits: LaPresse)
Ha fatto il giro del mondo
la notizia del venti uighuri che la Cambogia ha improvvisamente deciso di rimandare in Cina.
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Credits: Lapresse
A Urumqi, città dello Xinjiang, Cina, il clima rimane teso dopo l’esplosione di violenza etnica che ha provocato oltre 150 morti
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