Uno yemenita a Sana'a nella marcia contro il veto russo e cinese (Ansa/EPA/Yahya Arhab)
Le rivolte infiammano Damasco e Homs e la posizione del leader siriano Bashar Al-Assad vacilla. Dopo il massacro dei manifestanti e l’altolà della Russia che si è unita alle condanne internazionali degli ultimi mesi contro il regime, le analisi geopolitiche e quelle dei bookmaker stranieri specializzati in eventi extrasportivi concordano nel ritenere che la saga della famiglia Assad sia ormai giunta al capolinea. Continua
La prima seduta del parlamento egiziano, dopo le elezioni delle scorse settimane, ha coinciso con la vigilia del primo anniversario della rivoluzione di piazza Tahrired è stata una festa della democrazia, con la presenza delle telecamere nell’aula e folle entusiaste che salutavano con gioia, intorno al palazzo, l’arrivo dei rappresentanti del popolo. Ma la prognosi, come direbbe il medico, resta riservata. Continua
“Al Qaeda è ancora una minaccia reale per gli Stati Uniti”. Ne è convinto Leon Panetta, il segretario alla Difesa Usa, chein un’intervistaalla Cbs che verrà diffusa domenica prossima parla a tutto tondo della guerra americana contro il terrorismo e sottolinea che c’è ancora molto da fare.
Mentre Damasco continua a essere scossa da scontri tra attivisti anti-Assad e forze di sicureza del regime, il governo siriano respinge al mittente la proposta della Lega araba, per un’uscita pacifica dal conflitto, sulla falsariga del passo indietro del presidente Saleh in Yemen.
Hillary Clinton ha parlato di Yemen durante il suo tour africano e da Abijan, in Costa d’Avorio, ha voluto sottolineare la “grande preoccupazione” degli Stati Uniti per l’”instabilità” dello Yemen, dove è ancora al potere il presidente Alì Abdullah Saleh, mentre Al Qaeda è sempre più forte.
Proteste a Damasco contro il regime di Assad (credits: AP Photo/Bassem Tellawi)
Lo scandalo del calcioscommesse vi ha scottati ma non volete comunque rinunciare a qualche puntata? Le alternative extrasportive, soprattutto sui siti dei bookmaker stranieri, non mancano, e in questi giorni si concentrano sulle previsioni di politica estera. La proposta forse più originale è quella di Intrade, un operatore online che attraverso un complicato sistema di crediti e percentuali permette agli scommettitori di pronosticare quali saranno i prossimi capi di Stato e di governo deposti, pacificamente o meno. Continua
Il 2011 verrà ricordato come l’anno della Primavera Araba. Rivolte con effetto domino sono scoppiate nei Paesi islamici, a cominciare dalla Tunisia, dove la morte di Mohamed Bouazizi, che si è dato fuoco per protestare contro il regime di Ben Alì, ha in breve portato alla caduta del raìs. Così pure in Egitto, dove dopo le manifestazioni di protesta e le violenze di massa in Piazza Tahrir, Hosni Mubarak ha rassegnato le dimissioni.
In vacanza alle Hawaii, il presidente statunitense BarackObama ha deciso di permettere al presidente yemenita Ali Abdallah Saleh di entrare negli Stati Uniti per ricevere le cure mediche necessarie a curare le ferite subite nell’attentato dello scorso 3 giugno.
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