
E’ davvero disdicevole prendere atto che al Senato siano stati presentati 2.299 emendamenti al decreto sulle liberalizzazioni? Non credo, non credo proprio. Soprattutto in questa fase, in cui a governarci è un gruppo di tecnici, vale la pena sottolineare l’importanza del Parlamento, di un’istituzione dove – è bene ricordarlo – siedono i rappresentanti del popolo (anche se eletti con una legge da cambiare, non a caso è definita Porcellum). Continua

Non c’è niente di speciale nel fatto che al governatorato del Vaticano o allo Ior si litighi sui quattrini, figuriamoci. Niente di speciale nella redazione di un documento anonimo maligno e pettegolo sulla salute del Papa, in cui a un prelato importante in viaggio in Cina vengono attribuiti pensieri obliqui sulla successione e le lotte con la segreteria di Stato vaticana, ci mancherebbe. La Chiesa carnale conosce queste cose da sempre e in sé non fanno scandalo oltre la misura della normale pasticcioneria, alimentata da rivalità accese di carriera e di potere. Fa enorme scandalo, invece, che questa roba finisca ai giornali, alle tv, e ancora di più che cada in una Chiesa stagnante, in una Curia di nuovo al centro delle dicerie. Lo spirito malmostoso, l’inquietudine sul futuro del Papa, la voce ripetuta anche da vescovi emeriti delle sue imminenti dimissioni, lo spirito stesso di dimissione: questo sì che è terribile per la Chiesa cattolica. Continua
di Augusto Minzolini
Un vento rosso è tornato ad ammutolire l’area riformista e adesso montiana del Pd. Dopo Nichi Vendola in Puglia, Giuliano Pisapia a Milano, Massimo Zedda a Cagliari, per non parlare di Luigi De Magistris a Napoli, anche le primarie di Genova sono state vinte da un esponente della sinistra massimalista, Marco Doria. Ancora una volta nelle urne la sinistra antagonista ha sconfitto quella governativa. Qualcuno dice che il caso Genova investirà come uno tsunami il Pd. Di sicuro è il segnale che la crisi è profonda e che l’esperienza Monti costa. Continua

di Vittorio Feltri
La politica si rinnova. Una volta i militanti rubavano per il partito, adesso invece rubano al partito. È l’evoluzione, bellezza. La vicenda di Luigi Lusi sembra surreale, ma non ha niente di onirico: è paradigmatica della sciatteria mentale che domina le segreterie. La Margherita aveva un bel tesoretto di 13 milioni (euro, non lire, altrimenti sarebbero stati 26 miliardi circa) e una mattina la magistratura scopre che è sparito. Le indagini sono in corso, quindi non diamo giudizi. Ma da quanto è emerso finora dall’inchiesta pare che la somma sia transitata (o finita) nelle saccocce del tesoriere, Lusi appunto, un signore dall’aspetto rassicurante, garbato nei modi, insomma uno che ispira fiducia. Per fortuna. Si sarebbe addirittura comprato una casetta in Canada, con vasche e pesciolini e tanti fiori di lillà. Cose che succedono nelle migliori famiglie, figuriamoci nei partiti. Continua

Quando parliamo di crisi nazionali e internazionali, dimentichiamo spesso l’esistenza di momenti in cui il gioco sfugge almeno in parte al controllo della classe politica e torna temporaneamente nelle mani degli elettori. I russi sceglieranno il loro nuovo (?) presidente in marzo. I greci rinnoveranno il loro parlamento in aprile. I francesi eleggeranno il presidente tra la fine di aprile e gli inizi di maggio. Gli egiziani torneranno alle urne in giugno per eleggere il loro capo dello stato. Gli americani voteranno nella prima settimana di novembre e gli israeliani, probabilmente, entro la fine dell’anno. Tutte queste elezioni sono attese con grande interesse e sono materia di analisi, commenti, previsioni. Quelle per il rinnovo del parlamento iraniano fra un mese, invece, godono di minore attenzione. Continua

«L’abilità del primo ministro Mario Monti nel trasformare una crisi in una opportunità potrà essere insegnata un giorno come un caso da studiare…». Il ritratto del presidente del Consiglio tracciato dall’International Herald Tribune lunedì 13 febbraio è in linea con l’atteggiamento di tutta la grande stampa internazionale. Durerà ancora per un anno questo atteggiamento al punto da invocare in maniera bipartisan Mario Monti perché succeda a se stesso? Continua
di Oscar Giannino
Tema: riforma del mercato del lavoro. Domanda: ma se tutti convengono che l’essenziale è sbloccare la crescita, senza per questo mettere da parte subito i vecchi istituti della cassa in deroga, che hanno attenuato l’impatto devastante di oltre 20 punti di produzione industriale ancora mancanti rispetto al 2008, allora chi glielo fa fare a Mario Monti di esporsi a uno scontro frontale con la Cgil e il sindacato sull’articolo 18? Risposta: il bello viene nelle prossime duetre settimane, dunque chi si azzarda a fare pronostici deve mettere in conto un’alea elevata. Ma almeno due elementi sono certi. Continua

Il 17 febbraio saranno vent’anni da quando, con l’arresto di Mario Chiesa, iniziò Mani pulite. Antonio Di Pietro e Gerardo D’Ambrosio, il primo già pubblico ministero e l’altro procuratore aggiunto e quindi suo diretto superiore, hanno dato il via alle celebrazioni in pompa magna. Curioso, perché il primo oggi è il leader di un partito politico e l’altro è transitato dai ruoli della magistratura a quelli di senatore del Partito democratico. Dico curioso perché, nonostante la loro consolidata presenza nei palazzi della politica, nessuno dei due è riuscito a evitare che compagni di partito rubassero al partito o facessero parte di quel sistema parallelo lercio e putrido che loro stessi combatterono. Continua

di Vittorio Feltri
In tutto il mondo sono i mezzi di comunicazione a farla da padroni, e questa non è una novità. Radio e televisione dominano da decenni, poi è arrivato internet con le enormi possibilità che offre, e le distanze sono state annullate, il globo è diventato piccolo piccolo, le relazioni umane non hanno limiti. Ma in Italia, sarà perché la conosciamo bene e ne discutiamo con cognizione di causa, si registra un fenomeno meritevole di essere approfondito. La rete e la tv (in misura minore la radio, benché sia stata usata per prima a scopi politici: Benito Mussolini ne comprese subito la forza e non esitò a sfruttarla) hanno consentito ad alcuni furboni di trasformarsi da cantanti, comici e giornalisti in predicatori di largo seguito. Continua

Molti anni fa una madre mi disse che stava brigando per trovare un lavoro in banca al figlio. Lavorare in banca era ancora un mito: posto sicuro, stipendio superiore alla media. Crisi e ristrutturazioni erano molto lontane. Qualche tempo dopo seppi che la signora era stata accontentata, ma incontrandola non la trovai felice come pensavo. «Sa» mi disse «il posto di mio figlio è in una filiale di Roma Sud e noi abitiamo a Roma Nord. Lei per caso potrebbe darmi una mano per farlo riavvicinare?». Non posso riferire la risposta, che non fu molto garbata. Continua