Ferrara: Veltroni, è l’ora della sveglia


L’arcitaliano

Se Romano Prodi fosse politicamente vivo, e potesse promettere qualcosa, Walter Veltroni potrebbe dormire e sognare l’Africa o Pasolini ancora un poco. Visto che Prodi è politicamente nei guai, ha vinto le elezioni per modo di dire e governa per modo di dire, bisogna che Veltroni si svegli. Vedremo. Ma intanto, che cosa farà di primo mattino?
Il problema del risveglio di Veltroni, come leader possibile di un nuovo tentativo di competere da sinistra con Silvio Berlusconi e andare oltre i vecchi duelli della buro-oligarchia di coalizione tra partiti rissosi e inconcludenti, è di dividere la paccottiglia dal discorso pubblico responsabile. Per paccottiglia, e il termine è affettuosamente irrispettoso, intendo questo: le tecniche anche molto abili che hanno finora permesso al sindaco di Roma di eludere un discorso chiaro sull’economia e la società rivolto agli italiani. In tutte le sue incarnazioni di leader, dal ragazzo della federazione giovanile al dirigente maturo che assiste al crollo del Muro di Berlino, dal fenomenale organizzatore di cultura e di crociate culturali nel campo del cinema e della tv al vicepresidente del Consiglio, dal segretario dei Ds fino al Campidoglio, Walter Veltroni si è rivelato un piccolo genio dell’elusione. La gente ormai sa abbastanza chi egli sia, quale sia la sua idea vaporosa di una “bella politica”, quanto egli ritenga importante il ruolo della personalità nel muoversi sulla strada del potere in nome di valori, naturalmente “condivisi”. In tutte le sue sfumature, sappiamo chi è Veltroni: da quelle autobiografiche a quelle di romanzo, dalla sociologia delle emozioni al rinnegamento senza drammi del comunismo, dal calcio ai circenses, dal premio al barbone che rende un portafogli alla naturale gentilezza d’animo e a un certo humour personale, così easy e anche trendy nel mondo incantato degli Obama. Veltroni è quello che si è tenuto abbastanza fuori, pur essendo molto dentro al sistema dei partiti, e con ciò è diventato popolare, una giovane promessa con uno spesso ma dissimulato avvenire dietro le spalle.

Sappiamo però pochissimo, e questo comprensibilmente attira su Veltroni l’invidia e anche l’irritazione dei faticoni della politica vera, quella che si sporca le mani con gli interessi e i problemi da risolvere e s’impolvera con le banche, che cosa Veltroni proponga per l’Italia, per l’Europa, per il mondo che, se divenisse premier un giorno, dovrebbe guardare con occhi meno trasognati. Quando un fosco D’Alema disse che Walter (e Prodi era allora compreso nel giudizio) si comportava come un “flaccido imbroglione”, questo voleva dire, per smentirlo subito dopo (ovviamente): che c’è chi mette le mani in pasta, e distribuisce il pane della politica, e chi alza nuvole di polvere d’oro senza mai infarinarsi al mulino della realtà, preferendo il rifugio dell’immagine.
Ora le chance di Veltroni dipendono proprio dalla polvere, e qualche volta dalla palta, depositata sulle scarpe di quelli che camminano parlando di etica berlingueriana e facendo politica dalemiana, cioè di schieramento e di partito, con tutti i suoi costi e con tutti i suoi ricavi. Il grande consenso che lo circonda dipende proprio dal suo essere un po’ fuori. Tra Barack Obama il predicatore di sé e della propria storia e Nicolas Sarkozy il costruttore di arcobaleni radicati in una spregiudicata ambizione di potere, nel nome di una Francia da cambiare in modo decisionista, Veltroni, lo abbiamo già detto, è un obamista.

Ma l’Italia, e anche la base dei democratici, non è un paese per gonzi sognatori. Smette presto di vagheggiare, e chiede soluzioni secondo regole e un sistema all’europea, anzi, ancora più complicato, all’italiana. Riuscirà il nostro eroe a districarsi nel teorema della paccottiglia e a salvare il suo gusto dell’immagine, proponendosi come uno che governa non le immagini ma le persone?

Commenti

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Il 22 Giugno 2007 alle 11:35 Corrado Buccieri ha scritto:

Col PD è stato costruito il cavallo di
Troia per far fuori Prodi.

Il 22 Giugno 2007 alle 11:47 Corrado Buccieri ha scritto:

Come ho avuto modo di dire in altre occasioni,la Casa delle Libertà,non
riesce a creare il leader che può sostituire almeno per il momento Berlusconi,ne tanto meno a far cadere Prodi.

Prodi se lo cucina la stessa sinistra.
E come nella precedente esperienza fu
sostituito prima da D’Alema e poi da Amato,ora la persona giusta per farlo
fuori è proprio Veltroni, cosa farà poi
questo si vedrà.

In questo momento Veltroni, mette tutti
d’accordo, dal Presidente della Repubblica,alla sinistra,a Berlusconi,a
Casini,a Mastella,a Montezemolo, a..il
necessario è togliere Prodi.

Il 23 Giugno 2007 alle 18:13 kkkk ha scritto:

Veltroni va bene, proprio perche’ e’ leggero, e di leggerezza c’e’ un gran bisogno, nella vita e di piu’ nella politica. Tutti questi outsider con grandi certezze e pochi sogni, Prodi, D’Alema, e compagni (veramente non se ne puo’ piu’ di questi acuti specialisti di autopsie), non vanno bene quando serve innovazione, che si alimenta di sogni, cioe’ delle verita’ di domani, visto che quelle di oggi non sono un gran che. La sinistra ha perso da tempo questo primato, e stenta perfino ad accorgersene. Chi se ne e’ accorto (D’Alema?), proprio per questo chiama Prodi a governare.
Veltroni e’ leggero ma sa sognare e trasmettere il sogno. Va bene per questo, e’ l’unico che potra’ rendere l’aria un po’ piu’ respirabile. Tutti gli altri politici attuali sono aspiranti burocrati, e nulla di piu’, ed incarnano vecchi sogni non piu’ reali. Ha ben ragione Montezemolo sui sindacati: pubblica amministrazione, pensionati, fannulloni. Era ora che fosse detto con chiarezza.
Le novita’ di questi ultimi anni sono tutte da destra, ma sono cadute per la tradizionale poca cultura pubblica italiana, per la quale le persone di buona e ricca famiglia non fanno politica.
Quando D’Alema dice “flaccido imbroglione” si arroga di un giudizio di concretezza che segna il limite dello scienziato che non vede la potenza del sogno, e questo circoscrive il carattere del personaggio a cupi necrologi.
Se Veltroni (e non solo) riuscisse a costruire un ponte con la destra, questa si’ sarebbe la svolta italiana, con buona pace di chi oggi inorridisce all’idea. Le premesse ci sono: c’e’ stato Kennedy democratico, Blair laburista, un’Italia dove la meta’ di chi lavora non e’ dipendente, una Russia che non ha piu’ niente di comunista, una Spagna governata da socialisti molto orientati al liberismo. Tutto questo dovrebbe aiutarci.
Forza Veltroni… aria fresca, facci sognare davvero. E quando sara’ il caso, solo allora, telefona a Berlusconi: e’ grezzo, ma utile.

Il 27 Giugno 2007 alle 10:18 Blair-Veltroni: il vecchio leader che va, il giovane che viene. Hanno la stessa età » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Oggi a Torino, Walter Veltroni, classe 1955, si candida ufficialmente a guidare il Partito Democratico e, senza che si possa dire per non rendere ancora più traballante il Governo, a sostituire Romano Prodi. Per la prima volta deputato nel 1987 (quando aveva appena 34 anni) con il Pci fu favorevole prima alla svolta di Occhetto per la nascita del Partito democratico di sinistra, poi al progetto prodiano dell’Ulivo. Nel 2001 ha lasciato la segreteria dei Ds e, si fa per dire, la politica nazionale per concentrarsi sulla capitale: è diventato primo cittadino ed è stato riconfermato sindaco l’anno scorso. Peccato che nel marzo 2001 annunciò: “Una cosa ho chiara in mente: alla fine di questa esperienza non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco è il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011. Spero a quel punto di poter andare in Africa”. Ah, benedetta coerenza! Benedetta gioventù! [...]

Il 27 Giugno 2007 alle 11:17 maranza ha scritto:

E Silvio Banana Berlusconi che fa? si professa ancora leader in eterno? Fini e Casini eterni servi? vedremo

Il 2 Luglio 2007 alle 18:38 Corrado Buccieri ha scritto:

Adesso andranno in vacanza,poi vedremo,
tanto fino al 2011,parecchi si scocceranno di aspettare.

Il 9 Luglio 2007 alle 09:51 alia ha scritto:

ma che paese è un paese nel quale Veltroni, anche se garbato e civile è il nuovo e Ferrara ancora scrive nonostante una vita passata un pò di qua , un pò di là. Ma perchè non smettete di pontificare e passate il vostro tempo a passeggiare nei parchi magari in conm pagnia di un cane. Tanto avete di che vivere grazie ai salti che avete fatto. c’è bisogno di nuovo e voi , convincetevi siete veramente il vecchio. Ovviamente tra Veltroni e Ferrara io preferisco Veltroni, ma anche per Lui un consiglio: organizzi feste del cinema. In politica c’è veramente bisiogno di nuovo. Ma di veramente nuovo. Vorrei che steste un giorno con me per verificare quanta è dura la vita di un imprenditore nel Sud dell’Italia. E questo anche per vostra colpa. Per cortesia smettetela. Nei parchi c’è spazio per le vostre passeggaite. E vi prego se vi incontrate non fate finta di litigare. Siate seri, almeno nei parchi.

Il 10 Settembre 2007 alle 15:48 E Walter già si è fatto il governo. Ombra » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Luciano Violante alla Giustizia, Sergio Cofferati all’Interno, Stefano Ceccanti alle Riforme, Ermete Realacci all’Ambiente, Goffredo Bettini ai Beni culturali. Ancora: Andrea Ranieri al Lavoro, Roberto Morassut alle Infrastrutture, Michele Salvati all’Economia. Presidente del Consiglio: Walter Veltroni. Non è fantapolitica, il governo-ombra veltroniano è dettato dagli eventi. Alcuni sono noti, altri meno. Come nel caso di Luciano Violante. Escluso dall’esecutivo di Romano Prodi, l’ex presidente della Camera ha scelto un profilo non polemico con il premier. Ma nelle ultime settimane “ha dato una grossa mano per documentare Walter sull’emergenza sicurezza” dicono dalle parti del sindaco di Roma. La richiesta di “tolleranza zero” (qui il FORUM) di Veltroni è figlia proprio degli appunti forniti da Violante, oltre che dei suggerimenti di Sergio Cofferati, il sindaco di Bologna, antesignano degli sceriffi di sinistra. Quanto ai dossier su riforme istituzionali e legge elettorale, “la grossa mano” sta arrivando dal costituzionalista Stefano Ceccanti, allievo prediletto di Augusto Barbera e garante delle primarie nel 2005; attualmente Ceccanti è capo dell’ufficio legislativo del ministero per le Pari opportunità. Invece Ermete Realacci, rutelliano, ex numero uno di Legambiente, è il referente di Veltroni per le questioni ambientali e lo sviluppo sostenibile. Mentre Goffredo Bettini, mentore della candidatura di Veltroni alla segreteria del Partito democratico, è l’alter ego (qualcuno dice Walter ego) di Veltroni. E da presidente della Festa del cinema di Roma non manca di fornire consigli sulla politica culturale. Forte è anche la liaison programmatica sulle tematiche del lavoro tra Andrea Ranieri, sindacalista di lungo corso, e Veltroni; in particolare sul precariato. Sul fronte infrastrutture pesa (e molto) il parere dell’assessore capitolino all’Urbanistica Roberto Morassut. Così come per la richiesta veltroniana di riduzione delle tasse, che tanto ha disturbato Prodi, è stato fondamentale il lavoro preparatorio di Enrico Morando, Nicola Rossi e Marco Causi. Il via libera definitivo l’ha però dato riservatamente Michele Salvati, economista e primo promotore del Partito democratico. Insomma, una squadra di tutto rispetto, che certo non sfigura nel confronto con l’esecutivo Prodi. Personalità, quelle veltroniane, prontissime a coprire un giorno (vicino o lontano, chissà) responsabilità ministeriali. E che nel frattempo lavorano da autentico governo ombra. Peraltro, la lista è soltanto parziale. Mettiamo Francesco Rutelli. Con tutto il sostegno che sta dando a Veltroni, potrà liberamente scegliere il ruolo o il dicastero che più gli aggrada. Stesso discorso vale per Dario Franceschini, vice di Veltroni, Franco Marini, Massimo D’Alema, Beppe Fioroni. Né mancano i viceministri (Claudio Martini, Claudio Fava, Doris Lo Moro) e i sottosegretari ombra: Maurizio Martina, Pierfrancesco Majorino, Andrea Orlando, Vinicio Peluffo. E poi c’è l’inseparabile Walter Verini, futuro sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel ruolo che fu, nei governi Berlusconi, di Gianni Letta. Intorno a un futuribile governo veltroniano già esistono alcune certezze: avrà al massimo 15 ministri, a differenza dei 25 di Prodi, e sancirà il ridimensionamento di alcuni veltroniani della prima ora. Per esempio il cristiano-sociale Giorgio Tonini e la ministra Giovanna Melandri. È stata dalemiana nei governi D’Alema, amatiana nel governo Amato, prodiana nell’ultimo governo Prodi. Insomma, è una veltroniana soltanto presunta. Nel governo di Walterissimo o si è big o si è nuovi. Tutto il resto è fuori. [...]

Il 10 Settembre 2007 alle 16:00 Il Governo ombra di Veltroni « ha scritto:

[...] Luciano Violante alla Giustizia, Sergio Cofferati all’Interno, Stefano Ceccanti alle Riforme, Ermete Realacci all’Ambiente, Goffredo Bettini ai Beni culturali. Ancora: Andrea Ranieri al Lavoro, Roberto Morassut alle Infrastrutture, Michele Salvati all’Economia. Presidente del Consiglio: Walter Veltroni. Non è fantapolitica, il governo-ombra veltroniano è dettato dagli eventi. Alcuni sono noti, altri meno. Come nel caso di Luciano Violante. Escluso dall’esecutivo di Romano Prodi, l’ex presidente della Camera ha scelto un profilo non polemico con il premier. Ma nelle ultime settimane “ha dato una grossa mano per documentare Walter sull’emergenza sicurezza” dicono dalle parti del sindaco di Roma. La richiesta di “tolleranza zero” di Veltroni è figlia proprio degli appunti forniti da Violante, oltre che dei suggerimenti di Sergio Cofferati, il sindaco di Bologna, antesignano degli sceriffi di sinistra. Quanto ai dossier su riforme istituzionali e legge elettorale, “la grossa mano” sta arrivando dal costituzionalista Stefano Ceccanti, allievo prediletto di Augusto Barbera e garante delle primarie nel 2005; attualmente Ceccanti è capo dell’ufficio legislativo del ministero per le Pari opportunità. Invece Ermete Realacci, rutelliano, ex numero uno di Legambiente, è il referente di Veltroni per le questioni ambientali e lo sviluppo sostenibile. Mentre Goffredo Bettini, mentore della candidatura di Veltroni alla segreteria del Partito democratico, è l’alter ego (qualcuno dice Walter ego) di Veltroni . E da presidente della Festa del cinema di Roma non manca di fornire consigli sulla politica culturale. Forte è anche la liaison programmatica sulle tematiche del lavoro tra Andrea Ranieri, sindacalista di lungo corso, e Veltroni; in particolare sul precariato. Sul fronte infrastrutture pesa (e molto) il parere dell’assessore capitolino all’Urbanistica Roberto Morassut. Così come per la richiesta veltroniana di riduzione delle tasse, che tanto ha disturbato Prodi, è stato fondamentale il lavoro preparatorio di Enrico Morando, Nicola Rossi e Marco Causi. Il via libera definitivo l’ha però dato riservatamente Michele Salvati, economista e primo promotore del Partito democratico. [...]

Il 15 Ottobre 2007 alle 11:11 Aló Veltroni « Habitaciones Separadas ha scritto:

[...] Aló Veltroni Publicado 15/10/07 Internacional , Internacional Socialista Tags: Italia, Partido Democrático de Italia, Primarias, Romano Prodi, veltroni, Walter Veltroni Esta mañana de lunes Pekín bulle ante la celebración del XVII Congreso del Partido Comunista Chino, Fidel luce chándal en todos los periódicos del mundo y Putin recorre el corazón de Europa rodeado de empresarios del gas. En Roma, Walter Veltroni se levantará con resaca: anoche se impuso contundentemente en las primarias del recién bautizado Partido Democrático al obtener el 74,2 de los 3,6 millones de votos registrados. La recaudación tampoco fue nada mal: cada elector depositó un voto en la urna y un euro (la mayoría algo más) en la caja de resitencia. El PD nace con un pan bajo el brazo, y los analistas que habían pronosticado un fracaso de convocatoria del Topo Gigio Veltroni se han cubierto de gloria. Aló Veltroni. [...]

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