Calabrese: Un bonus che vale 100 mila voti

Cesare Damiano, Ds, ministro del Lavoro
L’editoriale

Lo confesso subito a scanso di equivoci: questo articolo è scritto in palese conflitto di interessi perché riguarda una materia nella quale sono direttamente coinvolto. Si tratta del cosiddetto bonus Maroni che aumenta di un terzo lo stipendio ad alcune categorie di lavoratori, fra cui il sottoscritto. Il meccanismo è semplice.
Tutti coloro che hanno raggiunto l’età pensionabile e il numero di contributi richiesti, se decidono di rimanere al lavoro, possono continuare a versare mese dopo mese al loro istituto previdenziale quanto prescritto, oppure hanno facoltà di godersi tale somma subito e farsela accreditare sullo stipendio. È chiaro che in questo secondo caso la loro pensione si “blocca” al momento della scelta, e quindi quando smetteranno di lavorare godranno di un reddito inferiore. In compenso avranno potuto disporre, mese dopo mese, di uno stipendio maggiorato del 33 per cento lordo, esentasse. Non è poco, e fa molto comodo. Significa che ogni 1.000 euro di stipendio se ne incassano 330 (netti) in più.

Questo meccanismo inventato dall’allora ministro del Welfare Roberto Maroni (a destra) costa qualcosa allo Stato? Neanche un centesimo di euro. Costa qualcosa agli altri cittadini? Neanche mezzo centesimo di euro. Costa allora alle aziende? Nemmeno, perché queste si limitano a versare sullo stipendio la stessa cifra che prima davano agli istituti di previdenza. Costa qualcosa a questi ultimi? Nulla di nulla.
Insomma, per farla breve, non costa niente a nessuno e fa contenti tutti coloro che ne usufruiscono per libera scelta. Anzi, se vogliamo dirla tutta, farà risparmiare negli anni a venire sul costo totale della previdenza, perché chi in questi anni ha usufruito del bonus percepirà una pensione inferiore, con sollievo di chi continuando a lavorare dovrà pagarla a quelli che di andare in ufficio o in fabbrica avranno smesso.

Il bonus Maroni, in vigore dal gennaio 2005, finirà questo 31 dicembre e il governo Prodi ha già fatto sapere, per bocca di quel genio del consenso politico che è il ministro Cesare Damiano (a sinistra), che non verrà riproposto. Motivo? “Non ha fatto risparmiare un euro e ha favorito solo quelli che hanno qualifiche molto alte. E comunque neanche Maroni lo voleva più”. Falso: Maroni ha già smentito affermando che lui lo avrebbe rinnovato, eccome. E non è vero neppure che ha favorito solo coloro che già avevano stipendi alti: solo il 31 per cento di quelli che ne hanno usufruito aveva uno stipendio annuo superiore ai 100 mila euro, tutti gli altri avevano buste paga a partire da 2 mila euro.

L’atteggiamento punitivo di questo governo (”è stato solo un regalo” ha detto con tribale soddisfazione il solito Damiano) andrà così a colpire circa 90 mila persone che percepivano il bonus. Stando alle statistiche, e volendo largheggiare, diciamo che il 50 per cento di questi ha votato per Romano Prodi alle elezioni dell’anno scorso: dopo che a costoro, per punizione ideologica, sarà stato tolto il bonus voluto dall’odiato governo Berlusconi, possiamo calcolare che almeno 50 mila voti non andranno più alla sinistra. E siccome ognuna di queste persone avrà uno o più congiunti che a vario titolo di questo bonus hanno goduto anche loro, non è sbagliato azzardare che con questa bella pensata la sinistra regalerà per stolta arroganza 100 mila e più voti al centrodestra.

Le ultime elezioni sono state vinte e perse per appena 24 mila voti. Si vede che dalle parti dell’Unione ci si sente sicuri di poterne regalare 100 mila agli avversari, altrimenti non commetterebbero una simile bestialità politica. Del tutto gratuitamente.

Commenti

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Il 20 Luglio 2007 alle 11:32 robin ha scritto:

Condovido pienemente l’analisi fatta dal Direttore sia perchè è vera e coerente sia perchè mi riguarda personalmente: pur essendo di destra da sempre, per protesta ho votato l’anno scorso centrosinistra ma è stato un errore che non commetterò MAI più. Questo è un governo composto da incapaci, gente assetata di potere, dilettanti -Damiano, Mastella, Turco, ecc. - allo sbaraglio per non citare D’Alema e Fassino, dei quali non condividevo l’idea ma li consideravo perlomeno seri e preparati, che hanno fatto autogol nella rete di UNIPOL!
Le prossime elezioni saranno un plebiscito per Berlusconi che, se si toglierà qualche sassolino dalla scarpa, sarà un’azione condivisibile.

Il 20 Luglio 2007 alle 12:08 grisostomo ha scritto:

Sono un vero incubo. Quando se ne andranno uscirò dal mio studio, scenderò in piazza Vittorio (Torino) con una bottiglia di spumante e berrò all’orizzonte della mia vita.
Uscirò a rivedere le stelle ….

Il 21 Luglio 2007 alle 11:34 Corrado Buccieri ha scritto:

Non è solo il calcolo dei voti.caro direttore,quì il dato importante è che giocano sull’aspettativa di vita.
Se prima con la pensione a 65 anni l’età
media di aspettativa si stimava a 67/68
anni, ora stanno studiando come fare
per assegnare una pensione che duri al
massimo 5 o 6 anni.
Questo è il vero dilemma,quello del voto è relativo,il voto del pensionato
non cambierà mai il sistema politico,
devono pensare alla sopravvivenza.

Il 30 Luglio 2007 alle 15:40 sonia71__ ha scritto:

“ha favorito solo quelli che hanno qualifiche molto alte”

“E non è vero neppure che ha favorito solo coloro che già avevano stipendi alti: solo il 31 per cento di quelli che ne hanno usufruito aveva uno stipendio annuo superiore ai 100 mila euro, tutti gli altri avevano buste paga a partire da 2 mila euro”

Non entro nel merito di questa querelle.. volevo solo commentare queste due affermazioni,la prima di Prodi,la seconda é Sua….

Smentire quanto detto da Prodi con un’affermazione simile equivale a dargli pienamente ragione…in quanto uno stipendio annuo superiore ai 100.000 euro e buste paga a partire da 2.000,00 sono davvero privilegio di pochi.
Sono un’impiegata amministrativa di 5° livello, ho 36 anni e lavoro 8,5 ore al giorno per 5 gg.la settimana , sabato escluso..e percepisco uno stipendio di 1.400,00 euro. Mia madre , ora in pensione , ha lavorato 37 anni in una fabbrica metalmeccanica e non ha mai percepito più di 1.200,00 euro al mese.
Mi spiega un pò chi fa parte di quel 69% di cui Lei parla? Chi sono quei fortunati che intascano buste paga da 2.000,00? ..Giusto per capire..
Grazie
Cordiali saluti
Sonia

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