Romano: Mamma li curdi

I Peshmerga, i guerriglieri curdo-iracheni, darebbero protezione ai miliziani del Pkk
L’europeo

Per capire ciò che sta accadendo in questi giorni fra la Turchia e gli Stati Uniti occorre risalire alla primavera del 2003, quando i progetti del Pentagono prevedevano che l’Iraq venisse invaso da sud e, attraverso la Turchia, da nord. Presentata al parlamento di Ankara, la proposta americana venne respinta.
La principale ragione del rifiuto fu il timore turco che la dissoluzione del regime di Saddam Hussein rafforzasse le aspirazioni all’indipendenza dei curdi iracheni e, di conseguenza, i movimenti secessionisti dei 15 milioni di curdi che abitano le regioni sudoccidentali della Turchia. Da allora i rapporti fra Turchia e Stati Uniti sono oscurati da una sorta di sospettosa diffidenza.
I turchi non impediscono agli Usa di usare il loro territorio per le esigenze logistiche e strategiche della loro presenza in Iraq. Ma assistono con preoccupazione alla nascita di un Kurdistan iracheno che sta trasformando la sua autonomia in una sorta di ufficiosa sovranità nazionale.
Le loro preoccupazioni si sono avverate. Dopo una lunga fase relativamente tranquilla, i curdi del Pkk sono rientrati in campo con operazioni di guerriglia e attentati terroristici. Colpiscono obiettivi civili e militari in territorio turco, ma trovano asilo, a quanto pare, nel Kurdistan iracheno. I militari turchi vorrebbero inseguirli e stanarli al di là del confine e il 17 ottobre il parlamento di Ankara ha dato il via libera a operazioni nel nord dell’Iraq, nonostante l’accordo siglato fra i due paesi nella lotta contro il terrorismo. Il governo centrale iracheno, infatti, non ha poteri effettivi sul Kurdistan: ce ne siamo accorti quando l’uccisione di dieci militari turchi, nelle scorse settimane, ha fatto traboccare ad Ankara il vaso della rabbia. È più difficile ora per il premier Recep Erdogan tenere a bada la voglia di rivalsa che domina le forze armate.
Appare a questo punto, nell’imbrogliata matassa dei rapporti turco-americani, il problema armeno. Dopo i successi ottenuti dalle iniziative delle comunità ebraiche negli scorsi anni, le comunità armene hanno deciso di chiedere a loro volta un pubblico riconoscimento dei massacri subiti nel 1915 (circa 1 milione e mezzo di morti) e hanno indirizzato le loro richieste soprattutto ai due paesi (Francia e Usa) in cui sono maggiormente presenti. Il riconoscimento non avrebbe alcun effetto, se non quello di procurare qualche voto agli uomini politici francesi e americani che hanno patrocinato la causa armena. Ma infrange un inviolabile tabù turco. Per Ankara i massacri non furono genocidio, ma il risultato non programmato di legittime misure di sicurezza contro una minoranza che era divenuta la quinta colonna della Russia zarista all’interno della società ottomana.
A questo intreccio di problemi se n’è aggiunto un altro, prettamente americano. In altre circostanze il presidente degli Stati Uniti sarebbe riuscito a convincere il Congresso che l’approvazione di una risoluzione sul genocidio armeno avrebbe danneggiato i rapporti con la Turchia. Ma George W. Bush è alla fine del suo mandato e il Congresso sente odore di elezioni. Forse non tutto è perduto. La risoluzione, per ora, è stata approvata soltanto dalla commissione Affari esteri della Camera dei rappresentanti. Se non verrà approvata dall’intera Camera, il peggio, forse, potrà essere evitato.
Ma se i guerriglieri curdi continueranno a colpire la Turchia, le forze armate turche, prima o dopo, reagiranno. Un’ultima nota per coloro che amano i paradossi storici. Non è la prima volta che curdi e armeni appaiono insieme in una stessa crisi. Quando gli armeni furono cacciati dalle loro regioni e spinti verso il deserto e la morte, i loro peggiori aguzzini lungo la strada furono i militari della cavalleria curda.

Commenti

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Il 19 Ottobre 2007 alle 17:20 leonecagi ha scritto:

Trovo la scritta di commento sotto la foto dei guerriglieri curdi (”l’europeo”) esilarante, quanto la presunta appartenenza della Turchia all’Europa.

Paradossalmente e’ la casta militare Turca a mantenere la laicita’ ed una crosta di europeita’ in quel paese che altrimenti sarebbe probabilmente già governato dalla Sharia. Ed e’ proprio l’influenza dell’apparato militare sulla societa’ che la Unione Europea vuole ridimensionare … ecco il paradosso. L’Europa sta agendo come gli americani che armarono contro i mujaheddin afgani contro i Russi, per poi trovarsi con l’11 Settembre in casa…

In Europa, la Turchia c’è già’, con i suoi milioni di Turchi in Germania e con la sua popolazione nel nord di Cipro occupata nel 1974. Ma veramente vogliamo un membro dell’Unione Europea che ancora militarmente occupa un porzione dell’EU-27?. Ci abbiamo messo 500 anni per mandare via i Turchi ottomani dall’ Europa, vogliamo adesso farli rientrare dalla porta principale? Chiedetelo alla gente di Otranto (ottomila sacrificati in nome della fede), o chiedetelo ai Bulgari, ai Macedoni, ai Serbi ed ai Greci che ricordo hanno della occupazione ottomana.

In termini Europei, vogliamo avere confini con la Turchia o, se quest’ultima entrasse in Europa, confinare con Siria, Iraq, Iran, Armenia, etc.? Ma chi ce lo fa fare?

Non sarebbe meglio rafforzare i rapporti militari (NATO)e di mercato comune e di buon vicinato, anche con consistenti aiuti economici, invece di spingere verso una unione politica con loro?

Veramente vogliamo metterci nelle mutande un riccio cosi’ spinoso? I Turchi, sono i polacchi del sud, in quanto a nazionalismo … con in più la differenza di religione.

Erdogan nelle precedenti elezioni ha detto: le cupole delle moschee sono i nostri elmetti, i minareti le nostre lance ed i fedeli i nostri soldati.
Sara’ stata pure una boutade elettorale, non credo che tranquillizzi gli Europei …
Che le mire americane ed inglesi (ambedue spingenti per l’ingresso della Turchia nella UE) siano respinte con un atto di coraggio e realismo politico.

Il 20 Ottobre 2007 alle 15:53 Carlalberto Iacobucci ha scritto:

I guerriglieri curdi colpiscono la Turchia. In quale maniera ? Sul reagire delle forze armate turche,mi sorge un dubbio. Ma ad oggi cosa avrebero fatto, i guardiani?

Il 21 Ottobre 2007 alle 11:08 TURCHIA/KURDISTAN: NOVE SOLDATI TURCHI UCCISI at mariosechi.net ha scritto:

[...] Vi segnalo Sergio Romano su Panorama: “Mamma li turchi”. Gregarious [...]

Il 7 Febbraio 2008 alle 17:10 edly ha scritto:

Per il signor Leonacagi: scusi, ma non capisco perchè, in mezzo ai Paesi fortemente islamici, ha messo di mezzo l’Armenia.che è fortemente molto più europea della Turchia. forse non sa che sono cristiani, che sono indipendenti da 15 anni, che vivono duramente a causa del blocco con la Turchia e con l’Azerbaijian?e che è proprio l’iran ad aiutarli! sa che la stessa Armenia è favorevole all’entrata della Turchia in Europa,anche senza riconoscimento del genocidio (che aspetta da quasi 93 anni, in silenzio). prima di scrivere, si informi.

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