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	<title>Opinioni &#187; Romano: Mamma li curdi</title>
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	<description>Le opinioni di Panorama</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:32:08 +0000</pubDate>
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		<title>Romano: Mamma li curdi</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Oct 2007 09:42:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Sergio Romano</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Non è la prima volta che curdi e armeni appaiono insieme in una stessa crisi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://gallery.panorama.it/displayimage.php?pos=-13370"><img src="http://gallery.panorama.it/albums/userpics/10023/normal_curdi.jpg" alt="I Peshmerga, i guerriglieri curdo-iracheni, darebbero protezione ai miliziani del Pkk " border="0" /></a><br />
<em>L&#8217;europeo </em></p>
<p>Per capire ciò che sta accadendo in questi giorni fra la Turchia e gli Stati Uniti occorre risalire alla primavera del 2003, quando i progetti del Pentagono prevedevano che l’Iraq venisse invaso da sud e, attraverso la Turchia, da nord. Presentata al parlamento di Ankara, la proposta americana venne respinta.<br />
La principale ragione del rifiuto fu il timore turco che la dissoluzione del regime di Saddam Hussein rafforzasse le aspirazioni all&#8217;indipendenza dei curdi iracheni e, di conseguenza, i movimenti secessionisti dei 15 milioni di curdi che abitano le regioni sudoccidentali della Turchia. Da allora i rapporti fra Turchia e Stati Uniti sono oscurati da una sorta di sospettosa diffidenza.<br />
I turchi non impediscono agli Usa di usare il loro territorio per le esigenze logistiche e strategiche della loro presenza in Iraq. Ma assistono con preoccupazione alla nascita di un Kurdistan iracheno che sta trasformando la sua autonomia in una sorta di ufficiosa sovranità nazionale.<br />
Le loro preoccupazioni si sono avverate. Dopo una lunga fase relativamente tranquilla, i curdi del Pkk sono rientrati in campo con operazioni di guerriglia e attentati terroristici. Colpiscono obiettivi civili e militari in territorio turco, ma trovano asilo, a quanto pare, nel Kurdistan iracheno. I militari turchi vorrebbero inseguirli e stanarli al di là del confine e il 17 ottobre il parlamento di Ankara ha dato il via libera a operazioni nel nord dell&#8217;Iraq, nonostante l&#8217;accordo siglato fra i due paesi nella lotta contro il terrorismo. Il governo centrale iracheno, infatti, non  ha poteri effettivi sul Kurdistan: ce ne siamo accorti quando l&#8217;uccisione di dieci militari turchi, nelle scorse settimane, ha fatto traboccare ad Ankara il vaso della rabbia. È più difficile ora per il premier Recep Erdogan tenere a bada la voglia di rivalsa che domina le forze armate.<br />
Appare a questo punto, nell&#8217;imbrogliata matassa dei rapporti turco-americani, il problema armeno. Dopo i successi ottenuti dalle iniziative delle comunità ebraiche negli scorsi anni, le comunità armene hanno deciso di chiedere a loro volta un pubblico riconoscimento dei massacri subiti nel 1915 (circa 1 milione e mezzo di morti) e hanno indirizzato le loro richieste soprattutto ai due paesi (Francia e Usa) in cui sono maggiormente presenti. Il riconoscimento non avrebbe alcun effetto, se non quello di procurare qualche voto agli uomini politici francesi e americani che hanno patrocinato la causa armena. Ma infrange un inviolabile tabù turco. Per Ankara i massacri non furono genocidio, ma il risultato non programmato di legittime misure di sicurezza contro una minoranza che era divenuta la quinta colonna della Russia zarista all&#8217;interno della società ottomana.<br />
A questo intreccio di problemi se n&#8217;è aggiunto un altro, prettamente americano. In altre circostanze il presidente degli Stati Uniti sarebbe riuscito a convincere il Congresso che l&#8217;approvazione di una risoluzione sul genocidio armeno avrebbe danneggiato i rapporti con la Turchia. Ma George W. Bush è alla fine del suo mandato e il Congresso sente odore di elezioni. Forse non tutto è perduto. La risoluzione, per ora, è stata approvata soltanto dalla commissione Affari esteri della Camera dei rappresentanti. Se non verrà approvata dall&#8217;intera Camera, il peggio, forse, potrà essere evitato.<br />
Ma se i guerriglieri curdi continueranno a colpire la Turchia, le forze armate turche, prima o dopo, reagiranno. Un&#8217;ultima nota per coloro che amano i paradossi storici. Non è la prima volta che curdi e armeni appaiono insieme in una stessa crisi. Quando gli armeni furono cacciati dalle loro regioni e spinti verso il deserto e la morte, i loro peggiori aguzzini lungo la strada furono i militari della cavalleria curda.</p>
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