La lista è quella giusta: una lista di scopo per la moratoria sull’aborto e la cultura della vita. L’uomo giusto, e non credo di sbagliarmi, è Roberto Formigoni, un cattolico con i fiocchi che ha saputo guidare senza perdere e senza perdersi per 15 anni la più moderna, la più laica e la più progredita delle regioni italiane, la Lombardia. Il risultato è sicuro. Apparentata con la coalizione di centrodestra, questa lista prenderebbe molti buoni voti, e porterebbe nel Parlamento italiano, finalmente, un’anima e una cultura politica, civile ed etica degne delle sfide del nostro tempo.
In un laboratorio inglese hanno deciso, dicono “per curare le malattie” (è sempre quello l’annuncio profetico dello scientismo moralmente indifferente, ma non è mai provato), di fabbricare un bambino figlio genetico di due donne e di un uomo. E questo fra gli applausi sconsiderati di molta gente, anche perbene come Ignazio Marino, il medico dei trapianti che ha presieduto la commissione Sanità in Senato per i Ds. Non mi piace il figlio di tre genitori, non mi piace la fabbricazione in vitro dei figli, non mi piace la facilità con cui passa l’idea che tutto quel che tecnicamente si può fare è lecito farlo, e non credo al falso profetismo degli annunci salvifici di una medicina che rinuncia a curare, e intraprende la selezione eugenetica della vita senza confessarlo nemmeno a se stessa. Non mi piace proprio.
E se un gruppo sostanzioso di giovani e capaci parlamentari entrasse in aprile nella Camera e nel Senato italiani, dopo una campagna elettorale in cui sia reso chiaro che la nuova frontiera del nostro tempo è quella della vita, che con la vita non si scherza, io ne sarei personalmente felice. E con me tanta gente che ha suscitato un movimento di liberazione dai luoghi comuni sull’aborto e l’eugenetica, tanta gente che non vede l’ora di impegnarsi per dare uno sbocco a tutto quello che era implicito nel referendum sulla legge 40, il referendum italiano in cui fu respinta l’idea dell’aborto in vitro.
Formigoni sarebbe uno splendido ministro della Salute. Ha gestito con i laici, con un uomo come Carlo Tognoli, le contraddizioni e le ferite aperte dalla convivenza paciosa con l’aborto in questi trent’anni. Non ha fatto campagne integriste contro la 194, ha saputo far tesoro di una cultura della mediazione e del minor danno che è propria della Chiesa cattolica e del pensiero cristiano e di tanti movimenti cristiani adulti, ma bambini nella speranza che si possa porre rimedio alla deriva etica del nostro tempo. E il manipolo di forti e coraggiosi che potrebbe entrare nel Parlamento sarebbe un caso di scuola mondiale intorno al fatto che a tutto c’è un limite e che il bisogno di cultura vitale, di sicurezza e di riflessione razionale intorno al valore del concepimento trova uno sbocco fattivo nel cuore della politica, nella legislazione.
Formigoni e la sua lista per la moratoria e per la vita saprebbero mediare con tutti, associare il dissenso laico dei radicali come Lorenzo Strik Lievers e di noialtri non credenti che non abbiamo portato il cervello all’ammasso dei luoghi comuni indifferenti. Formigoni e la sua lista potrebbero dare uno sbocco a tanta parte dell’esperienza e del pensiero cattolico che chiede di uscire dalla fortezza solitaria in cui l’ultrasecolarismo l’ha condannata per decenni.
Sarebbe un modo fantastico di celebrare il sessantesimo anniversario della Dichiarazione dei diritti dell’uomo, promuovendo globalmente una vera cultura dell’esistenza e della cura. Sarebbe un modo fantastico di celebrare i quarant’anni del 1968, stabilendo che il peggio di quel messaggio è archiviato, e il meglio è promosso. Sarebbe un modo fantastico di dare un significato, un contenuto vero e un’anima al centrodestra, che ne ha bisogno, e al centrosinistra, che ne ha bisogno anche lui.
- Venerdì 8 Febbraio 2008
























Commenti
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Il 11 Febbraio 2008 alle 17:06 Ferrara di nuovo in politica con la lista Pro life » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Non è più solo un’idea. È pronto lo slogan (”Più vita per tutti”), sono stati commissionati i primi sondaggi (che darebbero il nuovo movimento in costante crescita, tra il 3 e il 6per cento), si riscontrano le prime dichiarazioni di simpatia tra alcuni movimenti cattolici. Quasi certamente, alle prossime elezioni politiche, Giuliano Ferrara si presenterà con una lista tutta sua. Di Pro life (o, nella variante nostrana, “Pro vita”), il direttore del Foglio ne parla e ne scrive da diversi giorni. L’idea di una moratoria dell’aborto, lanciata mesi fa dal quotidiano di Largo Corsia dei Servi, a breve si dovrebbe trasformare in un vero e proprio movimento, che abbia come principale obiettivo la difesa della vita fin dal suo concepimento. L’editoriale odierno di Ferrara sul Foglio non lascia dubbi: “Faremo di tutto perché cambi una specifica mentalità culturalmente indifferente, quella che dice: occupiamoci della privatizzazione di Alitalia o delle licenze dei taxi o dell’Ici sulla seconda casa, cose decisive per vivere bene, e tralasciamo il resto, quelle cose atroci e complicate che abbiamo sistemato nel ripostiglio dei nostri comodi o degli affari degli esperti”. Un movimento caratterizzato e autonomo, che secondo un sondaggio Ipsos commissionato dal Foglio avrebbe già una buona dose di consensi: alla domanda se ritiene corretto “introdurre nella politica italiana un partito con queste finalità”, il 6 per cento degli intervistati ha dichiarato che “è molto utile”, l’11 per cento “abbastanza utile”. Confortato dai numeri (anche se proprio sabato scorso ha scritto “credo poco nei sondaggi”), in queste ore Giuliano Ferrara starebbe sondando la disponibilità di alcuni leader politici che potrebbero guidare il movimento (leggi qui l’editoriale su Panorama). Ha così chiesto al presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (che però avrebbe nicchiato, preferendo la candidatura nella lista di Forza Italia), e all’ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta (che non ha intenzione di abbandonare la carica di presidente della neonata Rosa Bianca). Se nessuno dei due dovesse convincersi, Ferrara ha confidato ai suoi collaboratori più vicini che sarebbe pronto ad un impegno diretto (anche a rischio di una debacle elettorale), “per dare quantomeno prova di una testimonianza morale del più grande dramma del nostro tempo”. Pro life è guardata con simpatia da una parte della dirigenza di Comunione e Liberazione (specie nell’area che fa riferimento al direttore di Tempi Luigi Amicone) e da alcuni movimenti di ispirazione cristiana (tra cui Rinnovamento nello spirito, che però è sempre stato restio a dare indicazioni politiche). Con questa legge elettorale, la lista di Ferrara dovrebbe comunque apparentarsi con il Popolo delle Libertà, in modo tale da evitare di superare uno sbarramento elevato sia alla Camera (dove, presentandosi da sola, dovrebbe raggiungere il 4%) che al Senato (l’8% su base regionale). È però vero che il movimento si scontrerebbe con l’intenzione, più volte dichiarata da Silvio Berlusconi, di presentarsi alle prossime elezioni con un unico simbolo, quello del Pdl, federato al nord con la Lega. Il “no” a Casini, restio a confluire con l’Udc nel nuovo soggetto, dovrebbe quindi ripetersi per Pro life. Ma per alcuni tra gli addetti ai lavori potrebbe essere proprio questo uno dei motivi che indurrebbe il Cavaliere a guardare di buon occhio una lista autonoma collegata a quella del Popolo della Libertà. Nei giorni scorsi, infatti, il direttore dell’Avvenire Dino Boffo, aveva auspicato che fosse “salvaguardata la persistenza di un partito che fa direttamente riferimento alla dottrina sociale cristiana”. Un’affermazione che aveva fatto molto discutere e che a molti era sembrata una difesa dell’Udc da parte della Conferenza episcopale italiana, ma che oggi potrebbe invece risultare decisiva nelle scelte del Cavaliere. In caso di una mancata intesa col partito di Pier Ferdinando Casini, un movimento di ispirazione cattolica collegato al Pdl potrebbe infatti conquistare anche i voti incerti dell’elettorato più vicino alla Chiesa. [...]
Il 13 Febbraio 2008 alle 10:43 Berlusconi boccia la lista Ferrara, ma Pro life divide » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] La brusca frenata di Berlusconi rappresenta un colpo al progetto di Ferrara, nato dopo mesi di campagna per la moratoria sull’aborto. L’idea, illustrata in un fondo del Foglio siglato dall’elefantino rosso, è quella di una lista ‘’di battaglia e di scopo’’, da presentare ‘’anche a costo di un piccolo insuccesso che sarà comunque una vittoria’’. Le chance di successo della lista si basavano sull’apparentamento elettorale che Berlusconi avrebbe potuto concedere e che avrebbe spianato la strada all’elezione di una piccola pattuglia di antiabortisti grazie all’abbattimento della soglia di sbarramento. Ma se Berlusconi, come sembra, manterrà il suo no, per la lista ‘’pro-life’’ , come ammette lo stesso Ferrara, diventerà ‘’durissima’’. [...]
Il 13 Febbraio 2008 alle 18:03 Corrado Buccieri ha scritto:
Siamo alle comiche…. Più Pilu per tutti.
Il 15 Febbraio 2008 alle 09:45 Aborto: le donne in piazza per la 194, Ferrara nudo per Pro life » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Contro Ferrara si è espresso un antiabortista come il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni (il politico col quale lo stesso Ferrara pensava di apparentarsi per la campagna elettorale) : ha detto di non condividere la lista Pro life pur essendo delle stesse idee di Ferrara riguardo alla legge 194. Un segnale del clima che si surriscalda arriva da Padova: scritte contenenti minacce contro Ferrara per la sua campagna di revisione della legge sull’aborto sono comparse oggi in vari punti della città. A Roma, invece, si è svolta una manifestazione di donne, di fronte al ministero della Salute, in difesa della legge sull’aborto: il ministro Livia Turco è scesa dal suo ufficio per stringere le mani alle manifestanti. Durante il corteo c’è stato qualche momento di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. [...]
Il 20 Febbraio 2008 alle 11:10 RAMELLA.ORG ha scritto:
L’etica miope di Casini e Formigoni…
Hanno ragione Pierferdinando Casini e Roberto Formigoni: la campagna elettorale non può ignorare i temi etici. Basta mettersi d’accordo su quali siano questi temi, che per il leader dellUdc e il presidente ciellino-forzista della Regione Lomba…
Il 28 Febbraio 2008 alle 10:05 mirichia ha scritto:
Ma dei temi etici ve ne ricordate sempre sotto elezioni?
Vergognatevi di nuovo!!!
Il cattolicesimo NON è politica, non strumentalizzate Cristo e fatevi schifo solo per aver pensato di farlo!
Ricordate, se proprio volete usare l’immagine di nostro signore (nostro non vostro) che Gesù fu il primo a proclamare sempre il libero arbitrio. Voi non siete superiori a lui. Ricordatelo sempre
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