L’Editoriale
A leggere i commenti sull’avvio della campagna elettorale c’è da rimanere basiti. Illustri editorialisti manifestano tutto il loro sconcerto. Ma come? Il Cavaliere non fa scorrere il sangue? Non attacca a testa bassa i comunisti? Non minaccia sfracelli per la democrazia se vincono i sinistri? E poi che fa: non promette neppure un miracolino? Neanche una cosetta piccola piccola come meno tasse per tutti? Lo stupore per l’esordio pacato ha gettato nel più cupo sconforto opinionisti che per mesi avevano predicato il rispetto degli avversari e l’accantonamento dei toni forti. Dopo aver potuto criticare negli ultimi 15 anni Silvio Berlusconi per il suo modo impolitico e diretto di parlare, adesso i giornalisti si lamentano come bambini cui sia stato sottratto il giocattolo.
Certo, nessuno si aspettava una mutazione del genere. Molti erano convinti che il Cav. avrebbe sfoderato accenti trionfalistici, rafforzato dal disastro del centrosinistra, suicidatosi in soli 20 mesi di governo, e confortato dai sondaggi che gli pronosticano la vittoria. Ma Berlusconi in due anni di opposizione ha avuto modo di riflettere su ciò che non ha funzionato nel suo quinquennio a Palazzo Chigi e sa che nessuno - nemmeno lui - possiede la bacchetta magica per cambiare l’Italia. Il Paese è quel che è, con la sua burocrazia, con le sue rendite di posizione, i suoi potentati. Un uomo solo contro tutti rischia dunque di andare a sbattere e di farsi male. Cosa che al Cavaliere accadde nel 1994, quando la formidabile coalizione di poteri forti e il tintinnio di manette non gli fecero neppure toccare palla, rispedendolo ad Arcore nell’arco di pochi mesi. Berlusconi ci riprovò nel 2001, ma anche in quel caso incontrò mille resistenze. Il leader del centrodestra ha imparato la lezione e, a meno che non vi sia trascinato con la forza, non ha intenzione di andare al muro contro muro.
Questo vuol dire che il leader del Popolo della libertà rinuncia alla battaglia per cambiare l’Italia? Non credo. Penso semplicemente che abbia capito che le guerre si vincono aprendo un fronte per volta. Insomma, Berlusconi smette i panni del rivoluzionario per indossare quelli del riformista. Riuscirà nel suo intento? L’impresa non è facile, e non solo perché ognuno di noi gioca meglio in un ruolo e mal si adatta ad altri, ma anche perché al Cavaliere mancano le risorse, o, per dirla chiara, i soldi.
Le riforme vere sono accompagnate di solito da incentivi, da mezzi che mantengono il consenso. Ma di denaro per contentare un certo numero di italiani ne è rimasto poco. Scottato dall’esperienza del 2001, quando giunse a Palazzo Chigi scoprendo che le casse erano vuote, Berlusconi non si fida delle assicurazioni sui conti in ordine che gli lascia in eredità Prodi. E le anticipazioni del Sole 24 Ore su un buco di 7 miliardi di euro, accompagnate dalle frasi del ministro Tommaso Padoa-Schioppa, che esclude l’esistenza di qualsiasi «tesoretto», lo hanno reso ancor più guardingo.
Il Cav. dunque non promette miracoli. Invece, se io fossi in lui, un miracolino agli italiani lo annuncerei. Si tratta di un’opera che in fondo non gli costerebbe nulla, ma gli renderebbe immensamente: nel programma metta un bel disegno di legge che preveda la riduzione, oltre che del numero dei parlamentari, anche del loro stipendio e dei loro benefit. Chiunque voglia essere candidato dovrà sottoscrivere il ddl e rilasciare una garanzia che, in caso di cambio d’opinione o di casacca, verserà l’intero importo dello stipendio al gruppo nelle cui file è stato eletto. Vedrete: oltre a un piccolo risparmio sul bilancio parlamentare, sarà assicurata la stabilità dell’esecutivo. E sono certo che questo sarebbe il miracolo che il Paese apprezzerebbe di più.
- Venerdì 15 Febbraio 2008
























Commenti
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Il 15 Febbraio 2008 alle 11:08 toto47 ha scritto:
Dott. Belpietro,
la mia stima nei suoi confronti aumenta giorno dopo giorno, perchè le sue opinioni coincidono con le mie, ovvero con quelle di un popolo ormai esausto, stressato dalle solite chiacchiere dei politici. Lei è una persona CONCRETA, con il coraggio di dire tutto quello che gl’italiani vorrebbero sentire ma nessun premier dice. Come ridurre le spese della politica? Lei lo ha detto. E non sarebbe una cosa da poco constatare che anche la classe politica ” stringe la cinghia ” per uscire dal disagio economico. Sarebbe un grande segnale per il popolo che non arriva a fine mese. Finalmente qualcosa di concreto e immediato, visto che neanche il Sig.Berlusconi accenna più alla riduzione delle tasse (quelle di Prodi, per intenderci) ma parla di DETASSAZIONE DEL LAVORO STRAORDINARIO. Cioè lavorare di più per campare? Tutto qua?!? E i pensionati, i precari, i disoccupati? Devono andare a rubare, per sopravvivere?
Il 15 Febbraio 2008 alle 11:54 billl ha scritto:
Direttore.
premetto che secondo me Lei e’ l’osservatore più acuto e intelligente del nostro panorama giornalistico.
Devo però dissentire da quanto lei propone, e non è la prima volta che ciò accade rapportato a questo argomento. Capisco che gli elettori di centrodestra siano più portati ad affidarsi ad un capo carismatico, un buon Superman che affronti i problemi e li risolva a modo suo: però la Costituzione Italiana dice un’altra cosa e fino a che non si cambia tocca rispettarla.
Per carità, sono scocciato anche io dai tempi tecnici che occorrono per votare una legge e dai ricatti dei piccoli partiti, ma non credo proprio che si possa limitare il parlamentare al ruolo di presenza, magari sotto minaccia di restituire i soldi guadagnati. Poi, diciamoci pure la verita’, lo stipendio dei parlamentari rispetto allo spreco di consulenze che si fanno nelle regioni e’ una miseria, e quindi se si vogliono affrontare i problemi si faccia una vera riforma su questo.
Mi spiegate a cosa serve che io voti il mio Presidente Regionale se poi lui, ogni volta che affronta qualche problema, paga milioni di consulenze per farsi spiegare di cosa si tratta? Se chi si candidasse avesse già le competenze necessarie, con i soldi risparmiati gli stipendi si porterebbero a 2.000 euro, credete a me.
Il 15 Febbraio 2008 alle 13:10 toto47 ha scritto:
D’accordo anche con Billl.
Ma la risoluzione non è così immediata come quella di far approvare un ddl che preveda la riduzione di stipendi e
benefit dei parlamentari. In un secondo tempo, invece, ci si dovrebbe addentrare anche nella questione MORALIZZAZIONE DELLA COSA PUBBLICA. Inserendovi non solo le consulenze,frutto d’incapacità e clientelarismo di Presidenti Regionali, Provinciali,Sindaci, ma anche i super ingaggi dei cosidetti manager che non poco danno hanno fatto all’economia italiana.
Il 15 Febbraio 2008 alle 13:14 alsalvo ha scritto:
Caro Direttore,
lei è troppo intelligente per non aver capito che i toni insolitamente bassi del cavaliere anticipano quello che ci sarà dopo le elezione, cioè l’inciucio con Veltroni.
Riguardo agli stipendi poi, sì, sono alti ma non è riducendoli che risolveremo i nostri problemi.
Perchè non parliamo invece del finanziamento ai giornali? I giornali e le case editrici sono delle aziende come tante altre, perchè dobbiamo contribuire con i nostri soldi a tenerli in piedi?
E perchè non parliamo del finanziamento pubblico ai partiti? Una voragine che risucchia il sangue di noi cittadini.
Questo, insieme alla sua proposta, potrebbe portare all’eliminazione di moltissime tasse e far vedere la politica sotto una luce diversa.
Cordiali Saluti
Il 15 Febbraio 2008 alle 16:26 Corrado Buccieri ha scritto:
Caro Direttore,
sono pienamente d’accordo col suo consiglio al Cavaliere,se vuole vincere
veramente deve procedere sulla strada
indicata da Lei.
In altra parte del forum di Panorama,
da qualche giorno ho suggerito più o
meno le stesse cose….quello che veramente si aspetta il popolo ,non
300 pagine di programmma ma:
1) Bloccare le tasse (se ridurle è
impossibile.
2) Ridurre il numero dei parlamentari.
3) Ridurre gli stipendi dei parlamentari.
Questo sarebbe un buon inizio e
un’arma vincente….il resto si potrà
aggiustare poi,più facilmente.
Grazie e insista su questi punti,Lei
che lo può…io debbo fermarmi quì.
Il 15 Febbraio 2008 alle 17:05 nhico ha scritto:
Meno stipendio per tutti, onorevoli compresi. Limare un pochino quelli alti per gonfiare un pochino quelli bassissimi. Ha senso che un capo azienda statale prende mille e la maggior parte dei suoi dipendenti prende 10?
Il 16 Febbraio 2008 alle 12:37 billl ha scritto:
Sento parlare troppo spesso di questo inciucio che ci dovrebbe essere tra Berlusconi e Veltroni e proprio non capisco.
Qualcuno mi sa spiegare perche’ dopo le elezioni ci dovrebbe essere un inciucio?
Io mi so dare una sola risposta.
Ci sara’ l’inciucio solo se le le elezioni terminano in parità come la volta scorsa; e a quel punto c’e’ sarebbe la necessita’ per riformare un po tutto.
Se dalle elezioni uscirà, come io spero una maggioranza solida , amministrera’ il paese seguedo le logiche presentate in campagna elettorale.
Diverso però dovra’ essere il percorso delle riforme.
Quello si deve essere allargato ed e’ li che si dovrà consumare questo inciucio che io mi limito a definire ” lavoro congiunto per le riforme” e che sarà indispensabile se vogliamo creare uno stato vero che si basi sulle responsabiltà.
Se leggete le interviste dei politici, da sempre, mai emergono responsabilità:
la spazzatura della Campania e’ scandalosa ma non si sa di chi e’ la colpa;
per gli stipendi piu bassi d’Europa tutti a trovare una soluzione, ma chi ci ha portato a questo?
Cari Politici se volete che il popolo si avvicini all politica riformate lo stato in questo senso.
Se un Politico sbaglia anche in buona fede, e fa pagare il suo errore ai cittadini se ne deve andare subito, dimettendosi o cacciandolo.
Ridateci la possibità di votarlo il nostro politico di riferimento non imponetelo.
C’e’ un ultima cosa che mi piacerebbe avvenisse e sarebbe una bella legge da proporre:
L’obbligo del deputato o del senatore di rivolgersi ogni anno al suo collegio di riferimento per dire loro quello che si e’ fatto e quello che si intende fare nel prossimo anno per vedere se chi ti fa sedere al parlamento approva il tuo operato.
Ovviamente i risultati di tutta italia dovrebbero poter essere consultati da tutti magari attaverso internet.
Il 16 Febbraio 2008 alle 12:46 pacato ha scritto:
Caro Direttore,
come al solito il suo articolo è impeccabile nell’analisi del comportamento mediatico di Berlusconi, comportamento dettato dalla prudenza. Come a dire: scopriamo prima il “pentolone” dei conti lasciato dal governo di Sinistra e poi si potrà dire qualcosa di più.
C’è poi tanta stampa che certo non è amica del Cavaliere che si lamenta della sua campagna che stavolta non è partita lancia in resta. E si possono pure capire i motivi di preoccupazione di questa stampa, che proprio amica di Berlusconi non è: questa Stampa sa bene che il Cavaliere non infervorandosi più di tanto e mostrando un’insolita calma… sa bene che è la tattica giusta per vincere. In quanto sa che la calma è la virtù dei forti, ed in questo momento, con l’Italia lasciata in determinate condizioni, di calma ce ne vuole davvero tanta, giacchè di rabbia ce n’è già tanta tra la gente, e può bastare.
E la gente sa qual è l’origine della sua rabbia.
E Berlusconi dovrà solo cercare di lenire questa rabbia dando speranza di un futuro migliore.
Il 16 Febbraio 2008 alle 19:26 zank007 ha scritto:
Caro dottor Belpietro, la stimo e l’ammiro molto, seguendola molto spesso ad anno zero, ho capito che è una persona molto intelligente.
spero che la sua proposta venga carpita dal Cav. ed adottata.
in merito a quello che ha detto l’altro signore su un eventuale inciucio tra Veltroni e Berlusconi, trovo che non ci sarebbe nulla di strano, in un mondo politico come quello italiano, dove oggi ci si ama e domani ci si ammazza……
comunque se questo dovesse far bene al Paese benvenga di tutto e di piu.
Il 17 Febbraio 2008 alle 12:49 pasmes ha scritto:
Nel caso in cui il cavaliere mettesse nel programma la riduzione degli stipendi dei parlamentari e dei loro benefit, gli interessati gli darebbero l’appoggio? Temo che lo metterebbero al rogo.
Ridurre gli stipendi e il numero dei parlamentari ed eliminare i privilegi assurdi della Casta è cosa di fondamentale importanza, perché senza diminuire le spese strutturali non è possibile finanziare la riduzione della pressione fiscale e gli aumenti di stipendi e pensioni,(ovviamente senza creare danni collaterali forse ben più gravi.) Le proposte di Veltroni di aumentare le spese dello Stato per comprare voti, elargendo denaro a pioggia per i figli, le famiglie ecc. sono tipiche dei partiti di Sinistra, e quindi scellerate al cento per cento, perché incrementano la voragine del debito pubblico anziché diminuirlo, con gravissime conseguenze sull’economia, sull’occupazione, sulla competitività ecc.
Purtroppo, però, i privilegi della Casta e la spesa pubblica improduttiva e parassitaria non si abbattono; nessuno ci riuscirà mai, tantomeno il celebre Cavaliere.
http://www.aironetivoli.com
Il 17 Febbraio 2008 alle 16:42 fercas ha scritto:
Ridurre gli stipendi degli onorevoli e portarli ad una media europea sarebbe una forma di buon governo, come la riduzione del numero dei parlamentari nonchè quella degli stipendi dell’alta magistratura e dei manager di stato; ciò è molto difficile se ci limitiamo a dirlo in un forum e a non fare nulla! Ad esempio partecipando ai comizi elettorali con vistosi cartelli che trattino il tema quindi, al momento, mettere in imbarazzo il ciarlatano di turno! Abbiamo il parlamento più caro del mondo e cosa giustifica ciò? Domando. Il quirinale costa quasi il doppio della casa bianca americana! Incredibile!!! Napolitano ha ridotto il numero dei corazzieri di trenta unità, portandolo da 270 a 240 uomini, ma cosa se ne fà di cotanto esercito? Domando. Fino a quando gli italiani non inizieranno la caccia all’onorevole, temo proprio che nulla cambierà, chiunque vinca le elezioni! Cordialità.
Il 18 Febbraio 2008 alle 17:50 boxaldo ha scritto:
Caro Direttore
Gli stipendi dei parlamentari li decidono i parlamentari stessi, sei proprio sicuro che berlusconi o chicchessia riesca a convincere i parlamentari a ridursi lo stipendio?
Ho i miei dubbi…
Io credo,invece, che il prossimo Governo potrebbe fare qualcosa di veramente concreto: abolire le consulenze nella pubblica amministrazione, questo lo si può fare, probabilmente,con un decreto o una leggina di tre righe che produrrebbe un ripsarmio a livello nazionale di svariati milioni di euro.
Leggo di consulenze da 80.000 euro pagate da comuni anche di 150 abitanti e su fino all’inverosimile.
Basta leggere il bilancio di un qualsiasi comune,comunità montana,provincia,regione non ce n’è uno che non abbia la sua bella voce: consulenze esterne.
La legge Biagi prevede il lavoro interinale, si ha bisogno di una persona preparata per risolvere uno specifico problema? Lo si assuma a tempo determinato, con stipendio come da contratto di lavoro, si può fare eccome!
Aldo
Il 21 Febbraio 2008 alle 14:49 luanmagi ha scritto:
Caro direttore
la sua è un’ottima proposta. Come Franklin sosteneva un centesimo risparmiato è un centesimo guadagnato. varrebbe la pena di estendere il meccanismo aigrandi comis di stato, ai dirigenti pubblici, ai consiglieri e amministratori locali ….
Il 21 Febbraio 2008 alle 17:29 zank007 ha scritto:
Ce la faremo, ce la faremo…. non ce la possiamo fare.
Ma figuratevi se si abbasseranno gli stipendi, i deputati. E come lo pagano il mutuo? La benzina, il treno, l’aereo, l’autostrada? Ah, vero non li pagano. Hanno talmente la faccia da * che si lamentano pure. Che schifo.
Il 21 Febbraio 2008 alle 18:58 Carlalberto Iacobucci ha scritto:
Il diminuire degli stipendi seppur legittimo e conforme trova delle difficoltà utopiche. Ne abbiamo viste così tante,che la riduzione potrebbe essere soltanto imposta. Lei caro Belpietro ha cognizione dello stato delle cose, ed è per questo che oramai dovrebbe aver appreso che nel Paese della cuccagna o del Bengodi diviene qualità l’afferrare più quattrini, di quanto già se ne guadagni.
Un saluto
Il 25 Febbraio 2008 alle 17:52 Corrado Buccieri ha scritto:
Però nei programmi elettorali, nessuno ne parla. Che vuol dire?
Il 27 Febbraio 2008 alle 12:23 mc2 ha scritto:
E SE USASSIMO IL REFERENDUM?
Caro direttore,
mi trova pienamente in accordo sull’opportunità della sua proposta, anche se, con tutta probabilità, farla passare in parlamento è compito assai arduo, visto che sarebbe necessario disporre di una maggioranza “moralmente onesta”.
Tuttavia noi gente comune, che purtroppo stiamo dall’altra parte della barricata rispetto alla classe politica disponiamo ancora dell’arma del referendum. Sono sicuro che l’adesione in questo caso sfiorerebbe percentuali mai raggiunte nella storia dei referendum italiani, così come certo sarebbe il suo esito.
Dopo una fortissima volontà popolare espressa con il tanto acclamato mezzo democratico del referendum, probabilmente la classe politica avrebbe qualche difficoltà in più ad ignorare una proposta come la sua, direttore. Cordiali saluti.
Il 7 Marzo 2008 alle 17:17 enoquick ha scritto:
Abbassare lo stipendio dei deputati è una sciocchezza rispetto allo strapotere bancario nel mondo.
Cavaliere, vuole fare veramente qualcosa per passare alla storia ?
Renda di nuovo allo Stato la proprietà della Banca d’ Italia in modo che sia veramente lo Stato a emettere moneta e no n piu gli azionisti (privati) della banca d’ Italia.
Questo è il vero scandalo.
E nel caso (ma dubito) che riesca a raggiungere questo successo passi dalle parti della BCE, altra banca privata, per un’ altra battaglia.
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