Ferrara: Juno, madre piccina e gigantesca

Una scena di Juno

L’Arcitaliano

C’è un film che arriva a metà aprile in Italia, che ha sbancato il botteghino in America, che prenderà degli Oscar, che si intitola Juno e ruoterà nell’aria come un ciclone etico moderno. È la storia di una ragazzina come tante, tradita dal sesso facile e rimasta incinta, che rifiuta di abortire perché nella clinica femminista sente «odore di anticamera del dentista».
La storia è semplice ed è raccontata in forma di commedia che fa piangere, il tipico stilema dei grandi capolavori hollywoodiani. Però è moderna, edifica ma senza moralismo, ha la potenza dell’intrattenimento sublimata in un tocco di magia, girata come in un presepe suburbano. Lei, Juno, è spiritosa, diretta, dolcissima e sprovvista della minima mielosità, ha un padre e una matrigna formidabili, che le danno una mano per la vita, la sua e quella del bambino che ha in seno, ma così, perché è meglio, non per spirito di missione educativa. Sceneggiatura e dialoghi, esilaranti e urticanti, sono di Diablo Cody, una scrittrice già ingaggiata da Steven Spielberg e dalla sua macchina intelligente di cinema e idee, quasi certamente vincitrice dell’Academy award, un tipetto un po’ grunge, ma molto chic, che alla Festa del cinema di Roma dice, alla Flaubert: «Juno sono io».

La chiave della storia è il «no, grazie» all’aborto. Deciso così, con la leggerezza di un passo esistenziale qualunque, ma dovuto a qualcosa di misterioso, una sorta di eleganza dello spirito, un tributo spontaneo all’amore e alla responsabilità. Però, ecco la sorpresa modernissima e anche antichissima, degna della vecchia ruota del convento ma nelle forme del XXI secolo, quel no è compatibile con il rifiuto della modernità.
Juno cerca e trova, scrutinando gli annunci sui giornali, una coppia in crisi che vuole adottare un bambino, e alla fine sarà solo la lei della coppia, una donna non priva di difetti, condizionata da una cultura del banale, a coccolare come una madonna dei suburbia la piccola creatura adottata, mentre il suo lui abbandona l’impresa per frivolezza e fragilità.
Epopea del femminile e del femminismo delle ragazze, questo film che incanta platee ridenti e piangenti, questa fantastica storia di famiglia allargata, ma imperniata sulla scelta per la vita, è anche un racconto delicato sulla forza delle donne e sulla ambiguità dei giovani maschi che alla fine sono loro a redimere e rallegrare con uno sprazzo di vero amore, come accade per molti aspetti della vita contemporanea.

I ragazzi sono costruiti per fare sport, per consumare immagini, per fidanzarsi e sfidanzarsi a caso, non sanno letteralmente che cosa nella loro esistenza superi la dimensione dell’ormonale, la piattezza dei desideri senza molta speranza. Le loro pulzelle fricchettone invece la sanno lunga, sono ciniche quanto basta per sembrare credibilmente un pezzo di realtà e di società. Hanno il sogno incorporato nella loro natura umana creaturale, danno vita al mondo, senza se e senza ma.
Juno parla del vero potere femminile, che è un’alleanza di natura e cultura anche inconsapevolmente vissuta, un’allegria di vivere che trionfa non appena si spegne, nella fila alla clinica dove le vecchie generazioni di donne avvilite dall’ideologia si grattano e si maltrattano, la coazione a odiarsi e a mutilarsi dell’altro.
Altri film, da quello del regista romeno che ha vinto a Cannes all’americano Molto incinta, hanno fatto riemergere quest’anno il fiume carsico del desiderio di buonumore e di verità che spezza le menzogne appiattite con cui conviviamo. Ma nella figura piccina e gigantesca di Juno, nel suo amore ritrovato, anche senza il figlio ma non senza che lui possa avere una madre che lo accudisca e vivere, c’è una morale senza moralismo che è il segno tipico della pedagogia celeste del cinema americano di tutti i tempi. E si piange. E si ride.

Commenti

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Il 22 Febbraio 2008 alle 11:59 nhico ha scritto:

Ma il nostro massimo è Nanni Moretti. Che ha creato un caos pazzesco solo per farsi una …

Il 22 Febbraio 2008 alle 13:36 L'espresso | Piovono rane » Blog Archive » Il film della blogger e la campagna Pro Life di Alessandro Gilioli ha scritto:

[...] Oggi ho pensato che forse R. ha ragione, perché ho scoperto che nelle sale italiane uscirà il 4 aprile e perché subito al film ha dedicato il suo entusiasmo Giuliano Ferrara, che ormai parla solo di aborto anche quando gli chiedi che ore sono. [...]

Il 22 Febbraio 2008 alle 17:36 Corrado Buccieri ha scritto:

Praticamente,anche Ferrara è caduto
nel conflitto di interessi,scrive solo
per se stesso,lo dovrebbero eliminare
almeno da Panorama..si può spassare
sul Foglio.

Il 24 Febbraio 2008 alle 12:10 luanmagi ha scritto:

sono venuto a leggere il post sapendo che parlava di aborto. A differenza di molti non mi stanco di questo argomento, anche perchè è argomento vero, su cui pensare e meditare. Che Ferrara ci marci è pacifico, che l’argomento sia valido lo è altrettanto, visto che l’aborto, istituito per far fronte a casi disperati, è diventato un bene d’uso comune, per riparare alla pigrizia sessuale dei giovani, e dei meno giovani. l’alternativa è il teatro delle fregnacce quotidiane, delle balle spaziali dei nostri mistificatori politici e della pochezza di contenuti dei media…

Il 25 Febbraio 2008 alle 00:20 libeccina ha scritto:

A ferrara, placati B A S T A sei monotematico.

Il 27 Febbraio 2008 alle 05:03 Juno, nessuno, centomila : Magari Sul Tardi ha scritto:

[...] L’ho guardato in inglese (Juno) coi sottotitoli in spagnolo, ma credo di aver capito il succo della questione: una minorenne desidera tornare indietro nel tempo per farsi sverginare il culo, in alternativa. Il film mi è piaciuto, e capisco la necessità di Ferrara di farne una bandiera a sostegno delle sue tesi anti-abortiste, eppure mi è sembrato che nè Ferrara nè Juno affrontino il tema dell’aborto a 360 gradi. Da Juno potevo anche aspettarmelo, è una storia, una bella storia, non un saggio filosofico. Da Ferrara no: di recente ha esposto i suoi punti programmatici per la lista pro-life e in nessuno di questi si parla di contraccezione, l’unico vero mezzo per prevenire l’aborto. Lui chiede alle nazioni unite di riconoscere il diritto alla vita sin dal concepimento, bene. Allora perchè non parlare dei preservativi, di come possono evitare alla donna una scelta difficile, e di come si potrebbe istituire l’ora di educazione sessuale a scuola per introdurre i giovani nel magico mondo del sesso consapevole? La risposta è semplice: Ferrara non vuole l’aborto ma non vuole nemmeno la contraccezione. Lui ama la maternità per il semplice motivo che le donne, quelle gravide al 7-8-9 mese, assomigliano a lui. Con loro non si sente diverso dagli altri. Come dire, se non puoi dimagrire, fai ingrassare tutti gli altri. [...]

Il 27 Febbraio 2008 alle 08:21 Santo subito » Blog Archive » Giuliano Ferrara / la campagna Pro Life e il film della blogger ha scritto:

[...] Oggi ho pensato che forse R. ha ragione, perché ho scoperto che nelle sale italiane uscirà il 4 aprile e perché subito al film ha dedicato il suo entusiasmo Giuliano Ferrara, che ormai parla solo di aborto anche quando gli chiedi che ore sono. [...]

Il 29 Febbraio 2008 alle 01:22 RAMELLA.ORG ha scritto:

Per una moratoria di Giuliano Ferrara…

Tanto di cappello a Giuliano Ferrara. Dirige un quotidiano letto da quattro gatti e conduce da anni una trasmissione di nicchia su La 7, eppure negli ultimi due mesi e mezzo è riuscito a occupare quotidianamente, con la sua stazza ingombrante, le rist…

Il 6 Marzo 2008 alle 10:32 L'espresso | Piovono rane » Blog Archive » Grazie Natalia di Alessandro Gilioli ha scritto:

[...] Oggi su Repubblica la Aspesi fa giustizia delle balle di Giuliano Ferrara sul film “Juno”, di cui avevo mi modestamente scritto qui. [...]

Il 4 Aprile 2008 alle 15:53 Juno, Gone baby gone e Amore bugie & calcetto: pancioni e ironia al cinema » Panorama.it - Cultura e società ha scritto:

[...] JUNO Juno MacGuff è un’adolescente molto particolare. Una piccola donna fuori dal coro. Interpretata da uno scricciolo di attrice davvero convincente, Ellen Page. Con in bocca le battute mordenti e sagaci di Diablo Cody, che con Juno, diretto da Jason Reitman, si è guadagnata l’Oscar per la migliore sceneggiatura. Juno ha sedici anni. Alla prima esperienza sessuale con un coetaneo rimane incinta, reagendo con una determinazione sorprendente. Dopo le prime titubanze, nonostante gli sguardi derisori che riceve a scuola, decide di tenere il “fagiolino” (così lo chiama) che ha in grembo, e di darlo in adozione a una coppia di presunti genitori modello (Jennifer Garner e Jason Bateman). Non a caso, per questa scelta coraggiosa, il film è stato anche usato da Giuliano Ferrara per la sua campagna pro-life. Presentata alla scorsa Festa del cinema di Roma, la pellicola aveva entusiasmato critica e pubblico, conquistando il premio come miglior film. Il ritmo è sempre sostenuto e avvincente, il clima ironico e divertente, quanto realistico e per niente melò. In Juno non scorre un briciolo di istinto materno, ma un pragmatismo invidiabile che non parla di feto o di omicidio alla vita. Qui il trailer da Youtube: [...]

Il 14 Aprile 2008 alle 21:44 paulom ha scritto:

Che film stupendo, grazie, c’è il rischio che domani vada a lovorare con gioia!

Il 7 Giugno 2008 alle 10:07 Politicamente scorretto? « Open World ha scritto:

[...] Vi chiarisco un pochino la trama: “la 16enne Juno Macguff scopre di essere rimasta incinta dal suo migliore amico, Paulie Bleeker. Dopo aver preso in considerazione la possibilità di abortire, cerca con l’aiuto della sua migliore amica una coppia che possa adottare il suo futuro bambino”. Capite adesso? Scontato che il film, visto in anteprima, ha fatto il gioco di Ferrara - che ormai parla di aborto anche la mattina col cesso di casa - tanto che ne ha fatto il suo resoconto del cinema “moderno” in un articolo su Panorama, inoltre come mai è stata posticipata l’uscita nelle sale addirittura dieci giorni prima delle elezioni? Non sarà mica par condicio reversa? Will be politically incorrect? [...]

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