Belpietro: Meno leggi? Promessa vana

Walter Veltroni, 51 anni, sindaco di Roma dal 2001

Walter Veltroni dice di voler disboscare l’intrico di leggi che soffoca il Paese e opprime la vita degli italiani. «Entro il 2008 elimineremo 5 mila norme e faremo 100 testi unici, così otterremo una riduzione dei costi della burocrazia, con un risparmio di 9 miliardi l’anno» ha dichiarato il candidato premier del Partito democratico. Il proposito è lodevole, ma non c’è governo che non abbia giurato che avrebbe fatto piazza pulita delle migliaia di leggi inutili. Se ne discute dagli anni Novanta e da allora si sono spesi soldi in seminari e pubblicazioni che poi sono rimasti lettera morta.
Altro argomento della campagna elettorale: l’ex sindaco di Roma annuncia che multerà la pubblica amministrazione se non risponderà entro 30 giorni. Ma anche questo è un impegno già sentito: meno di due anni fa, il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, varò un regolamento che assicurava il risarcimento del danno derivante al cittadino dall’ingiusta attesa di una decisione degli uffici pubblici. La legge, regolarmente varata, è naufragata in un mare di moduli.
Nel frattempo per gli italiani le cose si sono complicate. Così, mentre le ricerche stimano il peso della burocrazia sull’economia in quasi il 3 per cento del prodotto interno lordo, cioè circa 40 miliardi di euro, lo Stato continua a sfornare nuove norme e nuovi obblighi. Gli ultimi sono entrati in vigore all’inizio del mese.
Il primo prevede che per vendere casa sia indispensabile presentare un certificato di idoneità degli impianti elettrici e idraulici. Il secondo obbliga un lavoratore che vuole dimettersi da un’azienda a procurarsi un modulo del ministero del Lavoro e a farselo vidimare dall’ufficio provinciale, sempre del lavoro.
Entrambi i provvedimenti sono stati partoriti a tutela dei cittadini, ma, come spesso accade in Italia, finiscono per abbattersi sui presunti tutelati. Un proprietario di casa deve infatti procurarsi certificati e scartoffie varie per riuscire a vendere l’appartamento e, anche se l’acquirente ha firmato un compromesso in cui si impegna a comprare l’immobile nello stato di fatto (come avviene nella maggioranza dei casi se l’edificio non è di nuova costruzione), rischia di veder andare in fumo il rogito.
Ancor più incredibile la misura che dovrebbe scongiurare le dimissioni in bianco: per impedire i pochi casi di licenziamento mascherato, il ministero ha imposto a tutti di dimettersi non più con una semplice lettera, ma con tanto di timbro e lista d’attesa in un pubblico ufficio.
Le due norme sono un esempio che mostra il vero volto di una amministrazione dello Stato che non ha alcuna voglia di semplificare la vita dei cittadini, anzi preferisce ogni giorno complicarla, non per dabbenaggine, ma per calcolo. Siamo in balia di una burocrazia che non serve il Paese, ma solo se stessa e che da ogni nuova regola trae la sua ragione d’essere, il suo potere e le sue spese.
Veltroni probabilmente è in buona fede quando promette di tagliare le centinaia di migliaia di leggi accumulate negli ultimi decenni, ma dubito che ci riesca. L’ufficio complicazioni cose semplici, infatti, non è nato con la Seconda repubblica e nemmeno con la Prima. Fa parte della nostra storia nazionale. E come una sorta di escrescenza tumorale ci accompagna e cresce con l’andar degli anni.

Commenti

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Il 4 Aprile 2008 alle 10:32 toto47 ha scritto:

A chi non è capitato di dovere inter_
pretare una legge,una leggina,un decre_
to che non rimandino ad alre leggi,leg_
gine,decreti o articoli e commi di leggi precedenti o,addirittura,di 50-60
anni fa ( magari non più in vigore )?
I nostri codici sono dei ” labirinti di
Dedalo” da cui un normale cittadino,con
una intelligenza normale non potrà mai
uscirne con mezzi propri.Il caso si va
anche ingarbugliando sempre di più con
nuove leggi ( basta guardare le gazzet_
te).Forse la materia non viene ” sfol_
tita” appositamente per dare lavoro
agli avvocati e ai patronati,ma anche
loro non è che abbiano le idee tanto
chiare in merito.L’equivocità è legge.

Il 5 Aprile 2008 alle 09:00 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 5 aprile 008

Caro Belpietro, no questa mattina è una di quelle da farmi “pazzià”. Però è attuale. Non parlo del Suo articolo, mi spiace, ma quello visto e letto di Luca Telese su il Giornale.it (era succoso assai).
Le va di leggerlo ? Sono poche righe, ma che tenevo int’o core mio…..

Padova, 5 aprile 008

Macchè Veltroni difende Bassolino (e la Iervorino, e Pecoraro Scanio,dove sono ?).
Quando ti dico che sei nù Campione, Luca, hai da crederci. Tu si stato nù babbà col tuo ultimo articolo contro Bassolino, l’omeninn’è Nnapule. ‘O Camorrista incazzuto, l”omm’e mm…a, per antonomasia. Vuole Citarmi ? faccia puro. Intanto ‘O Walter m’ha da salvà. Non è Lui che ha detto di distruggere la Camorra,l’Andrangheta la Mafia con o senza il Nocchiero di “Jcarus” ?
Ma s’è scurdat’e Savian’e……
MadonnadoCarmine ! Che bell’articolo che hai fatto, Luca Telese. E’ la prima volta che prendi il diavolo per le corna così. Complimenti, nordico.
Ha fatto l’effetto comm’e chella canzone, sì, chella che faceva alluccà tutti i guaglion’e Nnapule negli anni 198o/90. Chella che faceva >, jamm’e bbelle piccerè, la mattanza è fornuta. Vattenne, uno, cento, mille Bassolì….sient’amm’è.
Edoardo Argentino

Il 5 Aprile 2008 alle 11:12 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 5 aprile 008

Solo ora ho letto il suo altrettanto succoso articolo, Mauruzio Belpietro e devo dire che è rimasto (se non acuito) in Lei, lo spirito combattivo ed intelligente di sempre (you remember L’Antipatico ?) che colpisce sempre nel segno con la punta della sua sopraffina spada, concettuosa e dotta al punto giusto. Che commento si può fare, se ha già detto tutto Lei ? Solo un appunto, forse. no, Veltroni non è neppure in buona fed, a mio avviso, quando dice che le cose promesse le farà. Perchè, se ha notato Belpietro, lui antepone sempre un “SE”. “Se vinceremo le elezioni..”.
E se va all’opposizione, che farà ? Un caro saluto Belpietro direttore e…complimenti ( per quel che possono valere i miei).
Edoardo Argentino

Il 6 Aprile 2008 alle 17:36 bepiro ha scritto:

Tornando al tema proposto dal caro Direttore, rivolgerei il mio amorevole pensiero banalmente a chi scrive le leggi… sì, proprio il materiale estensore della norma, lo scribacchino.

L’art. 19 della Finanziaria 2008 recita testualmente:

“Le disposizioni di cui all’articolo 256, comma 4, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, riferite agli articoli 351, 352, 353, 354 e 355 della legge 20 marzo 1965, n. 2248, allegato F, si applicano a decorrere dalla data di scadenza del termine di cui all’articolo 25, comma 3, della legge 18 aprile 2005, n. 62.” (tratto da un recente articolo di Sergio Rizzo sul Corsera).

La Finanziaria 2008 ha ricevuto in Parlamento voto favorevole di alcuni e voto contrario di altri, ma sono pronto a scommettere qualsiasi cifra che nessuno dei mille votanti ha capito cosa volesse dire l’articolo 19, eppure hanno votato in mille.

E badate che non c’è stata la questione di fiducia, quindi nessun voto era “obbligato”.

Semplicemente sono abituati così, incuranti del fatto che le leggi servono a modificare preventivamente e positivamente i comportamenti dei cittadini e non a incuxxrli sadicamente se sbagliano perché la legge non ammette l’ignoranza!

Nelle aziende esistono le norme e le procedure che hanno la stessa finalità delle leggi degli stati: regolare i comportamenti delle persone, indirizzarli, indicare cosa va fatto e cosa no.

E’ assoluto interesse dell’azienda che le norme siano chiare e comprensibili a tutti, ed esistono appositi uffici preposti materialmente alla scrittura di norme e procedure, con persone che sono degli specialisti in materia.

Se qualcuno di questi avesse osato scrivere in una azienda una norma come l’articolo 19 della Finanziaria sarebbe stato immediatamente licenziato.

bepiro
http://bepiro.myblog.it

Il 6 Aprile 2008 alle 18:33 annibale ha scritto:

….Il primo prevede che per vendere casa sia indispensabile presentare un certificato di idoneità degli impianti elettrici e idraulici…
Io grazie al cielo i certificati li ho, ma penso ai tantissimi che ne sono sprovvisti e a quanto dovranno spendere per procurarseli , probabilmente all’italiana ( ossia pagando vien certificata qualunque cosa…); penso soprattutto alle persone un pò anziane messe in difficoltà a fronte di incombenze forse non così necessarie ( qualcuno ha mai sentito allagamenti ecc. riguardanti case vendute ? ) Ma non si possono togliere di mezzo queste vessazioni inventate dai burocrati, a volte più temibili dei rapinatori ?

Il 7 Aprile 2008 alle 10:58 annibale ha scritto:

Sul problema delle certificazioni per gli impianti luce/gas da esibire in caso di vendita dell’immobile, ieri per amor di sintesi non ho fatto forse ben capire quanto sia assurdo richiederle per le vecchie costruzioni. L’idea del Legislatore non è cattiva, anzi; purtroppo gli è sfuggito che se è doveroso avere quei documenti se le case son recenti, diventa solo una inutile e costosa pratica volta ad arricchire con poco sforzo le ditte di manutenzione qualora si pretendano anche per le case vecchie di decenni.
Se per esempio volete vendere un appartamento di ringhiera del 1950/60, l’unica sarà di pagare una ditta affinché certifichi che gli impianti sono a norma. Va bene, ma che cavolo potrà mai controllare quella ditta ? si limiterà a vedere che l’acqua entri dal contatore ed esca dai rubinetti: che altro potrebbe fare ? Idem per il gas: ingresso dal contatore e via come prima. Il tutto per una cifra che non so calcolare, ma di certo non piccola e soprattutto pesante per chi non dispone di grandi mezzi. Pertanto ha fatto bene il Direttore Belpietro a sollevare il problema. Speriamo che queste inutili gabelle siano tolte per amor di buon senso e per non vessare sempre i ceti più deboli. Grazie.

Il 7 Aprile 2008 alle 17:07 bepiro ha scritto:

Caro Edoardo Argentino, approfitto della ospitalità che ci dà il Direttore per rivolgermi direttamente a lei. visto che non trovo altro modo.
Ci sono persone, come lei, che espongono idee interessanti, mai banali e in maniera estremamente gradevole.
Penso che questo mio commento possa essere condiviso da altri.
Allora perché non mettere a disposizione di noi pubblico altri suoi scritti per darci modo di goderne?
Esiste uno strumento, il blog, a mezzo del quale ciascuno di noi può rendere pubblico ciò che desidera: scritti, immagini, video, audio.
Chi è interessato può andare a vedere e lasciare anche eventuali commenti, apprezzamenti o insulti che siano.
Mi piacerebbe lei si cimentasse in questa operazione, per avere un luogo ordinato dove poterla leggere.
Io l’ho fatto per me e l’ho trovato estrememente semplice e appagante, oltre che utile per i miei cinque lettori (moglie figli forse un amico).
Comunque grazie.

bepiro
http://bepiro.myblog.it

Il 9 Aprile 2008 alle 11:11 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 9 aprile 008

Caro Belpietro direttore, sapevo, supponevo che sentisse la mia mancanza…eccomi comunque anche oggi, poi, salvo c.f.m., penso ad un backout fino dopo il Grande Evento Elettivo ( con Sua pace e mia e di tutti).

Padova, 9 aprile 008

Casini Ferdy ha detto “ I Gay dovrebbero votarci”

Sapete quel che è successo ieri o l’altro ieri, al giornale Libero-news.it ? Beh , degli “Hackers” si sono impadroniti delle pagine di Libero-news.it ed hanno fatto man bassa di articoli, foto, commenti, cancellando tutto. Sembra che siano stati gente dal mestiere ben incorporato, impazzuti e mirati, solo come i Rossi della peggior specie sanno fare. Una maialata ed una barbarie unica. Lentamente, ma con lo spirito combattivo del giornale, si stanno rimettendo in piedi. Ci vuol altro per spezzare l’acciaio. Ma io dovevo scrivere a Ferdinando Casini date le Sue improvvise deviazioni mentali alla quali è assoggettato.

Allora, dato il risicato spazio a disposizione del giornale, ho invaso un Articolo di Mattias Mainiero, più fortunato, noto giornalista collaboratore di Libero e così gli ho detto.

” M’hai da ospità, Mainiero. Siamo in emergenza di spazio. Sì, solo poche parole, rivolte a Ferdinando Casini.

L’ho letto su Libero: Casini ha detto >. Cos’e pazze !

A Ferdinà, c’hai fatt’o !

Ti sei venduto, ti sei donato, hai cambiato sesso e parere sull’ “orifizio nero” ?. Senti dei fregolii sulle terga…insomma che cci’hai ? Che tì è succiess’o. Pu-ppiacere, dicitemillo. Nu bello guaglione cumm’attè. Tieni figli. Lo sai che sono piezz’e core. Chedè, guagliò ? Che c’hai promesso ?

Che dici? Che è il caso di leggere il tuo articolo. E pecchè, MadonnadoCarmine, Pecchè ?

Tanto t’è costato il rifiuto a Berluscò ? Ma insomma…che vai truand’e, che bbuò, guagliò ? Sei peggio di Mortadella, quando anni or sono, nel 2006 , scrisse queste parole che rimarranno incise come un epitaffio sulla Sua tomba ( fra cent’anni): “Cari Gay, siamo con voi, faremo i Pacs, ma siamo in campagna elettorale. Per favore, non fate troppo chiasso. Firmato Prodi- Roma 1 marzo 2006- (vedi TEMPI 16/03/06).

Salutamm’o Ferdinà…..”

Edoardo Argentino.

( P.S. L’avevo già postato ? I’m sorry - ah la memoria….)

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