Belpietro: Giudici, casta senza pena

Ecco, nelle varie riforme della magistratura tentate in questi anni, in quella targata Mastella come in quella targata Castelli, è sempre mancato questo elemento: applicare ai giudici le norme sulla responsabilità civile

Un magistrato friulano è stato eletto a furor di popolo simbolo della giustizia che non funziona. Edi Pinatto, che ora fa il pubblico ministero a Milano, quand’era in servizio a Gela condannò alcuni mafiosi a una ventina d’anni di carcere, ma, non avendo mai trovato il tempo di scrivere la sentenza, a otto anni di distanza da quella condanna i boss girano ancora indisturbati.

Il fatto naturalmente è grave e l’indignazione popolare legittima. Ciò nonostante difendo il pm. Non perché ritenga che non abbia colpe, ma perché penso che Pinatto si sia adeguato alle abitudini di molti suoi colleghi. Intendiamoci: non voglio processare tutti i giudici. Ce ne sono di bravi e competenti, e pure gran lavoratori, ma altrettanti non vinceranno mai il premio Stakanov, questo è certo.

Basta riguardarsi le cause pendenti al Consiglio superiore della magistratura come ha fatto Panorama (a pagina 28 ) per rendersene conto. Ci sono giudici che hanno accumulato ritardi nel deposito di sentenze che arrivano a dieci anni, altri che hanno smarrito i processi di cui si stavano occupando, altri ancora che in un anno sono riusciti a redigere solo tre dispositivi di condanna: una fatica da esaurimento che li ha pure spinti a chiedere un periodo di riposo. Ora, voi direte: saranno casi limite. No, non si tratta di eccezioni.

Ma il problema non è questo, bensì che nessuno li sanziona. Come è successo con Pinatto, il Csm non li caccia né li sospende. Di controvoglia dà loro un buffetto, un ammonimento o una censura. E quando questi scapestrati con la toga proprio non intendono ragioni, l’organo di autogoverno dei giudici si rassegna a dargli un pizzicotto, sottraendogli dalla carriera un mese o due di anzianità. Mentre altrove un lavoratore che impiegasse anni a svolgere il proprio lavoro verrebbe licenziato, in magistratura si becca al massimo una ramanzina o un trasferimento.

Di fatto i magistrati sono intoccabili: con gli anni sono diventati una casta che si autocontrolla con molta indulgenza. Così, nascondendosi dietro il paravento dell’autonomia riconosciutagli dalla Costituzione, il giudice che sbaglia e che non lavora riesce a evitare di rispondere degli errori e della propria inefficienza.
Di fronte a questo quadro, il sindacato delle toghe, invece di riconoscere che la giustizia non può funzionare se chi l’amministra non è soggetto a controlli e punizioni, preferisce dare la colpa alla politica, alle risorse che scarseggiano, alle troppe garanzie di cui godrebbero gli imputati. La politica è colpevole, certamente: di non aver deciso e di essersi arresa ai giudici, concedendo loro non solo aumenti di stipendio ma soprattutto l’impunità.
Eppure, i problemi erano noti. Basterebbe rileggersi ciò che disse Adone Zoli, un vecchio avvocato romagnolo che nel 1951 fu nominato guardasigilli. Avendo frequentato a lungo le aule dei tribunali, il neoministro spiegò che la giustizia avrebbe reso molto di più «se i magistrati avessero rispettato innanzi tutto scrupolosamente l’orario», a cominciare dai capi ufficio. «Io arrivo in questo posto alle 9 del mattino» disse «e qui resto ininterrottamente fino alle 14, senza contare il lavoro che svolgo volontariamente anche nel pomeriggio».
Zoli promise di vigilare perché l’orario non si riducesse a poche ore di lavoro, ma non fece in tempo. Come capita spesso in Italia, avendo le idee chiare non durò abbastanza a lungo da metterle in pratica.

Commenti

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Il 11 Aprile 2008 alle 15:30 nikema ha scritto:

Conosco personalmente Edi Pinatto e posso testimoniare senza ombra di dubbio l’assoluta integrità morale e scrupolo lavorativo: instancabile e dedito al proprio lavoro. E’ una campagna infamante dove si riversano su di lui i problemi della giustizia che sono altri, proprio su chi non si tira indietro e per questo si prende carico di troppo lavoro. Se un appunto gli posso fare è proprio questo: avrebbe dovuto essere meno scrupoloso e rifiutare di caricarsi di lavoro ulteriore capendo meglio quali fossero le priorità. Ma seguiva a quanto pare anche altri casi altrettanto gravi. Non appartiene davvero ad alcun schieramento, e già questo è grave in Italia, e informandosi meglio sui problemi avuti con il Presidente del Tribunale di Gela si capisce di che pasta morale sia fatto. Emanuele

Il 11 Aprile 2008 alle 17:43 bamba ha scritto:

Ma che opinione autorevole…
Belpietro, qui hai la stessa competenza di Buttiglione che parla delle donne..
senza averne vista mai una.
A proposito..
La sig. Prestigiacomo è stata ‘fatta’ da Pornousconi ‘ministro’..

Il 11 Aprile 2008 alle 21:26 clator ha scritto:

questi due commenti possono essere solo di magistrati e/o parenti amici, oppure di delinquenti che i magistrati non hanno condannato per vari motivi.

Il 12 Aprile 2008 alle 09:09 nikisangers ha scritto:

A prescindere che i commenti a favore di questo giudice (?) friulano udinese poi, di solito molto pavdidi ad affrontare la vera vita, sono solo di favore, condivido in pieno l’opinione di Belpietro.
Quello che rimprovero a Belusconi e la timidezza nell’affrontare il problema dei giudici.
Se questi vogliono l’indipendenza, data peraltro dalla Costituzione, allora la ricetta è molto semplice: elezione dei procuratori della repubblica provinciali, sia dato loro un proprio buddegt quadriennale (di cui devono rispondere e pubblicare),responsabilità penale e civile per le loro responsabilità, posibilità di scelta dei propri collaboratori.
Bene o male, i politici, quelli veri, quelli che investono i loro soldi per fare politica (vedi Belusconi) rispondono con la loro faccia ed il loro patrimonio.
Ecco è molto semplice: responsabilizzare quella casta di fanulloni,automobilizzati, spesati di tutto,pontefici massimi di una giustizia che esiste solo nello loro teste malate (sono d’accordo se Berlusconi una volta al governo emani provvedimenti per accertare annualnemte i problemi psicologici e sociali e familiari dei giudici).
Grazie Belpietro.

Il 12 Aprile 2008 alle 18:33 edoardo.argentino ha scritto:

Padova, 12 aprile 008

Caro Belpietro direttore, condivido colui che ha detto che ci sono giornate in questa dolce stagione primaverile che ci regalano tramontane gentili, tali da non farti ricordare, se lo sguardo non te le rapisce, a caste, a mali di società decadenti come quella che stiamo attraversando, mettendo freni alla tua fantasia.
Ma non è sempre così e le spiego il perchè, secondo il mio pensiero, dato che ci sono fatti e misfatti così culturalmente bassi ( che accadono), da riportarti alla dura realtà di vita, per colpa di omeninni che non sono adatti, a mio avviso, ad occupar posti di prestigio (nella società) come quelli relativi all’informazione e comunicazione con il loro prossimo. Le faccio un esempio che però implicherebbe una Sua illuminata risposta per non perdersi nell’oblio, nel fatuo. Lei, vicino sempre alla gente per passione e per mestiere, metterebbe mai un freno al pensiero, alla espressione di un commento, obbligandolo a contenerlo in spazi limitati, costringendolo ( il pensiero, l’espressione) a limitarne la sua Libertà ? Ebbene spero che a giorni possa raccontarLe cosa è riuscito a concertare nei miei confronti, un Dirigente di Alto rango, alla presenza di un mio modesto commento, tanto da non volerlo pubblicare proprio per questioni di contenimento di spazio e numero di parole, nel discettare, appunto, un commento su di un fatto che ritengo di massima attualità politica successo pochi giorni or sono. So che,forse, non potrà dar torto a “Quel” Personaggio, per affinità di mestiere col Suo, pur avendo me medesmo, un “pedigree” da marciapiede
che scrive, come molti, per diletto ma con l’anima e l’intelletto che Iddio gli ha donato. Sarebbe disposto ad ospitare nella Sua Rivista un mio modesto dibattito nel merito ? Se sì, ad operazione ultimata da colui che la partorì(spero che ciò avvenga), mi darebbe, per favore, un cenno di risposta preventiva , anche in privato se del caso, dato che conosce la mia mail postale ? Altrimenti me ne tornerò fra color che son sospesi senza rancore alcuno. Grazie se avrà avuto il tempo di leggermi.
Edoardo Argentino.

Il 14 Aprile 2008 alle 01:19 robertodinapoli ha scritto:

.

Il 14 Aprile 2008 alle 11:22 a2c3 ha scritto:

Belpietro ha fatto bene ad evidenziare il problema.
Io voglio aggiungere che:la giustizia, ufficialmente viene presentata come impeccabile, severa nel giudizio con il simbolo una bilancia di precisione, ma spesso siamo costretti leggere notizie
come sopra.
A me sembra che il popolo italiano alcune volte sia al di sotto.
Viene prima gli interessi di quelle persone.

Voglio augurarmi che il potere dello stato sia capace a modificare migliorando il “servizio” di giustizia.

Vedo che molti Italiani purtroppo spesso soffrono per il servizio che la nostra giustizia gli impone ingiustamente e vana ogni difesa.

Il 14 Aprile 2008 alle 12:59 edoardo.argentino ha scritto:

Padova 14 aprile 008

Belpietro direttore, per favore, oggi non si parla di Giudici “spretati”. Ti mando questo, ti divertirai di più. Ricavato dal titolo trovato nel mare della stampa che ne chiedeva un commento stringato:

Chicca mattutina,aspettando…. Godot.

Se richiestomi un parere su quel Trio Sinistro, in sunto così risponderei:

-Jovanotti: Un cantante mancato senza voce e personalità. Vive di espedienti culturali trovati grattando sugli specchi. Sostenuto in piedi dal “Walterlento” e dall’ entourage Rosso.
- Benigni: non vale una cicca. Neppure come giullare di Corte. E’ un “nano” della comicità. Sembra un beota come si muove e come si comporta. Fa del male all’immagine Italia. Raggiunge limiti di ascolti che non gli spettano. Quelli che riesce a raccattare, sono dovuti al perchè è Sinistro radicale della peggior specie. Come lui ne trovi 10-100- 1000 e forse più.
-Proietti: grande attore sprecato. Perchè ? Perchè Sinistro.
Un Trio come tanti persi nel mar Morto della politica politicante che non conoscono, perchè non sanno nuotare. Basta un Pescatore alla Berlusca, per far cadere l’asino. Così rinsaviscono e saltano da una sponda all’altra come bisce striscianti e vacue. Povera gente….da eliminare.
Le è piaciuto ?
edoardo.argentino

Il 14 Aprile 2008 alle 15:14 nikema ha scritto:

x clator: ho detto apertamente che conosco Pinatto, non sono magistrato e tantomeno delinquente. Proprio perchè lo conosco posso dire quello che dico, non avrei remore a dire il contrario se fosse diverso. Non sono certamente di destra, forse più di sinistra, ma in realtà penso solo con la mia testa come dovrebbe fare chiunque. Se ha sbagliato è giusto che paghi come chiunque. Quello che non sopporto è il giustizialismo, che lo facciano i Magistrati o che sia fatto su di loro. Alla fine i problemi della Giustizia ricadono sugli unici che fanno qualcosa mentre i veri responsabili sono decisamente altrove. Emanuele

Il 14 Aprile 2008 alle 16:53 a2c3 ha scritto:

“nikema e Emanuele”

La tua posizione è difficilmente comprensibile, ma sai la materia non è delle piu facili.

Una cosa è certa: la giustizia non è quella cosa che ufficialmente vuol far credere di essere.

Spero che qualcuno possa occuparsene con coscenza.

La giustizia dovrebbe essere un servizio, se poi uno cittadino si perde nei labirinti sconfinati dei palazzi subendo le difficoltà piu impensabili, “oltre al problema citato”

In questi casi, non è vedo un esercizio di giustizia, ma solo esercizio di potere.

Quello che penso io, spesso è responsabilità degli avvocati, ma questo è altro discorso.

Il 15 Aprile 2008 alle 16:44 rp1 ha scritto:

Condivido in pieno quello che dice Belpietro, ma non si è detto che il più delle volte si diventa giudici o magistrati non per capacità ma per appartenze politiche, paretentele ecc., per esempio, Demagistris, era magistrato il nonno, il padre e adesso lui. Sarà che forse quello di magistrato è un titolo che si eridita.

Il 3 Luglio 2008 alle 04:35 g6 ha scritto:

Carissimo Belpietro,sante parole le sue..ma.. Come al solito a precisi,sensati e soprattutto pratici ragionamenti,si contrappongono commenti che possono scaturire solo da ragionatori da “bar sport”,a parte rare mosche bianche. Io posso solo dire che quello che sto passando a causa di un banale incidente stradale in cui ero totalmente nella ragione,va fuori da ogni immaginazione. Sono anni che mi sveglio la notte in preda all’agitazione e alla rabbia per le ingiustizie subite. Stravolgimenti totali di dichiarazioni.di testimonianze e di inequivocabili evidenze dei fatti in mio favore,e totale accoglimento di imprecisioni e di falsità della controparte prese come per buone anche a fronte di evidenze e documentazioni ufficiali che smentivano e smontavano questo falso castello di carte. Appuntamenti fissati dal giudice a più di 2 anni di distanza,il giorno dell’appuntamento…sciopero della categoria…passa un altro anno,ma guarda un po’,il giudice è in malattia! Poi finalmente la sentenza: richiesta respinta anche in appello.. E giù soldi a palate,e non ne ho più,per pagare giudice,avvocato,avvocato della controparte (assicurazione),e devo ancora pagarne. In più un avviso di garanzia al mio testimone per ipotesi di falsa testimonianza,In quanto le sue dichiarazioni apparivano vaghe o addirittura in contrasto con le mie (nulla di tutto questo è deducibile dagli atti se non con una fantasia degna di Giulio Verne!). Il tutto considerando che il testimone è stato convocato a 5 e ripeto 5 anni di distanza dall’accaduto! Avrei forse dovuto istruirlo il giorno prima viziando così la sua buonafede? Inutile dire che ho fatto l’errore di mettermi contro un’assicurazione palesemente di sinistra (quella della famosa inchiesta che un paio d’anni fa è finita in un mare di sabbia). Anch’io sono di sinistra,ma tante cose non mi ai fanno più riconoscere. Sono troppo piccolo,e i piccoli,di sinistra o di destra che siano, hanno posto sempre e soltanto “dietro”…A buon intenditor…

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