L’Editoriale
Si discute molto, di questi tempi, su come far progredire l’Italia e lo stesso Silvio Berlusconi ha messo la questione al centro del suo intervento in Parlamento martedì 13. Sull’onda dell’esperimento francese, intellettuali e politici si domandano se una commissione bipartisan possa, anche da noi, «liberare la crescita», approfittando del clima di concordia instaurato dal cambio di governo. Le opinioni sono tante. C’è chi parte dalla scuola, chi dalle infrastrutture, chi dalla semplificazione di norme e procedure che penalizzano ogni impresa. Tutti suggerimenti azzeccati e giustificati. Mi permetto di aggiungerne uno che credo meriti di non essere dimenticato. Oltre a intervenire su istruzione, strade e leggi, c’è bisogno di agire sugli italiani, i quali a parole vogliono far crescere il Paese, sottraendolo alle inefficienze delle caste, ma nella sostanza sono i primi a non volerlo fare. O ad averne paura.
Per spiegare meglio, racconterò due storie che mi è capitato di sentire un paio di giorni fa. La prima è ambientata a Saline Ioniche, piccolo comune calabrese a poca distanza dal mare. Qui, negli anni 70, il boss della Liquichimica, Raffaele Ursini, tentò di impiantare una fabbrica. Doveva occupare molti operai. In realtà il lavoro non lo ha mai dato, lo stipendio sì, modesto, ma garantito dalla cassa integrazione.
Ora un gruppo energetico svizzero vorrebbe costruire a Saline una centrale a carbone, impianto che occuperebbe alcune centinaia di persone. Però la popolazione non ci sta: capeggiati da verdi e rifondatori comunisti, i cittadini temono l’inquinamento, anzi l’impatto ambientale in una zona da anni condannata al degrado. Fa niente se il progetto prevede emissioni inferiori del 50 per cento rispetto a quelle consentite per legge: i comitati anticentrale sono convinti che l’impianto a carbone sia pericoloso e in nome «di una battaglia globale contro i mutamenti climatici che stanno già colpendo la salute e l’economia» (cito testualmente) sono pronti alle barricate.
Ma se il carbone non va bene, non è ben visto neppure il biocarburante, che si può produrre con l’impiego di enzimi naturali e richiede impianti per nulla pericolosi, più simili a quelli di una distilleria di grappa che a quelli di una raffineria di petrolio. La fabbrica di Rivalta Scrivia dovrebbe trasformare il mais in bioetanolo, senza emissioni tossiche o impiego di metalli. L’idea però non piace agli abitanti, i quali per avversarla prima hanno tirato in ballo i rischi per l’ambiente, poi problemi di collocazione (la fabbrica oscurerebbe la vista del Monte Rosa, che sta a 200 chilometri di distanza), quindi lepri e fagiani (sarebbero disturbati dall’andirivieni di camion), infine la fame nel mondo: l’impianto trasformerebbe in benzina ecologica produzioni che potrebbero essere impiegate anche in campo alimentare, sottraendole alla tavola dei paesi poveri.
Le due storie nascono dalla stessa cultura e dicono di questo Paese più di tante indagini sociologiche. In Italia sono quasi 200 le opere pubbliche bloccate dalla sindrome Nimby, acronimo inglese di «Not in my back yard», non nel mio cortile. E, come si vede, l’opposizione al progetto ha poco a che fare con l’inquinamento, piuttosto con il timore del nuovo.
Non c’entra il carbone o il mais: è una sorta di terrore della crescita. Il nostro è un Paese che ama la comodità, ma non la modernità. Che vuole il progresso, ma senza i suoi costi.
Per far crescere l’Italia più che una commissione Attali servirebbe dunque un’istituzione che facesse ragionare gli italiani. Sono essi, per primi, a dover liberare la crescita. Soprattutto dai loro pregiudizi e dalle loro paure.
- Venerdì 16 Maggio 2008
























Commenti
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Il 16 Maggio 2008 alle 21:23 dido1 ha scritto:
Un attento e spiritoso On. del PD (non ce ne sono molti di là, dalla parte sinistra del Presidente del Consiglio) ha fatto notare che nel discorso di Berlusconi, la parola “crescere” era ripetuta per ben 13 o 17 volte, non ricordo bene.
La risposta spiritosa di Berlusconi è stata sincera, diretta, ed ha fatto sorridere perfino uno smunto baffetto.
La parola miracolosa, ma che alla sinistra non è ancora entrata in testa, è proprio quella ripetuta e ripetuta dal Presidente del Consiglio.
Per crescere bisogna creare nuove alternative di lavoro, di produzione, di cantieri di lavoro, di infrastrutture essenziali per lo sviluppo, e non bloccare tutte queste iniziative per colpa della sindrome PsL, acronimo italiano di “puzzolente salma di Lenin”.
Il 17 Maggio 2008 alle 13:31 pasmes ha scritto:
Per far funzionare l’Italia occorre ripristinare il rispetto delle istituzioni e dell’autorità dello Stato, la legalità senza eccezioni, i doveri prima dei diritti e l’obbligo del risarcimento del danno da parte di chi lo provoca. Basta con le manifestazioni di piazza e con i girotondi che impongono la volontà di pochi a danno degli interessi di tutti.
http://www.mcpu.it
Il 17 Maggio 2008 alle 18:47 alman9000 ha scritto:
Eila! Direttore.
Tu dici che “servirebbe dunque un’istituzione che facesse ragionare gli italiani” ?
Un’istituzione retta da Ciarrapico, Dell’Utri e Carfagna per esempio?
In quale altra parte del mondo esiste una cosa del genere?
Devi essere proprio ammattito.
Se entro pochi giorni il governo non chiarisce per bene come ridurre le tasse, gli Italiani cambieranno le regole d’ingaggio e infatti ci sono Sindaci, come quello del mio paese, che intendono marciare su Roma.
Auguri.
Il 17 Maggio 2008 alle 20:31 alman9000 ha scritto:
Eila! Direttore.
Siamo gia alla ricerca delle scusanti per l’azione di governo?
Il problema sono gli ecologisti che pretendono di mantenere la vista sul Monte Rosa?
Ma allora non hai capito niente!
Se le cose vanno avanti così male, anzi malissimo, il governo tra poco sarà devastato dalla sindrome di NIMB acronimo di “Not in my back e basta” con conseguenze terribili per la sua integrità e onorabilità e soprattutto sarà una disfatta per la cultura di destra che non tollera rapporti fuori dalle regole cattoliche.
Altro che preoccuparsi degli ecologisti, il governo se mai deve stare attento alla marea montante del popolo gay che vuole riprendersi una rivincita dopo le umiliazioni subite.
Auguri.
Il 18 Maggio 2008 alle 09:19 dido1 ha scritto:
Eila! Alman9000,
dimmi che differenza c’è tra eila e eilà.
Non lo devi confondere con il saluto fascista a te tanto caro, EIA, EIA, ALALA’, ma se Gabriele D’Annunzio ha messo l’accento sulla a finale, vuoi non metterlo tu, grande scrittore gay di sinistra?
Un consiglio: lascia stare questo blog, è troppo serio per le tue sparate!
Il 18 Maggio 2008 alle 09:52 alman9000 ha scritto:
Eila! Direttore.
Stiamo gia naufragando nel ridicolo.
Il governo sta discutendo sul provvedimento per la detassazione degli straordinari che ha un costo per l’erario di poco più di un miliardo di euri.
Quindi si tratta di una frazione di millesimo in percentuale sulla pressione fiscale complessiva.
Vedo che per ridurre la tassazione sui lavoratori salariati e stipendiati il governo sta dando il meglio di sé stesso.
Avanti di questo passo e fra cinquant’anni nel 2058 la tassazione sul lavoro dipendente toccherà la sbalorditiva diminuzione di bel il 5%.
Per la soppressione dell’ici, il geniale Tremonti pensa di recuperare il minor gettito aumentando la tassazione a carico delle società petrolifere, banche e assicurazioni con il risultato che queste si rivarranno facilmente sugli utenti.
Che ne dice, direttore? E’ colpa degli italiani che si lasciano plagiare da mestatori mediatici oppure è colpa degli ecologisti?
Auguri.
Il 18 Maggio 2008 alle 10:06 boxaldo ha scritto:
potersti emigrare in Cina compagno alman, lì gli straordinari non sono tassati e neanche pagati, così il problema non si pone.
L’italia del no ci ha portati ad essere il fanalino di coda dell’Europa in fatto di crescita, ricordo lo sciopero contro la riduzione delle tasse attuata dal governo Berlusconi, adesso chi dice no alla detassazione degli straordinari,insomma si dice no a aqualunque cosa.
Quello che andrebbe cambiato è il cervello degli Italiani, ormai spappolato dalla demagogia.
Il 18 Maggio 2008 alle 16:02 alman9000 ha scritto:
Eila! x didò1.
Bravò! Ti nomino mio correttore ortografico sul blog. Te lo meriti.
Però devo precisare che non sono affatto gay ma bisex, sia nella forma attiva che passiva e ti assicuro che tu non puoi immaginare cosa ti stai perdendo.
Appena dilaga la sindrome NIMBB, acronimo di “not in my back e basta” , io spero di avere qualche incontro con te e cogliere l’occasione per un approfondito scambio culturale.
Per quanto riguarda l’istituzione per far ragionare gli Italiani, io penso invece che servirebbe un istituto di correzione mentale per quelli che ragionano come il direttore di questo giornale.
Auguri.
Il 20 Maggio 2008 alle 11:30 vincenzod ha scritto:
Caro Direttore, io credo che bisogna TIRARE I REMI IN BARCA: FORZA ITALIA! ( capisco che duole, ma ora ci chiamiamo PDL, no?)
Problema Spagna è allarmante ma questo dimostra che quando i calzolai prendono in mano un Paese questo è il risultato!La ragione tanto meglio tanto peggio, da più parte a Sinistra e IDV tranne l’UDC che ancora non ha capito se era o no ex DC ma pare che la“D”l’abbia persa la“C”come Kompagnuzzo è forte, ma solo nei pensieri di Casini, mentre i sostenitori li abbiano mandati a casa in parecchi, se non fosse di aver beccati voti in Sicilia con un accordo!
Esiste comunque il problema immigrazione ed è evidente: i Magistrati allineati faranno il loro dovere o faranno melina a rinviare i clandestini a giudizio?Qui ci vuole un Capo di Stato non solo con gli attributi,ma anche elettivo, poiché il problema sta qui! In poche parole in Campania dopo uno scempio che può diventare catastrofico, avete visto qualche cacciata di un amministratore? Allora cosa sta a fare il Presidente del CSM se:1° ad amministrarsi dimenticano fondi Milano; 2° Chi sbaglia viene premiato; 3° Andrà sul banco degli imputati il CAV?
La Sinistra nel sentire le critiche le trovo aperte e indubbiamente col nuovo reato non Tribunale o Giudice di Pace che non risponde a GIUSTIZIA che a volte sono peggio dei Togati! Unica rimedio che i GIORNALISTI e FORUMUSTI se si sentono Italiani, è ORA che bisogna tirare i remi in barca primo che ci annegano di falsità: poiché si fa il gioco dello sfacelo e come dice HUNTER in TV: Ora tocca me, ovvero, a loro, se vinceranno, questo è il modo giusto di affrontare di petto bulletti merletti della terra in cui gli animali vengono infilzati! Volete voi farvi infilare uno spadino nel petto o nel***? Vincenzo alias Il Contadino enzoaliasilcontadino@alice.it Matera
Il 20 Maggio 2008 alle 12:53 pacato ha scritto:
Caro Direttore,
lei ha ragione altrochè … Lo sviluppo dell’Italia passa soprattutto attraverso una nuova visione e nuova educazione degli Italiani … Ma tant’è, e finchè ci saranno coloro che per meri scopi di sopravvivenza politica predicano disastri inventati per ogni cosa che si va a fare … sarà difficile che l’Italia e gli Italiani cambino …
Resta la speranza che una nuova, onesta e più cosciente classe politica oltre che il supporto di una corretta informazione formino una nuova coscienza civile e civica del cittadino che sappia considerare ciò che è utile fare per il Paese senza incorrere in presunti e falsi pericoli …
Il 20 Maggio 2008 alle 14:41 alman9000 ha scritto:
Eila! Direttore.
In sintesi il tuo articolo è questo:
“Per far crescere l’Italia bisogna liberare gli Italiani dai loro pregiudizi e dalle loro paure.”
Insomma tratti gli Italiani come fossero Italioti.
Ha ragione Grillo quando propone di abolire le sovvenzioni pubbliche alla casta dei giornalisti.
Questa cosa costa agli Italioti e Italiani 500 milioni all’anno.
L’accattonaggio che i giornalisti continuano a perpetrare ai danni dello Stato, è uno più vergognosi fenomeni di clientelismo del costume sociale Italiano.
Io propongo la fondazione di una scuola di rieducazione dei giornalisti, dove si insegna loro la professione e non l’accattonaggio e dove sia permesso lo sculacciamento rieducativo nel caso che si scrivano cose come quelle apparse nell’articolo.
Il 20 Maggio 2008 alle 20:08 dido1 ha scritto:
Al mio “caro” amico alman9000.
Ascoltami, te lo dice il tuo correttore di fiducia, lascia stare questo blog, non è alla tua altezza.
Ascoltami, te lo dice il tuo correttore di fiducia, lascia perdere le tue scopiazzature letterarie grillocomuniste.
Ti prometto di non interferire più nei tuoi decerebrati scritti ad una condizione: metti per piacere l’accento sulla “à” !!!!
Il 21 Maggio 2008 alle 21:00 dinmau ha scritto:
Ammetto che sono avvantaggiata rispetto ad “alman”, io ho sentito le ultime notizie, il Governo sta rispettando i patti con i suoi elettori! Capisco che ai Sinistroidi BRUCIA, ma questa è la realtà! Gli Italiani, quelli come me e come tanti altri, non hanno paura di cambiare anzi, non vedono l’ora! Sono gli INTELLIGENTONI che hanno sempre sputato su tutto e tutti, che non vogliono cambiare per continuare a sentirsi qualcuno.
Il 22 Maggio 2008 alle 09:26 Corrado Buccieri ha scritto:
Caro Direttore,
ho aperto un post sul forum..
Lamentele,un’abitudine tutta Italiana….ieri a Napoli
il nuovo governo è partito bene,in sintonia con le
aspettative di molti elettori…..ma subito si è
sollevato il solito polverone…..quanto è costata la
trasferta di Napoli…hanno tolto l’Ici….una miseria,
decreto sicurezza…una sciocchezza…..ma insonna,
vogliamo dire che nel nostro paese qualcosa di buono
c’è e si comincia a vedere?
Abbiamo un buon governo….sosteniamolo con fiducia,
qualche lamentela ci vorrà pure ma che sia costruttiva.
Il 22 Maggio 2008 alle 15:14 ungrillo ha scritto:
Non c’è bisogno di rieducare gli Italiani, servono i tagliatori di teste che si mettano subito all’opera per far piazza pulita dei politici trombati, onorevoli condannati, parassiti di stato, boiardi, businessmen statali, predatori patentati, mantenuti legalizzati, accattoni, mendicanti, giornalisti col sussidio di stato, puttanoni con protettori al seguito, magnaccia, burocrati asfissianti, ecc. ecc. che assillano da dentro e fuori lo Stato e lo depredano in continuazione, avendo l’idea che lo Stato sia una dispensa perennemente aperta da cui attingere risorse, privilegi, prebende, protezioni, favori, finanziamenti, indennità, ecc. ecc.
In questo fenomeno degenere non vedo differenza tra quelli che si schierano a destra e quelli a sinistra.
Mettiamo in rete le posizioni patrimoniali, curricula, redditi, funzioni pubbliche e private svolte da tutti quelli che si occupano della Res Pubblica e lasciamo che siano gli Italiani a giudicare.
Il 1 Giugno 2008 alle 01:50 vitodaniele ha scritto:
Ill.mo Presidente della Repubblica Italiana
On.le dott. Giorgio Napolitano
Sig. Presidente, le scrivo per raccontarle di una tragica vicenda che, a nostro avviso, merita una particolare attenzione anche da parte sua. Una vicenda che mi ha segnato nel dolore, e sono certa abbia toccato la sensibilità di chiunque ne sia venuto a conoscenza.
Non molti giorni fa, esattamente, il 9 maggio, Vito Daniele, mio marito, ha perso la vita lasciando nella disperazione e nella solitudine, una famiglia con tre bambini. Non è stato un evento come tanti.
Era una mattina di venerdì, quando alla guida della sua macchina Vito stava tornando a casa da Roma, dove aver lavorato l’ennesima settimana lontano dai suoi affetti. Giunto ad Avellino, sulla A16, al Km 65.500, veniva fermato dalla Guardia di Finanza e, al termine del controllo di rito, un camion lo travolgeva uccidendolo.
Sono stata volutamente molto generica nel descrivere l’accaduto, perché molte cose sono ancora da chiarire e spero, che quello che si sta facendo a livello di media, possa essere da monito affinché non venga insabiata e dimenticata una vicenda che sembra avere ancora dei punti oscuri.
Sono state mandati comunicati stampa, ma le risultanze non sembrano aver fornito risposte capaci di darmi un minimo di serenità e ancora non riesco a farmene una ragione.
La dinamica non è molto chiara. Ad esempio, è buona norma che i posti di blocco delle forze dell’ordine siano effettuati in spazi idonei, per non mettere in pericolo sia gli agenti che gli utenti. Sembra, però, che nel caso di specie, la pattuglia o, comunque, il fermo sia avvenuto in autostrada in prossimità di una curva e in assenza di una qualunque zona di sosta o altra corsia di emergenza.
Perché? Se questo fosse vero si dovrebbe chiarire il motivo di un tale comportamento così privo di cautele.
Si è parlato di pattuglia della Guardia di Finanza, ma in realtà sembra si trattasse di un Tenente in borghese. Altra cosa alquanto strana. In genere, infatti, gli appostamenti per i controlli sono sempre gestiti da almeno due agenti in divisa.
In qualche comunicato si è anche cercato di addossare una sorta di responsabilità a mio marito, affermando che la sua velocità in macchina fosse molto elevata, quando in realtà se alle 14 Vito Daniele era ad Avellino, partito da Roma nella mattinata, sicuramente non poteva aver condotto la sua autovettura ad una velocità così sostenuta.
Comunque siano andate le cose, certo niente e nessuno riporterà in vita il padre dei miei tre bambini né colmerà il vuoto che si respira in casa mia, ma è certo che abbiamo bisogno di spiegazioni, di chiarimenti, di far luce sulle dinamiche di un incidente che ha cambiato la nostra storia e di sapere la verità che altri, dalla Guardia di Finanza, stanno cercando di depistare. Segnati nel dolore senza mai ricevere peraltro alcun cordoglio da parte delle Fiamme Gialle e di Avellino e Dal Comando Nazionale.
La ringrazio per l’attenzione e spero che al più presto i dubbi possano trovare una risposta, perché a volte la serenità si fonda sulla ragione e la ragione ha bisogno di verità e di giustizia.
Maria Zotti
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