Vespa: Il pericolo è l’eccesso di consenso

Con Silvio Berlusconi

Walter Veltroni al Corriere della sera del 28 maggio: “La destra ha vinto sulla linea della paura. Ora siamo alla fase dei fuochi d’artificio. Quando il fumo dei fuochi si sarà diradato, ci sarà un effetto boomerang”. Quante probabilità ha di realizzarsi la legittima speranza del capo dell’opposizione? Secondo Renato Mannheimer, l’88 per cento degli italiani ha approvato la nuova politica del governo sulle discariche in Campania, l’82 per cento è favorevole alle decisioni sui mutui, il 90 approva l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, il 74 è contento per la detassazione degli straordinari e dei premi di produzione, l’83 approva i provvedimenti sull’immigrazione clandestina e addirittura il 96 per cento ne sostiene la politica della sicurezza. Anche un elettore su quattro di quelli che hanno votato per il Pd pensa che il governo sia partito bene.

Naturalmente non sarà sempre così, ma è chiaro che Silvio Berlusconi si gioca la faccia sul pacchetto approvato nel primo Consiglio dei ministri a Napoli. La decisione di Giulio Tremonti di anticipare le linee essenziali della Legge finanziaria alla fine di giugno, cioè tre mesi prima della scadenza normale, significa che il governo non intende lasciare un solo giorno di vuoto e legare la politica economica del prossimo triennio a quanto già fatto per la spazzatura, la sicurezza, l’immigrazione e tutto il resto. Di qui all’autunno, insomma, sapremo se i fuochi d’artificio delle ultime settimane sono l’avvio di una nuova stagione virtuosa o se, come prevede Veltroni, ne resterà soltanto il fumo.
La spazzatura di Napoli è in questo senso simbolica. Guido Bertolaso con molta bravura ha ottenuto di poter lavorare con ragionevole serenità. È un uomo credibile che gioca a carte scoperte. C’è da chiedersi, tuttavia, se bastino la determinazione del governo e la competenza della sua punta avanzata a risolvere il problema. Non sono abituato a giudicare procedimenti giudiziari che non conosco a fondo. Ma c’è da chiedersi che senso abbia avuto eseguire a fine maggio 25 arresti eccellenti, delegittimare il braccio destro di Bertolaso e lo stesso prefetto di Napoli dando corso a provvedimenti richiesti in gennaio.
L’arresto è il più drammatico dei provvedimenti urgenti: come si spiegano i 4 mesi di attesa? Sarò ingenuo e incompetente, ma la stessa lettura delle intercettazioni (al di là del linguaggio libero dello stesso Bertolaso e dei suoi più stretti collaboratori) non lascia immaginare una gigantesca associazione per delinquere alle spalle dei cittadini. Dobbiamo dunque sperare che ci siano cose più gravi che non conosciamo per non tremare dinanzi a una devastante azione giudiziaria nel momento più delicato della guerra ai rifiuti?

C’è dell’altro. Da un punto di vista giuridico, l’accentramento in una sola procura della Repubblica di tutti i provvedimenti relativi alla nuova fase della guerra ai rifiuti (quella nata dal Consiglio dei ministri di Napoli) può sollevare qualche dubbio. Ma si poteva andare avanti con il rischio che ciascuna delle tante procure campane sequestrasse molti siti indicati dagli esperti, come è accaduto durante la gestione De Gennaro?
Passiamo alla sicurezza. Si può contestare l’omicidio colposo a un drogato che passa col rosso a folle velocità e uccide due fidanzati e l’omicidio volontario all’imprenditore già assalito due volte in casa che spara alle spalle dell’albanese (pregiudicato e inutilmente espulso) che gli si infila di notte nell’abitazione? Un poliziotto ha la freddezza del professionista, ma un poveruomo nel sonno… Quante ne vedremo con l’espulsione dei clandestini? Il governo deve difendersi dall’eccesso di consenso, ma troverà molti ostacoli sulla strada.

Commenti

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Il 30 Maggio 2008 alle 13:04 Corrado Buccieri ha scritto:

Infatti,pare che sia contento anche il Papa.

Il 1 Giugno 2008 alle 01:47 vitodaniele ha scritto:

Ill.mo Presidente della Repubblica Italiana
On.le dott. Giorgio Napolitano
 
Sig. Presidente, le scrivo per raccontarle di una tragica vicenda che, a nostro avviso, merita una particolare attenzione anche da parte sua. Una vicenda che mi ha segnato nel dolore, e sono certa abbia toccato la sensibilità di chiunque ne sia venuto a conoscenza.
Non molti giorni fa, esattamente, il 9 maggio, Vito Daniele, mio marito, ha perso la vita lasciando nella disperazione e nella solitudine, una famiglia con tre bambini. Non è stato un evento come tanti.
Era una mattina di venerdì, quando alla guida della sua macchina Vito stava tornando a casa da Roma, dove aver lavorato l’ennesima settimana lontano dai suoi affetti. Giunto ad Avellino, sulla A16, al Km 65.500, veniva fermato dalla Guardia di Finanza e, al termine del controllo di rito, un camion lo travolgeva uccidendolo.
Sono stata volutamente molto generica nel descrivere l’accaduto, perché molte cose sono ancora da chiarire e spero, che quello che si sta facendo a livello di media, possa essere da monito affinché non venga insabiata e dimenticata una vicenda che sembra avere ancora dei punti oscuri.
Sono state mandati comunicati stampa, ma le risultanze non sembrano aver fornito risposte capaci di darmi un minimo di serenità e ancora non riesco a farmene una ragione.
La dinamica non è molto chiara. Ad esempio, è buona norma che i posti di blocco delle forze dell’ordine siano effettuati in spazi idonei, per non mettere in pericolo sia gli agenti che gli utenti. Sembra, però, che nel caso di specie, la pattuglia o, comunque, il fermo sia avvenuto in autostrada in prossimità di una curva e in assenza di una qualunque zona di sosta o altra corsia di emergenza.
Perché? Se questo fosse vero si dovrebbe chiarire il motivo di un tale comportamento così privo di cautele.
Si è parlato di pattuglia della Guardia di Finanza, ma in realtà sembra si trattasse di un Tenente in borghese. Altra cosa alquanto strana. In genere, infatti, gli appostamenti per i controlli sono sempre gestiti da almeno due agenti in divisa.
In qualche comunicato si è anche cercato di addossare una sorta di responsabilità a mio marito, affermando che la sua velocità in macchina fosse molto elevata, quando in realtà se alle 14 Vito Daniele era ad Avellino, partito da Roma nella mattinata, sicuramente non poteva aver condotto la sua autovettura ad una velocità così sostenuta.
Comunque siano andate le cose, certo niente e nessuno riporterà in vita il padre dei miei tre bambini né colmerà il vuoto che si respira in casa mia, ma è certo che abbiamo bisogno di spiegazioni, di chiarimenti, di far luce sulle dinamiche di un incidente che ha cambiato la nostra storia e di sapere la verità che altri, dalla Guardia di Finanza, stanno cercando di depistare. Segnati nel dolore senza mai ricevere peraltro alcun cordoglio da parte delle Fiamme Gialle e di Avellino e Dal Comando Nazionale.
La ringrazio per l’attenzione e spero che al più presto i dubbi possano trovare una risposta, perché a volte la serenità si fonda sulla ragione e la ragione ha bisogno di verità e di giustizia.

Maria Zotti

Il 1 Giugno 2008 alle 17:35 nhico ha scritto:

Un così altissimo consenso è ovvio che non può durare per sempre. Quello che interessa è che ci sia adesso. In quanto a Veltroni, continua a sbagliare, mettendo la polvere sotto il tappeto invece di fare pulizia vera.

Il 2 Giugno 2008 alle 17:45 saratoga ha scritto:

Gentile Signora Zotti,
leggo e mi rattristo per la dolorosa situazione.
Non aspetti che qualcuno Le dia una ragione per quanto è successo. Siamo in una Italia infarcita di retorica “sinistra” , si immagini se hanno tempo per considerarLa.
Faccia una denuncia contro ignoti presso la Procura della Repubblica.
Mandi copia ai giornali, qualcuno leggerà , magari interverrà. Non c’è nulla di peggio che sentirsi impotenti davanti alla violenza.
Non ceda, Le sono vicino col cuore.
Un nonno

Il 3 Giugno 2008 alle 00:18 vitodaniele ha scritto:

l’assassino di mio marito ha un nome e cognome,è denunciato e indagato ,la stampa nazionale non vuole diffondere la notizia di questo omicidio e io devo combattere ogni giorno con il muro che hanno alzato.Vito Daniele era un onesto cittadino morto lontano dai suoi affetti per lavoro,in un modo tragico per l’abuso di potere di un tenente della guardia di finanza ,capisce non si pùò dire,Vito ha lasciato tre bambini,due genitori e una moglie,ma nessuno ne parla,sa cosa mi hanno detto alcuni centralinisti di redazione?
forse la sua storia non interessa!
il problema e che io non voglio raccontare una storia ma pretendo che si informi l’opinione pubblica dei fatti accaduti realmente.

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