Ferrara: Addio a Veltroni e al suo sogno

Il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni

L’Arcitaliano

Walter Veltroni è virtualmente scomparso dalla scena politica. È lì, fa il suo lavoro di segretario, trasloca dal loft, ma nessuno scommette più sul suo futuro. Sembra un sopravvissuto che si dibatte fra congressi sempre in agguato, le solite correnti, fondazioni, trappole d’apparato, la infinita e noiosa battaglia dei capi, cose già viste e molto diverse dalle illusioni e dai sogni della “bella politica”.
Gradualmente, nonostante un risultato elettorale che gli affidava il monopolio dell’opposizione per conto di una forza riformista che in quei termini non era mai esistita prima in Italia, il leader dei democratici sta diventando ogni giorno di più un simbolo di sconfitta e di ripiegamento. È costretto a inseguire Antonio Di Pietro, deve piegarsi alle volitive incursioni politiciste di Massimo D’Alema, si consegna mani e piedi alla vecchia nomenclatura dei popolar-cattolici meglio organizzati, sacrifica i suoi uomini, gli tocca galleggiare nella informe caciara dei Grillo e delle Guzzanti, un giorno lo si sente fare appello a Bossi contro Berlusconi, un altro a Berlusconi contro Bossi, e addio sogni di riforma del sistema e di influenza politica e costituzionale, dall’opposizione, nel rapporto adulto e combattivo con il governo. Altro che governo ombra, qui è il ritorno della solita ossessione “stampa e propaganda”.
Quel che è successo a Veltroni è più che singolare, più che strano, è pazzesco. La sua leadership ha incarnato un progetto sensato, più che sensato, l’unico possibile a sinistra dopo il fallimento spettacolare dell’Unione e del governo Prodi. Un progetto e una leadership con una base di legittimità forte, inaudita nella storia italiana: il voto delle primarie aperte a tutti gli elettori del Pd. Una leadership e un progetto fondati sull’idea della vocazione maggioritaria del nuovo soggetto politico, della sua libertà d’azione, della fine degli equivoci a sinistra che avevano bollato le coalizioni prodiane sotto il segno dell’ingovernabilità.
Come una fulminante meteora, Veltroni ha brillato per qualche mese come il contraente di un nuovo patto bipolarista, come l’uomo le cui scelte divenivano addirittura pietra di paragone per la ristrutturazione dell’intero sistema, insomma l’architetto del cambiamento e il suo beneficiario massimo. Silvio Berlusconi mollava il centro moderato di Pier Ferdinando Casini, unificava Forza Italia e Alleanza nazionale nella nuova formazione del Pdl, apriva una linea di dialogo e di credito reciproco con quel leader molto televisivo, molto di comunicazione & immagine, che in fondo tendeva ad assomigliargli, con il quale mostrava di potersi intendere per quei grandi programmi di riforma che erano falliti al tempo della Bicamerale con D’Alema.
Ma non basta. Ora lo nega in modo pudibondo, ma Veltroni aveva alimentato il mito di una nuova forma politica, di un partito diverso dal solito: legittimato dalle primarie, un partito che poteva sostituire le tessere con un arcipelago di forze sociali vive, diverse, capaci di superare la logica d’apparato. Eppure, tutte queste promesse sono ormai da considerare promesse mancate.

L’innovazione si è limitata a controverse scelte giovanilistiche per qualche lista elettorale. La sicurezza di sé, appunto maggioritaria, è un pallido ricordo.
Il rapporto nuovo con “il principale esponente dello schieramento a noi avverso” sembra volatilizzato. Non si può mai escludere una risalita, in politica, e c’è sempre tempo per vedere smentiti i propri giudizi. Ma la parabola declinante di questa leadership, che aveva per sé il futuro e sembra un relitto del passato, che aveva un progetto forte e l’ha bruciato, è stupefacente.

Commenti

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Il 25 Luglio 2008 alle 11:24 jinionimicolico ha scritto:

Veltroni non ha capito quale è il vero bisogno,l’innovazione che richiedono gli italiani in questo momento, soprattutto quelli di sinistra: e cioè abbattere la casta, e non dialogarci! quindi è il leader del nulla: non ha nè il populismo demagogico della destra nè risponde alla crescente richiesta di moralizzazione della politica proveniente da sinistra…In questo modo è lui che continua ‘fare il gioco’ di Berlusconi e non il popolo di Piazza Navona!

Il 25 Luglio 2008 alle 19:10 heini ha scritto:

Dr. Ferrara, complimenti per l’analisi, veramente lucida.

Il 26 Luglio 2008 alle 08:37 rafbv ha scritto:

Gentile Dr. Ferrara,a scanso di equivoci le dico subito che ho convintamente votato Berlusconi;ma se, come leggo anche sul suo giornale,ormai la sinistra e’ il PDL,credo che siamo messi davvero male. Il banco di prova e’ comunque un altro,e,almeno finora,non se ne parla: si taglia dappertutto ma…..che ne e’ dei tagli alla casta? Ricordo ancora i peana all’indomani delle elezioni: semplificazione del Parlamento,risparmi di miliardi ecc. ecc. Poi scopriamo che i costi….
sono gia’ aumentati,alla faccia della semplificazione! Che tutta questa fanfara sulla politica di “sinistra” altro non sia che l’ennesima metamorfosi della casta per autoperpetuarsi col consenso delle masse,pardon della “gente”? Forza Italia o Farsa Italia?

Il 26 Luglio 2008 alle 11:23 linux747 ha scritto:

E’ FINITA !!! …. PiDDDi - ORA RIMANDIAMOLI TUTTTI A KASA !!! ….
Prima Hanno fatto le primarie e poi hanno rikandidato BLINDATI i soliti “pikkoli” vekkki della politika.

Il 26 Luglio 2008 alle 12:58 luanmagi ha scritto:

è il capitale umano e le alternative vere che latitano nella sinistra, chi a destra non gradiva Berlusca, aveva alternative valide e serie in Fini, Casini, diversi soggetti della lega. A sinistra l’alternativa è l’inquisitore Dipietro, il giullare genovese e l’elegante e forbita Guzzanti. gli altri latitano e si dissociano. se non recupera capitale umano e idee nuove, non fa mola strada ma la apre alla sinistra, in cui, mio malgrado, devo riconoscere che quel capitale c’è.

Il 28 Luglio 2008 alle 11:51 nhico ha scritto:

A me,invece, pare che a Veltroni è mancato il coraggio di sognare. Sognare un’opposizione saggia e corretta da cui partire per creare le nuove regole della politica in parlamento e attorno a sé il partito dell’alternanza governativa. E il primo dei suoi futuri incubi l’ha partorito quando ha preso sottobbraccio il manettaro Di Pietro. A dimostrazione che non ha saputo fiutare l’aria e che non ha la stoffa del leader. E poiché non si può campare in eterno vendendo fumo, era inevitabile che ciò accadesse. Così, come tutti i nostrani partiti comunisti, anche il partito degli ex comunisti è con un capo dimezzato.

Il 28 Luglio 2008 alle 12:43 jinionimicolico ha scritto:

A me un’opposizione saggia e corretta sembra proprio quella che sta facendo Di Pietro. Chiunque lo definisce manettaro o inquisitore dovrebbe anche spiegare perchè usa quei termini, oppure in base a che cosa pensa che quella che fa Di Pietro sia un tipo di opposizione che avvantaggi Berlusca. La sinistra ha perso un sacco di voti proprio perchè in questi anni non si è comportata come Di Pietro, che infatti è stato l’unico partito di centro-sinistra a guadagnare voti.
Per i destraioli e x chi ha ancora coraggio di appoggiare Veltroni vale sempre il mio suggerimento di andarsi a leggere questo articolo:
http://temi.repubblica.it/micr.....za-navona/

Il 11 Agosto 2008 alle 12:30 celestino ferraro ha scritto:

A mio parere c’è poco da meravigliarsi, un uomo che rtinnega 30 anni della sua vita politica, che progetto politico può mai possedere?
Che Dio lo benedica, se ne andasse in Africa, è il meglio che può fare.
CF

Il 14 Agosto 2008 alle 11:19 borbonico ha scritto:

beh,alla fine un addio a Veltroni che si toglie di torno,quello si che sarebbe un bel sogno…

Il 13 Ottobre 2009 alle 11:58 Radicali liberi, dal Pd: è il nuovo corso di Emma. E Pannella fa sciopero (del barbiere) - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] il primo vuole tornare alla stagione dell’Ulivo, mettere fine dunque a quella vocazione maggioritaria che era stata uno punti fermi della “Nuova stagione” di Walter Veltroni, l’attuale [...]

Il 26 Ottobre 2009 alle 12:19 E Bersani si prende il Pd: “Ora farò il leader, ma a modo mio” - Italia - Panorama.it ha scritto:

[...] significativo il cambio di rotta sulle alleanze, che di fatto seppellisce il sogno di vocazione maggioritaria e di “andare da soli” che era stato alla base del progetto di Walter Veltroni. Bersani [...]

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