Vespa: Monumento a Brunetta

Renato Brunetta

Fuori Porta

In quarant’anni di mestiere ne ho viste tante, ma non mi era mai capitato di assistere alla standing ovation per un ministro. Un ministro, capite? Chi è un ministro per le persone comuni? Uno della casta, uno che talvolta predica bene e più spesso razzola male.

Se è un vostro avversario, è un filocomunista o un servo di Silvio Berlusconi; se è un vostro amico, è comunque uno che non la racconta sempre giusta. Insomma, un ministro. Per giunta un ministro per la Riforma della pubblica amministrazione, o della Funzione pubblica, o come diavolo si chiama quel disgraziato che a turno, da qualche decennio, dovrebbe riformare la burocrazia. Un ministro, cioè, delegato a un mestiere impossibile. Nominato, negli annali della Repubblica, perché non si poteva lasciare fuori dal governo qualcuno di un certo partito o di una certa corrente.
Bene, qualche giorno fa ero stato invitato da Enrico Cisnetto a intervistare in pubblico a Cortina Incontri l’attuale titolare dell’incarico, Renato Brunetta. M’aspettavo poca gente, a fine luglio la stagione cortinese ancora non parte. E invece il tendone era gremito: 500 persone sedute e 300 in piedi. Roba da non credersi. Brunetta salì sul palco e da quella folla partì un uragano di applausi. Interminabile. Imbarazzante. Al punto che Brunetta dovette alzarsi per lasciarsi avvolgere meglio da quello strepitoso consenso. Preventivo, perché il ministro ancora non aveva aperto bocca. Ma quando la aprì, gli andò perfino meglio. E quando disse: “Fidatevi di ’sto piccoletto” sembrava che il tendone stesse per crollare.
Intendiamoci: Cortina non è l’Italia. Ma quelle 800 persone non erano tutti esponenti della laboriosa piccola e media impresa del Nord che non ne può più dell’inefficienza della burocrazia e dei fannulloni. C’erano anche parecchie persone medie, parecchi statali d’ogni grado, diversi insegnanti. Nessuno contestò quel che diceva il ministro. Quasi tutti lo applaudirono fragorosamente.
L’indomani, rientrato a Roma, assistetti dalla cima del Campidoglio alla fiaccolata di qualche migliaio di persone che marciavano sui Fori Imperiali fischiando contro Brunetta. Erano i Fannulloni operosi ai quali il ministro sta sullo stomaco. E l’Italia da che parte sta? Credo che in questo momento stia largamente dalla parte di Brunetta.
Il ministro ha dalla sua un dato di partenza inoppugnabile: gli impiegati pubblici si assentano dal lavoro il doppio di quelli privati, 16 giorni all’anno contro otto. Con punte, in certi comuni e in certi ministeri, di 40, 50 giorni. Ci sono troppi medici pronti a fare certificati falsi, troppi dirigenti che per non avere grane chiudono un occhio, troppi politici e troppi sindacalisti che difendono l’indifendibile. Brunetta ci fa sapere che nel mese di giugno le assenze dal lavoro sono diminuite del 18 per cento. Nei mesi prossimi andrà meglio. In un anno lui vuole portarle più o meno al livello di quelle del comparto privato.
Ma il Piccoletto è un uomo intelligente, molto intelligente. E sa bene che questa parte del problema è la meno difficile da risolvere. Sa pure che se punisce soltanto senza premiare, il corteo dei fischi si allungherà e quello degli applausi finirà con l’asciugarsi.
Il problema è che premiare nel settore pubblico è difficilissimo. Ci sono decenni di clientele politiche e di rendite di posizione sindacali che vi si oppongono. A Porta a porta non sono mai riuscito a strappare dalla bocca di un sindacalista l’impegno ad accettare che fra due compagni di stanza si possa premiare solo quello che lavora meglio. Se Brunetta ce la farà, aprirò la sottoscrizione pubblica per un monumento. Equestre, s’intende.

Commenti

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Il 1 Agosto 2008 alle 16:38 heini ha scritto:

Da ex dirigente, in quiescenza, della Pubblica Amministrazione posso solo dire, per esperienza dolorosamente vissuta sulla mia pelle, che il Ministro Brunetta fa bene. Mi auguro, per il bene dell’Italia, che tutte le azioni volte ad una ripresa di efficienza della PA abbia successo.

Il 1 Agosto 2008 alle 17:58 nhico ha scritto:

Bene il monumento equestre Anche perché ad altezza naturale costerebbe poco. Ma la vera soddisfazione per lo stesso Ministro e tutti gli italiani laboriosi verrebbe dall’avere estirpato tutta quella malerba.

Il 2 Agosto 2008 alle 10:19 pasmes ha scritto:

Chiedo scusa se minimizzo. Ma la cura Brunetta, quella di aver ridotto…. per il momento, il numero dei certificati medici, non rappresenta nulla di speciale, anche perché nel Pubblico Impiego, sussistono una infinità di altre occasioni per non andare a lavorare e ottenere lo stipendio e i premi di produttività. Pensiamo, tanto per fare un esempio, a quelle gentili dipendenti che appena si accorgono di essere incinte “si mettono …. sotto ispettorato”, e poi circolano tranquillamente per le strade a fare il comodo proprio.
Comunque, se si vuole combattere il fannullismo, occorre iniziare dal dirigente, (il primo e più autorevole fannullone), che dà il cattivo esempio, ed è il vero e più diretto responsabile della inefficienza imperante negli Enti Pubblici, che protegge proprio chi non merita, che non interviene, che non vede, non sente e non adotta provvedimenti disciplinari, come di dovere, e con il pretesto di premiare i più meritevoli, si rischia di accrescere il suo nefasto potere clientelare e di seminare parzialità e ingiustizie tra il personale dipendente.

Il 4 Agosto 2008 alle 12:00 Brunetta: assentesiti in picchiata. Con i risparmi premi agli statali più bravi » Panorama.it - Economia ha scritto:

[...] Tutti con Renato Brunetta, il nostro ministro della Pubblica amministrazione. Al suo fianco molti “suoi” dipendenti; non solo l’opinione pubblica. Che ha preso molto sul serio e a cuore la rivoluzione nella e della burocrazia messa in piedi in questi mesi dal professore di economia. Per lui, parlano i numeri: nel mese di luglio, secondo il “giustiziere di corso Vittorio”, l’assenteismo è calato del 30 per cento, ha detto in un’intervista al Secolo XIX. Anche i più critici ammettono l’effetto Brunetta. La lotta agli sprechi arranca: Camera e Senato continuano ad elargirsi bilanci da favola. Le autonomie locali sono lì che si moltiplicano. Ma i 3,6 milioni di dipendenti pubblici tremano. Brunetta ha sottolineato come il trend dell’assenteismo sia in flessione seguendo una curva aritmetica: 10% a maggio, 20 a giugno e, come detto, più del 30% a luglio. Non solo. Il ministro ha anticipato che, grazie ai risparmi che saranno effettuati con la nuova legge sul pubblico impiego, “i migliori dipendenti statali saranno premiati”. Inoltre, aggiunge Brunetta, “dal primo gennaio arriverà la class action, quella per il settore privato e quella per il settore pubblico; con il ministro ligure Claudio Scajola ci stiamo lavorando alacremente. Ho usato il bastone, è vero, ma ora mi sentirete parlare solo di carota. Una gran parte dei risparmi che saranno prodotti dalla riforma della pubblica amministrazione verrà utilizzata per premiare i più bravi”. Per Brunetta, “una vasta parte dei dipendenti pubblici solidarizza” con le iniziative del dicastero. “C’è grande volontà di di riconquistare la dignità ed il valore del ruolo” spiega il ministro “c’è il desiderio di potere fare bene il proprio lavoro e di impedire che la sacca dei ‘fannulloni’ continui a rovinare l’immagine della categoria e produca inefficienze esiziali per il sistema. E vedo pure gente che si redime?”. Il meno trenta per cento di assenteismo per Renato Brunetta però non basta: “Entro l’autunno varerò il disegno di legge per la riforma dei contratti pubblici che legandosi al federalismo fiscale consentirà un livello di trattativa locale a mio avviso fondamentale. E chiuderemo anche il contratto per tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici”. E il rapporto con i sindacati? “Sono rimasti spiazzati, sbalorditi. Ho teso e tendo loro la mano, chiedo di lavorare insieme per costruire un Paese più efficiente e trasparente. Io”, dice Brunetta “non ce l’ho con i sindacati, ce l’ho con chiunque freni un’azione di riordino della pubblica amministrazione che non è una tendenza maniacale del signor Renato Brunetta, ma un’esigenza improcrastinabile. Victor Uckmar, uno degli amministrativisti migliori, ripete che senza questa riforma in Italia non si possono abbassare le tasse. Ha ragione e io vado oltre: senza questa riforma il Paese non cresce, non compete in Europa e nel mondo, può solo arretrare. E allora non farò sconti a nessuno, a cominciare dai politici”. [...]

Il 4 Agosto 2008 alle 14:53 Stazione Paradiso » Blog Archive » Fannulloni, Sarchiaponi e furboni ha scritto:

[...] Il Ministro della Funzione Pubblica cammina a spron battuto, non solo ha dichiarato che lavorerà tutto il mese d’agosto anche con il Parlamento in vacanza. Bene, molto bene. I Sarchiaponi d’antan facevano ridere, oggi intortano. L’arte della furbizia e della pecunia non olet è ormai così ben confezionata che pare quasi strano il non esserci cascato. Me, ben inteso. E’ la storia di un climatizzatore domestico, con il software che reclama con un cicalino fastidioso, sino a pronunciarsi con una diagnosi sul visualizzatore led E4 e di seguito E3. E’ evidente che si tratti di un errore: prima l’errore 4 ed a seguire l’errore 3. E’ una domenica stragnante di stanchezze lavorative e di caldo torrido. Il calendario dice che è il 3 agosto…rimane solo una speranza: il numero dell’assistenza tecnica. [...]

Il 4 Agosto 2008 alle 15:45 pasmes ha scritto:

Brene! Molto bene, ministro Brunetta! Sono tanti gli italiani che condividono il suo tentativo ardimentoso di combattere l’assenteismo nel Pubblico Impiego. Meno contenti, invece, sono i Sindacati e la Sinistra, che hanno bollato la questione come “inqualificabile attacco ai lavoratori e ai malati”, perché loro voglio che le cose rimangano così come sono: aspirano e si battono per lo sfascio più completo.
Però l’azione di Brunetta non è sufficiente a risolvere niente. Per ridurre le spese e lo spreco immane del pubblico denaro occorre mettere mano con decisione ai privilegi della Casa (odiatissimi dai cittadini), all’abolizione degli Enti inutili, che sono ancora tanti, delle Province, delle Comunità Montane e dei comuni piccoli istituiti apposta per creare poltrone politiche, e abbattere i costi del Parlamento, dei Ministeri, delle Regioni, a cominciare da quelle a statuto speciale ecc.

Il 5 Agosto 2008 alle 15:24 boxaldo ha scritto:

Non si fermi ministro, la strada è ancora lunga e tormentosa ma se continua così, non credo che riuscirà a risolvere il problema nel suo complesso ma una bella ripulita la farà sicuramente.
Stiano attenti i Sindacati a contrastare l’azione sacrosanta di Brunetta, ne va di quel che rimane della loro crediblità.

Il 6 Agosto 2008 alle 16:17 pacato ha scritto:

… un piccolo, grande, coraggioso uomo …
Bravo Brunetta.

p.s.: … ma tutto il Governo sta facendo bene.

Il 12 Agosto 2008 alle 11:18 cini ha scritto:

Condivido parola per parola l´articolo di Bruno Vespa e aggiungo che, se ciò dovesse avverarsi, sarò ben felice di partecipare ad una sottoscrizione pubblica per un monumento al Ministro Brunetta.
Coloro che non approvano le misure adottate dal Ministro fanno indubbiamente parte di quella categoria di ” FANNULLONI”.
Chi veramente lavora, approva con soddisfazione avendo per anni dovuto svolgere oltre al loro lavoro anche quello dei fannulloni recidivi.

Il 3 Dicembre 2009 alle 21:47 carlo.tosi ha scritto:

Brunetta ha proposto di mostrare i compensi dei dirigenti RAI. Noi vogliamo proporre che che ad ogni comparsa in TV di ogni politico, venga riportato sulla sua testa, un fumetto con il suo stipendio mensile totale. Ne vedremmo delle belle…

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