Ferrara: Ma perché ho smesso di fumare?

una sua foto in topless per una sigaretta

L’arcitaliano

Sono costernato quando vedo un padre o una madre fumatori assediati dai loro ragazzi, ricattati, intimiditi, supplicati, perché la scuola insegna che il primo dogma salutista è smettere di fumare. La scuola ha perso per sé il principio di autorità e vuole trasmettere questa perdita, esiziale per il buonumore della nostra cultura, anche alla famiglia, contaminandola mortalmente: non sono più i padri che prendono a cinghiate i figli che hanno fumato di nascosto (successe a me, a Mosca, quando avevo sette anni), sono i figli che impongono ai padri di smettere di fumare con la loro petulante trasvalutazione in casa delle verità correttissime apprese a scuola. Il solito mondo alla rovescia. Un orrore. Un’umiliazione innaturale della paideia occidentale, l’infantilizzazione dei genitori a mezzo di insegnanti piuttosto asini, uno scampolo di totalitarismo idilliaco con i figli messi contro la loro matrice per il bene della causa, il gulag del tabacco.
Sono triste quando penso alla fortuna della favola metropolitana, edificante per l’igiene e menzognera per la morale interiore, del cosiddetto fumo passivo. A parte la legittima ritrosia a respirare il fumo degli altri, che devono sempre cercare per lo meno di mostrarsi non troppo ineducati, il fatto di giustificarla, invece che con le buone maniere, con un inesistente pericolo statistico di morte, la ghigliottina polmonare del fumo altrui annusato nell’aria è una burletta per gonzi. Peggio. La storia del fumo passivo è come gli eccessi risibili sul carattere antropogeno dell’effetto serra, quando ti dicono per via statistica, e ti fanno ridere mentre guardi la vastità dell’aria dall’oblò del jet, che un volo d’aeroplano inquina il cielo, e bum bum bum! Non farebbe del male a una mosca, il contatto medio e normale con il fumo altrui, se non fosse caricato di questo segno maniacale-igienista di tipo depressivo.
Amo disperatamente il fumo di sigaretta, di sigaro, di pipa e magari anche d’altro. Lo amo fin da quando ero ragazzo. Quel che James Joyce diceva di Nora, sua femmina, io potrei dirlo della mia prima sigaretta: “Hai fatto di me un uomo”. Altro che sesso, alcol, solo il cibo è paragonabile, salvo il suo stupido carattere utilitaristico, al gratuito piacere del fumo. Il fumo taglia il tempo secondo il tuo gradimento. Aguzza certamente l’ingegno. Non dà alcuna vera dipendenza, tutte balle, nemmeno a noi chain smoker, fumatori ininterrotti di 50 e più sigarette al giorno, o sette mezzi toscani. Il fumo si combina divinamente con il pensiero, quando ci sia, e con l’oblio del vagheggiamento indifferente, quando non si pensi a nulla. Stimola, però anche narcotizza.
Ti accompagna come un guardiano del tuo benessere, ti obbliga a gesti eleganti e misurati, in continuo contatto con il fuoco e la cenere, due cose tra le più pulite nel mondo materiale. È ecologico, sono foglie morte e vitali, arrotolate o sbriciolate, che per natura nicotinica combattono la tentazione troppo umana di ricorrere a droghe raffinate, pesanti, chimiche, mortifere.
Bisognerebbe studiare l’orrore contemporaneo per il fumo, è certamente un aspetto della nostra decadenza, una delle vie che ha preso il nostro autolesionismo, uno dei grandi equivoci ideologici del nostro tempo. E che carriera splendente ha fatto la immonda cricca antifumo, come sono riusciti in vent’anni a cambiare il paesaggio psicologico e morale dell’Occidente, portando la verità menzognera del rischio salute in ogni angolo d’America e d’Europa.
Ho smesso di fumare a fine maggio, per via di una fastidiosa bronchite. Spero, e non spero, di riprendere a fumare al più presto.

Commenti

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Il 8 Agosto 2008 alle 12:18 Corrado Buccieri ha scritto:

Io vado a fumarmi la mia sigaretta.

Il 8 Agosto 2008 alle 15:15 cloche ha scritto:

… Donde si capisce il detto: “essersi fumato il cervello”…
Nulla di meglio da scrivere prima di Ferragosto, signori?

Il 8 Agosto 2008 alle 18:14 nhico ha scritto:

E’ un fresco fumatore pentito, questo è chiaro. Ma non si arrampichi più alle spirali di fumo di quel suo tanto tabacco bruciato per allargare l’orizzonte del suo pentimento. Perché non ci farà mai suoi complici. E soprattutto tenga duro.

Il 10 Agosto 2008 alle 22:03 cini ha scritto:

Ho grande ammirazione per tutti quei fumatori che si impongono di smetterla e che ci riescono.

Il 11 Agosto 2008 alle 12:43 celestino ferraro ha scritto:

Anch’io ho smesso di fumare 20 anni fa, perché? Solo Dio lo sa.
Ma è da stupidi aspirare nuvolaglie di fumo, catrame, nicotina eccetera, spedite nei nostri polmoni, sol perché un riflesso condizionato ci obbliga: e la mia volotà?
Viviamo di ossigeno e non di fumi nocivi.

Morremo ugualmente? Certo! ma lo si vada a raccontare a chi muore con un cancro ai polmoni (anche se non fumatore diretto).
CF

Il 12 Agosto 2008 alle 11:17 Corrado Buccieri ha scritto:

Chi vuol fumare fumi…..la morte arriva per strade
diverse….è inutile intraprendere battaglie personali
illudendo la collettività…c’è tanto da fare e da dire
….per cose serie e abbandonate.
Sono stufo di sentire sempre le solite….cazzate,forse
anche i giornalisti sono a corto di munizioni.

Il 12 Agosto 2008 alle 11:54 Corrado Buccieri ha scritto:

Mentre ho fumato l’ultima sigaretta mi è venuta una
ispirazione.
L’ENI ,al contrario di ogni supermercato che invitano
e incentivano le vendite….Invita al risparmio,ma solo con consigli,come se non gli bastasse il caro-bollette- si può creare la tredicesima da soli-
Bella invenzione.
Altra patata bollente… ho sentito che portare i fari
accesi delle auto maggiora il consumo della benzina
del 2% , e allora perchè obbligare in pieno ferragosto
con la luce che ci fornisce madre natura,a questo
obbrobrio?…per fare le multe?
Ditelo a qualche opinionista/giornalista…che ci sono
problemi da trattare.

Il 13 Agosto 2008 alle 13:49 lupo.rex ha scritto:

Giuliano, so benissimo che le conosci, ma ti ricordo ugualmente due autorevoli opinioni sul tuo problema:

(Mark Twain) La cosa più facile che io abbia mai fatto in vita mia è smettere di fumare: dovrei ben saperlo, perché l’ho fatto un migliaio di volte.

(Woody Allen)Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.

Anch’io ho smesso di fumare anni fa. Ora ho una salute di ferro e vivo in uno stato di perenne infelicità. :)

So long.

Il 14 Agosto 2008 alle 11:07 borbonico ha scritto:

egregio dr ferrara,sinecod sciroppo tre volte al giorno per 15 giorni e torni pure tra di noi!

Il 21 Agosto 2008 alle 14:32 melloni ha scritto:

Ferrara conosce anche il piacere del cazzeggio, da vero uomo di mondo. Peccato che sia al confine invalicabile ( per lui ) fra pensiero politicamente scorretto e politicamento corretto. Potendo permettersi il lusso estremo ( che non potrà mai permettersi ) avrebbe potuto essere un grande e simpatico intellettuale fascista come, in Francia, Bardèche. Peccato …

Il 21 Agosto 2008 alle 22:03 angelo41 ha scritto:

Come sempre Ferrara è combattuto fra gli opposti estremismi. Che dire, fumi un mese si ed un mese no.

Il 22 Agosto 2008 alle 16:33 Ferrara: Meglio obeso e contento che magro e infelice » Panorama.it - Opinioni ha scritto:

[...] Per il nostro benessere, il che già non è poco, e per mantenere il rispetto di noi stessi, possiamo imparare a trattare con libertà, responsabile libertà, le questioni mediche intorno alle quali l’umanità si arrabatta dalla mattina alla sera. Del fumo abbiamo parlato, in modo burbero e ironico, un paio di settimane fa, ma ora bisogna dire qualcosa dell’obesità, l’altro grande incubo contemporaneo, il Grande Fattore di Rischio. (Anche qui ho discreta autorità in merito: provvisorio ex fumatore, non sono con ogni evidenza un ex obeso). Un rapporto pubblicato da un bollettino scientifico autorevole (The archives of internal medicine), e confermato da esperti dell’Università del Michigan, afferma finalmente che l’obesità non è necessariamente quella primaria minaccia di morte imminente che tutti scongiurano. Sulla base di una ricerca a campione (5.400 persone) è risultato che, mentre un quarto dei magri ha problemi cardiovascolari tipici degli obesi, la metà delle persone in soprappeso e un terzo degli obesi propriamente detti stanno benone. Gli studiosi ne deducono che, sebbene l’obesità resti in sé un problema per la salute, tuttavia, come sappiamo o dovremmo sapere a lume di buonsenso, si può credibilmente cercare di stare benone da grassi e può capitare di faticare a raggiungere un buono standard di benessere fisico da magri. Anzi, in una ricerca considerata controversa e provocatoria, curata da un centro clinico celebre di Atlanta, si dice che a mettere su ciccia si guadagna un’aspettativa di vita superiore, statisticamente beninteso, a quella dei segaligni. Certo, basta ragionare. Sei passabilmente di buonumore? Fai cose che ti interessano? Hai amici che ti gratificano e che tu sai gratificare? Leggi buoni libri? Hai tempo e voglia di frequentare la terra e le città umane, calpestandola e frequentandole, girando e guardando e passeggiando, o il mare addirittura, nuotandoci dentro oppure solcandolo in barca, o la montagna, questo mito e obiettivo di tutti i temperamenti mistici? Sei attivo senza ansia eccessiva, senza dipendenza psicologica esagerata dal lavoro e dalle relazioni sociali? Credi nella ricerca della saggezza? Hai fede in qualcosa o in qualcuno? [...]

Il 19 Ottobre 2008 alle 16:02 glogghia ha scritto:

La scuola ci insegna che “il primo dogma salutista è smettere di fumare”. Come studentessa mi trovo perfettamente d’accordo avendo dovuto partecipare a numerosi dibattiti in classe sui danni provocati dal fumo. Eppure la maggioranza degli studenti continua a scappare verso i bagni della scuola al suono della campanella della ricreazione, per soddisfare quel disperato bisogno di nicotina che lo stress delle giornate scolastiche non fa che incentivare. Siamo certo imbottiti di slogan che ci ricordano che fumare fa male, che il fumo danneggia il fumatore e coloro che gli stanno intorno, eppure continuiamo imperterriti. Perchè?
Forse il lavaggio del cervello che subiamo da parte di medici, professori e compagnia non è abbastanza efficace? O forse perchè essendo consapevoli dei danni che causano le sigarette, vediamo intorno a noi figure che siamo abituati a prendere a modello infischiarsene della propaganda antifumo?
Siamo abituati a vedere i nostri idoli su un palco con la sigaretta accesa, o nostro padre immerso nella lettura avvolto da spirali di fumo, ed allora ci chiediamo perchè noi no? Senza contare il fascino che una sigaretta accesa esercita sugli adolescenti che possono interpretare questa in almeno un milione di modi diversi, tutti validi per cominciare a fumare.
Nella società di oggi il fumatore è ormai un reietto, vittima di occhiatacce anche se si trova a fumare all’aperto o relegato in minuscole e sovraffollate “sale per fumatori”.
Nella scuola che frequento, con la pioggia o con il sole gli studenti si affollano sulle scale d’emergenza per accendere una sigaretta, quando il professore di turno non costringe tutti a spegnere le sigarette e a tornare all’interno dell’edificio.
Ho ancora la libertà di decidere cosa è meglio per me, per i miei bronchi, i miei polmoni e il mio sistema cardiovascolare?

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