Ho la sensazione che non si sia mai abusato così sfacciatamente dell’espressione “libertà di stampa” come in questi giorni. Da quando il governo ha manifestato l’intenzione di ridurre i contributi di Stato ai giornali, su vari quotidiani politici sono apparsi appelli contro il provvedimento. Parole quali “regime”, “censura” e “indipendenza” si sono sprecate.
In realtà la libertà di stampa nella fattispecie non c’entra nulla. In gioco infatti non c’è il diritto di informare, semmai quello di sprecare. Finanziare con quasi 2 milioni di euro un quotidiano come L’Opinione della libertà, che vende poche migliaia di copie, non è un contributo alla libertà ma un atto di disprezzo del denaro pubblico che nessun burocrate, e soprattutto nessun difensore del libero mercato, potrà mai giustificare. E lo stesso ragionamento vale per testate come La Discussione o Linea.
In Italia, con la scusa della tutela dei piccoli giornali, in questi anni si sono buttati molti milioni al vento. Quotidiani senza lettori ma con sponsor politici hanno ottenuto denaro a pioggia senza dover rendere conto a nessuno, perché a finanziarne fino al 70 per cento le spese ha provveduto lo Stato, ossia i contribuenti.
Nessuno finora aveva mai tirato le somme di questo immenso sperpero di denaro pubblico. Se ne è incaricato Panorama, che ha provato a fare il conto dei contributi dati ai cosiddetti giornali di partito, riuscendo a ricostruire i fondi erogati nel periodo che va dal 2000 al 2006 (i dati precedenti non sono disponibili). In soli sette anni il totale ammonta a oltre 1 miliardo di euro, una cifra da far paura, più della spesa per la social card, il bonus che il ministro Giulio Tremonti ha varato per aiutare i pensionati in difficoltà.
I contributi ai giornali erano nati per sorreggere piccoli organi di stampa,
realtà culturali, politiche e religiose minoritarie. Ma il sistema è presto degenerato perché ogni partito ha voluto una propria testata e ogni movimento ha sognato di far concorrenza al Corriere della sera e, come sempre capita, a questi si sono aggiunti i furbi. I quotidiani ammessi a beneficiare del finanziamento col tempo sono diventati una gran quantità, spesso senza alcun conforto dell’edicola ma solo dello Stato. Così, per esempio, a una testata storica come Il Manifesto l’area della sinistra alternativa ha affiancato altri tre giornali (Liberazione, Rinascita, Notizie verdi) per una spesa complessiva che nei sette anni presi in esame ha raggiunto i 76 milioni di euro, quasi 150 miliardi di vecchie lire.
Certo, la parte del leone nel sistema di finanziamento pubblico la fanno giornali come L’Unità (40 milioni in sette anni) o La Padania (28 milioni), ma sarebbe ingeneroso dire che a beneficiarne sono solo i quotidiani di partito. Del sistema in qualche modo sono entrati a far parte anche quotidiani come Avvenire (37 milioni) o come Libero (39) o Il Foglio (25). Giuliano Ferrara spiega che Il Foglio è un lusso e in linea teorica non è giusto che il contribuente paghi il piacere di pochi, ma che in fondo anche la Scala di Milano o il Regio di Torino sono lussi per pochi pagati da tutti i cittadini. Può darsi che abbia ragione, però mi convince di più quando dice che senza contributo pubblico forse i giornalisti si sforzerebbero di fare giornali migliori. Temo infatti che, assistiti dallo Stato e nel nome della libertà di stampa, noi tutti otterremo un solo risultato: la libertà dai lettori, senza i quali continueremo a fare giornali che leggeremo da soli. Ma coi soldi pubblici.
- Giovedì 14 Agosto 2008























Commenti
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Il 15 Agosto 2008 alle 00:35 heini ha scritto:
Direttore, la vicenda dei contributi statali alla stampa, sottolineata dal Suo settimanale, lascia sconcertati. Un miliardo di €, sia pure in sette anni, è una somma enorme, soprattutto se a tale somma contribuiscono erogazioni ad organi del tutto sconosciuti al cittadino non ‘addetto ai lavori’.
Mi rendo conto che potrebbe invocarsi l’esigenza di assicurare una compiuta libertà di stampa, credo però che l’enorme debito pubblico italiano, gli esborsi per il servizio del debito stesso e la conseguente necessità di comprimere le spese pubbliche non lascino scelte. Tanto più occorrerà, a mio avviso, operare un taglio radicale in un momento in cui l’economia europea - stando alle ultime dichiarazioni della Bce - dovrà fare i conti con un ulteriore aumento dell’inflazione ed un ulteriore rallentamento della crescita, con i conseguenti problemi per le famiglie italiane.
Il 15 Agosto 2008 alle 11:02 davidepa ha scritto:
Caro Direttore, non poteva essere più esaustivo. Credo, anzi sono sicuro, che molti lettori Le danno ragione. Ma il problema è come porre fine a questa valanga di denaro pubblico sprecato. Dico sprecato perchè lo è realmente e poi se mi consente mi cito, da invalido civile e senza lavoro “campo” con la strtosferica somma si 250 euro mensili. Ora dico, ma non sarebbe meglio investire in nuovi posti lavoro e collocare persone come me che ne hanno un bisogno estremo? Grazie Direttore
Il 15 Agosto 2008 alle 11:39 nhico ha scritto:
La libertà di stampa non c’entra proprio niente. C’entra tanto invece il rigonfiamento dei singoli portafogli a discapito delle vere necessità della povera gente. Che questo o quel giornale dalle dieci copie vendute possa chiudere, alla collettività non può fare che piacere. Come tutte le volte che si tagliano gli sprechi a colpi d’accetta. L’anomalia non sta nel tagliare i rivoli d’oro su cui attingono le penne i tanti giornalisti fantasmi, ma nel permettere che tanta ricchezza venga sottratta alle casse dello Stato, per iniquità di questo genere.
Il 15 Agosto 2008 alle 12:41 sara965 ha scritto:
Il finanziamento del “Campanile” di C. Mastella, dato in pasto ai media, aveva già lasciato intuire grosse erogazioni di denaro pubblico. Se i calcoli riportati nell’articolo sono veritieri, scombussola sapere quanto è stato speso in questi ultimi anni per sostenere la stampa.
Ora, partendo dalla necessità di ridurre il budget per i giornali, c’è solo da verificare il criterio con cui lo si intende fare. Uno dei criteri potrebbe essere quello di sostenere gli amici e strangolare tutti gli altri.
Non condivido la tolleranza senza limiti che predica Famiglia Cristiana, ma preferisco avere la possibilità di leggere senza problemi pure chi non è sintonia con le mie idee.
Lo sventolio della bandolera nell’arena stimola la carica dei tori, che poi finiscono infilzati …..
Il 15 Agosto 2008 alle 20:11 angelo41 ha scritto:
Finalmente qualcuno denuncia una situazione insostenibile. E’ora di finirla con questi contributi
a fondo perduto, che non hanno nessuna motivazione logica se non quella di arraffare soldi.
Se il giornale non vende vuol dire che i suoi scritti
non interessano nessuno, neanche quelli della medesima
ideologia.
Lo stesso discorso vale per il finanziamento dei partiti: se non hai seguito chiudi, non l’ha ordinato
il medico la formazione di un nuovo partito.
L’esempio del Partito Radicale fa testo; sono anni che
esiste ed è stato l’unico a combattere il finanziamento
pubblico. Esiste perchè ha un seguito di appassionati
militanti che diffondono i loro propositi attraverso la loro radio ed autofinanziandosi.
I finanziamenti alla radio sono venuti dopo, quando hanno dimostrato di rendere un servizio pubblico e dopo
aver creato un archivio sonoro che documenta quasi 50
anni di storia italiana.
Il 15 Agosto 2008 alle 21:12 peppequintale ha scritto:
La strada è quella giusta. I privilegi servono solo agli incapaci. Bisogna continuare così, senza ripensamenti.
Il 16 Agosto 2008 alle 11:58 pasmes ha scritto:
I contributi statali alla stampa, così come tanti altri dello stesso genere, non ultimo i rimborsi elettorali, rappresentano uno dei numerosi modi più scellerati ideati dalla politica, per scialacquare e per affondare le mani sul pubblico denaro. L’Unione Europea ha fondato tutta la sua azione proprio su questo: la gestione dei contributi in denaro (enormi somme di denaro pubblico) elargiti a destra e a manca senza ritegno, senza criterio e senza alcun senso di responsabilità. Denaro sfilato con prepotenza inaudita dalle tasche dei cittadini laboriosi. E nessuno controlla dell’uso che se ne fa, e nessuno ne risponde di persona.
Poi ci battiamo in petto per proclamare, sconsolati e falsamente costernati, che la cittadinanza diventa sempre più povera e che l’economia non si riprende, e tutto va in malora.
Il 16 Agosto 2008 alle 23:16 alcidio ha scritto:
egregio direttore Belpietro, non solo ai piccoli giornali, ma a tutti devono togliere queste prebende, le grandi testate sono quelle che ricevono più di tutti, BASTAAAAAAA Dott. Tremonti toòga a tutti questi nostri soldi, e li usi per incominciare a diminuire il debito pubblico, deve dire a tutti editori, teatri, cinema e quant’altri che è finita la cucagna, se non faremo così lasceremo ai nostri nipoti un debito tale che dovranno sobbarcarsi la responsabilità di onorare, sicuramente lo faranno, ma anzichè portarci i fiori al cimitero ci malediranno in eterno, cordialmente alcidio
Il 17 Agosto 2008 alle 18:38 henric_900 ha scritto:
Ecco direttore, togliamo i contributi alla stampa, siamo tutti d’accordo, ma togliamo anche i vergognosi contributi per la carta ai grandi gruppi editoriali, compreso il suo editore, la Mondadori, che finiscono dritti negli utili delle grandi aziende del settore. Perché di questo non parla?
Il 19 Agosto 2008 alle 11:13 Corrado Buccieri ha scritto:
Caro direttore,apprezzo il suo articolo,ma andiamo fino
in fondo,non si fermi alla stesura ma continui la lotta. Mi sembra che Ferrara non è d’accordo.
Per l’ENI Scaroni ha lanciato 24 ‘Sciocchi’ consigli
ma le bollette continuano ad aumentare.
Per la stampa…..la gazzetta del Molise ha distribuito
le copie gratis…..porta a porta….questo forse gli
comportava un costo….ora ha messo i distributori…
gratuiti sulle strade.Mi da un senso di disgusto vedere
tanta carta sciupata….oltre ai costi enormi per
l’intera collettività….lo sfascio continua.
Il 19 Agosto 2008 alle 14:52 linux747 ha scritto:
Evvvjva !!!! ……. La Libbbertà … di STAMPA del Govjerno Fantocccjo della Repubbbljka Sovjetika Ytagljana NAZZZZI-KATTTO-BOLSCjEVIKA spese del POPOLO.
Il 22 Agosto 2008 alle 15:55 on. satanotti ha scritto:
Tutto giustissimo! Finalmente posso dirmi d’accordo con Belpietro! Peccato che quando lo denunciava Beppe Grillo con il secondo V-day ci si preoccupava più di gettargli fango addosso, criticare il linguaggio, la sua vita privata o ancora meglio oscurarlo, senza prenderne in considerazione i contenuti. Se Belpietro era d’accordo poteva andare a firmare al V2-day.
E ci si dimentica anche di dire che anche “Il Giornale” e altri giornali di destra, schierati o di proprietà dei partiti usufruiscono di ingenti quantità di quei soldi pubblici.
Il 28 Agosto 2008 alle 08:19 ferdinandaaz ha scritto:
Sono d’accordo, io eliminerei anche i contributi per la carta a qualsiasi giornale.
Tuttavia, mi permetta di dubitare che questo governo agli annunci farà seguire i fatti.
Il 30 Agosto 2008 alle 18:59 ferdinandus ha scritto:
Mi scusi Dr Belpietro, Le chiedo: Lei mi sembra che sia stato in vari giornali che venivano regolarmente finanziati dai partiti. Perchè proprio ora fa questa crociata per la riduzione del finanziamento pubblico ai giornali? Se l’ha fatta anche prima, Le chiedo scusa. Ancora: Non Le sembra che lo stipendio dei Direttori di testate giornalistiche sia eccessivo? Non parlo del suo. Non lo conosco. E’ una domanda che Le faccio. Gradirei una sua risposta. Non mi risponda facendo il raffronto con altri settori della P.A. perchè so bene che ne esistono ed anche con responsabilità minori delle Vs e magari con stipendi più alti. Ma queste sono patologie del sistema che vanno sanate. Se è d’accordo con me perchè dal suo Giornale non sottolinea anche questo argomento. La ringrazio e concordo con Lei sui Giornali assistiti.
Il 31 Agosto 2008 alle 12:15 rezik ha scritto:
Giusto il rilievo di Satanotti.
Su questo argomento è ridicolo che non si citi minimamente Beppe Grillo che dopo un anno di spettacoli ed un Vday ha già raccolto mezzo milione di firme per un referendum.
Se anche qui c’è gente che commenta: “Finalmente qualcuno denuncia una situazione insostenibile…”
Se in Italia tutti sanno il significato di “Vday” ma nessuno sa quali ne erano gli argomenti (condannati in parlamento, legge elettorale e finanziamenti a pioggia alla stampa), la vittima di questo è l’informazione.
Il 1 Settembre 2008 alle 19:03 puccio47 ha scritto:
Anni fa i liberisti talebani decisi a distruggere il sistema pensionistico pubblico l’attaccavano pompando le patologie. C’erano, in effetti, parecchi babypensionati e falsi invalidi per cui era un gioco da ragazzi sollevare scandali-cavalli di Troia. E convincere la pubblica opinione a gettar via il bambino insieme con l’acqua sporca. La questione dei giornali sostenuti da erogazioni statali ha che fare sostanzialmente con la libertà d’informazione. Che è garantita quando c’è pluralismo. Che è assicurato dalla pluralità dei mezzi. Senza aiuti, i piccoli giornali chiudono i battenti. A navigare resterebbero pochi gruppi-corazzate. E avremmo un oligopolio dei media. Se c’è qualcuno che sfrutta le attuali leggi-sostegno per fare giornali finti e quant’altro, è bene che venga escluso. Cancellarli tutti sarebbe per davvero un colpo. Mi permetto anche di ricordare che i piccoli giornali sono sempre stati grandi scuole di giornalismo. Molte firme hanno avuto la possibilità di affermarsi grazie al tirocinio svolto alla Voce repubblicana o al Popolo oppure all’Avanti. I giornali-leader difficilmente avrebbero dato spazio ad un… i nomi metteteceli voi.
Il 3 Settembre 2008 alle 16:12 ferdinandaaz ha scritto:
Direttore,
mi spiace deluderla, ma il suo giornale non è il primo ad aver fatto questi conteggi (come sostenuto nel suo articolo), ci aveva pensato già Report circa tre anni fa; servizio nel quale tra l’altro lei era tra gli intervistati.
Le opionioni dei governi Berlusconi al riguardo sono abbastanza “ballerine”: nel 2001 avevano approvato una leggina che permetteva a qualunque giornale, purché cooperativa di accedere al finanziamento. Oggi dicono di volergli togliere. Mah, lei si fida ? Io no.
Infine, perché non togliere qualsiasi tipo di contributo pubblico ? Anche quelli sulla carta, intendo. E’ ora che gli imprenditori italiani (editori compresi) imparino a fare gli imprenditori con i mezzi propri, non con quelli dello Stato come nel caso dei giornali o di Alitalia. Basta, non se ne può più.
Il 25 Settembre 2008 alle 16:16 Corrado Buccieri ha scritto:
25 settembre 2008,l’asta è chiusa.Nessun acquirente.
Il 26 Settembre 2008 alle 09:05 voltaireplus ha scritto:
Signori della redazione del forum PANORAMA, Sono sempre in attesa delle vostre scuse!!!
Esigo delle scuse, ieri mi avete deriso umiliato d’avanti a tutti per una colpa che non ho commesso,
Che i vostri provocatori, dico i VOSTRI perché siete voi a pagarli al clic, tanti clic tanti soldi, Il loro compito è evidente provocare per accendere la discussione che deve sempre trascendere il polemica, cosi ottenete più clic dagli utenti ,
PIu’ clic più soldi per VOI, Quella odiosa finestrina che scende nel mentre uno scrive nell’ opposito spazio paga molto di più,
Adesso le scuse!! perché la vostra reazione di ieri era perché avevo scoperto l’INGANNO, Voi giocate con i sentimenti della gente: sia religiosi che politici, o personali;
Le vostre astuzie di Bannare un vostro uomo per poi darli un’altro Nick per continuare sono astuzie infantile, come potete vedere non mi rivolgo ai VOSTRI provocatori ma direttamente a voi, fate presto!!
Io ho votato BERLUSCONI credendo di votare per la libertà, niente di più falso gli ITALIANI sono diventati vittime d’un sistema lucrativo che porta sempre tanti soldi nelle tasche del PAPERONE DEI POPERONI, la libera informazione televisiva è morta, i programmi sono creati ad’hoc per fare una società di rimbambiti che continueranno a votare BERLUSCONI,
Lo sapete che sono anche FRANCESE e vivo in Francia, qui in Francia ci facciamo ammazzare per le libertà,Questa per me è una campagna di libertà
Non crediate che faccio questo per far ancora parte dei poveretti pecoroni del vostro forum,
Poveretti soggiogati dalle vostre astuzie, non mi interessate, se andate avvedere i miei post ho sempre seleziona i miei interlocutori, solo qualche volta perché da loro provocato ho scambiato qualche battuta con i vostri provocatori. ieri m’avete bannato un sacco di volte vi consiglio di non perdere più tempo, le scuse e poi ognuno per la sua strad
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