L’europeo
Il presidente George W. Bush ha dichiarato che occorre rispettare la sovranità e l’integrità territoriale della Georgia. Intende dire che l’Abkhazia e l’Ossezia del Sud non hanno il diritto di separarsi da Tbilisi e proclamare la loro indipendenza. Ma quando il governo serbo chiese il rispetto della propria integrità territoriale e sostenne che l’indipendenza del Kosovo era una violazione del diritto internazionale, gli fu risposto che i popoli hanno il diritto di decidere il proprio destino. Era giusto deplorare lo scoppio delle ostilità, ma non sarebbe stato giusto ricordare che l’esodo degli osseti del Sud, dopo l’attacco georgiano, ricorda quello degli albanesi dal Kosovo quando Slobodan Milosevic cercò di ripulire etnicamente la regione? Gli Stati Uniti e il Consiglio Atlantico hanno accusato la Russia di avere fatto un uso “sproporzionato” della forza. Ma il conservatore americano Patrick Buchanan ha ricordato in un recente articolo che la Nato bombardò la Serbia per 78 giorni nella primavera del 1999 e che Israele, dopo una incursione di Hezbollah in territorio israeliano, bombardò il Libano per 35 giorni nell’estate del 2006. Avrebbe potuto aggiungere che quegli “sproporzionati” bombardamenti furono possibili anche perché gli Usa impedirono al Consiglio di sicurezza, in quel lasso di tempo, di accordarsi su una risoluzione che avrebbe chiesto a Israele di interrompere le ostilità.
Il segretario americano alla Difesa Robert Gates ha dichiarato che il comportamento della Russia «ha rimesso in discussione l’intera base del dialogo strategico fra Russia e Stati Uniti». Il candidato repubblicano alla Casa Bianca John McCain ha dichiarato che occorre prendere in considerazione la possibilità di sospendere la partecipazione della Russia al G8. Ma nessuno chiese la sospensione degli Stati Uniti dalle maggiori organizzazioni internazionali quando i fatti dimostrarono che il discorso del segretario di Stato americano al Consiglio di sicurezza (ricordate Colin Powell che mostra al mondo la «prova» degli armamenti chimici iracheni?) era privo di qualsiasi fondamento.
E nessuno in Occidente chiese che agli Stati Uniti, dopo gli scandali di Abu Ghraib e Guantánamo, venisse chiesto di uscire dal Consiglio dell’Onu per i diritti umani. È inutile sorprendersi di queste contraddizioni. I governi parlano la lingua della legalità internazionale, ma agiscono secondo i loro interessi e usano gli argomenti che meglio servono a raggiungere i loro obiettivi. Gli americani sembrano dimenticare tuttavia che è interesse di uno stato, altresì, comprendere gli interessi degli altri, anticipare le loro reazioni, pesare attentamente le conseguenze delle proprie iniziative.
Gli americani non hanno capito che l’adesione dell’Ucraina e della Georgia alla Nato sarebbe stata considerata a Mosca una intollerabile invasione di campo. Non hanno capito che l’installazione di basi americane in Polonia e Repubblica Ceca sarebbe stata percepita in Russia nello stesso modo in cui gli Stati Uniti percepirono l’installazione di missili sovietici a Cuba nel 1962. Non hanno capito che Vladimir Putin è popolare nel suo paese proprio perché lo ha sollevato dallo stato di prostrazione internazionale in cui era caduto all’epoca di Boris Eltsin.
A giudicare dalle parole di Bush, dalle dichiarazioni di Gates e dal modo in cui il governo americano si è affrettato a concludere un accordo con la Polonia per l’installazione di una base antimissilistica, si direbbe che dalla crisi georgiana Washington non abbia tratto alcuna lezione. Dovremo quindi prepararci a nuovi errori e a nuove crisi.
- Venerdì 22 Agosto 2008























Commenti
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Il 23 Agosto 2008 alle 12:42 melloni ha scritto:
Finalmente una voce pacata e autorevole che può ( ancora ) scrivere il minimo indispensabile in lingua italiana per una testata a larga diffusione. I siti effedieffe e dedefensa hanno scritto anche il resto … Grazie ambasciatore Romano !
Il 24 Agosto 2008 alle 10:52 nhico ha scritto:
Si alza lenta la spirale di fumo, mentre un’altra bandiera americana viene data alle fiamme. E’ possibile fare una professione dell’ antiamericanismo?
Il 24 Agosto 2008 alle 16:00 wallythegator ha scritto:
Mi spiace ma non condivido il pensiero dell’Ambasciatore. Anzi mi sembra che i due pesi e le due misure le applichi lui quando parla degli USA. No non penso che si possa paragonare ciò che accadde in Kosovo a quello che accade in Georgia. Se non sbaglio i cecchini di Serajevo, Srebrenica e la sua pulizia etnica furono il motivo che spinse l’Occidente (gli USA in pratica perchè come al solito gli europei latitano alquanto)ad intervenire, e non mai sottolineato abbastanza, in difesa dei musulmani; fatto che non commosse chi elaborò e effettuò l’attacco alle torri gemelle. E l’Iraq, già forse per l’ambasciatore sarebbe meglio fare gestire le cose dagli esperti come lui, esperti che negli anni passati non hanno evitato le stragi nell’Iraq stesso, o il genocidio in Ruanda ed ora non trovano il modo di impedire le stragi in Sudan. Ma già, importante è parlare,tanto a morire sono sempre e solo gli altri.
Il 25 Agosto 2008 alle 17:42 Georgia: due pesi e due misure - OrionOnline ha scritto:
[...] (Panorama.it) [...]
Il 26 Agosto 2008 alle 01:41 lucilinburhuc ha scritto:
Condivido pienamente le osservazioni di Romano. Fa piacere leggere finalmente un commento fuori dal coro, che espone una verità scomoda ma evidente a tutti. Il modo in cui la stampa ha affrontato la crisi del Caucaso è stato semplicemente scandaloso. Totale assenza di obiettività. Gli aggressori presentati come vittime e viceversa. Grossolane manipolazioni delle immagini e delle interviste. Per fortuna che almeno c’è Romano.
Il 27 Agosto 2008 alle 16:04 baal ha scritto:
Totalmente d’accordo con Romano. L’unica differenza con il Kosovo è che qui i russi sono intervenuti a proteggere la propria popolazione. E da un lato mi chiedo come si faccia in Europa a non capire, ora che la questione ideologica non esiste più, che un forte contrappeso russo allo strapotere americano può solo essere positivo. E che dobbiamo assolutamente mantenere l’alleanza sia con gli USA che con la Russia, poichè il vero pericolo non viene da Est ma da Sud.
Il 27 Agosto 2008 alle 16:24 luanmagi ha scritto:
certo che la vicinanza di un oleodotto ai territori delle due povere regioni della Georgia è un handicap notevole al poter vestire da agnello la russia e da falchi gli occidentali. Romano spiega in modo corretto ed imparziale i fatti, ne salta però le vere cause. Certo che tanta bontà ed equità la russia non l’ha dimostrata con la cecenia, che pur voleva essere indipendente e libera. Purtroppo, per i Ceceni, nel loro sottosuolo c’è un mare di petrolio…. aspettiamo l’inverno e prepariamoci.
Il 28 Agosto 2008 alle 16:00 fastnet ha scritto:
Complimenti Ambasciatore per la sua lucida chiarezza.
La Russia, in questi giorni, soffre proprio la rabbia e l’impotenza di quanto detto dall’Ambasciatore.
Ogni giorno compaiono interviste con giornalisti stranieri che si sono visti non pubblicati articoli o foto che spiegavano quanto successo nell’Ossezia del sud con l’attacco Georgiano (Der Spiegel, ecc.) mentre le tv ed i giornali sono inondati da dichiarazioni pro Georgia che contengono anche molte falsita’.
La Russia, con il suo storico orgoglio non mollera’ mai la sua “verita’” e le sue scelte, anche a costo di un isolamento globale internazionale.
E’ convinta di aver ragione e di aver agito piu’ che legittimamente. E non e’ propaganda strategica, lo crede veramente.
Sono meravigliato di come l’Europa non segua i semplici ragionamenti che Romano espone con lucidita’, quantomeno per fare un distinguo dalla posizione USA chiaramente “irritati” dal fatto che la Russia abbia rotto il loro giocattolino strategico “Georgia” curato da tanti anni proprio ad un passo dal suo compimento con l’ingresso nella NATO.
Solo l’On. Frattini sembra una voce solista in un coro di “caccia alle streghe”. Mi domando : Ma il Mondo e l’Europa sono tutti preda di una follia di irragionevolezza momentanea che rischia di portarci ad un conflitto di proporzioni catastrofiche, oppure obbediscono ciecamente ai dettami USA e se cosi’ fosse perche’ viste le prossime elezioni di novembre ed un dichiarato fallimento della politica internazionale di Bush.
O forse hanno interesse a tenere buoni i nuovi stati membri ultranazionalisti ed anti-Russia come Polonia e Paesi Baltici per il trattato di Lisbona… ?
Non riesco a capire. Vorrei un aiuto in tal senso.
Il 29 Agosto 2008 alle 09:17 Corrado Buccieri ha scritto:
Bravo ambasciatore,condivido il pensiero e se devo
dare un voto agli opinionisti di questo numero Le dò
un bel 9.
I mass-media ci impongono ad inneggiare a tutto ciò
che fa l’imperialismo di Bush…e a denigrare tutto
quel che fa Putin.
Guardiamo attentamente la realtà.
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