
Un paio di numeri fa mi sono occupato del finanziamento pubblico ai giornali di partito, che in 7 anni è costato alle casse dello Stato più di 1 miliardo di euro. Nell’articolo me la prendevo in particolare con quei quotidiani fantasma che vendono 1.000 copie ma incassano 2 milioni di euro. Un paio di righe dell’articolo erano dedicate anche alle testate che di partito non sono, ma che ricevono comunque fondi dallo Stato, e fra queste segnalavo Avvenire e Libero. Pur essendo uno dei più forti percipienti (39 milioni in 7 anni, fonte: presidenza del Consiglio), al giornale di Vittorio Feltri non riservavo alcuna critica. Ma, evidentemente, anche la semplice citazione ha infastidito l’amico, il quale ha reagito piccato, dandomi del bugiardo. La mia colpa? Avrei omesso di dire che Panorama e la Mondadori per i loro abbonamenti godono di tariffe postali agevolate. Feltri si chiede retoricamente che differenza ci sia fra lui e noi.
Lo spiego subito. Il direttore di Libero gioca sulla scarsa conoscenza della legge sull’editoria. Da molti anni esiste una norma che riconosce ai giornali uno sconto sulle tariffe postali. È un provvedimento adottato da tutti i paesi europei e che mira a favorire la lettura e gli abbonamenti. Distribuire costa e gli editori tagliano le diffusioni concentrandosi sulle edicole dove si vende di più e dove arrivare costa di meno. Incentivando gli abbonamenti si consente a chiunque e con minor spesa di ricevere ciò che desidera. Allo sconto hanno diritto tutti i giornali, dunque anche Libero, se non fosse favorito da un privilegio di cui dirò in seguito. Panorama beneficia della tariffa agevolata e per ognuna delle 220 mila copie che spedisce paga 0,36 centesimi, che sono pochi in meno rispetto a quelli versati nei paesi europei per analoghi servizi. Panorama e la Mondadori non incassano 1 euro, semmai i soldi li prendono le Poste, sulla base di una trattativa che fanno con la presidenza del Consiglio. Si può discutere la tariffa agevolata, la si può criticare e perfino abolire, ma si tratta di un aiuto simile a quelli riservati a comparti giudicati utili, per esempio l’autotrasporto o l’agricoltura, cui lo Stato garantisce sgravi o crediti d’imposta, senza distinzioni d’impresa. È insomma un sistema pulito, che non altera la concorrenza, simile agli sconti per chi installa finestre a risparmio energetico o pannelli solari.
Ciò di cui godono i giornali di partito è invece ben diverso. Si tratta di un finanziamento basato sulle spese e che prevede un contributo a piè di lista dell’ordine del 60-70 per cento. In pratica questi quotidiani più spendono e più ricevono. Più copie tirano, anche se non le vendono, e più incassano. Possono perfino permettersi un supplemento, tanto paga Pantalone. Lo Stato è per loro un socio di maggioranza che non ha diritto di voto, ma cui tocca contribuire per due terzi alla spesa. Un sistema chiuso, di cui pochi godono. Per ottenere i quattrini, il giornale deve infatti far capo a un gruppo parlamentare, a un movimento politico o a una cooperativa. Questo è il fondo da cui Libero attinge quasi 8 milioni di euro l’anno (dato riferito al 2006), chiaro? A questo punto qualcuno si domanderà che cosa c’entri il quotidiano di Feltri con i giornali di partito. Niente. C’entra solo per via di un furbo espediente escogitato 8 anni fa, quando Libero fu fondato. Siccome nessun editore era disposto a metterci troppi soldi e Feltri non intendeva rischiare i suoi, qualcuno si ricordò che esisteva un bollettino mensile del Movimento monarchico italiano, Opinioni nuove, registrato fin dal 1964 presso il tribunale di Bolzano. Il periodico era l’organo di un gruppo di amici, quattro gatti, che usciva quando e come poteva, ma riceveva un contributo di 20 milioni di lire l’anno dallo Stato. L’editore di Libero chiese ai monarchici di prendere in affitto la testata in cambio di 100 milioni di lire: un affare per i nostalgici del re, ma soprattutto per Feltri e i suoi, i quali s’inventarono una specie di supplemento quotidiano di Opinioni nuove. In grande si leggeva Libero, in piccolo, ma con la lente d’ingrandimento, la testata del Mmi, quella che aveva diritto ai contributi di Stato. L’Espresso se ne accorse e chiese lumi a Feltri, il quale giurò che avrebbe rinunciato ai finanziamenti. Una promessa dimenticata in fretta, perché appena un anno dopo, compreso che la testata Opinioni nuove era una gallina dalle uova d’oro, Libero chiese ai monarchici di comprarla per 500 milioni di lire. Agli orfani di Casa Savoia parve di sognare: il loro giornalino si rivelava il miglior investimento mai fatto. Perciò si affrettarono a vendere e a investire il ricavato in alcuni negozi a Bolzano. In realtà, il miglior investimento lo ha fatto Libero: chi di voi non pagherebbe 500 milioni di lire una tantum per poi incassare in 7 anni quasi 40 milioni di euro e chissà quanti altri nel futuro? Certo, bisogna riconoscere che, a differenza di altre imprese consimili, almeno quei soldi sono serviti a far nascere un giornale importante. A Feltri va dunque dato atto di aver fatto qualcosa di utile. Ma non deve arrabbiarsi se sorrido di fronte alla sua arrampicata sugli specchi per giustificare il finanziamento pubblico. È uno stile libero che non gli si addice.
- Venerdì 29 Agosto 2008























Commenti
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Il 29 Agosto 2008 alle 21:31 angelo41 ha scritto:
Compro “il Giornale” da trent’anni, conosco Feltri ed
il suo attaccamento al danaro. Che dire, buon per lui!
Il 30 Agosto 2008 alle 00:31 peppe4pe ha scritto:
GIORNALISMO INFORMAZIONE OBIETTIVITÀ
Mi complimento per il suo articolo privo di “peli sulla lingua”. Questo giornalismo, che mi arricchisce di informazioni in modo chiaro ed inequivoco, è quello che davvero apprezzo.
A lei non interesserà, ma per me ha guadagnato molti punti.
In genere trovo sempre da ridire sugli articoli principali, ma stavolta no.
Buona continuazione, senza alcun dubbio.
Migliori saluti.
Il 30 Agosto 2008 alle 09:34 Corrado Buccieri ha scritto:
Direttore,mi auguro solo che nelle prossime puntate,
ci dite che il problema contributi-stampa sia stato
risolto.Auguri per Lei e per tutti i lettori.
Il 30 Agosto 2008 alle 19:29 mmi ha scritto:
Invito il Direttore Belpietro a documentare quanto pubblicato e cioè che il Movimento Monarchico Italiano avrebbe ricevuto 500 milioni per la Testata Opinioni Nuove e acquistato “negozi”. Poichè ciò non corrisponde a vero e smentisco personalmente quanto pubblicato e attendo prova documentale, che non esiste.
Alberto Claut
Segretario Nazionale MMI
http://www.monarchici.org
Il 1 Settembre 2008 alle 23:05 lupo.rex ha scritto:
Ma no, ma dai!
Storie vecchissime ricicciate. Peggio dell’Espresso.
Manca solo Giulianone Ferrara col suo Foglio.
Belpietro queste cose mi piacciono poco. E Feltri ti ha sottratto non poche copie quando dirigevi il Giornale, che pure è il “mio giornale” da sempre. E non solo quelle “vendute” come sappiamo, rispetto alle quali Repubblica è da record mondiale di venduto fasullo.
Comunque, contento tu…
Il 4 Settembre 2008 alle 11:59 jinionimicolico ha scritto:
il buffone italiano…
Il 4 Settembre 2008 alle 12:00 jinionimicolico ha scritto:
“www.guardian.co.uk/business/2008/aug/27/europe”
Il 25 Settembre 2008 alle 14:15 voltairebis ha scritto:
Signori della redazione (Signori si fa per dire)
1) la vostra parte politica ha appena perso un elettore, sono un liberale, questi metodi illiberali mi fanno semplicemente schifo.
2) cosa ho fatto di cosi scandaloso, ho messo becco dove non dovevo?? cosa credete che i vostri metodi terranno la società allo scuro di quello che sta succedendo,
volete creare un paese di prezzolati come voi.Quali sono gli ordini che vengono dall’alto??
3) la televisione è diventa una fucina per imbecilire la gente, Ballerine, quiz, soap opera stanno rincoglionendo gli Italiani
Adesso parliamo del perché mi avete bannato: ho reagito alle oscenità del utente squitty, ma lo sapete che siete perseguibile per avere fatto pubblicare discorsi che contenevano
oscenità,senza avvertenza per i minori il vostro amichetto passavo_per_caso: convoli non siete di niente prima, siete cosi svegli non vi siete accorti del suo operato durante gli ultimi anni??
Le vostre giustificazione per bannarmi per avere messo il becco nei vostri sporchi raggiri sono puerili
“Macbert ci segnali per piacere”, “doveroso” “reincarnazione”
Signori si fa per dire, sono un uomo libero è vi dico merde? vi consiglio di dare risposte esaudenti a questo post perché non la smetterò e, andrò sempre più alto
ANDATEVI A RIGUARDARE I PRIMI POST DI SQUITTY? E PASSAVO ASPETTO RISPOSTE!!!
PS. VI CONSIGLIO DI LEGGERE QUELLO CHE SCRIVE GIACOMO IL LICANTROPO, E IN FUTURO NON GLI BANNATE QUELLO CHE NON VI CONVIENE!!!
NON DITE CHE IL FORUM E IL VOSTRO PERCHE’ LO SO VI CONTESTO D’AVERMI UMILIATO PUBBLICAMENTE QUESTA E’ UN OFFESA
PSS questi sono i post di squitty cose non sono abbastanza a luce rosse per voi!!
…. sulla pancia… posso strofinarmi il clitoride sulla pancia quanto mi pare e piace..posso pure mettermelo dentro quando mi pare e continuare a strofinarmelo sulla pancia ..posso anche staccarmi e prenderlo in bocca…far sciogliere e cadere saliva sul glande, lasciarla calare giù..e poi riprenderle con la lingua riportarla in su in cima al glande per poi prenderlo tutto con la bocca…e spompinare..
Il 13 Maggio 2009 alle 05:24 Strategie editoriali & continuità promozionale « Il Giornalaio ha scritto:
[...] PS: Del resto per l’organo ufficiale del partito monarchico omaggiare l’imperatore è doveroso. [...]
Il 30 Settembre 2009 alle 07:50 Quanto costa Libero al contribuente | Minitrue ha scritto:
[...] ma non amico visto l’articolo al vetriolo con il quale ricostruisce la storia di Libero su Panorama da lui diretto. Nel frattempo, per sfuggire alla stretta imposta sui finti giornali di partito [...]
Il 3 Ottobre 2009 alle 16:40 indigesto ha scritto:
Potrebbe adesso darci migliori spiegazioni, Belpietro, visto che è diventato, ironia della sorte, direttore di Libero.
Il 8 Maggio 2010 alle 09:24 "Libero" regalo di Stato agli Angelucci - Pagina 6 - Politica in Rete Forum ha scritto:
[...] [...]
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