Vespa: Via l’ultimo tabù della giustizia

Angelino Alfano

Fuori Porta

“Noi oggi abbiamo un processo con due parti, accusa e difesa, e un giudice. Di queste tre persone, due hanno fatto lo stesso concorso. Frequentano lo stesso ufficio, sono colleghi e si danno del tu. La terza persona deve dare del lei alle altre due. Già questa differenza di toni confidenziali fa cadere la parità tra le parti. Per ripristinarla, noi vogliamo separare la carriere dei magistrati giudicanti da quella del pubblico ministero”. Angelino Alfano ha le idee chiare. Nella lunga conversazione che abbiamo avuto per il mio libro Un’Italia diversa. Viaggio nella rivoluzione silenziosa (Rai Eri Mondadori) fa cadere l’ultimo tabù.
La carriera unica per tutti i magistrati non esiste in alcun paese occidentale. Da noi le ultime riforme hanno progressivamente reso più accidentato il passaggio da una funzione all’altra. Però il ministro della Giustizia vuole andare oltre: separazione netta. “Non abbiamo ancora stabilito se dividere i concorsi o far decidere al candidato la destinazione dopo l’ammissione” dice il ministro “ma non c’è dubbio che per garantire la perfetta parità tra accusa e difesa il sistema migliore è una separazione netta”.

Non si rischia in questo modo di legittimare un “partito dei pm”? “No” risponde Alfano. “Adesso i pubblici ministeri sono 2 mila su 9 mila magistrati e sono bene identificati dal punto di vista funzionale. Non vedo quindi il rischio di una cristallizzazione maggiore”.
Possibilità di passaggi da una carriera all’altra? «Negli ultimi anni il legislatore si è progressivamente orientato a impedirlo. Non vedo perché dovremmo nuovamente allargare le maglie. Meglio consentire una specializzazione».
Altra obiezione: il Pd sarà contrario e l’Associazione nazionale magistrati farà le barricate. E gli alleati di Forza Italia? “Nessun problema” dice Alfano. “La Lega va addirittura oltre teorizzando che i magistrati debbono essere eletti come negli Stati Uniti. E An è d’accordo con noi”.
Sarà naturalmente necessaria una riforma costituzionale, ma Alfano non intende avanzarla fino a compromettere l’indipendenza del pubblico ministero. “Non vogliamo sottoporre l’ufficio dell’accusa al governo come accade negli altri paesi” dice “per due ragioni. La prima è che la separazione delle carriere è sufficiente da sola ad assicurare la parità delle parti. La seconda è che commetteremmo l’errore dei politici della Prima repubblica nel considerarci eterni. Quando al potere dovesse tornare l’attuale opposizione, conosciamo troppo bene la sensibilità verso i temi della giustizia di alcuni pezzi della sinistra per immaginare che avrebbero un rapporto sereno e distaccato con i pubblici ministeri”.
L’altro punto qualificante della riforma giudiziaria è la trasformazione del Consiglio superiore della magistratura. “I costituenti” sostiene Alfano “non immaginavano certo un Csm diviso in correnti con dinamiche per l’individuazione dei vertici degli uffici giudiziari che indussero il presidente Carlo Azeglio Ciampi a scrivere, dicendo che era diventata inaccettabile l’attesa di accordi tra le diverse componenti per decidere su incarichi delicatissimi”.
Il governo non ha deciso se i Csm saranno uno o due, “ma certamente” annuncia il ministro, “i magistrati saranno in minoranza. C’è un’ipotesi (Luciano Violante e altri) che prevede un terzo eletto dal Parlamento, uno dai magistrati e uno scelto dal capo dello Stato. Un’altra due quinti di nomina parlamentare, altrettanti scelti dai magistrati e un quinto dal capo dello Stato. Personalmente sono per un’alta percentuale di nomina parlamentare, magari con maggioranza qualificata per garantire l’opposizione, perché, con tutti i limiti della politica, il Parlamento è pur sempre espressione della volontà popolare. E le Camere potranno anche scegliere i magistrati”.

Commenti

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Il 26 Settembre 2008 alle 15:44 aldo1110 ha scritto:

Speriamo che,in questa tanto agognata riforma della giustizia,con seperazione di cariche ed altro,non si dimentichi la norma di legge che introdurra la responsabilita’ civile e PENALE dei magistrati.
Certo che veder ronzare nei dintorni uno come Violante induce a guardarsi le spalle,con atteggiameti tipo “attenti! Il nemico ti ascolta”Cio’ non ostante mi rassicurano la determinazione del guadasigilli Alfano e del Presidente Berlusconi con governo annesso.

Il 28 Settembre 2008 alle 12:50 nhico ha scritto:

Marco Travaglio, dopo l’insediamento di questo governo, parlò del Ministro della Giustizia e di quello per le Pari Opportunità con parole derisorie. Come è suo costume fare . Allora, commentando su “L’Espresso” quel suo pezzo sformato, non pensando di essere profetico, ma quasi certo che il tempo sarebbe stato galantuomo nei confronti dei due politici, scrissi così: - E non si roda il fegato se “Angelino Alfano e la sua collega Mara Carfagna” saranno più tosti di quanto lei possa pensare. Vuol dire che ancora una volta si sarà sbagliato nel giudicare la gente. – Senza fare paragoni blasfemi, e senza curarsi del travaglio del precitato articolista, c’è solo da augurarsi che in tempi brevi la prostituzione a cielo aperto e la Giustizia che conosciamo possano essere bandite dalle nostre strade e dalle aule dei nostri tribunali.

Il 28 Settembre 2008 alle 21:34 isidoro ha scritto:

“…con tutti i limiti della politica, il Parlamento è pur sempre espressione della volontà popolare…” Con QUESTA legge elettorale no.
Decisamente.
Altrimenti si fan passare per elezioni la scelta tra sanculotti e non sanculotti.

Il 29 Settembre 2008 alle 07:42 rezik ha scritto:

Fantastico! Ultimo tabù, giusto!
Infatti con questo, dopo la conquista della TV e della stampa, il controllo del CSM e la legge elettorale che mette tutte le decisioni in mano a due grandi partiti, si completano i disegni del Piano eversivo di Rinascita democratica ( vedi Wikipedia) di Licio Gelli.

A quando la riabilitazione di questo “Santo P2″, gran maestro del Premier, condannato con sentenza definitiva per procacciamento di segreti di Stato, calunnia di magistrati, depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano?

A quanti Italiani preme la separazione delle carriere dei magistrati? A me no. Chi ha delle vicende giudiziarie o affiliazioni per cui è così importante?
A me premere di più che la legge sia EFFICACE e UGUALE PER TUTTI; che condannati e pregiudicati non siedano Parlamento, che galeotti come Ciarrapico non possano sedere in Senato e decidere LORO quali magistrati sono degni di essere promossi o rimossi. A me preme evitare il ritorno di tangentopoli che fece sforare il debito pubblico Italiano ed oggi sta diventando “il federalismo delle mazzette”.
A me interessa che in Italia si rispetti la legalità a cominciare da chi ci amministra. Che non abbia conflitti di interessi come la moglie di Sacconi, direttrice di Farmindustria, non possa controllare i prezzi dei farmaci. Come ai bei tempi d’oro (è il caso di dirlo) di Poggiolini…
Non mi interessano nuove norme per limitare il lavoro di inchiesta dei giudici che sono già fin troppo dissuasi. Se indagano un politico per lo più vengono rimossi come Forleo e De Magistris. Altro che storie… In Italia ora comandano i pregiudicati (che NON abbiamo scelto noi), non i magistrati.

Possibile che voi giornalisti che dovreste essere il cane da guardia della democrazia, dobbiate invece avallare le azioni che portano a questo scempio?

Il 30 Settembre 2008 alle 01:52 informazione ha scritto:

Ha ragione vespa, angelino pane e vino (più vino che pane, parrebbe) ha le idee chiarissime: servire il suo padrone berlusconi così come lo serve lui.

Vespa, ma quanti soldi prendi per scrivere queste robe faziose e vergognose?

Il 10 Ottobre 2008 alle 14:39 allodola ha scritto:

Io vorrei ribaltare il problema: perchè ai magistrati non piace la separazione delle carriere? Sino ad oggi nessun magistrato, neppure l’ex Di Pietro, lo ha mai spiegato. Come può detta separazione porre la magistratura alle dipendenze della politica?. A proposito di dipendenza dalla politica, i denigratori di Alfano (per così poco!) hanno mai sentito parlare di magistratura democratica e di toghe rosse? Forse non esistono e sono una invenzione dei giornalisti? Detti “schieramenti” sono forse apolitici? Forza Alfano! Io ho lavorato con i magistrati e li conosco benissimo. Ovviamente ce ne sono di ottimi e ne conosco qualcuno: di quelli che conosco nessuno è contrario alla separazione delle carriere. Certamente è solo un caso!!!

Il 12 Dicembre 2008 alle 20:06 “Pacchetto” giustizia slitta a gennaio. E Alfano riapre al Pd » Panorama.it - Italia ha scritto:

[...] Slitterà a gennaio 2009 il “pacchetto giustizia” contenente la riforma del processo penale e le misure per affrontare l’emergenza sovraffollamento carceri. Le misure erano state preannunciate inizialmente per il Consiglio dei ministri della prossima settimana. La decisione - secondo quanto si è appreso in ambienti del governo - è stata presa dopo che il Guardasigilli, Angelino Alfano, sentito il premier Silvio Berlusconi, ha concordato sul tentativo di riannodare il filo del dialogo con l’opposizione almeno sulle modifiche con legge ordinaria al processo penale, visto che sulle riforme costituzionali resta la netta contrarietà del Pd. La prossima settimana, dunque, Alfano incontrerà il ministro ombra della Giustizia Lanfranco Tenaglia e tornerà a vedersi anche con Michele Vietti (Udc), oltre che con i capigruppo di maggioranza. [...]

Il 23 Dicembre 2008 alle 23:28 Zione ha scritto:

Nel mentre invio i più cordiali Auguri per il Santo Natale e per il Nuovo Anno, sperando che si riesca a RIFORMARE urgentemente questa Giustizia in putrefazione, oltre a qualche Sentenza Infingarda, invito a riflettere sul seguente Pateracchio, composto da queste Diaboliche Frasi e sarò grato a chi riuscirà a capirci qualcosa; senza ricorrere a costose consulenze di Maghi o Psichiatri.

Si fa presente che non si tratta di un ameno indovinello; ma bensì di una faccenda maledettamente seria, che fra l’altro alle nostre disastrate finanze è costato finora cifre Faraoniche; perché trattasi di uno stralcio della Sentenza di conferma della condanna per la Tragedia di Cogne; dovuta ad un Aneurisma; come pubblicamente rivelato da Eminenti Clinici.

Dalla quale, in sostanza si evince, come si è sempre saputo, che non c’è nessuna prova, malgrado i 27 sopralluoghi del Ris, per sostenere l’accusa a carico di chicchessia; e per quanto riguarda l’imputata, esiste solo una ridda di strampalate ipotesi, per cui si capisce che se si vuole continuare a sostenere “la colpa” di Mamma Franzoni, non resta altro che affidarsi ad altrettante cervellotiche congetture, come queste Sublimi Frasi :

“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LAPROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”

Finalmente ! Era ora che qualcuno si decidesse a parlare chiaro !! W LA GALERA !!!

Grazie anticipatamente a chi riuscirà ad illuminarci in merito; il vostro disgustatissimo Zione.

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