Caro Fiorello, per la prima volta sono parzialmente in disaccordo con te. Tu dici che in televisione ci sono sempre gli stessi programmi e ci vorrebbe una legge che vietasse di riproporli per più di due o tre edizioni. Questo a mio giudizio vale per lo spettacolo, vale meno per i reality, non vale affatto per l’informazione o per quello che si chiama infotainment, cioè una roba che sta a metà strada tra l’informazione e l’intrattenimento. Converrai che gli Stati Uniti avranno banche fasulle, ma in fatto di televisione dettano ancora legge. Bene, il Larry King Live va in onda tutti i giorni sulla Cnn dal 1985, poco dopo la nascita di quel network, e il David Letterman Show lo imita dal ’93.
Un paio di anni fa fui invitato, unico italiano, a un seminario promosso in Florida da una fondazione che fa capo a Gary Hart (a proposito: mi chiese notizie di Walter Veltroni). C’erano magnati dell’industria, giornalisti ed editori di tutto il mondo. Chiesi al capo della Cnn se avesse mai pensato di mandare a casa Larry King e lui mi chiese se ero matto. La stessa cosa avvenne per Letterman con il padrone della Cbs che arrivò con la sua nuova compagna, una splendida anchorwoman. La stessa cosa vale per i telegiornali.
Se un programma funziona, gli spettatori si affezionano e non vogliono che cessi. I reality non hanno più il successo di un tempo, ma alcuni hanno un pubblico affezionato: non ho mai visto una puntata del Grande fratello e non più di un quarto d’ora dell’Isola dei famosi, ma se entrambi questi programmi continuano ad avere qualche milione di affezionati, è difficile ordinarne la chiusura. Anche se sono convinto che una televisione senza reality sarebbe una televisione migliore.
E veniamo allo spettacolo. Qui, caro Fiorello, hai ragione: bisogna rinnovarsi. Ma per rinnovarsi ci servono tempo e soldi. Martedì 7 ottobre, ospite di Tutti pazzi per la tele, ho rivisto con grande nostalgia le puntate di Studio uno e di Fantastico di 30-40 anni fa. Erano di una ricchezza e di un livello artistico oggettivamente non paragonabili con quelli attuali. Com’era possibile? Le gemelle Kessler hanno detto che la prima puntata si provava per 2 settimane: c’era grandissimo rigore, ma gli autori e i registi si prendevano anche il tempo giusto.
E qui vengo a un mio vecchio tarlo: perché non è possibile fare in tv quel che si fa abitualmente nei grandi teatri lirici? Siamo nel 2008, eppure la Scala ha pronta la stagione del 2013. Non chiedo tanto, ma perché non si può programmare adesso almeno l’autunno dell’anno prossimo e la primavera successiva?
Tu sei il geniale (e di gran lunga anche più furbo) amministratore di te stesso: pensi davvero di restare a lungo fuori dalla televisione? Perché non programmi con 1 anno di anticipo un grande show su Rai-uno? E perché non si consente la stessa cosa agli altri, da Raffaella Carrà a Pippo Baudo? Gli autori potrebbero lavorare finalmente in pace, la tecnologia consente effetti speciali che ai tempi di Studio uno non esistevano e ai quali si doveva supplire con giganteschi, magnifici balletti.
Mi dicono che gli autori davvero bravi sono pochissimi e ingolfati di lavoro. Ma in questo campo la fretta non aiuta. Se la qualità della televisione è caduta, la colpa è nostra. Se diamo al pubblico merce tanto più scadente di quella che negli Sessanta veniva proposta a un’Italia assai meno istruita è un problema di civiltà. Se gente come te non dà una mano per tirare su la baracca, c’è davvero poco da sperare.
Con amicizia, il tuo ammiratore (e aspirante spalla) Bruno Vespa.
- Venerdì 10 Ottobre 2008























Commenti
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Il 10 Ottobre 2008 alle 18:37 isidoro ha scritto:
Caro Bruno,
a volte davvero non so come fai a scrivere una lettera aperta sperando solo che il destinatario (complemento oggetto) non legga davvero, ma invece siano i tuoi stimatori (diciamo complemento di termine) a giovarne. Come fai prima di tutto a paragonarti a Letterman o King? Giusto due giorni fà Letterman sbugiardava McCain che gli aveva rifiutato l’intervista. Tu avresti il coraggio di farlo anche con l’ultimo dei candidati consiglieri di condominio?
Ecco la tv che vuole Fiorello. Quella che ha il coraggio di dire “che l’asse rotta si riparerà con la chiave inglese” senza tremare. Semplicemente ridendo, di e con Geronimo. Perchè Toro seduto a volte si alza e si lava i piedi.
Il 12 Ottobre 2008 alle 10:00 nhico ha scritto:
C’è un solo modo per migliorare i programmi, per dare la scossa a questa tribù di saltimbanchi, dimenticarsi che esiste la Tv e tuffarsi nelle pagine di un libro. Un ritorno all’antico piacere della lettura. Scherzo. Sto scherzando. Tuttavia, se si pensa di poter rilanciare il tubo catodico statale richiamando sulla scena due dinosauri come Raffaella Carrà e Pippo Baudo, allora in Via Teulada sono tutti davvero attaccati alla canna del gas .
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