La cosa più straordinaria è che nessun grande quotidiano, salvo sporadici richiamini, ha sbattuto la notizia in prima pagina. Evidentemente le anomalie patologiche della magistratura italiana non fanno più un gran rumore. È scomparso in due giorni ogni accenno alla situazione giudiziaria napoletana: un assessore che prima si dimette e poi si uccide, il sindaco che parla del segreto istruttorio come del segreto di Pulcinella, i giornali che sanno di provvedimenti clamorosi in arrivo (il segreto di Pulcinella, appunto). Non possono ovviamente anticiparne i dettagli, ma lasciano intuire un terremoto. Vero? Falso? Chissà. Ma intanto sangue e fango si mescolano.
Arriva poi la seguente notizia: alle 8 del mattino di martedì 2 dicembre sei sostituti guidati dal procuratore della Repubblica di Salerno in persona circondano gli uffici della procura della Repubblica di Catanzaro e le abitazioni di alcuni alti magistrati con un centinaio di carabinieri e una ventina di poliziotti. Entrano, perquisiscono case e uffici fino a tarda sera. Destinatari dell’attenzione dei colleghi il procuratore capo di Catanzaro, il procuratore aggiunto, il procuratore generale reggente. Cioè tre persone al vertice della magistratura calabrese. L’accusa è pesantissima: concorso in corruzione in atti giudiziari per aver tolto a un loro notissimo e controverso collega, l’ex sostituto procuratore Luigi De Magistris, due inchieste importanti (Why not e Poseidone) «per smembrarle, disintegrarle e favorire alcuni indagati». Il capofila di questi indagati è Clemente Mastella, leader dell’Udeur e già ministro della Giustizia. Mastella, da Guardasigilli, aprì il procedimento disciplinare contro De Magistris che, con uno dei rari provvedimenti esemplari del Consiglio superiore della magistratura, fu trasferito di sede (Napoli) e di funzioni (è giudice al tribunale del riesame). Dopo aver avviato il procedimento, Mastella e il presidente del Consiglio Romano Prodi furono indagati da De Magistris. La procura di Salerno sta conducendo altre due inchieste: una sulla magistratura lucana e un’altra, assai più clamorosa, sul vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, Nicola Mancino (per presunti rapporti con l’uomo chiave di Why not, Antonio Saladino), il procuratore generale della Cassazione, Mauro Delli Priscoli (appena andato in pensione) e su Vito D’Ambrosio, per un decennio governatore delle Marche in quota Ds e ora sostituto procuratore generale della Cassazione e sostenitore in Consiglio dell’accusa nel procedimento a carico di De Magistris.
Noi ovviamente non conosciamo i confini tra la ragione e il torto, tra il lecito e l’illecito. Ma ci colpiscono due circostanze inquietanti. La prima: per una fatale coincidenza chiunque abbia dissentito in via giudiziaria o amministrativa da De Magistris si trova sotto inchiesta da parte di suoi colleghi. La seconda: non era mai accaduto nella storia italiana che un procuratore della Repubblica si presentasse a un altro procuratore della Repubblica accompagnato da un esercito di carabinieri finora impiegati soltanto per le grandi operazioni di criminalità organizzata.
A questo punto i cittadini sono autorizzati a sospettare di tutti: procuratori della Repubblica e procuratori generali, sostituti procuratori e vice presidente del Csm. Se i crociati di Salerno documentassero l’esistenza di una cupola mafiosa ai vertici della magistratura, sarebbero dei benemeriti. Ma se si fossero sbagliati? Chi ripagherebbe le istituzioni del fango di questi giorni? Chi verrebbe punito? Nessuno, probabilmente. E la credibilità del sistema giudiziario andrebbe definitivamente a picco.
- Venerdì 5 Dicembre 2008























Commenti
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Il 5 Dicembre 2008 alle 17:34 nhico ha scritto:
D’Avanzo, stamattina, su Repubblica scriveva che il 4 dicembre 2008 sarebbe stata una data storica per Berlusconi ed i berlusconiani, perché stava a testimoniare lo scatafascio del nostro sistema giudiziario. Da anni, la Carta Costituzionale è rosicchiata da un nugolo di magistrati fino a renderla illeggibile. Da anni, chi di loro si alza prima la mattina detta l’agenda della giornata e pretende che tutti gli altri si adeguino, con il beneplacito del CSM e dell’Anm. Ieri, invece, il più mattiniero di tutti è stato il Presidente Napolitano. Con molta probabilità, se si fosse svegliato per tempo dal suo sonno innaturale e avesse fatto sentire la sua voce istituzionale agli arruffati organismi del CSM e dell’ ANM, forse, un buon numero di deragliamenti si sarebbero potuti evitare. Ed ora non si troverebbe a percorrere un sentiero scivoloso e probabilmente anche un pochino fuori dell’ alveo costituzionale. Ma il giornalista della Repubblica D’Avanzo, anziché cercare di capire e spiegarsi per poi spiegare ai suoi elettori l’ anamnesi di un così insolito e altrettanto arruffato provvedimento, non trova di meglio che mettere in cattiva luce l’ attuale capo del governo. Che, da sempre, di questa magistratura dal sapore mafiosetto è stato una vittima.
Il 6 Dicembre 2008 alle 16:02 galassie ha scritto:
Questa volta nessun commento.
Il 23 Dicembre 2008 alle 23:58 Zione ha scritto:
Nel mentre invio i più cordiali Auguri per il Santo Natale e per il Nuovo Anno, sperando che si riesca a RIFORMARE urgentemente questa Giustizia in putrefazione, oltre a qualche Sentenza Infingarda, invito a riflettere sul seguente Pateracchio, composto da queste Diaboliche Frasi e sarò grato a chi riuscirà a capirci qualcosa; senza ricorrere a costose consulenze di Maghi o Psichiatri.
Si fa presente che non si tratta di un ameno indovinello; ma bensì di una faccenda maledettamente seria, che fra l’altro alle nostre disastrate finanze è costato finora cifre Faraoniche; perché trattasi di uno stralcio della Sentenza di conferma della condanna per la Tragedia di Cogne; dovuta ad un Aneurisma; come pubblicamente rivelato da Eminenti Clinici.
Dalla quale, in sostanza si evince, come si è sempre saputo, che non c’è nessuna prova, malgrado i 27 sopralluoghi del Ris, per sostenere l’accusa a carico di chicchessia; e per quanto riguarda l’imputata, esiste solo una ridda di strampalate ipotesi, per cui si capisce che se si vuole continuare a sostenere “la colpa” di Mamma Franzoni, non resta altro che affidarsi ad altrettante cervellotiche congetture, come queste Sublimi Frasi :
“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LAPROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”
Finalmente ! Era ora che qualcuno si decidesse a parlare chiaro !! W LA GALERA !!!
Grazie anticipatamente a chi riuscirà ad illuminarci in merito; il vostro disgustatissimo Zione.
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