Ferrara: Viva la differenza

Una scena de I segreti di Brokeback Mountain

L’arcitaliano 

L’episodio della censura televisiva di Brokeback Mountain, il film di successo su due cowboy che si amano e fanno l’amore sotto la tenda (scena tagliata), mi spinge a pormi due domande. Quand’è che abbiamo deciso che mettere su coppia o famiglia con una persona del tuo stesso sesso è perfettamente equivalente a sposarsi tra uomo e donna? Quando siamo passati dalla comprensione, dalla tolleranza, dalla simpatia verso l’amore che un tempo non osava dire il suo nome all’annullamento radicale della distanza culturale, psicologica e spirituale tra un comportamento omofilo e uno eterofilo?

Per rispondere a modo mio a queste due domande devo prima esibire titoli, giustificazioni e precisazioni appuntite come stuzzicadenti. Infatti in ogni società ideologizzata come la nostra, in cui la discussione sui fondamenti del vivere e sui costumi non è davvero libera, è sempre in agguato l’aggressione intellettuale, la diffamazione, l’intolleranza conformista. Quindi, ecco le mie scuse non richieste: non ho niente contro l’amore omosessuale, rispetto le persone omosessuali, e lo dimostro nella mia vita e nella mia professione. Trovo degradante ogni forma di inimicizia verso i gay, per non parlare delle violenze culturali e di stato, della persecuzione penale. La censura televisiva mi fa semplicemente ridere.

Detto questo, evito di portare il cervello all’ammasso. Le reazioni progressiste (tutte) al grottesco episodio di Raidue che trasmette una storia d’amore tra maschi senza i baci e le carezze, nella presunzione che in questo taglio si realizzi un alto concetto educativo del servizio pubblico, mostrano l’emergere di una nuova consapevolezza generale in fatto di amore e famiglia: tutto è eguale, non ci sono differenze e dobbiamo conformarci definitivamente al dogma zapateriano della coppia gay benedetta dalla legge matrimoniale eguale e dal diritto di famiglia in cui madre e padre diventano progenitore A e progenitore B al fine di tutelare la famiglia omosessuale con bimbi fabbricati per via eterologa o adottati.

Con tutta la stima affettuosa e non condiscendente verso persone dello stesso sesso che si amano, fanno l’amore e mettono su famiglia; con tutta la comprensione per l’enfasi retorica impiegata nel trattare i diritti nascenti di persone che adottano comportamenti di minoranza, fino a ieri maltrattati e abusati in modo spesso ignobile, e ora celebrano in gran tumulto la loro liberazione dal pregiudizio: con tutto ciò, mi domando se sia ancora possibile educare all’amore tra uomo e donna senza autocomprendersi, o senza risultare agli altri, cultori confessionali e oscurantisti di una visione ristretta e fanatica dell’amore, ispirata a dogmi o canoni inquisitori spietati.
Penso di sì. Puoi compiacerti di una società libera dal pregiudizio senza rinunciare al giudizio. Puoi giudicare, formandoti gli strumenti adatti, senza trasformare il giudizio in una sentenza di esclusione, tantomeno una condanna, tantomeno per le persone e le loro libere vite. Puoi essere serio, ma non senza ironia. Puoi in sostanza considerare un criterio importante di vita quel particolare tipo di amore che ti ha dato la vita, che ti ha generato nell’attesa, che ti ha accudito ed educato in un quadro familiare che ha trovato posto per figure quali la madre e il padre. Puoi considerare con particolare benevolenza e simpatia l’idea di una relazione obbligante o libera, parziale o definitiva, con una persona di sesso diverso dal tuo, eguale a te nell’umanità eppure così fatalmente e splendidamente diversa.

Combattere l’omofobia è sacrosanto e ormai lo si fa in coro. Confondere questa battaglia con la rinuncia a un principio di educazione e autoeducazione fondato sull’amore tra uomo e donna, generatore di figli e di futuro, è un’altra cosa. E qualcuno deve dirlo.

Commenti

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Il 13 Dicembre 2008 alle 03:35 paolopancio ha scritto:

“Combattere l’omofobia è sacrosanto e ormai lo si fa in coro. Confondere questa battaglia con la rinuncia a un principio di educazione e autoeducazione fondato sull’amore tra uomo e donna, generatore di figli e di futuro, è un’altra cosa. E qualcuno deve dirlo”.
Certo,però, che dirlo e scriverlo e farlo leggere una settimana sì ed una no al Suo lettore abituale……….

Il 13 Dicembre 2008 alle 11:20 frax5 ha scritto:

A mio modestissimo parere non trovo indispensabile fare tutte queste indagini accessorie sul perché e percome della protesta, spostando l’attenzione da quello che dovrebbe essere (ma ormai non lo do più così per scontato…) il problema centrare, la censura, effettivamente avvenuta.
Poiché i fatti, semplicissimi, sono due:
1) Un film é stato passato in tv, pur in seconda serata, con tagli vistosi e poco equivocabili
2) Si é levata, consequenzialmente, una protesta da una buona fetta di utenti

Ad azione corrisponde reazione. Il pubblico (quello un minimo obiettivo) ha protestato di fronte a qualcosa che, semplicemente, non aveva motivo di esserci.
Mi chiedo da quando in Italia abbiamo smesso di puntare il dito contro chi sbaglia e cominciato a puntarlo con più animosità su chi protesta e si ribella, atteggiamento ormai diffusissimo e in cui l’articolo di Ferrara si inserisce meravigliosamente, sfumando addirittura i contorni di quale sia il vero fattore scatenante di questa polemica, ovvero la censura in sé. E no, non é stata la censura a farli arrabbiare, é stata l’etica distorta che si portano dietro tutti…

Se devo invece sforzarmi e rispondere alla tesi secondo cui “si stanno perdendo di vista le differenze”, non devo far altro che riagganciarmi al punto 1 di cui sopra e aggiungere: nella stessa settimana sono stati trasmessi Brokeback Mountain, censurato, e il suo modello cinematografico, Titanic, questo invece senza nessun taglio.
Solo da questi dati, mi sento di affermare che la differenza tra i due tipi di amore non solo esiste ma é percepita con estrema attenzione, e lo sarà ancora per parecchio.
Dorma quindi sonni tranquilli.

Il 13 Dicembre 2008 alle 15:11 2novembre ha scritto:

Quante fregnacce intellettualoidi vengono spese per 2 froci che amoreggiano…

Certo è che l’italia, a furia di copiare stolte mode pseudoprogressiste ha perso ,o sta perdendo, l’UNICA cosa vera e superiore che ha, la Religione Cattolica.

A pro di chi ancora crede,o cerca la verità, ricordo, senza RISPETTO UMANO, ciò che dice S. Paolo :

“né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi,
né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.”
(1Cor. 6,9-10)

tutto il resto sono tremende c..zate per idioti.

Mi spiace ma questa è la verità.

Il 15 Dicembre 2008 alle 10:36 nhico ha scritto:

Progenitore A e progenitore B. E’ ovvio che Zapatero ha visto un episodio di troppo di Guerre Stellari e che quanto prima gli spagnoli vi metteranno rimedio. Ma così facendo ha mandato a ramingo il buon senso del creato. Perché una cosa è potere esprimere liberamente la propria sessualità e un’altra cosa è volere togliere alla stragrande maggioranza della restante parte degli umani la genitorialità. Che a pensarci bene appartiene a tutto il genere animale.

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