L’editoriale
Nella pur breve storia del bipolarismo italiano non era mai successo che il partito all’opposizione perdesse malamente le elezioni. Dalla metà degli anni Novanta, ogni consultazione di medio termine, locale o nazionale che fosse, ha sempre visto premiato lo schieramento che non aveva responsabilità di governo. Silvio Berlusconi vinse tutto ciò che c’era da vincere mentre Romano Prodi e Massimo D’Alema stavano a Palazzo Chigi e così fu anche per Piero Fassino, quando, tra il 2001 e il 2006, toccò al Cavaliere fare il primo ministro.
Per questo motivo la bruciante sconfitta in Abruzzo è illuminante di quello che sta succedendo nella politica italiana. Non solo segnala che la luna di miele tra il governo e il Paese non si è ancora interrotta, nonostante siano trascorsi da tempo i classici cento giorni, ma indica che il Partito democratico è in crisi nera, tanto da non essere considerato non dico un’alternativa all’attuale centrodestra, ma neppure un contenitore in grado d’intercettare il malcontento o il voto di protesta.
La vera novità della consultazione regionale di domenica scorsa non è, dunque, la vittoria di Gianni Chiodi e neanche l’avanzata di Antonio Di Pietro, bensì il fiasco del Pd. So che molti pensano al contrario e cioè che il successo dell’Italia dei valori sia il vero fenomeno da indagare per capire quanto sta accadendo nel centrosinistra. Certo, il raddoppio dei consensi è strabiliante, ma non bisogna confondere la causa con l’effetto. La crescita dell’Idv è una conseguenza collaterale, probabilmente neppure duratura, della sconfitta di Walter Veltroni. Se ci fosse stato un Partito democratico forte, con un leader carismatico e autorevole, l’ex pm di Mani pulite non avrebbe certamente sfiorato simili picchi di consenso.
Che il problema principale sia il pensiero debole del Pd e del suo numero uno, risulta evidente anche sulla base di altre considerazioni. Nel caso del Popolo della libertà appare chiaro chi lo guida e anche qual è il programma politico che il partito intende realizzare, ossia uno stato che tuteli i suoi cittadini ma senza rapinarli con le tasse. Anche la Lega e l’Idv sono retti da leader indiscussi e propugnano progetti forti (la prima il federalismo e la sicurezza, la seconda la lotta contro i corrotti). Invece il Pd lancia messaggi che non colpiscono l’elettore. Il passo del Partito democratico appare incerto: vorrebbe essere riformatore ma non sa su quali riforme puntare, vorrebbe opporsi ma non sa bene contro che cosa e, quando lo fa, va a rimorchio, talvolta degli studenti, sovente dello stesso Di Pietro.
Molto probabilmente la responsabilità di tutto ciò è in larga misura di Veltroni. L’errore capitale commesso dal segretario del Pd è stata la decisione di apparentarsi alle elezioni con Di Pietro invece che con i socialisti: se avesse optato per quest’ultimi, il centrosinistra avrebbe comunque perso le elezioni, ma oggi non sarebbe alle prese con un avversario interno cui lo stesso Pd ha fatto da levatrice. Con i lontani eredi di Filippo Turati, il Partito democratico avrebbe dato vita a uno schieramento riformista, invece si ritrova stretto in un abbraccio mortale con l’alleato.
Nonostante sia convinto che Veltroni porti il peso dei suoi errori, non posso fare a meno di ricordare che la nascita del Pd fu una fusione fredda, ossia l’unificazione a tavolino di due partiti che avevano storie e riti completamente diversi. Lo sbando di oggi è la conseguenza di un’unione nata male ieri. Un esperimento in laboratorio, proprio come quello che tentarono gli scienziati Martin Fleischmann e Stanley Pons. Il risultato si sa quale fu. Un flop.
- Venerdì 19 Dicembre 2008























Commenti
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Il 22 Dicembre 2008 alle 12:40 vincenzoaliascontadino ha scritto:
COSI’ PARLO’ BELLAVISTA!
Weltromarx dichiarazioni a vanvera sul comportamento di Berlusconi come l’essere più ignobile della terra e accuse stupide e gratuite per l’impoverimento dei lavoratori e pensionato dimenticando che da 60anni (come in Lucania ), essi guidano o hanno avuto responsabilità col placet nei governi passati: risultato Sindacalisti, ORA arricchiti nel loro Partito, Magistrati idem, e altri che hanno formati piccoli Partitini che come di Pietro er Schiavettones di Mani pulite che odiava SOCIALISTI, Politici e finanziamenti alla Politica egli si becca tanti milioncini e la Margherita (PD) suoi alleati che percepiscono ancora finanziamenti per Partito morto, forse, foraggiato da Margherite ex DC, creduta Camomilla officinalis, invece, era solo una cicuta! Ora per Wolterloo, questo bubbone, ma chi aspetta a dimettersi per il CRAK del suo nuovo Partito, ma abortito perché non Democratico: sarà stato, la nuova pastiglia che stura denominata RU386 targata Berlusconi che ripulì Napoli da monnezza? “ Yes you can, nu‘ cchezz! Isso vuliva ‘o ffa’ l’americano, ma cchiste n’un ‘è na bella jurnate ’e fresca! vincenzoaaliasilcontadino@gmail.com Matera
Il 23 Dicembre 2008 alle 01:28 davide.sher ha scritto:
A prescindere dalla retrospettiva sulla nascita del partito democratico, è vero che Veltroni e il suo partito non sono in grado di identificare una linea da seguire. Invece di trovare un loro piano su cui battersi, cercano di giocare al tavolo di Berlusconi ma non sono capaci.
Il 24 Dicembre 2008 alle 18:48 L’alfabeto per leggere il 2009. Chi sale e chi scende nel nuovo anno » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] N come nuovi partiti Due congressi e un sistema politico in gioco. A metà marzo il Popolo della libertà terrà la sua prima assemblea costitutiva e in autunno il Partito democratico avrà il suo primo congresso dopo le primarie che hanno consegnato a Walter Veltroni la segreteria. Sono due appuntamenti chiave perché in gioco c’è il futuro del bipartitismo scaturito dalle elezioni politiche del 13 e 14 aprile 2008. Da una parte c’è la fusione (in corso) tra Forza Italia e Alleanza nazionale, dall’altra la fusione (fredda) già avvenuta tra Ds e Margherita. La prima è figlia di un lungo percorso iniziato nel 1994 con la discesa in campo di Silvio Berlusconi, la seconda è stata innescata dalle crisi continue dei governi di coalizione di centrosinistra, però è già messa a dura prova dalla crisi di voti e dalla questione morale. Mentre la leadership di Veltroni è in bilico, quella di Berlusconi appare più salda che mai. Le differenze tra Fi e An in questi anni si sono smussate, tuttavia, proprio perché il bipartitismo si fa in due, ciò che si muove nel centrosinistra avrà effetti anche sull’altra sponda. E mentre l’appuntamento di marzo per il Pdl appare certo, quello autunnale per il Pd potrebbe essere anticipato. Le spinte per farlo prima delle elezioni europee sono forti: l’alleanza a perdere del Pd con Antonio Di Pietro ha aperto una crepa troppo grande per essere ignorata, il rinnovamento della classe dirigente (e della segreteria) è una necessità. Il 2009 sarà insomma l’anno del Pd: potrebbe ritrovare la rotta perduta o infrangersi sugli scogli. In quest’ultimo caso anche la via italiana del bipartitismo sarebbe perduta. (Mario Sechi) [...]
Il 29 Dicembre 2008 alle 13:14 richirocca ha scritto:
Fuori tema.
Caro Direttore (grande stima da parte mia), tengo particolarmente a ribadire quanto già trasmessoLe mediante altri canali (facebook, blog vari, etc.) relativamente alle 4 righe conclusive del Suo articolo “… flop Veltroni come la fusione fredda … ” … Sa che la fusione fredda funziona !? …
Io sono uno dei tanti (diciamo pure tantissimi !) cui tocca la frustrazione di “nulla potere” contro il sistema e che vorrebbe un alleato come Lei per dare un pò di voce a contenuti di puro interesse pubblico …
Cerco di spiegarmi meglio ….
Ho 42 anni, due bimbe piccole, sono elettore di destra (basta con ’sti vergognosi centro-destra e centro-sinistra !), credente non praticante e tante altre caratteristiche che mi rendono sostanzialmente un uomo-medio …
Quest’anno ho sentito più forte la necessità di fare qualcosa per lasciare un mondo “vivibile” alle mie figlie e magari non sentirmi poi dire: “… il mondo l’avete conciato così Tu e la tua generazione !”
Ciò premesso , ho cominciato a guardarmi intorno e sostanzialmente mi sono reso conto che tanta gente ha maturato la mia stessa opinione, ma poi cosa succede ?
Arrivano i soliti stramaledetti interessi personali di pochi a far saltare tutto !
Nel poco tempo che ho, ho cercato e trovato su Internet cose incredibili !!!
Auto elettrica con trasmissione della corrente via etere (Tesla inizi 1900)
Auto ad acqua (Stan Meyer 1995)
Fusione Fredda (Pons-Fleischman 1989 - la prego di vedere su RAINEWS24 cosa dice il servizio - i Giapponesi nel frattempo ci sono arrivati pure loro http://www.ilsole24ore.com/art.....iew=Libero)
… potrei andare avanti , ma vorrei concludere ….
Facciamo qualcosa per “trattare” sugli interessi di questi “grandi manovratori” … facciamoli guadagare lo stesso per carità ! … ma viviamo un pò meglio tutti quanti !
Cari saluti Direttore, una Sua replica pubblica mi farebbe felice (soprattutto se concordasse !)
Riccardo Rocca.
Il 30 Dicembre 2008 alle 11:27 allodola ha scritto:
Io penso che Prodi e D’Alema non abbiano mai tenuto in gran considerazione Veltroni.Prima della fine annunciata del governo Prodi bisognava trovare un martire per dare vita ad un nuovo partito: dico martire perchè rialzarsi dopo una prevista caduta rovinosa della sinistra, ci voleva proprio un martire! Ecco che la scelta cade su Veltroni. Imbambolato dai succitati furboni,bravi a creare le primarie oceaniche,è stato deposto sull’ara sacrificale: se ci riesce (cosa difficilissima) siamo stati bravissimi (Prodi/D’Alema) a sceglierlo, se va male la colpa è di Veltroni. Risultato azzeccato. Ora si aspetta la prossima convencion per abbattere Veltroni e santificare il salvatore della sinistra Massimo D’Alema. Anche la scelta dell’”amico” Di Pietro non è stata casuale: erano sicuri che l’avrebbe oscurato con le sue urla contro l’assassino d’Italia Silvio Berlusconi! Povero Veltroni, in un mondo di ladri, appare come un giglio in un cesso!
Il 30 Dicembre 2008 alle 11:36 allodola ha scritto:
Scusate se vado fuori tema, ma voglio far notare a VINCENZO ALIAS IL CONTADINO di Matera (almeno cambia nome) che le sue opinioni politiche appaiono alquanto ambigue: in un blog/forum sei comunista, in altro Veltronista/D’Alemista, in un altro dipietrista, su tutti sfegatato antiberlusconiano, su questo addiritturo berlusconiano, su tutti criptico! Potresti definirti meglio? O è il tuo modo di divertirti?
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