Vespa: Giustizia è sfatta

Angelino Alfano

Fuori Porta

A proposito di certezza della pena, ho scoperto l’altra sera un dettaglio forse scontato, ma che fa una certa impressione. Le progressive riduzioni di pena per buona condotta (o meglio, per l’assenza di una cattiva condotta) non tengono conto del numero dei delitti compiuti. Siano uno o cento, fa lo stesso. Marco Furlan e Wolfang Abel, membri della banda Ludwig, hanno rivendicato 15 omicidi commessi tra il 1977 e l’84. Sono stati condannati a 27 anni per dieci delitti. Furlan ne ha scontati complessivamente soltanto 18, dopo una fuga e una latitanza di quattro anni. Dal 3 gennaio scorso è completamente libero, dopo un anno di affidamento ai servizi sociali. Tra poco tornerà libero anche il suo complice.
Marino Occhipinti è uno della banda della Uno bianca: 24 omicidi e un centinaio tra rapine e delitti minori. Dopo 12 anni di carcere (è stato condannato all’ergastolo come i fratelli Savi), il giudice di sorveglianza di Padova insiste perché i familiari delle vittime lo incontrino per constatare che è un uomo diverso dall’assassino dei primi anni Novanta. Il primo passo verso l’uscita. Anche lui ha maturato i tre mesi di sconto all’anno per buona condotta, la metà pena è vicina, potrebbe uscire in permesso tra poco. Ma i parenti delle vittime s’indignano al solo pensiero.
Guardando le schede di alcuni detenuti, ho potuto verificare che gli autori di omicidi condannati a 30 anni dopo dieci di carcere cominciano ad avere i permessi e dopo 18 sono liberi. È vero che la legge Gozzini e gli altri istituti premiali interpretano il diritto costituzionale al riscatto e hanno evitato le rivolte carcerarie dovute al sovraffollamento. Ma credo che il pendolo del garantismo stia scivolando pericolosamente a favore dei condannati e in danno delle vittime.
La riforma della giustizia che comincia in questi giorni il suo percorso in Consiglio dei ministri purtroppo non si occuperà di questi aspetti. Il governo comincerà a esaminare i temi per cui non è necessario toccare la Costituzione. Verrà ripristinata l’autonomia d’indagine della polizia in termini simili a quelli precedenti la riforma del Codice di procedura penale dell’89. Nella sostanza, e salvo sorprese, il pubblico ministero non dovrebbe più andarsi a cercare la notizia di reato (cosa che si è prestata ad abusi) ma dovrà aspettare un rapporto degli investigatori. L’altra riforma che non toccherebbe la Costituzione è la modifica per l’elezione dei membri del Consiglio superiore della magistratura. Essa consentirebbe di ridurre il peso delle correnti, oggi dominatrici nell’assegnazione degli incarichi degli uffici giudiziari più importanti.
Ma il cuore della riforma sta nella modifica della Costituzione: di questo si è parlato negli ultimi giorni, anche con gli interventi di Nicola Mancino e di Gianfranco Fini, però il governo non se ne occuperà subito. I punti centrali sono l’affidamento alle Camere con voto qualificato delle priorità nelle indagini, per ridurre il potere discrezionale dei procuratori, che aggira di fatto l’obbligatorietà dell’azione penale. E una riforma profonda del Csm in cui i magistrati non rappresentino più i due terzi del plenum.
C’è poi il tema della separazione delle carriere (o di una distinzione irrobustita) e della sezione disciplinare che alcuni vorrebbero distinta dallo stesso Consiglio.
Su alcuni punti si può trovare l’accordo anche con l’opposizione, su altri non c’è nella stessa maggioranza.
Ma, anche se duole dirlo, il ministro Angelino Alfano dovrà impegnarsi molto per la costruzione di nuove carceri per rivedere una strategia premiale ormai molto dolorosa per le vittime.

Commenti

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Il 17 Gennaio 2009 alle 18:53 nhico ha scritto:

Più che una strategia premiale, la chiamerei disonestà istituzionale. E dimostra che le toghe tengono sempre il buonsenso lontano dal loro lavoro. Anzi, al buonsenso hanno sostituito la sociologia sinistra. Sono, insomma, tanti piccoli Lula.

Il 19 Gennaio 2009 alle 11:56 Corrado Buccieri ha scritto:

Certezza della pena è sapere anche quando,sarò rimborsato per un assegno scoperto,denunciato alle
autorità…ormai da quattro anni.

Il 28 Gennaio 2009 alle 19:02 Zione ha scritto:

Invio al Dottor Contrada un cordiale incoraggiamento a tenere duro ancora per poco, perché finalmente sembra arrivato il momento della resa dei conti; per cui si rivedranno alcuni fatti e misfatti e quindi ci sarà Giustizia anche per lui; nel mentre comunico quanto segue; non avendo potuto collegarmi col Forum.

Finalmente dopo lunga gestazione (quasi cinque anni) si è conclusa l’istruttoria del cosiddetto processo “COGNE BIS”; col proscioglimento di quasi tutti gli accusati (una diecina) dall’accusa di frode processuale e col rinvio a giudizio solo per la Signora Annamaria Franzoni ed un perito della difesa.

La dirompente notizia, annunciata allora con tanto clamore e colla solita granitica certezza da parte di ampollosi e saccenti legulei; e grande quanto un macigno, si è sciolta come un esile fiocco di neve al sole; dando così un’ulteriore dimostrazione di quanto sia pericolosa per la Salute Pubblica uno sciagurato modo di comportamento da parte di certi magistrati.

Pertanto si ravvisa ulteriormente (nel convincimento Popolare; nel caso ce ne fosse stato bisogno …) la necessità di procedere senza indugi e con polso fermo da parte del Governo ad una profonda Riforma della Magistratura; con particolare attenzione alla possibilità di poter fare in fretta la giusta Revisione di alcuni Processi Infami e alla pena da comminare al gaglioffume giudiziario che scientemente si è prestato a qualche scelleratezza; senza dimenticare per il futuro di far pagare il canagliume, di tasca propria.

Evidentemente, se si fosse fatto per tempo questa archiviazione e questo processo, forse non si sarebbero potuto scrivere queste Eccelse Frasi, che fanno molta impressione per la “Dotta Sapienza Giuridica” di cui abbondano; perchè una grossa “banda di malfattori” sorpresa nel compimento di azioni delittuose e in attesa della giusta pena, indirettamente ne induceva la sublime ispirazione ai giudicanti, forse convinti di quanto veniva clamorosamente denunziato, dai “valorosi” loro colleghi.

STRALCIO DALLA SENTENZA DELLA CASSAZIONE.; che oltre a distinguersi per la finezza e l’eleganza della stesura in un forbito idioma, conferma e chiarisce così argutamente, la pseudo colpa di Mamma Franzoni :

“… LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO IN TERMINI DI CERTEZZA TALI DA ESCLUDERE LAPROSPETTABILITA’ DI OGNI ALTRA RAGIONEVOLE SOLUZIONE, MA NON ANCHE DI ESCLUDERE LA PIU’ ASTRATTA E REMOTA DELLE POSSIBILITA’ CHE, IN CONTRASTO CON OGNI E QUALSIVOGLIA VEROSIMIGLIANZA ED IN CONSEGUENZA DI UN IPOTETICO, INUSITATO COMBINARSI DI IMPREVISTI E IMPREVEDIBILI FATTORI, LA REALTA’ DELLE COSE SIA STATA DIVERSA DA QUELLA RICOSTRUITA IN BASE AGLI INDIZI DISPONIBILI …”

Finalmente; che Grande Eloquio !!! Era ora che qualcuno si decidesse a parlare chiaro !!! W. LA GALERA !!!

Il 13 Maggio 2009 alle 22:29 Se Giorgiana Masi… : Giornalismo partecipativo ha scritto:

[...] Mai più…Nessuno neghi…che la Giustizia è Sfatta… volevo concludere con queste parole, poi accertandomi che fossero solo mie ho scoperto che già erano state battezzate per un titolo da Bruno Vespa che concludeva lo scorso inizio anno dal suo Panorama: “Ma, anche se duole dirlo, il ministro Angelino Alfano dovrà impegnarsi molto per la costruzione di nuove carceri per rivedere una strategia premiale ormai molto dolorosa per le vittime“. [...]

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