L’editoriale
Dicono che Umberto Bossi stia giocando le sue carte in vista delle elezioni di primavera. Dicono anche che a Gianfranco Fini stia stretto il vestito istituzionale e non voglia lasciare a Silvio Berlusconi mano libera per fare il nuovo Pdl e disfare la vecchia An. Sarà, ma fa un certo effetto vedere il governo che un giorno sì e l’altro pure litiga sulle cose da fare, suscitano una certa impressione le divisioni in una maggioranza che ha in proposito di unirsi in un solo partito.
Se si mettono in fila tutti gli incidenti di percorso del centrodestra negli ultimi mesi, si rimane senza parole. Dai battibecchi sulla riforma della giustizia si è passati a quelli sul contributo per il permesso di soggiorno, dalla difesa di Malpensa si è finiti a litigare per i soldi concessi a Roma.
Il dibattito politico, più che tra maggioranza e opposizione, è stato fra maggioranza e maggioranza. Sarà perché la sinistra, sia quella tradizionale sia quella giustizialista, è in coma che il centrodestra ha deciso di farsi l’opposizione in casa? Forse nel Popolo della libertà temevano di annoiarsi senza qualcuno che li criticasse? Sono domande che mi faccio per scherzo, ma mica tanto.
Intendiamoci: seguo le vicende politiche da tempo e conosco le ragioni di certi comportamenti. Quando arrivano le elezioni, non c’è coalizione che regga al richiamo del voto, e siccome da noi le urne sono in funzione ogni sei mesi, è evidente che nessun governo si sottrae alla campagna elettorale non-stop.
Capisco anche che la Lega miri a diventare il primo partito del Nord, così da non dovere condividere con un ingombrante Berlusconi la rappresentatività delle istanze del Settentrione.
Comprendo pure le preoccupazioni di An: colonnelli e generali vengono da una lunga marcia, hanno alle spalle un partito che ha una struttura e una tradizione e temono di essere annessi da quelli di Forza Italia. In vista del congresso che darà vita al Popolo della libertà, gli uomini di Alleanza nazionale cercano di ottenere maggior peso per non far la fine degli ospiti nel nuovo partito.
Eppoi, il presidente del Consiglio non è un uomo che lascia molto spazio agli altri e dunque è facile immaginare che gli altri, siano leghisti o militanti di An, ogni tanto puntino i piedi, anzi facciano qualche sgambetto, per esempio far mancare il numero legale quando c’è da votare un provvedimento non condiviso o far passare un ordine del giorno della sinistra.
Tutto normale, dunque? Bisticci di cui non c’è bisogno di preoccuparsi? Macché, è proprio ora di preoccuparsi. Perché, se è chiaro quello che è accaduto fino a oggi nel centrodestra, non è affatto certo quel che potrebbe accadere nel prossimo futuro. Sarà anche vero che nella maggioranza hanno tutti delle buone ragioni per suonarsele di santa ragione, ma se continua così non c’è molta differenza con l’Unione di Romano Prodi. Anche lì s’erano messi insieme con le migliori intenzioni, ma hanno finito per prevalere le peggiori. Negli ultimi mesi non c’era decisione che riuscisse a passare indenne tra le forche caudine della rissa politica intestina alla maggioranza. Come si è conclusa quell’esperienza lo sanno tutti.
Ora, probabilmente con Berlusconi e soci non si rischia la crisi, ma di questo passo si finisce nel pantano, con una parte che afferma una cosa e l’altra che gli dà contro. Con il governo di Prodi eravamo abituati a dire che l’indecisione regnava sovrana. Non vorremmo dover scrivere che con quello attuale è la confusione a regnare sovrana.
- Venerdì 23 Gennaio 2009























Commenti
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Il 24 Gennaio 2009 alle 14:21 shift ha scritto:
I problemi del centro destra sono essenzialmente due, il primo riguarda l’incompleta fusione del PdL in un unico soggetto politico con regole certe fin dall’inizio.
Mi sembra ovvio che non si possa iniziare a giocare una qualsiasi partita senza che prima non siano state fissate le regole.
Il PdL e’ stato creato in fretta e furia, così come in fretta e furia AN ha aderito per non perdere la diligenza, e di conseguenza non essendoci regole, sorge l’inevitabile contrasto durante la partita politica.
Ciò significa che se non ci sarà a breve un accordo sulle regole la fusione nel PdL rischia di diventare una frittata.
L’altro problema del centro destra e’ creato dalla Lega, il cui unico interesse e’ stato ed e’ quello d’ottenere il federalismo nella sua veste più ampia in tempi stretti, nonostante che le emergenze nazionali siano altre nell’immediato, inutile elencarle ormai sono arci note.
L’obiettivo della Lega non e’ mai stato quello di gestire la cosa nazionale, cui si e’ dedicata in parte solo pro forma, sapendo in partenza che non sarebbe riuscita a cavare un ragno dal buco, vista la volontà contrastante all’interno dello stesso PdL oltre che con la loro.
Di conseguenza si stanno preparando armi e bagagli per lasciare, non dico con la secessione che non credo riusciranno ad avere comunque facciano, cosa di cui penso siano coscienti loro stessi, ma con un distacco fiscale, giuridico ed economico dal resto dell’Italia per poter risolvere i problemi locali a loro modo.
E’ ben per questo che spingono sull’approvazione del Federalismo senza creare gli opportuni contrappesi costituzionali di un Presidenzialismo, o altro sistema atto a mantenere ben forte il collegamento nazionale.
Il surrogato politico creato da Berlusconi per avere una maggioranza notevole per dirigere liberamente un governo capace di decidere, dopo oltre 60 anni di vita Repubblicana, nonostante l’annullamento delle preferenze, si rivela inevitabilmente pieno di pecche presenti e di rischi per il futuro, se non provvederà in breve a sistemare la legge elettorale e la costituzione come si deve, prima che si ritiri del tutto dalla scena politica, altrimenti sarà il marasma e affonderemo tranquillamente.
Il problema dell’Italia dal dopo guerra in poi e’ sempre stato e rimarrà sempre la debolezza del governo, sotto schiaffo politico continuo delle forze parlamentari che finiscono per dirigerlo come vogliono, invece di limitarsi alla formazione legislativa.
C’e’ un invasione di campo del legislativo sull’esecutivo, cui Berlusconi aveva tentato di rimediare con il suo surrogato maggioritario e senza preferenze, ma come tutti possono vedere non funziona.
E’ quindi urgente e necessario creare prima il Presidenzialismo o altra cosa similare, che ponga il governo fuori dai ricatti del Parlamento, e riportare le preferenze nella scelta dei cittadini.
E’ ovvio che nessun sistema decisionale lineare e veloce può funzionare in questa maniera attuale, cosa che Berlusconi ha compreso perfettamente e ha tentato di risolverlo, con quel poco che e’ riuscito a rabberciare di decisioni politiche maggioritarie.
Quelli che lottano e contrastano politicamente, lottano per poltrone o interessi di parte, non volendo e non desiderando che tutto venga rimesso in ordine e in riga da un governo decisionista.
E’ quindi questo il vero problema sostanziale, gli altri sono solo fuffa che pero’ rischiano di far cadere questa maggioranza e di disaffezionare i suoi elettori riportandoci nelle grinfie dei folli rivoluzionari, ambientalisti, giustizialisti e multicuturalisti di sinistra, che finiranno per distruggerci del tutto.
Il 24 Gennaio 2009 alle 19:04 orkydea ha scritto:
Sig, Beelkietro il le scrivo qui perché non ho altra email disponibile… ma Lei ha idea degli sptovveduti a cui hadato in mano il forum di pAnorama.it?
Se ne interessa?
segue?
se ne capacita?
Il 24 Gennaio 2009 alle 19:08 orkydea ha scritto:
scuso gli errori di battitura, ma Sig. Belpietro,. il mio idolo giornalistico prima diventasse direttore di il Panorama, sa che sta conducendo?
mi dia una email il Sig. Belpietro, dove possa scrivere
c’é?
Il 28 Gennaio 2009 alle 10:20 Corrado Buccieri ha scritto:
Caro Direttore,
questa volta sono d’accordo con la Sua descrizione.
Lei non lo augura a Berlusconi,ma il problema esiste
e potrebbe anche questo governo,fare la fine del precedente di Prodi.Comunque nei litigi le cose vanno
sempre male per qualcuno.
Per esempio in una famiglia,litiga oggi,litiga domani,
si finisce con il divorzio….a danno dei figli.
Nel nostro caso…..litigano i Prodiani,litigano i
Berlusconiani….e agli Italiani chi ci pensa?
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