Romano: Perché occorre parlare con Hamas

Gli scontri

L’europeo 

Può essere antiamericano e pregiudizialmente ostile agli Stati Uniti soltanto chi crede nell’esistenza di una ideologia “yankee” comune all’intero paese e condivisa da tutti i suoi cittadini. La realtà naturalmente è alquanto diversa.
I fatti e gli argomenti di cui mi servo per criticare la politica di Bush in Iraq e nel Medio Oriente sono spesso ricavati dalla lettura dei giornali americani. Barack Obama è stato eletto alla Casa Bianca anche e soprattutto perché si è presentato agli elettori come una sorta di anti Bush e ha duramente denunciato gli errori del suo predecessore. Capisco che molti lettori possano non essere d’accordo quando scrivo che gli Stati Uniti dovrebbero discutere direttamente con il governo iraniano i diversi aspetti del programma nucleare di Teheran. Ma non è forse ciò che lo stesso Obama ha detto, soprattutto agli inizi della sua campagna, e che molti americani sostengono da tempo?

Mi rendo conto che Hezbollah e Hamas pongono problemi particolari. Hanno un braccio armato che ha fatto largo ricorso in passato al terrorismo (i missili lanciati dalla Striscia di Gaza non possono essere definiti terroristici) e la seconda organizzazione, in particolare, ha uno statuto che rifiuta l’esistenza dello stato d’Israele. Ma hanno un vertice politico visibile, milizie armate addestrate alla guerra, istituzioni assistenziali, scuole, ambulatori, ospedali, uffici del lavoro e una base costituita da medici, infermieri, maestri, tecnici, amministratori.
Tutti terroristi? Secondo il governo israeliano e la presidenza Bush, Hezbollah e Hamas sono pedine di Mahmoud Ahmadinejad, quinte colonne foraggiate da Teheran di cui il governo iraniano si serve per seminare zizzania nella regione. Credo che questa interpretazione sia troppo semplicistica. Anche se finanziate e rifornite dall’Iran, le due organizzazioni hanno i loro obiettivi, la loro strategia e i loro ideali.

Hamas è sunnita, non sciita, e i suoi veri padrini ideologici sono in Egitto, patria della Fratellanza musulmana, non in Iran. Hezbollah è sciita, ma nella scorsa primavera ha accettato di concorrere alla formazione di un governo libanese di unità nazionale: una decisione che Ahmadinejad, probabilmente, non ha gradito.
Non basta. Le due organizzazioni sono grate all’Iran per l’aiuto ricevuto, ma non ignorano che il governo iraniano, se riuscisse ad avere un utile rapporto con gli Stati Uniti, le abbandonerebbe alla loro sorte. Non mi sembra del resto che l’Iran abbia fornito a Hamas tutte le armi di cui si chiacchiera in questi giorni. Se gli islamici della Striscia di Gaza avessero combattuto con armi moderne e sofisticate, il numero delle perdite israeliane sarebbe molto più elevato.
Sono queste alcune delle ragioni per cui credo che occorra parlare con Hamas e Hezbollah. Laddove molti vedono un blocco compatto e uniforme manovrato dall’Iran, io vedo molte crepe e fessure in cui la diplomazia occidentale può inserirsi utilmente.

Secondo alcuni osservatori della politica mediorientale, qualche collaboratore di Obama starebbe già confidenzialmente parlando con rappresentanti di Hamas che vivono negli Stati Uniti. È antiamericano pensare che questo sia un passo nella direzione giusta?

Commenti

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Il 24 Gennaio 2009 alle 11:48 nhico ha scritto:

D’ Alema, Hamas, Hezbollah uniti contro Israele. Non è un romanzo in sei parole. Non è una stramberia. E’ una comune visione politica. Che non nasce dal nulla e che cerca di fare proselitismo. Come questo pezzo.

Il 25 Gennaio 2009 alle 17:28 shift ha scritto:

Indubbiamente tutte le opinioni sono rispettabili, ma questo articolo di Sergio Romano più che un opinione sembra un articolo fazioso a favore di terroristi chiaramente dichiarati tali internazionalmente, USA in testa, e per cui finora hanno operato nel senso di sconfiggerli, non di trattarci, per il semplice fatto che simili fanatici non hanno alcuna intenzione di trattare sulla loro fede e applicazioni pratiche.

L’unica cosa che li muove e’ la distruzione stessa d’Israele e di tutti gli israeliani, che e’ addirittura scritta sul loro Statuto come motivazione della loro nascita ed esistenza in vita.

E’ lo stesso identico pensiero fanatico dei terroristi che hanno costretto gli USA ad intervenire sia in Afghanistan che in Iraq.

E’ ovvio che non tutti la pensino in maniera identica in una nazione, per di più grande come gli USA, e in cui e’ esaltato l’opera e il pensiero degli individui e non di gruppi ideologici come da noi.

E’ altrettanto evidente che nessun popolo può desiderare d’infilarsi in una guerra senza fine di cui difficilmente l’uomo comune riesce a vedere le chiare motivazioni, che distrugge uomini, beni, e stanca anche l’idea stessa di ogni singolo individuo, che finisce per preferire ritirarsi e lasciar perdere.

Il guaio e’ che chi ha iniziato tutto non sono stati gli americani ma gli islamici, i quali sono spinti dal sacro furore del fanatismo che non ha requie nel tempo, pertanto pensare di tirare i remi in barca anche se umano come sentimento, non ha fondamenti pratici auspicabili, per le implicazioni successive che potrebbero comportare per chi vuole lasciar perdere.

Certamente Obama nel suo giro elettorale ha avuto buon gioco basandosi sulla stanchezza da guerra della gente dopo 7 anni, ma così facendo li ha ingannati a credere nelle favole, cosa assai pericolosa per uno che si presenta come politico che vuol dirigere una nazione, perché ha dimostrato solo d’essere un incosciente o peggio ancora un sostenitore dei nemici del suo popolo.

In quanto ai giornali americani di un certo prestigio e diffusione sono per lo più gestiti dai Democratici, nulla di strano che sostengano tesi contrarie alla guerra, facendo parte del programma che ha portato all’elezione di Obama

Bush può anche aver commesso degli errori politici, di strategia militare, d’informazione mediatica e non avere avuto un appeal personale verso le masse come Obama, ma era ed e’ tuttora nel giusto in ciò che ha intrapreso in Medio Oriente e che tuttora urge continuare.

Pensare poi di lasciar tranquillamente gli iraniani con programmi di distruzione di massa, una nazione che vive sul fanatismo islamico, che addirittura arruola ufficialmente migliaia di Kamikaze, come se fosse cosa normale e legittima da farsi per qualsiasi nazione, che dichiara apertamente di voler cancellare dalle carte geografiche Israele, sottendendo il suo possesso di tali armi, e’ fuori da ogni logica di possibile convivenza internazionale, addirittura di pericolo e minaccia incombente con cui non e’ possibile convivere.

Passi per nazioni come gli USA o l’ex Unione sovietica, una nazione democratica e con il rispetto per i diritti umani e un’altra, che seppur intrisa a suo tempo di fanatismo ideologico non era esente da raziocinio e umanità, così come si pensa della Cina.

Ma pensare di permettere la diffusione tra nazioni di pazzi fanatici di armi di distruzione di massa, e’ semplicemente fuori da qualsiasi ragionevolezza.

Non considerando che i primi ad essere in pericolo non sono gli USA ma noi europei, possedendo gli iraniani missili intercontinentali in grado di giungere già su quasi tutta l’Europa oltre che in tutto il Medio Oriente, sempre ammesso che non usino qualche Kamikaze di nascosto per dare adito a dubbi e non riceverne la risposta.

Tant’e’ che lo stesso Sarkozy, Presidente francese, si e’ sentito in dovere di avvisare l’Iran a non scherzare con il fuoco, mentre in Germania recentemente avevano saputo e timore di un attentato atomico in programma da loro, e chissà se da noi non avvenga di peggio prima o poi, vista l’immigrazione selvaggia a cui siamo costretti da un governo troppo buonista, nonostante che sia di centro destra, per tirare cannonate invece di mandargli incontro i “missionari” della marina militare.

L;affermazione di Romano che i razzi pieni di tritolo lanciati da Hamas non possono essere considerati azioni terroristiche addirittura lascia allibiti, allora cosa sono?

Non atti di guerra visto che Hamas non fa parte di alcuna nazione, non esistendo tuttora lo Stato Palestinese, seppure esiste il territorio di Gaza ceduto gentilmente da Israele con atto autonomo ai palestinesi.

Se fossero stati atti di guerra Israele avrebbe avuto diritto fin dall’inizio dal radere al suolo Gaza e la sua popolazione.

Non essendo azioni di uno Stato ma di un organizzazione che per statuto si prefigge la distruzione d’Israele e degli israeliani, sono azioni criminali ed essendo per uno scopo non legittimo, in quanto il territorio di Gaza che i palestinesi pretendevano senza averne diritto alcuno, visto che era territorio preso all’Egitto dopo l’aggressione subita da questi, e non ad un fantomatico Stato palestinese inesistente ormai ce l’hanno, vista la graziosa cessione gratuita d’Israele, non hanno nemmeno la scusa di una lotta nazionalistica, dato che e’ ormai inesistente, anche perché negli altri territori della Cisgiordania o West Bank, i palestinesi sotto Abu Mazen sono in trattative pacifiche con Israele.

Sono pertanto azioni terroristiche fatte senza scopo apparente che quello di annientare etnicamente un popolo, se questo non si definisce terrorismo della peggior specie, non so cosa si possa definire terrorismo allora.

Immagino se qualcuno dovesse lanciare un razzo peno di tritolo sulla casa di Romano, secondo la stessa affermazione di Romano, ciò non potrebbe essere considerato azione criminale terroristica, e poi dicono che i giornalisti ragionano!

Il fatto che abbiano vertici politici visibili, milizie armate, istituzioni assistenziali, scuole, ecc. come se fossero veramente uno Stato, non per questo ciò gli da’ il diritto di tirare razzi carichi di tritolo sul loro confinante, che tra l’altro gli fornisce medicinali, viveri, energia elettrica e addirittura finanziamenti per supportare economicamente il loro apparato pubblico.

Una situazione inimmaginabile, peggio che pirandelliana, favorendo gente che per ringraziamento gli tira razzi pieni di tritolo, e che se Romano fosse al loro posto immagino che come minimo sarebbe stato il primo a reagire con la forza e a mandarli al diavolo per le pretese di assistenza, che Israele per l’umanità insita nel suo popolo e per le assurde pressioni internazionali invece attua nonostante tutto.

I palestinesi sono un popolo mosso dal fanatismo religioso dei suoi capi, che hanno buon gioco ad esercitarlo, vista la loro cosiddetta religione musulmana che spinge gli islamici alla conquista, distruzione del nemico o sua sottomissione.

Il vero problema e’ che non riescono ad accettare un popolo diverso dal loro che sappia creare ricchezza e benessere, e che abbia regole diverse da quelle che gli detta la fede islamica ai palestinesi, che non riescono ad assoggettarsi a leggi diverse dalle loro quando ne vengono a contatto, se non con la forza.

Gli islamici sono un dinosauro del Medioevo in mezzo a nazioni civili, e non riescono ad accettare la cosa, la rifiutano e cercano d’imporre la loro visione, questo e’ il vero problema, naturalmente a seconda dei gruppi etnici e di setta islamica ciascuno di loro tira l’acqua al suo mulino, sans va dire, egregio Romano.

Purtroppo, grazie al petrolio il Medio Oriente possiede quasi la metà di tutto il denaro circolante nel mondo, quindi i mezzi per tentare di far prevalere il loro credo come nei 14 secoli della loro storia, altrimenti non si agiterebbero in tutto il Medio Oriente e nell’occidente che ne viene a contatto, come stanno facendo, perché come dice un vecchio detto: senza soldi non si canta messa ne’ tanto meno si fanno le guerre e il terrorismo.

L’occidente la dovrebbe fare finita dal finanziare costoro come se fossero vittime innocenti e con miliardi erogati come se fossero bruscolini, che finiscono tutti in armi e in guerra invece che in sviluppo economico e sociale, e li ha fatti adattare e crescere in un economia di guerra, invece di mettere la testa a posto ed evolversi come chiunque altro al mondo, mandando al diavolo islam e Corano che sono il vero motore di tutto il loro fanatismo e di tutti i guai che hanno sparso in giro e tuttora spargono.

Il 28 Gennaio 2009 alle 12:07 lapolide ha scritto:

NO, caro Romano, non sono d’accordo. Non è giusto parte del Suo pensiero per quanto ha scritto in merito al ventilato contatto che dovremmo avere noi occidentali con Hamas.
Ha forse comprato qualche azione di D’Alema il “Nocchiero” ?
Mi dia una diversa ragione ( e mi sappia convincere, però ) del perchè dovremmo abbassarci a parlare con quei terroristi di Hamas. Poi ne discuteremo, del caso.
E perchè no con gli Hezbollah, con ALQaeda, con Bin Laden ?
E’ già tanto se parliamo con Ahmadineijad, non Le pare ?
Guardandola, su la Rivista Tempi o su Panorama, penso che di anni sul groppone ne ha forse quanto me, se non meno.
Allora Le dico:
Perchè ai tempi di Moro, lo Stato Italiano non ha parlato con i terroristi, per poterlo salvare ?
Si ricoderà bene il perchè, inutile ripeterglielo, vero ? Neppure Lei è più alle prime armi.
Con rispetto, lapolide.

Il 28 Gennaio 2009 alle 19:16 lapolide ha scritto:

Cari Amici, non giudicatemi male se talvolta ( come la presente,) sembra che porga il fianco ad una più che probabile critica per quanto mi industrio a scrivere di “contro-opinione”, dopo aver letto articoli scritti dai riconosciuti “Soloni” della penna d’elite, come è quella di Romano. Ma vivendo di continuo in statto di solitudine, non fisica bensì mentale per il continuo disinteresse di direttori di giornali e riviste, mi capita di avere non un tentennamento sui concetti scritti, ma piuttosto un “affinamento” degli stessi, col passar delle ore da quando in prima battuta ho messo assieme i miei “quattro versetti di dozzina”. Pertanto, confidando nella vostra pazienza e comprensione, vi ripropongo quanto più scrissi stamane sul tema in questione, con l’inserimento di qualche parola che io pomposamente mi fingo essere un”valore aggiunto”. Così, modestamente, vi ripropongo la “contro-opinione”, senza scostarmi però dal concetto base che invece, secondo me, ne viene rafforzato. Vi ringrazio a priori, se lo leggerete ancora.
lapolide.

Romano: Perché occorre parlare con Hamas….
( Why yes ?, ndr.)

NO, caro Romano, non sono d’accordo. Non concordo con molta parte del Suo pensiero per quanto ha scritto in merito alla ventilata apertura che dovremmo avere noi Occidentali con Hamas.
Ha forse comprato qualche azione di D’Alema il “Nocchiero” ?
Perchè parlare, accordarsi con chi vuole la cancellazione dello Stato di Israele ?
Mi dia una diversa ragione ( e mi sappia convincere, però… ) del perchè dovremmo abbassarci al punto di discutere con quei terroristi di Hamas. Poi ne discuteremo, del caso insistesse.
Mi sono chiesto del perchè no allora, con gli Hezbollah, con ALQaeda, con Bin Laden ?
E’ già tanto se parliamo con Ahmadineijad, non Le pare ?
GuardandoLa sulla Rivista Tempi o su Panorama, penso che di anni sul groppone ne ha quanto me, forse anche meno.
Allora Le dico:
Perchè ai tempi di Aldo Moro, lo Stato Italiano non ha parlato con i terroristi, per poterlo salvare dalla morte certa, poi avvenuta ?
Si ricorderà bene il perchè, inutile ripeterglielo, Le pare ? Neppure Lei è più alle prime armi di giornalismo.
Con rispetto, lapolide.

Il 4 Febbraio 2009 alle 17:41 cusrer ha scritto:

Sono perplesso sul suo articolo. Hamas ha affrontato una guerra civile con Al-Fatah e durante la recente guerra con gli israeliani ha ucciso circa una settantina di militanti di Al Fatah. Io penso purtroppo che Hamas prima di capire che il dialogo è l’unica via percorribile costringerà i palestinesi ad altre esperienze drammatiche.

Il 20 Febbraio 2009 alle 16:12 giovanni rossi ha scritto:

Vi prego voglio conoscere di persona Shift, il lettore che ha scritto: 2E’ lo stesso identico pensiero fanatico dei terroristi che hanno costretto gli USA ad intervenire sia in Afghanistan che in Iraq”.
E’ esilerante. Gli Stati Uniti costretti a invadere l’Iraq per colpa dei terroristi: Sei troppo forte, Anzi, unico!

Il 30 Maggio 2009 alle 20:50 jane55 ha scritto:

Sono perfettamente d’accordo con l’analisi del signor Romano che ha detto delle cose esatte a proposito di Hamas,ecc.ecc.Vorrei limitarmi a ricordare che un certo presidente ha riconosciuto che in fin dei conti le informazioni sugli armamenti ultra nucleari di Saddam non erano esatte, vorrei ricordare che le donne in Iraq prima delle sanzioni giravano tranquillamente a viso scoperto avevano diritto a chiedere il divorzio, che le universita’ erano gratis per tutti,che naturalmente funzionavano,che le bollette di luce,gas ecc. erano bassissime,c’e'ra anche pero’ una forte repressione da parte del regime,ma quando Saddam ordinava le sue carneficine,gli Americani dove erano,forse erano distratti?Meno male che poi dopo qualche annetto si sono risvegliati dalla loro distrazione e hanno lanciato la loro di guerra Santa.Non sono d’accordo con i metodi di Saddam,non posso esserlo,ma adesso li’ in Iraq la gente ha insieme alla liberta’ la fame’la paura di uscire,il futuro incerto per i propi figli.Questo e’ il risultato della Guerra Santa di Bush.Cari signori io dico no ai metodi di Saddam,ma dico no anche ai metodi di Bush e di coloro che cristiani o mussulmani sono rimasti ai tempi delle guerre di religione.

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