Vespa: Eluana è viva e lotta

eluanaenglaro

Fuori Porta 

Eluana Englaro continua la sua vita (infatti è viva) nella clinica di Lecco, assistita da suore silenziose che si occupano in assoluta riservatezza di ogni centimetro del suo corpo. E naturalmente anche del suo spirito, per quanto è possibile con una persona che sembra assente (verosimilmente lo è, ma nessuno può giurare fino in fondo sulle dimensioni reali dell’assenza). Eluana si sveglia ogni mattina e segue il ciclo della giornata. La sera s’addormenta. Viene alimentata da un sondino per comodità, si dice, anche se tecnicamente sarebbe in grado di deglutire. Alcune sue funzioni organiche tipicamente femminili sono riprese da tempo.
Eluana non sa niente della drammatica telenovela che da mesi (oltre che da 17 anni) si recita attorno al suo corpo. Spuntano regioni disponibili a ospitarne la morte richiesta dai genitori e dalla curatrice speciale: l’ultima è il Piemonte, la penultima è l’Emilia-Romagna. I cardinali di Torino e di Bologna diffidano i medici dal procedere: sarebbe eutanasia.
Maurizio Sacconi, ministro anche della Salute, ha ammonito le strutture pubbliche o convenzionate dal sospendere l’alimentazione alla donna. I radicali lo hanno denunciato in sede penale e il procuratore di Roma, nell’inviare gli atti al tribunale dei ministri, lo ha indagato. Ma per dimostrare quanto sia soggettiva la visione della giustizia anche in questo caso, il procuratore generale di Venezia ha scritto su un giornale che l’intervento del ministro è “doveroso e legittimo”, impugnabile semmai in sede amministrativa, non in quella penale, poiché “è stravagante vedere nella decisione di Sacconi un atto intimidatorio”.
L’aspetto paradossale è che la vita di Eluana dipende dai tempi della politica. Incoraggiata dalla Chiesa, per lungo tempo silente sulle ipotesi di testamento biologico, la maggioranza ha preparato una bozza di legge che prevede il rispetto della volontà della persona sulle modalità di conclusione della vita, ma vieta che essa possa chiedere di lasciarla morire di fame e di sete. Somministrare il cibo a un paziente, secondo questa tesi, non può essere accanimento terapeutico semplicemente perché non è una forma di cura. La sinistra sostiene il contrario. La novità è che il Partito democratico non è riuscito a mettersi d’accordo su un testo, perché l’area cattolica del partito è sulle posizioni del governo.
Chiunque per i democratici si alzi in Parlamento per sostenere le tesi di Beppino Englaro, il padre di Eluana, verrebbe smentito all’istante, e pubblicamente, da qualche compagno.
I tempi della discussione parlamentare saranno lunghi e l’opposizione, a cominciare dai radicali, non ha alcuna intenzione di accelerarne l’esito, sapendolo scontato. Meglio affidarsi, come nel caso di Eluana, a una sentenza di Cassazione dalla quale, per esempio, il procuratore generale di Venezia prende apertamente le distanze.
La famiglia Englaro troverà infine una struttura disposta a pagare le conseguenze della sfida? C’è un altro punto molto scivoloso, infatti, di cui si parla poco: perché non va all’estero? Verosimilmente perché nei paesi in cui questa pratica sarebbe consentita si esige una espressione di volontà chiara e resa in tempi certi. Cosa che in ogni caso sarà indispensabile anche nel testamento biologico italiano. Tutto questo manca nel caso di Eluana. Bastano testimonianze lontane e non certificate a stabilire che una donna di 39 anni debba esser lasciata morire di fame e di sete?

Commenti

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Il 23 Gennaio 2009 alle 18:09 carloruggeri ha scritto:

Com’è facile imbrogliare la realtà, un’omissione qua, una mezza verità là…
1. Se Eluana fosse alimentata senza il sondino contrarrebbe un infezione, per questo è pratica medica e non alimentazione/idratazione naturale. Per saperlo basta parlare con un medico, ovviamente non prezzolato dalla CEI come Dolce.
2. La denuncia a Sacconi non è stata inoltrata per l’enunciazione degli indirizzi, per’altro di scarsa o nulla rilevanza (i trattati anche se mal interpretati, non sono legge), ma per le dichiarazioni nei confronti della clinica di Udine, minacciando di revocarle la convenzione. Stravagante è semmai chi chiama intimidazione un esposto, schierandosi contro una sentenza della magistratura. E stravagante è dir poco, visto che si tratta di un Ministro della Repubblica.
3. Il fatto che nel PD la maggioranza dei buoni a nulla non riesca a decidere (sempre grazie ai ricatti dei cattolici) non eleva automaticamente una tesi a verità oggettiva.
4. Il suo finale “perché non va all’estero?”, glielo concedo, è un poco più rispettoso di quelli che scrivono, rivolgendosi al padre, “perché non la termina lui?”, ma altrettanto ipocrita e scorretto. Beppino sta combattendo una battaglia di civiltà, rispetti almeno questo del suo paese e sia felice che nonostante tutto, il nostro stato ospiti tali campioni.
In tutti gli ospedali è possibile trovare un medico pietoso e prenderci accordi in qualche buio angolo di reparto, bisbigliandone i dettagli. Il metodo “italiano”, al quale nessuno si può opporre.
Il punto non è se Eluana sia viva, il titolo sentimentalistico ha facile presa nelle nostre coscienze, la questione è se sia giusto o no obbligare un essere umano ad accettare questa qualità della vita, specie quando il destinatario di altrui morale ha chiaramente espresso contrarietà.
Non sarà oggi dottor Vespa, e forse non l’immediato domani che molti desiderano, ma un giorno non lontano leggeremo queste sue con lo stesso imbarazzo che il tempo assegna alle brutte cose incivili del passato.
Alcuni già lo fanno.

Carlo Ruggeri

Il 24 Gennaio 2009 alle 13:32 nhico ha scritto:

Non mi intendo di medicina, né di teologia. Ma se Eluana si sveglia la mattina e si addormenta la sera, come ogni altro essere vivente dell’universo terra, e come lui, per continuare a vivere, ha bisogno di mangiare e bere, sottrarle l’ alimentazione e farla morire di inedia è un omicidio. Che la nostra costituzione punisce, anche quando i magistrati sono di manica larga. Tutto il resto è strumentalizzazione.

Il 24 Gennaio 2009 alle 14:09 panopano ha scritto:

x nhico:

Eluana *non può* essere alimentata ed idratata naturalmente. Senza l’alimentazione artificiale forzata non potrebbe sopravvivere.
Questo significa che le si sta applicando una pratica medica. E la Costituzione dice chiaramente che un cittadino non può essere sottoposto a trattamenti medici senza il suo consenso.

Ora, si dà il caso che Eluana, quando ancora cosciente, avesse espresso chiaramente le sue idee sul fatto di non voler essere tenuta in vita artificialmente in queste condizioni.

Ma, dico, è così difficile da capire? Tutti bravi a fare i santi a casa degli altri, eh?

Il 25 Gennaio 2009 alle 22:21 scp ha scritto:

Una volta nell’ora di religione l’insegnante, che era un prete, per spiegare il 5° comandamento faceva il caso di un medico che potendo salvare un solo ammalato per penuria di mezzi, ne salvava uno, vedendo morire l’altro e si spiegava che il medico non commetteva peccato mortale.
Ora si ha l’impressione che molti, nel voler portare avanti un principio a tutti i costi, dimentichino quante vite potrebbero salvarsi se a tal fine si dedicassero, forse meglio, le risorse ora dedicate, forse in modo non felice, alla sopravvivenza della povera Eluana. Manchiamo forse della documentazione assoluta della sua volontà, ma quante persone vorrebbero essere sicuramente curate con maggiori mezzi di quelli ora offerti loro dalla società attraverso la sanità pubblica e quella privata?

Il 27 Gennaio 2009 alle 15:16 arossi2009 ha scritto:

Grazie al cielo, esistono in italia eroi come Beppino Englaro, e persone oneste come “carloruggeri”
Spero che il tempo renderà giustizia caro dott. Vespa ai personaggi come Roccella e ai Vespa e ai Sacconi (di materiale non identificato), VERGOGNATEVI ! VERGOGNATEVI ! provo profondo disgusto nel vedere trattati temi cosi delicati ,da personaggi come voi, “ma perché non va all’estero?” è sufficente a qualificarla.

Il 28 Gennaio 2009 alle 13:38 edivad116 ha scritto:

Per nhico: è vero, lei non se ne intende ne di medicina ne di teologia per questo farebbe meglio ad avere l’umiltà di non intervenire in dibattiti legati a materie così complesse e lasciare che sia chi più ama e ha amato Eluana a sapere cosa è meglio per lei, quindi la sua famiglia.
In quanto al dott. Vespa, come fa obiettivamente a mettere una sentenza della cassazione (che se non sbaglio è in assoluto il più alto livello giudiziario del Paese) sullo stesso piano dell’obiezione di un semisconosciuto procuratore di Venezia (che farebbe meglio a farsi gli affari suoi)? Questo è il problema della giustizia in Italia, ogni opinione ha lo stesso valore, che sia quella di un’ignorante procuratore o dei massimi giudici della repubblica.
Infine, sulla questione di Eluana, sappia che ci sono centinaia di casi simili ogni mese (che non hanno rilevanza mediatica) in cui il medico misericordioso sospende le cure prima della terapia intensiva. I casi come quello di Eluana si verificano solo quando medici legati a cliniche cattoliche si ostinano a mantenere (IN MANIERA DEL TUTTO INNATURALE) le funzioni fisiche che lei descrive nel suo articolo in un corpo altrimenti morto, sfruttandolo e sfruttando lo Stato per ragioni che non sono affatto di natura religiosa ma tristemente e bassamente veniali

Il 29 Gennaio 2009 alle 11:13 carloruggeri ha scritto:

edivad116, Bruno Vespa è sposato con Augusta Iannini, magistrato.
Non mi venga a raccontare che non conosce la differenza tra un’opinione espressa su di un articolo di giornale e una sentenza.
E’ proprio perché le “visioni” sono soggettive che abbiamo un corpo giudicante.

Comunque sia, ce ne fosse bisogno, è di questi giorni il parere positivo del Tar della Lombardia, che accogliendo il ricorso di Beppino Englaro, di fatto smentisce Sacconi, Roccella, Formigoni, e tutta la posse oscurantista, anti-scientifica e illiberale.

Naturalmente Formigoni ricorrerà al Consiglio di Stato, che potrebbe sospendere la decorrenza dei 60 gg a sua disposizione prima di essere commissariato.

Mi auguro che le tribolazioni di Eluana e della famiglia Englaro possano trovare fine senza dover attendere ulteriori patimenti.

Il 29 Gennaio 2009 alle 23:45 gianberta ha scritto:

QUANTI DISCORSI ASSURDI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Vado un po’ fuori tema: mie esperienze di vita.

Qualche anno fa…….. (più di 30………..) ogni inverno tra raffreddori, influenze e costipazioni mi facevo almeno 20-30 giorni di malattia ogni anno, giustificato e coccolato………..
Poi mia moglie si è ammalata in modo grave: dovevo assisterla, assistere nostro figlio di pochi anni, una nonna sola al mondo e in più dovevo lavorare per pagare i conti!
Ho ancora davanti lo sfogo di Vespa che protestava per il fatto che un giornalista in cassa integrazione perdeva il 33% della paga……….. 4.000.000 di lire contro i 6.000.000 “normali”………. Io in quel periodo mi chiamavo fortunato se la paga sfiorava le 900.000 lire…………………..
Nessuno mi ha aiutato: nemmeno quella Magistratura che pretende di decidere per Eluana……….. ho dovuto pagare tutti i conti!
Ho passato almeno 5 anni d’inferno tra conti, medicine e cure…………. ma in 5 anni NON HO AVUTO NEMMENO UN RAFFREDDORE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

MORALE: la Vita è un mistero assoluto!

Alla luce di tutto ciò, l’errore è stato compiuto 17 anni fa, quando il padre, i dottori, i politicanti, i religiosi e i giudicanti hanno deciso di tentare di salvare una Vita ormai compromessa, hanno usato l’accanimento terapeutico ben sapendo a cosa andavano incontro……….

Attualmente Eluana vive una Vita tutta sua, alimentata con un sondino “per comodità”……….. forse anche sua………….

NON si parla di piaghe da decubito……….. non si parla di medicinali somministrati normalmente a lungodegenti……….. si parla solo di affamarla e disidratarla…………………..

FATEMI IL PIACERE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! SE ELUANA NON VOLESSE VIVERE SAREBBE MORTA MOLTO TEMPO FA!!!!!!!!!!!!

Il 30 Gennaio 2009 alle 01:38 karaoke ha scritto:

Sono un vecchio lettore, mi dispiace ma preferivo Panorama di alcuni anni or sono.
L’articolo di Vespa alcuni anni fà non sarebbe stato pubblicato, ne sono certo.
Vespa fa parte di quei giornalisti che vorrebbero condizionare le scelte di tutti, anche rispetto ad argomenti così personali che ogni uomo veramente libero dovrebbe sentire l’esigenza di rispettare chi la pensa diversamente.
Io penso che il padre di Eluana debba fare rispettare i voleri della propria figlia e nessuno, sottolineo nessuno, dovrebbe poter impedire questa libertà.
In più a questo punto c’è anche una sentenza che gli dà ragione.
Critichiamo i fondamentalisti Islamici e poi lasciamo scrivere su un settimanale così importante un fondamentalista Cattolico.
Continuando di questo passo mi passerà la voglia di leggere Panorama e con me molti altri Liberali.
Augusto Dubini

Il 5 Febbraio 2009 alle 16:46 paola60 ha scritto:

Vorrei chiedere a tutti voi “ma chi siete per dire che la vita di Eluana non è vita solo perchè la qualità della stessa è diversa dalla vostra?”. Le vostre certezze e la vostra determinazione sull’eliminare i “diversi” mi ricordano qualcuno sul quale - in altri contesti - vomitate veleno. Coerenza!!!!

Il 6 Febbraio 2009 alle 22:58 carloruggeri ha scritto:

Cara paola60,
io nessuno, m’inchino alle sue volontà e alla possibilità di autodeterminarsi.
Giovanardi, prima te, apostrofò come nazisti, chi come me, invocava libertà di scelta, durante il referendum sulla legge 40.
Io mi limito ad osservare che questo governo vorrebbero, tramite decreto fai-da-te, imporre la loro decisione sulle mie prospettive di vita.
Francamente non trovo particolari differenze tra la tortura di stato e la dittatura nazista.

P.S.
La coerenza è la virtù degli sciocchi. Gioca a trovare il cattolico (grande mente) che l’ha detta… ;)

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