Ferrara: Eluana, la vera sconfitta è della Chiesa

L'addio a Eluana Englaro

L’arcitaliano

Uno dei pilastri del Cristianesimo è la cura degli ammalati, l’accompagnamento dei moribondi, il lenire la solitudine del male, il dare dignità alla vita in ogni circostanza dell’esistenza. Ora, dopo la vittoria giudiziaria della famiglia Englaro e dei suoi protavoce bioetici, l’eliminazione fisica del disabile che non ha coscienza è diventata una possibilità concreta e, quel che più conta, socialmente legittimata. L’Italia ha assistito divisa alla cerimonia degli addii. Molti milioni di italiani sono rimasti indifferenti, attaccati al video che offriva le lacrime meno impegnative dei concorrenti del Grande fratello su Canale 5.
La Chiesa cattolica, diciamo la verità, ha affrontato i fatti divisa e impreparata. Non si capiva se dovesse valere l’appello alla mobilitazione del giornale dei vescovi o il prudente silenzio diplomatico dell’Osservatore romano, se facessero testo le grida accorate di alcuni cardinali o l’appello al silenzio di tanti altri, e anche la pressione orante, la meditazione, l’interiorità cristiana erano lacerate da diverse forme di compassione, da diverse idee su che cosa possa essere vita, morte o carità.
I cristiani d’Italia, cioè all’ingrosso i cattolici, non hanno espresso una classe dirigente intellettuale e morale in grado di tenere banco, di organizzare un persuasivo discorso pubblico e contrastare i laici militanti o laicisti, che sulla questione avevano le idee fin troppo chiare.
Infatti alcuni di loro hanno detto che la morte di Eluana è stata una nuova Porta Pia, una grande breccia nel muro non più del temporalismo petrino ma dell’influenza culturale e civile degli insegnamenti spirituali ed etici della Chiesa e del mondo cristiano. La morte, hanno detto i sostenitori del diritto di morire, ha smesso di essere mistero e dono, e così la vita è ridiventata disponibile, è cosificata, è un patrimonio individuale di cui si potrà presto disporre a mezzo di testamento.
Dicendo questo, i bioeticisti atei e materialisti che non credono in un orizzonte trascendente, e riducono tutto relativisticamente alle scelte individuali, non hanno detto il falso. Per il modo in cui la morte della ragazza è stata cocciutamente perseguita attraverso le sentenze, per il sovrappiù drammatico del conflitto tra il governo e il Quirinale, per l’affermarsi in particolare tra i giovani dell’idea che fosse giusto lasciare andare la malata in stato vegetativo persistente nella forma di un’eutanasia passiva, per tutti questi motivi la concezione cristiana della vita e della morte ha subito un colpo molto grave, che agisce nel profondo della cultura.
Alcuni vescovi, molti preti, settori importanti della Chiesa stessa, mentre i Ruini e altri ribadivano che lo spiraglio aperto all’eutanasia è scandalo e anatema per un cattolico, dicevano esattamente il contrario, predicavano a messa o nei giornali che lo scandalo è solo la violazione della libera coscienza, che la famiglia di Eluana doveva essere soltanto abbracciata e compresa, e alla fine certificando che quella trincea o frontiera o ispirazione spirituale intorno alla vita e alla morte la Chiesa può e deve sfumarla, se non cancellarla.
A me sembra che questa storia di rilevante peso simbolico dimostri la grande vulnerabilità del Cristianesimo oggi in Occidente. Dal matrimonio alla famiglia, dall’amore alla carità, le grandi coordinate della costellazione cristiana bimillenaria, sotto i colpi della religione scientista e della ulteriore scristianizzazione e secolarizzazione della nostra cultura, vengono scompaginate e confuse. È un problema centrale, credo, per chi osserva con partecipazione e sforzo di comprensione l’andamento delle cose che contano nel tempo in cui viviamo.

Commenti

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Il 13 Febbraio 2009 alle 19:46 nhico ha scritto:

La Chiesa non è il primo schiaffo che prende e non sarà l’ultimo. Sembra essere diventata il bersaglio preferito dei laici, degli islamici, degli ebrei e di molti stessi cattolici. Per non parlare degli atei e di quei preti che fanno il verso agli iman. E se non fosse per questa presenza inquietante che come un cancro attraversa il corpo della Chiesa, se non fosse per questi preti che hanno dimenticato l’obbedienza, l’umiltà e, a volte, la fede, si potrebbe senza tanto timore guardare al futuro, perché ciò accade da un paio di millenni . Però, loro ci sono e sono numerosi sia in orizzontale che in verticale. Una quinta colonna che ad ogni colpo di maglio dato alle mura di San Pietro ne testimonia all’esterno i danni. Ed il brutto della cosa è che noi italiani, e l’intera Eu, non abbiamo preso consapevolezza che da quella possibile breccia non entreranno altri bersaglieri, ma i nostri dominatori.

Il 14 Febbraio 2009 alle 16:43 shift ha scritto:

Questa volta non sono d’accordo con Ferrara, almeno nel dire che la Chiesa sia la grande sconfitta della vicenda Eluana.

Sono d’accordo, ovviamente, sul rimanente della sua analisi che riguarda la Chiesa in senso stretto.

Il vero grande sconfitto della vicenda Eluana siamo tutti noi cittadini ed i valori universali, che non sono necessariamente religiosi ma laici.

Indubbiamente una nazione e un popolo si reggono abitualmente dietro principi guida che di solito sono religiosi, ma la nostra cultura e’ troppo complessa e multiforme per poterla imputare solo alla religione.

La religione in fin dei conti non e’ altro che l’espressione di valori portanti universali dell’umanità, ammantati di religiosità.

L’omicidio, ad esempio, non e’ condannato solo per motivi religiosi, ma perché dannoso ad una collettività e alla sua esistenza, i motivi religiosi sono solo successivi a questa considerazione universale sempre valida nel tempo, religione o meno che sia.

In maniera quasi simile lo stesso suicidio e’ sempre stato considerato come non confacente all’esistenza di una collettività, anche se in parte accettato come decisone individuale diretta e cosciente, che poi la religione ne abbia dato conferma e valore più ampi e costringenti per fede, non ha fatto altro che adeguarsi a questa realtà di base dei valori umani già esistente.

Se nei popoli antichi il suicidio individuale era accettato come decisione personale cosciente e ricercata con i propri mezzi personali e fatto privatamente, nella moderna collettività non e’ possibile accettarlo, non tanto per motivi religiosi che riguardano esclusivamente chi vi crede, ma perché l’obbligo di una nazione moderna e’ quello di tutelare il benessere fisico e psichico dei suoi componenti individuali, per poter soddisfare l’interesse primario di benessere fisico e psichico di tutta la collettività, che da singole decisioni individuali ne può trarre solo danno, soprattutto se fatto pubblicamente, com’e’ stato con tutta evidenza nel caso di Eluana.

In più tale caso non rientrava minimamente in una decisione individuale diretta e cosciente, ma addirittura in una decisione mediata da terzi e con il soggetto del tutto incosciente della decisione presa IN QUEL MOMENTO DELLA SUA VITA.

Per poter dire che sia stato un suicidio sarebbero occorsi, pertanto, la DIRETTA COSCIENZA DELL’INDIVIDUO NEL MOMENTO DEL TRAPASSO, OLTRE CHE LA SUA AZIONE DIRETTA A TALE SCOPO, ALTRIMENTI CHIAMASI OMICIDIO.

Neanche a dire che ci sia stata una cessazione dell’accanimento terapeutico, visto che Eluana viveva senza cure mediche particolari e poteva continuare a vivere indefinitivamente, sia pure in stato vegetativo.

Il mangiare e il bere NON POSSONO ESSERE CHIAMATI “CURE MEDICHE”, ma bisogni primari di qualsiasi individuo, il toglierglieli costringendola a morire in maniera atroce in qualunque lingua del mondo chiamasi OMICIDIO.

Ed e’ semplicemente vergognoso che a tale decisione siano pervenuti giudici e uomini politici, che della giustizia e della protezione individuale e collettiva dei cittadini sono o dovrebbero essere i guardiani della collettività.

Qualunque giustificazione ammantino per coprire e giustificare la cosa non ha alcun valore, perché le chiacchiere per quanto estrose e intelligenti sono una cosa fin tanto che rimangono tali e i fatti un’altra.

Potranno mentire agli altri e perfino a sé stessi, ma agli occhi di tutti e della loro stessa coscienza saranno e rimarranno sempre colpevoli, anche se nessuno riuscirà mai a condannarli su questa Terra.

Non hanno attaccato con questo un partito politico o un organizzazione religiosa, come Ferrara suppone a torto per il secondo caso, ma hanno aggredito valori universali addirittura primordiali, mandando al macero qualsiasi buon senso e convivenza comune.

Il 16 Febbraio 2009 alle 12:55 Mcbert ha scritto:

Ciò che Ferrara sembra non aver compreso è che Cristo sceglie la via della debolezza per ottenere il potere sulle tenebre, Cristo non è venuto sulla terra a capo di legioni di angeli ad annientare il malvagi e gli ingiusti ma al contrario è venuto vivendo in prima persona la povertà, la missione fino al martirio o meglio la coerenza con l’amore.
Cristo è andato fino in fondo per dimostrare all’uomo che Dio pur potendo annientare la malvagità preferisce lasciare la scelta all’uomo.
Lo stesso deve fare la chiesa, evangelizzare ma lasciare poi all’uomo la possibilità di scegliere il bene o il male. Quando nei secoli passati la chiesa istituzionalizzata ha preteso di sostituirsi al libero arbitrio imponendo la propria dottrina agli uomini di fatto si è allontanata da Dio come gli stessi uomini che oggi uccidono la vita e sputano sul magistero cattolico.
La chiesa deve offrire il vangelo, deve premere che questo sia fonte di ispirazione per i parlamentari cattolici, ma non può pretendere che tutte le persone lo adottino a forza. Neppure Dio nella sua maestosa potenza ha legato a se l uomo.
Nel caso Englaro, come su altri argomenti , credo che la chiesa non abbia perso nulla, perché il dono di Cristo non puo abbandonare la chiesa, e questo dono non è il potere sugli uomini ma la salvezza per chi abbraccia cristo, un dono inalienabile, se l 80 % degli italiani vivono e pensano e predicano idee contro il magistero della chiesa non è la chiesa che si deve preoccupare ma queste persone che un giorno ne risponderanno .
La chiesa non deve preoccuparsi dell apostasia del mondo , perché questa è già stata scritta secoli fa ma della sua capacità di vivere il cristianesimo in modo coerente e di trasmetterlo.
Saluti

Il 16 Febbraio 2009 alle 13:40 Corrado Buccieri ha scritto:

E che avrebbe dovuto fare la Chiesa,portarla in Vaticano?—La politica con tutti i cospiratori alla
testa dei mass-media sparano a destra e sinistra, e
la Chisa…..dovrebbe essere la sconfitta? Allora lor
signori con tutte queste scuse…cospirano contro la
Chiesa.

Il 17 Febbraio 2009 alle 13:47 Corrado Buccieri ha scritto:

Caro Ferrara,prima ‘nessuno taccia su Eluana’ adesso
‘con Eluana la grande sconfitta è la Chiesa’….e se
con l’aborto avesse fatto il Ministro della Sanità,che
ne sarebbe stato di Eluana?

Il 18 Febbraio 2009 alle 02:43 gualtiero.pw ha scritto:

A “shift”, del 14 Febbraio 2009

Lei scrive: “….. l’obbligo di una nazione moderna e’ quello di tutelare il benessere fisico e psichico dei suoi componenti individuali, per poter soddisfare l’interesse primario di benessere fisico e psichico di tutta la collettività, che da singole decisioni individuali ne può trarre solo danno, soprattutto se fatto pubblicamente, com’e’ stato con tutta evidenza nel caso di Eluana.”

Se Adolf Hitler e il Dr. Joseph Goebbels fossero ancora vivi, Le offrirebbero sicuramente un posto da “spin doctor” nel III Reich! Ma anche il famigerato Torquemada dell`Inquisizione-Cattolica (ispiratrice in parte della Gestapo nazista) Le offrirebbe un posto da “giudice-del-tribunale-inquisitorio”…..

Secondo Lei, lo Stato italiano “ha l`obbligo” di controllare “il mio benessere fisico e psichico” in modo che io non possa far danni ritenuti tali dallo Stato? Questa Sua esternazione e` espressione di “pura dittatura” politica-religiosa ed e` INFAME!

Lei sicuramente fa parte di quei movimenti “cattolici-fondamentalisti” ultra-estremisti, incivili ed inumani, che si differenziano dai “colleghi islamici- fondamentalisti” SOLO dal fatto che invece di ostentare “la croce”, loro innalzano “la mezza-luna”….
Entrambi espressione di “immondizia-pseudo-cultural-religiosa”…..

Il 18 Febbraio 2009 alle 17:08 shift ha scritto:

Egregio gualtiero, non dovrei risponderle per ben tre motivi, cosa che immagino non le passi nemmeno per l’anticamera del cervello vista la sua esposizione, ma che cortesemente le chiarisco nonostante le sue esternazioni e apprezzamenti offensivi, derisori e di sola demonizzazione di chi lei ritiene oppositore del suo pensiero unico.

La informo che esistono pensieri e idee diversi, tanti quanti sono gli individui esistenti, alcuni più validi altri meno, di sicuro non esiste un pensiero unico, ne’ che gli individui debbano piegarsi giocoforza a questo, come mi sembra desiderare e volere lei, che dimostra contrariamente a quanto afferma e suppone per me, una vena dittatoriale.

Il primo motivo e’ che questo non e’ un Forum dove confrontarsi con altri individui, cosa esistente in un altro punto di questo sito di Panorama con tanto di “rispondi”, “segnala”, “apri una discussione”, altrimenti sarei andato a conversare con lei in quel luogo, ammesso che fosse possibile fare una conversazione, visto il suo modo di proporsi alle idee diverse altrui, ma un Blog contenenti il punto di vista dei lettori nei confronti dell’articolo del giornalista di turno, una critica costruttiva in cui si espongono i motivi per cui si e’ d’accordo o in disaccordo.

Ai giornalisti serve per farsi un’idea dell’opinione pubblica sulla loro rispondenza o meno all’opinione generale rispondente, a sua volta, all’indirizzo politico del quotidiano o rivista che rappresentano, e a noi lettori per dare, di contro, una raddrizzata all’eventuale deriva individualistica o di parte delle loro visioni di pensiero che influiscono, sul modo di pensare generale o di parte, attraverso i mezzi mediatici di cui dispongono.

Di conseguenza e’ del tutto inutile che lei battibecchi con il sottoscritto, per di più con una esposizione distruttiva e non costruttiva, limitandosi ad aggredire il pensiero altrui senza esporre per intero il proprio.

E’ sempre facile distruggere, ci vuole pochissimo tempo e pochissimo sforzo, si constata ciò facilmente dal suo breve scritto, con due parole in croce e molte ingiurie, mentre e’ difficile costruire perché occorre tempo, sforzo e impegno, come occorre a me per spiegarle tutto ciò e come ho tentato di fare, per altro verso, nel post antecedente diretto al giornalista Ferrara.

Il secondo motivo e’ che non devo rendere conto a nessuno delle mie idee e convincimenti, grazie a Dio siamo in Democrazia non sotto Dittatura, mentre lei oltre a permettersi di giudicare, cosa fattibile se fosse un forum normale, si permette di demonizzare la libera opinione altrui con accostamenti ingiuriosi e non pertinenti, se non proprio a lei stesso.

Tra l’altro non capisco nemmeno dove abbia dedotto che io sia un fedele della Chiesa, cosa che non sono, per di più demonizzando e offendendo sia la Chiesa che i suoi fedeli, addirittura confrontandoli e comparandoli con i folli fanatici islamici, che con la Pace, il Perdono, l’Amore e l’Auto sacrificio non hanno niente a che fare, semmai sono l’opposto, non possono nemmeno essere considerati una religione, se e’ per questo.

Il terzo motivo per cui non dovrei risponderle e’, per l’appunto, il suo profluvio d’ingiurie personali che di per sé la squalifica come interlocutore con cui scambiare opinioni, che di regola sono fatte su un piano di rispetto reciproco, di ragionamenti logici e di buon senso, non di affermazioni categoriche non soggette ad approfondimenti sensati.

Più che discutere con lei dovrei denunciarla, se fossimo in una nazione seria invece che in un anarchia totale, ma lasciamo perdere.

Tra l’altro il suo punto di vista che obietta non e’ nemmeno chiaro e credo che abbia pure male interpretato il mio punto di vista.

Veniamo alla sua obiezione che ha scatenato le sue ire funeste sul mio capo.

La Collettività o Società o Nazione e’ sorta per salvaguardare la sicurezza dei suoi componenti, sia individualmente che collettivamente.

Per “sicurezza” non s’intende solo la difesa dai criminali o dai nemici esterni, cosa per cui esistono le forze dell’ordine e l’esercito in qualunque luogo del mondo.

S’intende anche la salute fisica e psichica dei singoli individui, al fine di tutelare non solo il singolo individuo, ma l’insieme della collettività perché e’ dall’unione dei singoli individui che prende forza e consistenza la Società o Nazione.

Senza di ciò non avrebbe un futuro ne’ potrebbe competere o permanere nella sua esistenza, in un mondo in cui la competizione e la sopravvivenza e’ la base di un valore universale cui occorre adeguarsi.

A tale fine nelle nazioni con una certa evoluzione esistono gli ospedali, sia per malattie fisiche che mentali, non perché siano una libera scelta totale dei singoli individui utilizzare o ignorare, ma un esigenza collettiva il cui mancato utilizzo può comportare problemi da un certo livello in poi.

Lei pensi alle malattie infettive, non possono riguardare la decisione personale di un singolo, perché simili malattie fuori controllo riguardano tutti, che il singolo lo voglia o non lo voglia, non per niente esistono le vaccinazioni per alcuni tipi di malattie a rischio diffusione.

Questo che le sto scrivendo lei potrebbe trovarlo in qualsiasi libro di Educazione Civica, forse meglio detto che dal sottoscritto, pertanto mi sembra evidente cosa intendessi dire quando scrivevo:

“….. l’obbligo di una nazione moderna e’ quello di tutelare il benessere fisico e psichico dei suoi componenti individuali, per poter soddisfare l’interesse primario di benessere fisico e psichico di tutta la collettività, che da singole decisioni individuali ne può trarre solo danno, soprattutto se fatto pubblicamente, com’e’ stato con tutta evidenza nel caso di Eluana.”

Immagino che ciò che la sconvolge sia l’averci messo Eluana nell’esempio.

Come per l’omicidio da cui una collettività si deve tutelare, anche il suicidio, qualunque ne sia la ragione, ha gli stessi identici effetti di far mancare un individuo all’insieme della collettività di cui fa parte e di lasciare costernati, del pari e forse peggio dell’omicidio, i suoi componenti.

Viene a mancare parte dell’unita’ di una collettività, della sua forza e del venire meno dei suoi scopi primari di sussistenza, sopravvivenza e accrescimento, sia fisico, che intellettuale, che morale, in definitiva un colpo vero e proprio all’insieme dei rapporti sociali e spirituali di tutti.

E’ vero che Eluana era in uno stato vegetativo, ma era viva, mentre la nostra conoscenza del meccanismo di esistenza umano e’ ancora del tutto sconosciuto, nonostante i grandi progressi fatti ultimamente.

Di conseguenza non solo la decisione assurda di mandare a morte una persona viva era contraria ai principi sociali sopra descritti, ma fatta in base a considerazioni aleatorie d’interpretazione dei misteri della vita, e del pensiero di una persona non in grado di difendersi e decidere autonomamente in QUEL MOMENTO PARTICOLARE DELLA SUA VITA.

Anche il suicida convinto che si butta a fiume per annegare, nel mentre si trova in difficoltà e’ il suo stesso corpo ad opporsi e spesso la stessa mente a capovolgere la decisione presa un istante prima.

Supporre che una decisione antecedente, ammesso che ci fosse, cosa di cui dubito, fosse supportata nel presente dalla stessa Eluana e per di più sostenuta da terzi, per quanto legati con vincoli parentali, fosse valida e’ semplicemente fuori da ogni buon senso, anche non volendo considerare l’illegalità agli occhi della collettività di una simile decisione.

In più nemmeno trattavasi di accanimento terapeutico, cosa che poteva avere una giustificazione all’eutanasia, ma di somministrazione di sostentamenti primari a chiunque sia in vita, cioè mangiare e bere.

Pensa forse che non se ne sia accorta perché in stato vegetativo?

A me basta solo sapere che il suo corpo se n’e’ accorto, e nessuno può dire con certezza che non se ne sia accorta nella sua coscienza, cosa di cui convinto lo stesso, una morte atroce data da quella collettività che avrebbe dovuta difenderla, stante le sue condizioni indifese e di non libera scelta, cosa che comunque non avrebbe potuto avere.

Questo e’ quanto penso e che credevo fosse stato chiaramente detto, non mi infastidisca ulteriormente, se deve scrivere la sua opinione sull’articolo del giornalista di turno lo faccia pure, nessuno glie lo impedisce, dia pure il suo contributo, ma che sia costruttivo senza seccare gli altri.

Il 18 Febbraio 2009 alle 17:42 m.stella71 ha scritto:

Ma vogliamo dare un taglio ai giri di parole.
Da quello che io conosco l’etica della Chiesa, richiamata dall’articolo, ha origini ben più meschine.
Dal primo medioevo, abbandonando la scienza greca e latina, si è ritenuto che le guarigioni dovessero avvenire per intervento della divinità. Solo 1600/700 è ricominciata la pratica e la ricerca su basi scientifiche.
In precedenza, in puro stile sciamanico, si riteneva che la preghiera e il contatto con le reliquie (da qui il loro commercio) potevano compiere il miracolo, divino o per intercessione di qualche intermediario.
La cosa ha prodotto una innumerevole quantità di santi e beati, loro malgrado, in gran parte nemmeno esistiti. Ha permesso ai preti di sfruttare finanziariamente le situazioni di dolore (come per la morte- purgatorio - quindi monaci oranti e quindi donazioni).
Altro che nobile etica, chi pagava la casa di cura gestita dalle suore?.
Rispetto quindi per un padre che ha sofferto ogni giorno vedendo trasformarsi in Zombi una figlia amata!
In modo particolare da chi padre non lo è.

Il 19 Febbraio 2009 alle 12:26 wargame ha scritto:

ancora con sta CHIESA.

2000 anni, ed ancora si parla di CHIESA.

Il 19 Febbraio 2009 alle 14:09 netarweb ha scritto:

La vera sconfitta non è della Chiesa e di tutti i suoi membri (clero e laici), ma della politica che in 17 anni non ha saputo colmare il vuoto legislativo con una norma che evitasse una morte di stenti giustificata da una “volonta” presunta dell’interessata e ricostruita da terzi.
Questa è la vera sconfitta dell’Italia, paese garantista che non ha saputo affermare il diritto alla vita di una cittadina che non ha espresso la volontà di morire!
La Chiesa richiama sempre gli uomini a valorizzare la vita dal concepimento alla morte naturale, soprattutto per le persone più fragili e indifese come sono gli malati e i sofferenti.
Adesso è importante che si faccia una legge per evitare che ciò si possa ripetere.

Il 19 Febbraio 2009 alle 21:32 vincenzoaliascontadino ha scritto:

DEBOLEZZA DELLA CHIESA E POLITICA?
Io credo che la Chiesa molte volte sballa! Perché non è più radicata sul territorio, ed io per esempio cattolico, ma non più praticante non vede un prete in giro per le campagne! Una volta il mio parroco lo vedevi in bicicletta e andava a fare quattro chiacchiere con i contadini o giornalieri sui campi alle cure dei guardaspalle o Caporalato di padroni latifondisti o Nobili. Provatelo a chiederlo all’ex Cardinale di Napoli, Mario Giordano di quand’era prete a Scanzano Jonico, mio primo maestro di Religione! Poi ebbi il primo scuorno nel vedermi bandito dalla Chiesa di non ricevere più i sacramenti o sposarmi in Chiesa, perché separato: cosa inaudita per aver subito per una Legge di cui è unilaterale! Poi l’aborto perché naturale mettere al mondo un figlio per una donna stuprata dai Serbi? Possibile non l’accettazione e resistenze per il preservativo? Che cosa dire per la pillola abortiva del giorno dopo come la RU 486 perché non accettare che i tempi sono cambiati e in meglio? Ovvie, cose che pesano, ma conviene accettare molte cose che possono aiutare l’essere umano, come per i divorziati che non l’hanno chiesto di annullare questo negozio Giuridico: ma subito d’essere cornuto e mazziato? vincenzoaliasilcontadino@gmail.com Matera.

Il 21 Febbraio 2009 alle 09:18 bruno1946 ha scritto:

Il giorno che la Chiesa svolgera’ la propria attivita’ dentro le mura leonine, allora si potra’ desiderare che anche l’Italia sia uno stato laico. Gli elettori votato circa 1000 tra deputati e senatori che dovrebbero gestire gli affari del paese, per cui sarebbe ora che anche la Chiesa pensi a fare pastorale senza interferenze nella vita del paese. Lo stato pontificio ha cessato di esistere molti anni fa.

Il 1 Marzo 2009 alle 23:42 grizzly bear ha scritto:

Io credo che la Chiesa abbia cercato di prendere tempo per capire bene dove indirizzare la sua scelta anche per una questione di consensi, condivido il fatto che la Chiesa debba pensare alla missione della pastorale e non interferire ed influenzare politimente sulla vita del paese, anche se la Chiesa stessa è un grande stato con i suoi politici.
Il caso di Eluana comunque è troppo complesso per essere giudicato superficialmente come spesso è accaduto.
Onestamente al di là di ogni etica penso anche al Calvario di 17 anni della famiglia.

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