Fuori Porta
Quando nel ’68 dovetti scegliere un tema da sviluppare in un servizio del concorso per telecronisti Rai, scelsi la speculazione edilizia a Roma. Allora destava scandalo l’albergo Hilton, costruito in cima alla collina verde di Monte Mario. In effetti, l’avessero fatto un paio di piani più basso, sarebbe stato meglio, anche se oggi, a riguardarlo mentre scrivo questo articolo, non mi pare orrido. Da non romano, partii dall’Hilton perché la stampa progressista lo aveva additato come esempio del sacco di Roma. Cercai tuttavia di allargare lo sguardo a una città che conoscevo poco e scoprii due cose.
I palazzinari, con la complicità delle giunte democristiane, avevano fatto il bello e il cattivo tempo negli anni Cinquanta. Avevano sopraelevato fra l’altro in maniera abusiva moltissimi palazzi del centro storico e dei lungotevere. Un costruttore, dalle parti di piazza di Spagna, stava esagerando al punto che Alcide De Gasperi, che vedeva l’abuso crescere a vista d’occhio nelle frequenti passeggiate con la moglie per via San Sebastianello, lo fece ammonire di limitarsi alla sopraelevazione di un piano invece dei due previsti.
Scoprii tuttavia un’altra cosa di cui la grande stampa progressista non parlava: gli orrori dell’architettura “democratica”. L’intera periferia romana era stata cementificata con raccapriccianti dormitori che richiamavano i casermoni della Russia di Stalin, senza tuttavia averne la sobria (seppur funerea) austerità. I disastri di quegli architetti non si limitarono alle periferie: basti guardare il complesso giudiziario di piazzale Clodio. Buio e sinistro come un carcere d’altri tempi, ha i pavimenti con i cubetti di porfido stradale perché così la gente avrebbe dovuto sentire la giustizia più vicina. Conclusi perciò con molta amarezza che l’ultimo urbanista della capitale degno di questo nome era stato Benito Mussolini. Negli ultimi settant’anni non è stato tirato infatti su un solo quartiere paragonabile a Prati-Della Vittoria e all’Eur. C’è da rallegrarsene…
Abusi (condonati) e orrori non si limitano naturalmente a Roma. C’è un’Italia intera da risanare e da ammodernare. Se verrà perciò rispettato lo spirito della nuova legge sulla casa progettata da Silvio Berlusconi, nei prossimi anni potremmo assistere a un formidabile processo di rinnovamento urbanistico e di riqualificazione energetica.
Il Cavaliere, che forse ama le case perfino più della televisione, come costruttore ha le carte a posto: basti riascoltare i mugolii d’entusiasmo con cui alcune firme radical chic benedissero il quartiere di Milano 2. Mai immaginando che quel giovane costruttore sarebbe diventato l’Uomo Nero (dalla televisione alla politica) dei decenni successivi.
Naturalmente, conoscendo gli italiani, occorrerà tenere gli occhi molto aperti. Siamo pur sempre il Paese che ha distrutto chilometri di coste, che ha coniato il termine «rapallizzare» per indicare quello che non va fatto in angoli di paradiso come la Riviera ligure. Siamo il Paese in cui a qualcuno è saltato in testa di costruire il «mostro di Fuenti» e di aprire tante altre ferite simili, anche se meno note. La durezza della repressione degli abusi che dovessero aprirsi tra le pieghe della nuova legge dovrà perciò essere proporzionale alle opportunità di ampliamento e di semplificazione che la stessa legge offrirà.
Ora la parola passa alle regioni. E sarebbe deprimente se ci si dividesse tra destra e sinistra. Ha ragione Massimo Cacciari: perché demonizzare prima di capire? E parliamo del sindaco di una città cristalleria come Venezia in cui ogni abuso sarebbe mortale, ma anche dove la somma dei vincoli ha ucciso tante case in cui rifare un bagno è più complicato che costruire un grattacielo a Manhattan.
Qualcuno maliziosamente sospetta che le obiezioni possano essere alimentate da assessori e funzionari comunali: se i permessi vengono tagliati, se basta la dichiarazione giurata di un professionista per procedere, molto del potere locale va a farsi benedire. A ben vedere, è questo uno dei risvolti più interessanti della nuova normativa.
- Venerdì 13 Marzo 2009























Commenti
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Il 14 Marzo 2009 alle 18:19 nhico ha scritto:
Perché demonizzare? Perché Dario Franceschini, e quel che resta del Pd, non sa fare altro.
Il 15 Marzo 2009 alle 16:46 Zione ha scritto:
Per far uscire la nostra Collettività Nazionale dalla triste situazione di degrado in cui si trova e di grave illegalità generale e Tribunalizia in cui si crogiuola da lungo tempo, è necessario procedere a Profondi Rinnovamenti; a cominciare dalla riforma della Giustizia per finire colla costruzione di una grossa quantità di alloggi Popolari.
Naturalmente, vi saranno grosse inondazioni lacrimose dovute a poderosi lagni e piagnistei, da parte di Felloni e Fannulloni, che si vedranno colpiti nei loro loschi interessi; per cui ben farà il Legittimo Governo di questo infelice Paese ad usare immantinente tutte le possibilità che tale esecranda situazione richiede, a nome del Popolo Italiano; tanto vigliaccamente tradito da Emeriti Cialtroni.
Il 9 Giugno 2009 alle 02:01 Zione ha scritto:
LA GIUSTIZIA ITALIANA ??? ———- UNA VERGOGNA !!!
Salve a tutti cari lettori, voglio illustrarvi in poche righe la mia disavventura giudiziaria, con conseguente disastro personale, morale ed economico. —– Sono un Agente Finanziario (o meglio lo ero) e nel portare avanti una attività (in Campania) oggi è veramente difficile. —– Opero in questo campo dal 2004; e con grosso impegno sono riuscito fino al 17-12-2008 a portare avanti questa attività.
Ma il giorno 18-12-2008 alle 3:00 di notte, sono stato raggiunto a casa da una notifica di CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE, con il capo d’imputazione del 416 - bis.
Un fulmine a ciel sereno, anche e soprattutto perché nella mia vita e quella dei miei familiari, nessuno mai ha avuto problemi con la GIUSTIZIA, anzi ho fatto il Carabiniere Ausiliario nel 97/98. —– La mia foto è stata pubblicata per circa 15 giorni su tutti i quotidiani locali, le Società per le cui operavo hanno immediatamente sospeso e revocato i mandati; tutti i collaboratori che operavano con la mia struttura, per esigenze lavorative hanno trovato altre collocazioni.
Il partito di cui ricoprivo la carica di coordinatore cittadino, (Forza Italia) mi ha espulso, commissariando la sezione, mia moglie incinta di 5 mesi , è dovuta restare a letto fino alla fine della gravidanza su ordine del ginecologo.
Un disastro morale, psicologico ed economico.
Sono rimasto nel carcere per 20 giorni, condividendo la cella con VERI MALVIVENTI, solo il giorno 7 gennaio 2009 dopo che il Tribunale del Riesame ha esaminato la mia posizione e ha deciso la liberazione immediata.
A distanza di 6 mesi dalla mia liberazione nella mia agenzia non entra nemmeno più un cliente; sono totalmente rovinato dal punto di vista lavorativo, morale e psicologico; non riesco più a dormire di notte e vivo costantemente nella paura, nell’ansia e nel pensare : “Ora cosa mi succederà ancora ?”.
Mi chiedo e Vi chiedo, ma si può rovinare la VITA a un cittadino Italiano che paga le tasse, solo perché nell’ambito del suo lavoro (far da tramite con le banche per la concessione di finanziamenti) 3/4 clienti sono stati coinvolti in un’inchiesta giudiziaria ? —– Si può arrestare una persona senza alcuna minima prova ? —– Si può rovinare l’esistenza e l’immagine di un cittadino Italiano, solo perchè qualche PM suppone e sostiene degli intrecci che non esistono?
Si può andare in galera perchè non si dispone di amicizie importanti ?
Adesso sia Il PM che il GIP vivono la loro vita tranquillamente, perchè “IL FATTO NON SUSSISTE” e il problema rimane a questo umile Cittadino, che si ritrova a 33 anni con una Moglie e un Figlio di 1 MESE, a fare i conti con la vita e con due possibilità di scelta :
o t’inventi qualcos’altro ! —– o la fai finita con la vita !!!
Con estrema amarezza.—– salerno 996 a Forum Panorama il 4-6-09; utente registrato 18-02-09 —– Messaggi 2
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