Ferrara: Vogliono abbattere Papa Ratzinger

ratzinger

L’arcitaliano 

Per capire di dove arrivi l’assedio ostile a Benedetto XVI, lasciato solo o aggredito per aver detto cose molto ragionevoli sull’Islam a Ratisbona o sul preservativo in viaggio per l’Africa, basta un po’ di storia. Giovanni XXIII fu percepito dal mondo, a cavallo tra la fine degli anni 50 e l’inizio dei 60, come una rottura e una crescita spirituale, e lo era. La Chiesa dei papi Pii, fino a Pio XII morto nel 1958, aveva pur fatto grandi cose e moderne, dalla Radio vaticana inaugurata da Pio XI all’enciclica scritta da Agostino Bea (sotto il successore) con cui fu accettato il metodo storico critico nella lettura della Bibbia; ma per l’essenziale la Chiesa si era consapevolmente e comprensibilmente intrappolata nella crisi modernista di fine Ottocento e degli inizi del secolo Ventesimo, quel che emergeva alla luce era il suo conflitto con il mondo dell’esperienza, della storia, del dinamismo sociale e culturale scagliato contro i dogmi e certe idee perenni custodite nel patrimonio di fede (la tradizione).
Giovanni, Papa buono, fu dunque accettato con tratti di mito e di lirismo leggendario, e la sua scelta di convocare un concilio di aggiornamento e di chiusura di certi vecchi conti tra Chiesa e umanità, con la luna sentimentale che rispondeva al Papa e lo induceva a mandare una carezza ai bambini, con l’apertura alle ansie e all’agenda del tempo moderno, fu salutata come un atto profetico che incuteva rispetto a tutti.
Ma da Paolo VI in avanti tutti i papi sono stati combattuti con veemenza, con acrimoniosità, con una tendenza al rassemblement conformistico sotto le bandiere di un’ideologia secolarista sempre vigile contro i progetti di restaurazione.
Con differenze di contesto storico decisive. Giovanni Battista Montini ebbe qualche momento di tregua perché era un papa conciliare, era l’erede di Giovanni, era il Papa dell’apertura a sinistra, un seguace teologico dell’umanesimo di Jacques Maritain, innovatore del pensiero cristiano del Novecento. Ma poi, a concilio chiuso e nella grande ventata di anarchia che percorse il “popolo di Dio”, Paolo VI si azzardò a scomunicare la pillola e la contraccezione, si mise contro lo spirito di banalizzazione libertina del sesso e dell’eros che si era aperto un varco nella secolarizzazione, e furono anni tormentati di isolamento e di durezze, fino alla morte nel 1978.
Il successore Giovanni Paolo II, eletto dopo il breve regno di Albino Luciani, fu accolto come “meritava” e dunque male, malissimo: da polacco, da anticomunista, da conservatore teologico e filosofico quale era. Però tre anni dopo l’elezione un turco armato dai comunisti bulgari e sovietici tentò di ammazzarlo scatenando emozione universale, il Papa fu identificato con la grande rivoluzione di libertà degli anni Ottanta, contro il comunismo da Danzica a Mosca, al Muro di Berlino, e quella sua forza profetica, insieme con la salute del corpo, la capacità apostolica in ogni itinerario del mondo, la lontananza assoluta dai giochi di curia, fino all’abbandono a se stessi dei vecchi apparati, tutto questo diede a Giovanni Paolo II un lasciapassare speciale, una forza d’urto cui nulla poteva resistere. La malattia, il calvario simbolico che dovette affrontare, sacralizzarono la sua grande popolarità e la trasversalità del suo magistero.
Contro Joseph Ratzinger, naturale prolungamento e anima teologica di Giovanni Paolo II, gioca un fondale della storia assai diverso e, quasi per contrappasso e ritorsione verso un quarto di secolo in cui il mondo ha subito il Papa, la grande voglia di far subire al Papa la dittatura ideale del mondo postmoderno e del suo relativismo etico.

Commenti

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Il 27 Marzo 2009 alle 15:09 paolopancio ha scritto:

“Vogliono abbattere il Papa”?
Addirittura.
Ma se uno pensa di qualcun’altro che è un po’ abelinato, signics che lo vuole “abbattere”?
Gli atei (non devoti) lo pensano dei credenti ma io, per esempio, non voglio eliminare nessuno: semplicemente non stimo per nulla il Papa, intelettualmente, e non sono il solo, pare.
Si vede che sono molti gli illuministi e nullisti, che ci vuol fare.

Il 30 Marzo 2009 alle 18:03 bendaur ha scritto:

Da “papalino” convinto, penso che più sono le critiche verso Benedetto XVI, tanto più ne guadagna la Chiesa. Può sembrare strano? E’ proprio così, non immaginate che favore ci state facendo, continuando imperterriti a denigrare e a offendere il Papa. E pensare che le cose che sta sottolinenando durante il suo papato sono sempre state patrimonio culturale della Chiesa!!! C’è qualcosa sotto a prendersela, allora, per ogni starnuto che fa il Papa…

Il 30 Marzo 2009 alle 18:41 rubirosa ha scritto:

Caro bendaur, non si tratta di starnuti. Sono lebbra e tubercolosi inguaribili.

Il 31 Marzo 2009 alle 12:36 bendaur ha scritto:

Cara rubirosa, anche se non la pensiamo allo stesso modo (ti parlo facendo mio il principio di Voltaire “darei la vita affinché ci sia qualcuno con idee diverse dalle mie anche se non le condivido”), ti chiedo di avere abbastanza razionalità e argomentare adeguatamente le critiche al Santo Padre sulla base di contenuti chiari e non con il solito qualunquismo becero “radical-chic”. Potrai trovare, però, difficoltà a trovare le giuste argomentazioni visto che il Papa enuncia principi di validità “laica” (non sono idee “confessionali” le sue) e sul piano scientifico certe affermazioni del suo Magistero accolgono anche consensi (vedi la scarsa efficacia dei preservativi “anti-Aids”, le posizioni in difesa della vita della persona sin dal concepimento, ecc…). Si tratta laicamente, cattolici e non cattolici, di prendere atto dell’oggettività di certi assunti papali ed ecclesiali che fanno riferimento a principi naturali e non a convinzioni ideologiche.

Il 1 Aprile 2009 alle 16:18 Corrado Buccieri ha scritto:

Signori,non è l’articolo di Ferrara che pensa di
abbattere il Papa…..messa così la cosa,in termini di
dibattiti mediali fa senz’altro onore al Papa…se ne
parla,quindi esiste. Quel che mi preoccupa sono le
profezie che parlano della fine del papato….questo
di Benedetto XVI dovrebbe essere il penultimo.

Il 17 Aprile 2009 alle 16:58 Cari i miei belgi… « Il Blog di Out ha scritto:

[...] Un non più giovine biancovestito va in Africa e dice che mica è vero che l’Aids  si combatte coi preservativi. I Belgi lo prendono a pernacchie con poca riverenza (lì mica ti esentano dall’ICI, sono cazzuti…). Risposta indignata del biancovestito: ATTENTATO! I suoi menestrelli, come quel simpatico Ecce Bombo che conduceva Otto e Mezzo, parlano di complotto per abbatterlo e di trionfo del relativismo etico, quando più semplicemente le persone hanno reagito alle sue michiate. Intanto Paparazzo si affida a controrepliche piccate degne della mia permalosissima nipote di cinque anni: non ho sbagliato io, siete voi troppo minchioni per capirmi. [...]

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