L’arcitaliano
“C’è gente che si diverte a spargere notizie infondate e allarmi” aveva detto il 31 marzo Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. E aveva qualificato di “imbecille”, parola forse un po’ grossa e impulsiva, chi s’ingegnava ad anticipare l’appuntamento fatale con il terremoto. Bertolaso si riferiva a Giampaolo Giuliani, un sismologo in proprio che pretendeva di avere previsto il terremoto attraverso una macchina di sua invenzione, il “precursore sismico”, basata sulla rilevazione delle emissioni di gas radon. La “previsione” in realtà era per una data e una città diverse da quelle in cui la scossa si è prodotta: il sisma c’è stato alle 3 e mezzo del 6 aprile, e all’Aquila, mentre Giuliani aveva detto che la terra avrebbe tremato a Sulmona il 29 marzo. Se fosse stata presa per buona, magari migliaia di persone sarebbero state trasferite da Sulmona e dintorni all’Aquila e dintorni, con le conseguenze non difficili da immaginare.
Ma il problema non è il Giuliani, che può essere in perfetta buona fede, che può essere un fiero e capace anticipatore di ricerca sul terreno, che può essere un visionario e un bravo cittadino allo stesso tempo, forse un imprudente dilettante troppo ciarliero ma non necessariamente un imbecille che si diverte a spargere allarmi infondati. Queste sono magari esagerazioni di un clima infuocato e polemico. Il problema è che la credulità popolare, con la regressione dalla metodologia scientifica all’attitudine magica, si è riversata, di lì rimbalzando e circolando ampiamente, sul web, sì, sulla mitica rete che dovrebbe costituire la nuova piattaforma dell’informazione dopo il tramonto dei giornali di carta. Mamma mia! Se questo è il futuro, chiediamo una proroga di passato.
Enzo Boschi, scienziato e capo dell’Istituto di neofisica, ha spiegato con quella sua tranquillità non boriosa che il problema, quando si parla di terremoti, è la capacità di prevedere di tipo deterministico. Devi poter dire quando e dove il sisma si produrrà, con la massima precisione. Altrimenti è il caos. E questa capacità di previsione deterministica non ce l’ha nessuno, mentre predizioni generiche, non impegnative, ma idonee a far saltare i nervi alle comunità interessate, e a peggiorare ogni possibile opera di prevenzione del danno, sono sempre possibili.
Questo a occhio e croce dovremmo capirlo senza tanto sforzo. Il bacino tirrenico, per esempio, è percorso attualmente da uno sciame sismico, ma nessuno può dire che un terremoto ci sarà qui o lì, e il tal giorno e magari alla tal ora. Che facciamo? Evacuiamo il Lazio e la Toscana per qualche mese?
Piano piano ci stiamo abituando al web come a un luogo di eccesso e di impostura, al fianco di tante cose sensate e utili che in esso si producono. Un cretino di Facebook fa finta di essere me (Giuliano Ferrara), che sono abbastanza cretino in proprio per essere quel che sono, e si fa amici a mio nome sfruttando il suo anonimato protetto dai protocolli primitivi della rete. Ma come si permette, l’impostore? E magari il suo procedere è analogo a quello di tanti siti che si sono detti sicuri delle previsioni di Giuliani, che hanno concertato il grande allarme impossibile.
È straordinario che la gente d’Abruzzo, montanari seri e tradizionali nella visione delle cose, forse perché bene o male è ancora educata dalla lettura dei giornali e dalla parola scritta, filtrata e in qualche senso verificata dalla procedura di stampa, non abbia creduto a questo allarme multifase che si è sparso nella rete elettronica.
Ma è triste pensare che il futuro possa riservarci, se dall’interno della stessa rete non verranno gli anticorpi, un destino di piccole e grandi imposture alla portata di tutti i computer.
- Venerdì 10 Aprile 2009























Commenti
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Il 10 Aprile 2009 alle 15:55 lordmax ha scritto:
Meno male.
Se lo dice Ferrara allora siamo tranquilli, la rete funziona ed anche bene.
Ora deve solo più dirlo Fede e saremo più certi che dell’esistenza di Dio.
Il 10 Aprile 2009 alle 19:29 yaproc ha scritto:
Io credo che la rete sia importante. Anzi di più …
Certo … ci possono accedere tutti e scrivere notizie inesatte. Ma quante cose si scoprono sulla rete che nessun giornale e nessuna tv dicono? Inoltre la rete è sinonimo di libertà.
Il 10 Aprile 2009 alle 22:02 danilo ha scritto:
Prima del 6 Aprile c’erano state centinaia di scosse di avvertimento. Bisognava semplicemente assoldare alcuni ingegneri per fare verifiche sugli edifici pubblici chiave, come ad esempio Prefettura, ospedali, casa dello studente; si sarebbero evitate già così molte vittime e molte bruttissime figure. Poi si doveva avere già tutto pronto in loco per l’emergenza. La storia della previsione del terremoto forte ha poca rilevanza. In presenza di sciami continuativi come quelli in atto, gli edifici già fatiscenti potevano collassare anche senza un terremoto molto forte come quello che c’è stato. Bastava aspettare un pò di tempo in più, perchè ogni piccola scossa contribuiva ad aggravare i danni. La gestione delle scosse di avvertimento e’ affidata a leggerezza ed incompetenza.
Qual ‘e’ l”alternativa all’evacuazione preventiva? L’alternativa e’ quello che vediamo oggi con gli occhi: centinaia di morti. Va bene ed e’ intelligente cosi’ perche’ riguarda gli ALTRI, vero?
Il 10 Aprile 2009 alle 23:54 peppe4pe ha scritto:
[B]GIULIANO FERRARA E IL SISMA NELLA RETE[/B]
Giuliano Ferrara ha propagandato l’idea che le torri gemelle fossero crollate davvero per l’opera nefanda di terroristi islamici alla guida degli aerei schiantatisi contro di esse (ovviamente gli aerei, vuoti, erano telecomandati e le torri erano minate per la demolizione controllata, certamente sotto direzione governativa o para-governativa), ha contribuito a demonizzare la figura di Saddam Hussein, “fratello” dissidente contro il sistema di potere massonico mondiale, ha sostenuto la giustezza dell’aggressione militare a due paesi sovrani, come Iraq e Afghanistan, da parte dell’asse USA-UK appoggiato dal novello Club dei Paesi Volenterosi.
Ovviamente era ed è uno dei tanti. Un complotto ambizioso e gravido di sì tante sventure per l’umanità esige molti congiurati.
Adesso invoca il terremoto sulla rete.
Come a tanti altri, anche a Ferrara piace solo l’informazione paludata e soprattutto fuorviante dalla verità, ma normalizzata e normalizzante, conformista alle esigenze superiori, rispecchiante le posizioni ufficiali del potere, congrua con quanto già codificato nelle scienze, come medicina e chirurgia e storia, soprattutto, ma non solo.
Ciò è molto grave perché qui inizia il tentativo esplicito di censurare la rete da parte di un pezzo da 90 dell’informazione (si fa per dire, ma per loro la diffusione di menzogne e falsi misti a qualche verità minore è il massimo della conoscenza da propinare al “popolo sovrano” da tenere sempre in soggezione e all’oscuro di congiure, verità e fatti noti solo a pochi, la crema dell’umanità, secondo loro).
Che il sisma mediatico lo invochi Ferrara è irrilevante. Egli ha già fatto una scelta di campo, molto netta, dalla parte dell’imbroglio massonico, ovviamente libero di farlo, fatti suoi. Stragi, assassinii, menzogne, guerre, catastrofi “naturali”, non lo turbano più di tanto. Avrà i suoi motivi e le sue convenienze, immagino.
È invece preoccupante che qualcuno di loro indichi, a chi di dovere, la necessità di bloccare la diffusione delle idee e delle informazioni nella rete. Prevedo tempi ulteriormente bui per la libera espressione delle opinioni e quindi per la diffusione delle conoscenze.
“Lor signori” non gradiscono. Del resto dopo avere sedimentato, dalle scuole primarie all’università, una montagna di fregnacce colossali, sarebbe strano se consentissero alla rete di smontare questi sconfinati castelli di sciocchezze colossali e frottole, non poche volte, del tutto demenziali.
E tramite Ferrara cercano di capire se potranno chiudere un po’ di bocche importune e tagliare un po’ di mani che pigiano sulle tastiere dei computer. È il classico sasso in piccionaia per verificare la reazione.
Occhio perché il sistema, marcio ed impaurito, non intende affatto mollare il potere, costi quel che costi, e lo dimostra il sisma abruzzese.
Non ha reazioni normali, ma solo criminali.
Temo di non sbagliarmi. Purtroppo va così.
Il 10 Aprile 2009 alle 23:54 peppe4pe ha scritto:
[B]GIULIANO FERRARA E IL SISMA NELLA RETE[/B]
Giuliano Ferrara ha propagandato l’idea che le torri gemelle fossero crollate davvero per l’opera nefanda di terroristi islamici alla guida degli aerei schiantatisi contro di esse (ovviamente gli aerei, vuoti, erano telecomandati e le torri erano minate per la demolizione controllata, certamente sotto direzione governativa o para-governativa), ha contribuito a demonizzare la figura di Saddam Hussein, “fratello” dissidente contro il sistema di potere massonico mondiale, ha sostenuto la giustezza dell’aggressione militare a due paesi sovrani, come Iraq e Afghanistan, da parte dell’asse USA-UK appoggiato dal novello Club dei Paesi Volenterosi.
Ovviamente era ed è uno dei tanti. Un complotto ambizioso e gravido di sì tante sventure per l’umanità esige molti congiurati.
Adesso invoca il terremoto sulla rete.
Come a tanti altri, anche a Ferrara piace solo l’informazione paludata e soprattutto fuorviante dalla verità, ma normalizzata e normalizzante, conformista alle esigenze superiori, rispecchiante le posizioni ufficiali del potere, congrua con quanto già codificato nelle scienze, come medicina e chirurgia e storia, soprattutto, ma non solo.
Ciò è molto grave perché qui inizia il tentativo esplicito di censurare la rete da parte di un pezzo da 90 dell’informazione (si fa per dire, ma per loro la diffusione di menzogne e falsi misti a qualche verità minore è il massimo della conoscenza da propinare al “popolo sovrano” da tenere sempre in soggezione e all’oscuro di congiure, verità e fatti noti solo a pochi, la crema dell’umanità, secondo loro).
Che il sisma mediatico lo invochi Ferrara è irrilevante. Egli ha già fatto una scelta di campo, molto netta, dalla parte dell’imbroglio massonico, ovviamente libero di farlo, fatti suoi. Stragi, assassinii, menzogne, guerre, catastrofi “naturali”, non lo turbano più di tanto. Avrà i suoi motivi e le sue convenienze, immagino.
È invece preoccupante che qualcuno di loro indichi, a chi di dovere, la necessità di bloccare la diffusione delle idee e delle informazioni nella rete. Prevedo tempi ulteriormente bui per la libera espressione delle opinioni e quindi per la diffusione delle conoscenze.
“Lor signori” non gradiscono. Del resto dopo avere sedimentato, dalle scuole primarie all’università, una montagna di fregnacce colossali, sarebbe strano se consentissero alla rete di smontare questi sconfinati castelli di sciocchezze colossali e frottole, non poche volte, del tutto demenziali.
E tramite Ferrara cercano di capire se potranno chiudere un po’ di bocche importune e tagliare un po’ di mani che pigiano sulle tastiere dei computer. È il classico sasso in piccionaia per verificare la reazione.
Occhio perché il sistema, marcio ed impaurito, non intende affatto mollare il potere, costi quel che costi, e lo dimostra il sisma abruzzese.
Non ha reazioni normali, ma solo criminali.
Temo di non sbagliarmi. Purtroppo va così.
Il 11 Aprile 2009 alle 13:42 alman9000 ha scritto:
Accipicchia in che guaio ci stiamo mettendo!! Con la rete libera e senza il filtro di controllo delle procedure di stampa ci stiamo tutti perdendo nel mare delle congetture più stravaganti e improbabili con la conseguenza che i poveri Italiani, eccetto i montanari Abruzzesi tradizionalisti in fatto di letture, si smarriscono e dimenticano il buono e solido metodo deterministico della conoscenza.
Quindi sui giornali tradizionalisti e filtrati come questo si possono solo leggere notizie e informazioni assolutamente garantite, veritiere e ben determinate, vero?
Come le tante bufale raccontate da Ferrara in merito alla guerra in Iraq, tanto per fare un esempio?
Entro qualche anno la carta stampata tradizionale e il sistema televisivo attuale saranno soppiantati dalla rete e i giornalisti “tradizionalisti” saranno letti solo dai loro datori di lavoro con la conseguenza che, speriamo si avveri presto, le sovvenzioni pubbliche e private necessarie per tenere in vita questi giornali saranno praticamente azzerate.
Auguri.
Il 11 Aprile 2009 alle 14:15 alman9000 ha scritto:
Maledizione cosa mi tocca sentire!!
Il destino dell’umanità è in balia di piccole e grandi imposture alla portata di tutti i computers: ma è una cosa orrenda!!
L’ultima affermazione dell’articolo è esemplare nel comprendere la mentalità di un “tradizionalista”:
““ Ma è triste pensare che il futuro possa riservarci, se dall’interno della stessa rete non verranno gli anticorpi, un destino di piccole e grandi imposture alla portata di tutti i computer. ””
“Computer” doveva essere scritto “computers” per concordare con l’articolo al plurale, e si capisce da subito che da sempre Ferrara non è afferrato in lingua inglese almeno quanto il premier Berlusconi ed entrambi si ostinano in sforzi tanto inauditi quanto inutili nel far sembrare il contrario.
Auguri.
Il 11 Aprile 2009 alle 15:12 Il terremoto in rete (ad esempio: Facebook) « «Italia dei Valori» Ciampino Blog ha scritto:
[...] – cit on – Ferrara: Una scossa se la meriterebbe la rete L’arcitaliano “C’è gente che si diverte a spargere notizie infondate e allarmi” aveva detto il 31 marzo Guido Bertolaso, capo della Protezione civile. E aveva qualificato di “imbecille”, parola forse un po’ grossa e impulsiva, chi s’ingegnava ad anticipare l’appuntamento fatale con il terremoto. Bertolaso si riferiva a Giampaolo Giuliani, un sismologo in proprio che pretendeva di avere previsto il terremoto attraverso una macchina di sua invenzione, il “precursore sismico”, basata sulla rilevazione delle emissioni di gas radon. La “previsione” in realtà era per una data e una città diverse da quelle in cui la scossa si è prodotta: il sisma c’è stato alle 3 e mezzo del 6 aprile, e all’Aquila, mentre Giuliani aveva detto che la terra avrebbe tremato a Sulmona il 29 marzo. Se fosse stata presa per buona, magari migliaia di persone sarebbero state trasferite da Sulmona e dintorni all’Aquila e dintorni, con le conseguenze non difficili da immaginare. Ma il problema non è il Giuliani, che può essere in perfetta buona fede, che può essere un fiero e capace anticipatore di ricerca sul terreno, che può essere un visionario e un bravo cittadino allo stesso tempo, forse un imprudente dilettante troppo ciarliero ma non necessariamente un imbecille che si diverte a spargere allarmi infondati. Queste sono magari esagerazioni di un clima infuocato e polemico. Il problema è che la credulità popolare, con la regressione dalla metodologia scientifica all’attitudine magica, si è riversata, di lì rimbalzando e circolando ampiamente, sul web, sì, sulla mitica rete che dovrebbe costituire la nuova piattaforma dell’informazione dopo il tramonto dei giornali di carta. Mamma mia! Se questo è il futuro, chiediamo una proroga di passato. Enzo Boschi, scienziato e capo dell’Istituto di neofisica, ha spiegato con quella sua tranquillità non boriosa che il problema, quando si parla di terremoti, è la capacità di prevedere di tipo deterministico. Devi poter dire quando e dove il sisma si produrrà, con la massima precisione. Altrimenti è il caos. E questa capacità di previsione deterministica non ce l’ha nessuno, mentre predizioni generiche, non impegnative, ma idonee a far saltare i nervi alle comunità interessate, e a peggiorare ogni possibile opera di prevenzione del danno, sono sempre possibili. Questo a occhio e croce dovremmo capirlo senza tanto sforzo. Il bacino tirrenico, per esempio, è percorso attualmente da uno sciame sismico, ma nessuno può dire che un terremoto ci sarà qui o lì, e il tal giorno e magari alla tal ora. Che facciamo? Evacuiamo il Lazio e la Toscana per qualche mese? Piano piano ci stiamo abituando al web come a un luogo di eccesso e di impostura, al fianco di tante cose sensate e utili che in esso si producono. Un cretino di Facebook fa finta di essere me (Giuliano Ferrara), che sono abbastanza cretino in proprio per essere quel che sono, e si fa amici a mio nome sfruttando il suo anonimato protetto dai protocolli primitivi della rete. Ma come si permette, l’impostore? E magari il suo procedere è analogo a quello di tanti siti che si sono detti sicuri delle previsioni di Giuliani, che hanno concertato il grande allarme impossibile. È straordinario che la gente d’Abruzzo, montanari seri e tradizionali nella visione delle cose, forse perché bene o male è ancora educata dalla lettura dei giornali e dalla parola scritta, filtrata e in qualche senso verificata dalla procedura di stampa, non abbia creduto a questo allarme multifase che si è sparso nella rete elettronica. Ma è triste pensare che il futuro possa riservarci, se dall’interno della stessa rete non verranno gli anticorpi, un destino di piccole e grandi imposture alla portata di tutti i computer. [...]
Il 11 Aprile 2009 alle 19:01 piumablu ha scritto:
Certo che Ferrara come coerenza è un grande!!!!! Con un po di umiltà si potevano salvare vite. Meglio qualche evaquazione in più, o 300 morti???? Alla faccia del rispetto della vita a tutti i costi !!!
Il 11 Aprile 2009 alle 23:45 antikom ha scritto:
Giampolo Giuliani ha scoperto che Haarp ha causato il terremoto de L’Aquila che grazie alle scie chimiche dell’uragano artificiale Katrina che ha buttato giù con la termite e le bombe radiocomandate le torri gemelle sotto le quali c’era il cane di Vargas che secondo i Maya terminerà il mondo nel 2012 partendo da Rennes-le-Château e finendo con il chupacabras che potendo scorrazzare nell’area 51 troverebbe il disco volante dell’alieno dell’autopsia del quale Giacobbo ha rubato a Decollanz l’esclusiva per avere bario ed alluminio insieme alle nanomacchine impiantate sotto pelle come nel morbo di morgellons per il quale lo sbarco sulla luna non è mai avvenuto, ma è stato girato in uno studio cinematografico di proprietà di Elvis Presley che è ancora vivo, anche se poco arzillo perché ha più di 90 anni, sempre più giovane di Hitler e Mussolini che son ancora vivi e che sono i capi del Nuovo Ordine Mondiale organizzazione giudo-pluto-massonica che ha creato l’AIDS in laboratorio, ha soppresso il motore ad acqua e ha ucciso Pippo Franco e l’ha sostituito con Salatino Fulvio Franco.
E scusate se ho dimenticato qualcosa, purtroppo ho i MIB alle calcagna e non posso trattenermi.
————
In seguito alla proliferazione su FaceBook di gruppi che inneggiano all’ennesimo complotto, quello proposto da Giampaolo Giuliani, qualcuno ha pensato bene di creare questo gruppo che spero raccolga le simpatie di chi crede che internet sia un covo di boccaloni e pallonari.
Facebook? No Faceboccaloni!
Il gruppo
http://www.facebook.com/group......3148217297
Il 13 Aprile 2009 alle 23:49 strale ha scritto:
C’è un modo per “smontare” le opinioni altrui, o addirittura i fatti, quando per qualche motivo ci appaiono scomodi(che poi è un modo di contraffare la verità), ed è quello di farne scaturire conseguenze assurde con ragionamenti, come si dice in matematica, portati “al limite”.
Per dimostrare l’inutilità della previsione di Giuliani, di dice: a dargli credito, magari avremmo spostato gli abitanti di Sulmona all’Aquila con coseguenze disastrose (in realtà, al massimo, si sarebbero potute montare inutilmente delle tende). Oppure, per dimostrare l’impossiilità di fare azione preventiva in base a precisi segni premonitori si dice: ma erano avvertiti in una vasta zona, avremmo dovuto evacuare tutto l’Abruzzo? (in realtà un gruppo di esperti avrebbe potuto capire dove sarebbe stato più opportuno dislocare tende e attrezzature di primo intervento). Ancora si dice: per fare opera di prevenzione occorre sapere esattamente l’ora e il luogo dove avverrà il sisma(in realtà basterebbe avere una ragionevole probabilità che il sisma avvenga in una certa zona e in un certo periodo, per dare istruzioni utili o addirittura predisporre delle esercitazioni). Era questa la prevenzione che si poteva e doveva fare e forse oggi si conterebbero meno morti. In realtà in Italia siamo bravi a gestire le emergenze(come sta avvenendo in questo caso),ma manca la cultura delle prevenzione (come s’è constatato).
In quanto alla “rete”, meno male che esiste, al confronto di qualche svantaggio i vantaggi sono enormi: lo scambio libero d’opinioni è sempre stato costruttivo e serve a far crescere una nazione democratica.
Il 15 Aprile 2009 alle 00:10 chinablu ha scritto:
Da quando Ferrara Giuliano si intende di radon, terremoti e basse frequenze?
Il Corriere ha pubblicato un articolo (serio e documentato) sull’argomento,dal quale si viene a sapere che Giampaolo Giuliani non è solo, mentre quelli che mancano, more solito, sono i fondi: http://tinyurl.com/d8cqvf
Allora ripeto la domanda e prego Ferrara Giuliano di rispondere: da quando si intende di radon, terremoti e captatori a bassa frequenza?
Fortunatamente in rete non c’è solo l’opinione di Ferrara Giuliano, e ci mancherebbe.
Attendo con ansia.
Il 16 Aprile 2009 alle 18:43 Terremoto prevedibile? La tifoseria di Facebook sostiene in massa Giuliani » Panorama.it - Italia ha scritto:
[...] Almeno su Facebook è diventato un eroe il ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva annunciato il rischio di terremoti. L’incertezza generata dal sisma in Abruzzo si riversa su internet: una pioggia di opinioni (qui quella di Giuliano Ferrara) che alimenta dubbi, rabbia, accuse. [...]
Il 16 Aprile 2009 alle 19:17 Terremoto prevedibile? La tifoseria di Facebook sostiene in massa Giuliani - GREG NOTIZIE ha scritto:
[...] Almeno su Facebook è diventato un eroe il ricercatore del Laboratorio del Gran Sasso Giampaolo Giuliani, il tecnico che aveva annunciato il rischio di terremoti. L’incertezza generata dal sisma in Abruzzo si riversa su internet: una pioggia di opinioni (qui quella di Giuliano Ferrara) che alimenta dubbi, rabbia, accuse. [...]
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