Belpietro: Pagati poco per colpa del sindacato

Tensioni con i Cobas a Torino

Ogni tanto un’indagine ci spiega che i lavoratori italiani sono pagati poco. L’ultima li mette al 23° posto in una lista di 30 paesi fra i più industrializzati del mondo: sono retribuiti meglio perfino i greci e stanno peggio solo portoghesi, turchi e messicani. Rispetto ai dipendenti europei, gli italiani percepiscono un salario inferiore del 17 per cento. La statistica si basa sugli stipendi netti, ovvero su ciò che davvero ci si mette in tasca dopo che la busta paga è stata alleggerita dal fisco: al lordo staremmo meglio.
Di fronte a questa notizia, molti si sono stupiti. Qualche editorialista ha commentato che il problema è la produttività, ovvero le aziende per pagare di più dovrebbero produrre di più. Altri invece hanno spiegato che se gli italiani guadagnano poco è colpa dell’evasione fiscale e del lavoro nero: la prima non consentirebbe di ridurre le tasse sugli stipendi, la seconda farebbe concorrenza al lavoro regolare, costringendo a livellare al ribasso i salari.
Nessuno però ha notato un curioso paradosso, ossia che nel paese col sindacato più forte d’Europa le paghe nette sono le più basse. Gli iscritti a Cgil, Cisl e Uil sono più di 11 milioni, in Germania non arrivano a 9, in Gran Bretagna sono sotto gli 8 milioni, in Francia i tesserati sono addirittura meno di 1 milione. Ora, com’è possibile che un sindacato così rappresentativo del mondo del lavoro e così organizzato (si calcola che i sindacalisti a tempo pieno siano oltre 50 mila) non sia riuscito in tutti questi anni a difendere i salari, ovvero a fare il proprio mestiere che è tutelare gli interessi degli iscritti?
La risposta che viene fornita è abitualmente la seguente: il sindacato dagli anni Settanta in poi si è messo a fare politica, occupandosi di tante cose, e ha dimenticato di difendere gli stipendi. Vero, ma il ragionamento è parziale. Mi spiego. In Italia i lavoratori prendono poco perché i loro salari sono gravati da molte tasse. In termine tecnico si chiama cuneo fiscale e rappresenta circa il 45 per cento della retribuzione lorda. In sintesi vuol dire che lo Stato si prende poco meno della metà della paga di un lavoratore.
Ma che fa lo Stato con questi soldi? In larga parte li usa per finanziare il welfare, che vuol dire sanità, pensioni, burocrazia ministeriale e via scialando. Già, perché dentro la spesa sociale ci sono molti sprechi e inefficienze, che una volta eliminati consentirebbero allo Stato di spendere meno e di prelevare meno tasse dai salari dei lavoratori.
Ma chi si oppone a una revisione della spesa sociale? Il sindacato. Che è contro la riforma previdenziale e ancora difende soglie di pensionamento che nessuno in Europa può più permettersi; che si oppone a una riduzione dei 3,4 milioni di dipendenti pubblici (la cui busta paga, detto per inciso, è cresciuta in otto anni del 47 per cento), un esercito che da solo assorbe il 22 per cento della spesa pubblica.
E sempre Cgil, Cisl e Uil frenano una razionalizzazione nella sanità, bloccando chiusure di ospedali ormai non più economici e funzionali.
Il sindacato dunque è il vero ostacolo a una diversa politica dei redditi. Da un lato dovrebbe tutelare i salari, ma dall’altro impedisce che le risorse necessarie per una crescita degli stipendi siano liberate. In buona sostanza, le organizzazioni dei lavoratori più forti d’Europa sono la causa principale della debolezza degli stessi lavoratori. È un paradosso italiano. Uno dei tanti.

Commenti

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Il 25 Maggio 2009 alle 16:18 pasmes ha scritto:

Il sindacato ha la sua brava responsabilità non solo per i salari bassi, ma anche per la giungla che esiste nel mondo del lavoro, per le ingiustizie e le sperequazioni di trattamento spesso anche macroscopiche, per il basso livello di produttività che rende il prodotto italiano poco competitivo, e ciò perché non solo ha fatto politica, assorbendone i lati peggiori e diventando la ruota di scorta dei partiti, ma si è lasciato influenzare completamente proprio dalla politica di Sinistra, che si basa sul garantismo, sulle clientele, sulla difesa ad oltranza di chi non merita e dell’assenteista e spinge i colleghi all’emulazione, di chi fa danni perché odia il padrone, di chi non ha il senso del dovere e non produce ma non lo si può punire, e infine sullo scambio reciproco di favori con le pubbliche amministrazioni, specie se di Sinistra, a scapito dei lavoratori.

Il 26 Maggio 2009 alle 17:31 nhico ha scritto:

La classe operaia doveva stare all’inferno, ad accumulare rabbia e odio sociale, solo così poteva ingrassare il sindacato e ed i partiti di sinistra. Solo così poteva essere strumentalizzata. Solo così poteva essere il maglio da portare in piazza tutte le volte che si doveva ricattare il governo di turno.

Il 27 Maggio 2009 alle 10:09 nicksergio ha scritto:

Singolare spiegazione:la colpa dei salari bassi è del Sindacato,perchè protegge i fannulloni delle strutture pubbliche,perchè impedisce la razionalizzazione della sanità e delle pensioni.Ovviamente i governi,responsabili delle riforme del comparto pubblico e del sistema pensionistico,non hanno nessuna colpa.Se un insegnante italiano prende uno stipendio di fame è per masochismo dei sindacati,non per il disprezzo bipartisan di questa nostra classe politica per la cultura e la ricerca.L’enorme evasione fiscale,che no ha eguali in nessun paese occidentale,secondo il direttore,non conta nulla e neppure la presenza di mafie che sottraggono al paese gigantesche ricchezza .

Il 1 Giugno 2009 alle 21:43 mattapercaso ha scritto:

Su , direttore non sia ingenuo.Se accettassero la razionalizzazione, come potrebbero i vari delegati sindacali ,in primis, mantenere lo status di sindacalista,cioè assentarsi dal lavoro , (che è fatica)con vari permessi retribuiti a spese della collettività.Il sindacalista è una figura… professionale ,a sè, che cura prevalentemente i propri interessi/privilegi, illudendo i lavoratori. Ma qualcuno ,ultimamente è caduto dal palco. Forse stà cambiando qlc. Tanto. per tutelarsi,ormai, ci si deve rivolgere in altre sedi.

Il 17 Giugno 2009 alle 01:18 mediolungo ha scritto:

quella del sindacato é una delle casta di burocrati e fannulloni che frenano la crescita dell’Italia
facciamo sentire la nostra voce anche nel web contro i tentativi delle caste e dei poteri forti di far cadere berlusconi in spregio alla sovranità popolare ripetutasi a suo favore per ben 2 volte in un anno.
Ora basta, leggi quihttp://laconoscenzarendeliberiblog.wo…

Il 5 Gennaio 2010 alle 18:46 pagati poco « Tubo di scappamento ha scritto:

[...] Giugno 29, 2009 Lascia un commento Passa ai commenti da Panorama.it [26.05.2009] Belpietro: Pagati poco per colpa del sindacato di Maurizio [...]

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